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The Studio Section Two - Mike Kaluta /3




Ricorderete forse che nell'anno 1973 era stata commissionata a Barry Smith la copertina della riedizione dell'lp Reflyte dei Byrds  (in caso contrario vi rimando, per una rinfrescata, al quinto post di questa serie). Bene, lo stesso accade nello stesso anno a Mike Kaluta, sebbene stavolta io non sia in grado di dire nulla sulle circostanze che hanno portato al suo arruolamento. Si tratta comunque, anche in questo caso, di una riedizione (sebbene ridotta di alcune canzoni) dell'unico 33 giri registrato dal cantante e attore Bobby "Boris" Pickett con la sua band The Crypt-Kickers. Uscito in origine nel 1962, il disco è tutt'altro che l'opera oscura che potrebbe credere chi non lo conosce, almeno a giudicare da quel che si trova scritto su Wikipedia:
Pubblicato dalla Garpax Records di Paxton, il singolo [Monster Mash] fece un milione di vendite, raggiungendo il primo posto in classifica nella Billboard Hot 100 per due settimane prima dell'Halloween del 1962. La canzone rientrò nelle classifiche due volte, nell'agosto 1970 e nel maggio 1973, quando raggiunse il decimo posto. In Gran Bretagna arrivò fino all'ottobre 1973 per diventare popolare, raggiungendo il terzo posto nella UK Singles Chart. Per la seconda volta, il singolo vendette un milione di copie. La canzone rimase una canzone di Halloween perenne nelle radio e su iTunes.
Tutto il disco del 1962, che potrebbe risultarvi assai godibile se siete degli appassionati di musica demenziale e/o di mostri classici del cinematografo (ci sono tutti, da Dracula a King Kong!), è ascoltabile (e scaricabile) gratis a questo link: https://youtu.be/V3jmOUo8fvk



Ma qui, si capisce bene, mi interessa soprattutto parlare dell'illustrazione di copertina, dove appare, credo per la prima volta nella produzione di Kaluta, la formula grafica del rettangolo su fondo bianco che poi lui riprenderà in molte altre sue illustrazioni, incluso alcune delle più significative. Del resto, il confronto con la sua contemporanea produzione fumettistica (il disegno dovrebbe risalire al 1972) mi sembra sia tutto a favore di questa immagine, che si trasforma così in una sorta di presagio della crisi artistica che si troverà ad affrontare l'artista nel giro di un anno o poco più con tutte le conseguenze che ne seguiranno.

Un ulteriore segno di questo squilibrio non fatico poi a coglierlo nelle copertine che Kaluta realizza per la DC nello stesso periodo in cui porta avanti la serie di Carson of Venus. Splendida, per dire, quella che riproduco qui a lato, del numero 7 di Secret of Sinister House, ancora del 1972.

Ma dobbiamo adesso riallacciare i fili con il post precedente, da me fermato sull'avviso dell'imminente arrivo nelle edicole e fumetterie americane di The Shadow. Dopo mesi di annunci e smentite, la DC esce finalmente, nell'agosto 1973, con il primo numero della serie, a firma Denny O'Neil e MW Kaluta.
La storia si sofferma poco sul background del personaggio - nato negli anni '30 del Novecento, prima come voce narrante radiofonica poi come protagonista di storie pulp - che sembra anzi presumere già noto, e tuttavia la splash page di apertura riprodotta qui a lato) si preoccupa di riassumerne almeno le caratteristiche essenziali:
Il più grande oppositore di sempre al crimine, è temuto da chiunque trasgredisca la legge, da chiunque pianifichi il male. Emerge dal nulla e torna a confondersi con il nulla, così silenziosamente come indica il suo nome di battaglia.
Agisce in nome della giustizia, colpendo con rapidità, senza preavviso e senza lasciare scampo.
Con due sputafuoco automatiche e una risata che gela il sangue, guida una squadra di agenti fidati contro i trasgressori delle leggi della nazione.

Ma anche se, come si deduce da questa introduzione, c'è poco spazio per le sfumature in The Shadow - da una parte ci sono la legge e il bene, dall'altra i nemici della legge e il male - è pur vero che il vigilante in costume opera al di là dei confini istituzionali e che la polizia lo vorrebbe messo alla barra al pari dei criminali che lui combatte con i suoi metodi poco ortodossi e spesso brutali. Riguardo poi al resto - l'identità mondana di The Shadow (Lamont Cranston), i suoi effettivi poteri, i nomi degli agenti che compongono la sua squadra - tutto questo sarà rivelato un po' alla volta, nelle pagine successive o nei rimanenti albi della serie. Albi che, va specificato, sono destinati ad essere pochi, dodici in tutto, di cui solo cinque - i numeri 1,2,4,6 - portano la firma di Kaluta.

In realtà solo per i primi due numeri le cose vanno relativamente lisce. Già dal terzo numero, cominciano a affiancarsi a Kaluta altri disegnatori, che sono anche suoi amici: nel numero 3 Berni Wrightson, con notevoli risultati, va detto; nel numero quattro, ma solo da dietro le quinte, Steve Ickman. Il numero 5 è invece completamente affidato a un altro disegnatore, Frank "Johnny Hazard" Robbins, che gli subentrerà poi in modo stabile per alcuni numeri.
Solo dal numero 6 dell'agosto 1974, con la storia Night of the Ninja, i disegni della serie tornano nella loro interezza nelle mani di Kaluta, il cui stile sembra finalmente esplodere (vedi l'immagine qui sopra). Ma è il classico canto del cigno.

Come Barry Smith un anno prima, e più o meno per le stesse ragioni, anche Kaluta prende la decisione di smettere di disegnare storie a fumetti per dedicarsi, da quel momento in poi, alle sole immagini singole. Non sceglierà in ogni caso, come l'amico e collega, di crearsi una propria casa editrice, ma si accontenterà di continuare a esercitare la sua professione da freelance, mettendosi a disposizione delle case editrici, compresa la stessa DC, che gli commissionerà tra l'altro anche le copertine di due dei numeri finali della serie The Shadow.

Ma nonostante questa parziale continuità, si apre qui una stagione del tutto nuova nell'esperienza artistica di Mike Kaluta, sotto molti aspetti esaltante ma che non basterà comunque a impedire che per migliaia, forse decine di migliaia, di appassionati di tutto il globo terracqueo lui continui a essere ancora oggi, a dispetto di tutto, "quello di The Shadow".

* * *


L'immagine in alto sotto il titolo è un particolare della copertina di Puzzle Fatal, volume francese del 1989 che raccoglie le storie di The Shadow di O'Neil e Kaluta.


Commenti

  1. Io ho scoperto Kaluta proprio sulle pagine di "The Shadow", è un piacere sentirtene parlare, mi fa tornare indietro con la memoria a giorni, per me, più felici.

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    1. Anche io ho scoperto Kaluta in The Shadow e penso sia stato così per la maggior parte dei suoi ammiratori. La sua produzione è comunque vastissima, soprattutto nel campo dell'illustrazione. Nei prossimi post ne vedremo dei begli esempi :)

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  2. Che meraviglia la copertina col drago! :O Al solito, leggo con interesse e scopro autori e fumetti a me ignoti :P The Shadow ad esempio non lo avevo mai sentito nominare.

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    1. E' che da noi, a differenza che negli USA, il fumetto The Shadow è rimasto patrimonio dei soli appassionati di comics d'autore.
      Mentre la copertina col drago dimostra che già nel 1972 Kaluta aveva uno stile molto più formato di quel che poteva far sospettare il suo operato, nello stesso anno, in Carson of Venus.

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  3. Ho qualcosa di Kaluta in lingua originale, se vuoi ti mando le scan via mail. Come sempre tutto interessante, devo rivedere il mio sentirmi collezionista, non ho mai approfondito il fumetto come fai tu. Lavorone eh?

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    1. Di che materiale si tratta, Massimiliano? Se sono le pubblicazioni DC degli anni '70 o le graphic novel per la Epic degli anni '80, ho già tutto. Dammi qualche dettaglio in più, per favore...

      Lavorone certo, ma molto divertente e rilassante. Sono contento di sapere che questa serie mi terrà compagnia ancora per molto tempo :))

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    2. Guarda, facciamo così, ti mando tutto. E' poca roba ma spero interessante.

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    3. Ok! E grazie davvero per la gentilezza :)))

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    4. Sciocchezze, mi ha fatto molto piacere, solo non ho calcolato che anche tu sei fornitissimo.

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  4. Non erano certo i fumetti che leggevo io, anzi ti dirò che tutto sommato leggevo più racconti che fumetti, però tu sei proprio un vero esperto e quest artisti meritano di vedere la loro fama divulgata con la loro storia, perché non ci fai un libro?

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    1. Ho in programma di raccogliere tutti questi post e montarli in un libro, Annamaria. Ma non sarà proprio in tempi brevi. Questa serie di post potrebbe continuare per un paio di anni, forse di più. Anche per questo ho deciso di darle un ritmo un po' più sostenuto e passare da uno a due post al mese.

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    2. Per le cose belle e ben fatte occorre tempo, soprattutto un lavorone così con confronto tra artisti, il loro percorso che richiede date, stai facendo una bellissima cosa. Chi va piano va sano e va lontano ^___^

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    3. Grazie Annamaria :))
      Fretta è comunque da un po' che ho smesso d'averne. Tanto, sai com'è, che si vada piano o veloce tutte le strade portano a Roma ;D

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  5. La copertina di Monster Mash è molo carina... fa venir voglia che ci siano ancora i grossi e scomodi LP di una volta... (la cui scomparsa m'ha lasciato uno shock permanente).

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    1. Molto vero, Bruno. Non ho mai più ritrovato la bellezza del suono (analogico) del mio vecchio impianto stereo, da me scioccamente fatto fuori nel momento del passaggio al compac disc. Rimpiango soprattutto le mie belle casse B&W.
      Anche i vecchi vinili sono affascinanti. Però io alla fine, per motivi di maggior praticità, ero passato alle audiocassette.

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  6. "The shadow" l'ho sentito spesso nominare ma non l'ho mai letto, potrebbe essere l'occasione per scoprire in modo ravvicinato questo personaggio e il disegnatore Kaluta.

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    1. La serie dei dodici albi DC qui descritta è carina, però se vuoi una storia più matura e letteraria ti consiglio piuttosto la graphic novel, sempre di The Shadow e sempre di O'Neil e Kaluta, L'astrologo di Hitler.

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