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Visualizzazione dei post da 2016
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Ciao amici, ciao

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Il valente blogger Marco Lazzara mi ha quest'oggi preceduto, nel suo blog Arcani, in un piccolo progetto che mi frullava in mente da alcuni giorni: chiudere l'anno con un omaggio agli "amici" che se ne sono andati in questo 2016. Ma devo comunque ringraziarlo, perché è molto probabile che senza lo stimolo offertomi dal suo post sarei semplicemente passato oltre e avrei continuato a occuparmi degli altri, più impegnativi, articoli in corso di stesura. Il mio sarà in ogni caso un elenco brevissimo, dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi i personaggi pubblici scomparsi in questo anno, ormai passato alla cronaca come particolarmente falcidiante, non hanno lasciato in realtà nessuna traccia o quasi del loro passaggio nel mio percorso di vita. Anche la loro morte mi ha lasciato, di conseguenza, indifferente o quasi. Inoltre, della manciata di artisti citati, non entrerò in nessuna delle circostanze della loro morte. Tutto quello che mi interessa fare qui è ri…

Solve et Coagula - Pagina 159

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Parte II - Capitolo 3 /2
Superata la linea di frontiera con la Francia, e la formalità del controllo dei passaporti, la navetta di collegamento tra la stazione ferroviaria e l'area della banchina del porto imboccò una delle corsie di imbarco dei passeggeri. Insonnolito e come ipnotizzato, Massimo non riusciva a staccare lo sguardo dall’interminabile successione delle file parallele dei mezzi pesanti in attesa che, come nel più improbabile dei sogni, sembravano riprodursi all’infinito nella luce ancora dubbiosa del mattino. Fino a solo due settimane prima, sarebbe stato capace di rappresentarsi quel viaggio di ritorno come una semplice proiezione all’indietro del viaggio d’andata. Mai e poi mai avrebbe immaginato che lo stesso tratto di mare che aveva attraversato in compagnia di un amico di sesso maschile lo avrebbe riattraversato insieme a una donna quasi sconosciuta, e senza più una macchina da parcheggiare nel ventre dell’Hovercraft. Gli stessi picchi dell’estate gli apparivano …

I migliori blog del 2016 [Franken-meme]

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Ho partecipato per la prima e unica volta al "Franken-meme" creato da Nick Parisi del blog Nocturnia due anni fa, sul finale del primo anno di vita di questo mio blog. Anche l’anno scorso, a onor del vero, avevo preparato un post, ma ne era uscito fuori una tale, spropositata macedonia che ho finito col decidere di non pubblicarlo. Quest'anno, per ridurre al minimo il rischio di ricadere nello stesso errore, ho deciso di tornare a mantenermi il più possibile nei binari tracciati dal creatore del meme, Nick Parisi appunto, e prendere in considerazione solo quei blog che affrontano (con una certa continuità) argomenti assimilabili a quelli trattati da Nocturnia. Immagino che sappiate tutti che questi argomenti sono riconducibili ad alcune categorie fondamentali: fantascienza, horror, fantastico e mistero - con tutti i sottogeneri derivati e in tutte le salse espressive (narrativa, cinema, fumetto ecc.). Dopotutto, se è vero che seguo, con maggiore o minore assiduità e part…

Breve guida illustrata ad alcuni luoghi artificiali della letteratura e dintorni /1

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Dopo l'excursus sui luoghi naturali,non potevo certo passar sopra a questa nuova tappa dell'itinerario-meme denominato dei "vasi comunicanti", proposto a cadenza libera dal blog Il Manoscritto del Cavaliere. Si tratta ogni volta, come suggerisce il nome, di collegare un determinato soggetto a un'opera letteraria e a un'opera pittorica (o comunque visiva). E devo subito dire che questa volta mi aggrego all'iniziativa con più ritardo del solito, andando così ad accodarmi a vari altri blogger che mi hanno preceduto. Se ho tenuto bene il conto, dopo Cristina e prima di me hanno pubblicato un loro post sui luoghi artificiali The Obsidian Mirror, Myrtilla's House e Ariano Geta. Il che è indice di come l'iniziativa di Cristina Rossi appassioni sempre più amici, ma anche del poco tempo da dedicare al blogging che mi ritrovo in questo finale di 2016.

Solve et Coagula - Pagina 158

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Parte II - Capitolo 3/1
Massimo passò buona parte delle ore successive alla partenza da Woolpit a maledire dentro di sé il momento in cui aveva acconsentito a mettersi nelle mani di Paula Susi. Dopo aver cenato, secondo programma, in un ristorante tipico della cittadina, i due avevano preso un taxi fino alla stazione di Cambridge, per poi salire su un treno diretto alla stazione londinese di King's Cross. Dopodiché, sempre secondo programma, avevano preso la coincidenza per Dover. Solo strada facendo Massimo aveva avuto modo di scoprire che l'affermazione di Paula, sul passare la notte nella cuccetta di un vagone letto, era stato qualcosa di detto così per dire, mentre la realtà era molto diversa. Da lì a Dover li attendevano ancora due cambi, il primo alla stazione di London Bridge, dove presero un treno per Gillingham, nel Kent. Vi arrivarono che erano le due di notte. «Siamo più o meno a metà strada» gli spiegò lei.

Trilogia delle Madri /9 - La visione steineriana: La fase terrestre

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I movimenti dei corpi celesti sono determinati dai reciproci rapporti delle diverse entità spirituali che li abitano. La percezione ed i movimenti dei corpi celesti ebbero origine da cause animico-spirituali, e si verificarono in modo che fosse possibile agli stati spirituali di esplicarsi nel campo fisico.
Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali
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Riprendo il discorso da dove lo avevo interrotto nel post precedente, cioè dal momento in cui nell’uomo, la coscienza immaginativa, raggiunta nel grado lunare, sta per lasciare il posto al grado di coscienza successivo. Questo passaggio corrisponde con l’inizio della quarta fase evolutiva, tuttora in corso: la fase terrestre. Dobbiamo comunque tenere sempre presente che non stiamo parlando qui di rapporti tra corpi planetari, ma tra diversi gradi di coscienza, e che il corpo cosmico è in realtà uno e la sua evoluzione procede di pari passo con quella dell'uomo. Quando diciamo "corpo fisico" dobbiamo quind…

Insieme Raccontiamo 15 - L'occhio dal profondo

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Sinceramente non so dire quanta incidenza abbia avuto, nella costruzione di questo post, la circostanza che ieri, poco prima di cominciare a redigerlo, mi sia capitato di leggere il contributo di Glò de La Nostra Libreria alla stessa iniziativa. Lei, nel suo post, prima ha presentato un più che ottimo finale, poi ha raccontato che lo spunto di partenza le era stato offerto da Isola con fantasmi di John Banville, un romanzo e un autore dei quali, confesso, non avevo mai sentito parlare. Comunque sia, oggi mi ritrovo a fare un’operazione simile, e sebbene mi sia già successo in passato - per esempio con il finale per Insieme Raccontiamo 13 - di prendere spunto da un’opera letteraria (Pinocchio), forse è davvero alla nostra Glò che devo la struttura in due parti di questo post. Anche io infatti, come lei ieri, spenderò stavolta alcune parole sulla mia fonte di ispirazione.


#insiemeraccontiamo #giochi

Per partecipare a Insieme Raccontiamo 15, o per leggere le opere degli altri parte…

Anno Quarto - Anno nuovo... testata nuova

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Questo blog oggi compie tre anni e, secondo consuetudine, a sancire il passaggio dall'anno terzo all'anno quarto c'è il cambio di testata. Nei tre anni precedenti avevo optato ogni volta per una soluzione quasi astratta e utilizzato come sfondo del titolo il dettaglio di un dipinto: Redon, Monet, poi di nuovo Redon. Stavolta ho invece deciso di adottare un cocktail di immagini che permetta a chi approda su queste pagine di farsi a colpo d'occhio un'idea dei contenuti. Un'idea parziale certamente, ma pur sempre un'idea.

Solve et Coagula - Pagina 157

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Parte II - Capitolo 2 /13
La stanza era il piccolo studio-soggiorno del suo appartamento, quello dove negli ultimi anni aveva trascorso la maggior parte delle sue ore da sveglia, immersa nella lettura o davanti allo schermo del pc. Il dettaglio che fosse anche lo spazio di passaggio per eccellenza del suo appartamento, quello da attraversare per accedere sia al bagno che alla cucina, non l’aveva mai troppo preoccupata. Né quando con lei viveva Ilaria, la sua prima inquilina, né, a maggior ragione, dopo l’arrivo di Alessandra, la ragazza invisibile. Il divano letto era al suo posto di sempre, mentre il tavolo con il computer sembrava esser stato fatto sparire, così che la stanza appariva semivuota. Chi era stato? si domandò Luisa. E perché?

The Studio - Secondo intermezzo Parte 2: Oh Funny Pages! (1972-73)

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A curare la veste editoriale del magazine National Lampoon furono chiamati in origine i grafici dei Cloud Studios, la cui filosofia di lavoro coincideva più o meno con quella degli autori di fumetti (ma non solo) underground: evitare per quanto possibile di apparire professionali e accurati e fare della propria (apparente) sciatteria un punto di merito. Una filosofia operativa che si rifletté nell'aspetto grafico dei primi sette numeri, pubblicati tra l'aprile e l'ottobre del 1970, prima che Matty Simmons e Leo Mogel, i boss della Twenty First Communications, si decidessero per un sostanziale cambio di rotta. I due imprenditori erano convinti che una grafica più accurata - più mainstream - avrebbe inevitabilmente attratto un pubblico di lettori più ampio e variegato, con un conseguente aumento delle vendite. Detto fatto, licenziarono i Cloud Studios e arruolarono al loro posto l'ex grafico di Cosmopolitan, Michael Gross.
Gli effetti della cura Gross furono in effetti …

The Studio - Secondo intermezzo: L'alba di National Lampoon (1970-71)

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Osservò una volta Thomas Carlyle: "Il vero umorismo non nasce più dalla testa che dal cuore". Ovviamente, che cosa il vecchio, sciocco rosacrociano abbia voluto intendere con questa frase è ancora Avvolto nel Mistero...

Quello che avete appena letto è l'incipit dell'editoriale di apertura di National Lampoon numero uno dell'aprile 1970, a firma dei tre caporedattori Beard, Kenney e Hoffman. Unito alla copertina (qui a lato), lascia pochi dubbi sugli obiettivi del magazine, che aspira a ereditare certo intellettualismo beffardo e dissacratorio dell'underground e insieme a cavalcare l'onda del generale clima di  trasgressione e contestazione tipico della fine degli anni '60.
Certo i tre, come nessuno dei loro collaboratori, può ancora immaginare di avere appena esordito con il primo numero di quella che è destinata a diventare la più famosa rivista umoristica degli USA se non del mondo intero, ma è comunque un dato di fatto che Doug Kenny and Henry Beard

The Studio Section Four - Jeffrey Catherine Jones /4

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Sono un romantico e un pittore, e amo le donne... le forme femminili riflettono la luce con una tale semplicità e una tale bellezza.
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Se affronto veramente solo ora, in questa fase di questa serie di post, la questione delle collaborazioni tra i futuri membri di The Studio - in particolare riguardo a questo periodo che si colloca sulla cuspide tra i sixties e i seventies - è perché ho prima voluto mettere in campo anche il nome di Jeffrey Catherine Jones, all'epoca semplicemente Jeff Jones. Barry Smith non è ancora in vista, ma Jones, Wrightson e Kaluta si comportano già come una piccola comunità artistica, attorno alla quale gravitano altri nomi ancora. Abbiamo per esempio visto, nello scorso post, quanto sia stata fondamentale la presenza di Bruce Jones nei loro poco fortunati esperimenti di autopubblicazione, spentisi quasi sul nascere, di Abyss e Web of Horror.
Ma naturalmente non c'è stato solo Bruce Jones. Nell'estate del 1970 il primo numero della fanzine This is …

Solve et Coagula - Pagina 156

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Parte II - Capitolo 2 /12
Quando Luisa riprese conoscenza la prima cosa che avvertì fu un odore pungente che le risaliva le narici. Poi vide la strana donna, lunga, magra e cenciosa, seduta sul pavimento con le gambe incrociate a poca distanza da lei. Infine notò, posata a terra tra loro, una specie di zuppiera di terracotta riempita di cibo fin quasi all’orlo. Si sollevò seduta a sua volta. «Serviti» le disse la donna, indicando il cibo. Era da lì che saliva l’odore. «Cos’è?» domandò Luisa diffidente. Non avrebbe saputo descrivere quello che vedeva altrimenti che come l’equivalente culinario della pittura di Jackson Pollock. «Proteine». «Non potresti essere più specifica?». L’altra le lanciò uno sguardo torvo. «Ti credi forse migliore di me?».

The Studio Section Four: Jeffrey Catherine Jones /3

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La mia speranza è che ogni mia opera mi lasci insoddisfatto. Questo mi dà la spinta per passare all'opera successiva. Il giorno che penserò di aver creato qualcosa di grande finirà tutto.
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Il 1969 porta a Jeffrey Jones, tra le altre cose, l'occasione di figurare per la prima volta come disegnatore principale in un albo mainstream, con una storia di 15 pagine scritta da Bill Pearson pubblicata sul numero 13 del comic-book Flash Gordon della Charlton Comics con il titolo Monster Men of Tropica. Ma ad attrarre Jones è stata anzitutto in questo caso la possibilità di esercitarsi su un altro dei suoi miti, qual era il leggendario personaggio nato dalla mente e dalle matite del mai troppo rimpianto Alex Raymond (1909-1956). Ci si aspetterebbe così, da parte sua, una dedizione assoluta al progetto, invece lo stesso Jones ha in seguito ammesso di aver lavorato alla storia a tempo perso, convinto com'era che alla fine gliela avrebbero rifiutata comunque. E a conti fatti il risul…

Trilogia delle Madri /8 - La visione steineriana: Saturno, Sole e Luna

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Al visionario e teosofo Rudolf Steiner fu rivelato che il nostro pianeta, prima d’essere la terra che conosciamo, passò per una fase solare, e prima per una fase saturnina. L’uomo, attualmente, consta di un corpo fisico, di un corpo etereo, di un corpo astrale e di un “io”; al principio della fase o epoca saturnina era un corpo fisico, unicamente. Questo corpo non era visibile né tangibile, perché non c’erano allora né solidi, né liquidi, né gas. Solamente c’erano stati di calore, forme termiche. I diversi calori definivano nello spazio cosmico figure regolari e irregolari; ogni uomo, ogni essere, era un organismo fatto di temperature cangianti. Secondo la testimonianza di Steiner, l’umanità dell’epoca saturnina fu un cieco e sordo ed impalpabile insieme di caldi e di freddi articolati. «Per l’osservatore, il calore non è altro che una sostanza ancora più sottile d’un gas», leggiamo in una pagina dell’opera “Die Geheimwissenschaft im Umriß”. Prima della fase solare, spir…

Insieme Raccontiamo 14: Sotto la vecchia quercia

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Nel post di oggi, e non è capitato spesso, affianco le versioni standard di Insieme Raccontiamo: breve (200/300 caratteri) e lunga (200/300 parole). Vi invito a leggerle e, se vi va, dire la vostra.
Per il resto - regolamento completo dell'iniziativa e prove degli altri partecipanti - vi rimando come ogni mese al relativo post del blog Myrtilla's House di Patricia Moll. In questo caso: Insieme Raccontiamo 14


#insiemeraccontiamo #giochi

Solve et Coagula - Pagina 155

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Parte II - Capitolo 2 /11
«Solo guardare» ripeté piano Luisa, non del tutto convinta di voler approfittare dell'occasione. Ma aveva una scelta? «Non devo anche pensare a una persona?». «No» ribadì con decisione l’altra. «Guarda e basta».

Breve visita guidata ad alcuni luoghi naturali letterari (cum figuris)

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Ed eccomi qua, credo per la quarta volta, a proporre un post sulla scia del blog Il Manoscritto del Cavaliere di Maria Cristina Cavaliere, brava blogger che ha tra le sue virtù riconosciute quella di proporre suggestivi abbinamenti tra opere letterarie, dipinti, paesaggi, emozioni, ecc. Stavolta si è trattato di abbinare cinque luoghi naturali a un libro e a un dipinto. Lei per il suo post I quadri, i romanzi e i luoghi naturali ha scelto, nell'ordine: Montagna, Isola, Fiume, Mare e Lago; io ho invece optato per: Isola, Fiume, Palude, Altopiano e (dall'alto di una) Rupe. Ne è uscito qualcosa di sterminato che mi ha anche permesso di sconfinare in un'altra delle mie passioni e fare riferimento a due dei miei film preferiti di sempre.
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1. L'isola: King Kong (Delos Wheeler Lovelace, 1932)
Pag. 44: La nebbia che stava quasi per scomparire e diveniva ormai impercettibile, improvvisamente, mentre essi erano in ascolto, si fece più densa. Quando però si alzò un leggero ven…

Anche l'assurdo può accadere

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Su uno dei lati del portachiavi compariva una testa di toro finemente cesellata, coronata ad arco dalla scritta “Hotel Minoic”. La si sarebbe potuta quasi scambiare per la faccia di una moneta, pensò Luisa, che poi chiuse gli occhi e per un momento lasciò che fosse il suo polpastrello a “leggerla” nei dettagli. L’altro lato dell’oggetto portava invece stampato il numero “406”.
Per coloro di voi che non lo sanno, quello che avete appena letto è un estratto della mia blog novel Solve et Coagula. Della Pagina 127 per l'esattezza.
Come ho detto in più occasioni, in corso di scrittura della blog novel io cerco, per quel che riesco, di seguire il metodo "buona la prima", che consiste appunto nel prendere per buona la prima idea che mi viene in mente. E così ho fatto anche quando si è trattato di assegnare il numero alla chiave di cui Luisa è venuta involontariamente in possesso. Mi è balenato all'istante in mente il numero 406 e senza pensarci due volte l'ho digitato sul…

Solve et Coagula - Pagina 154

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Parte II - Capitolo 2 /10
«Posso forse leggerti la mano?» riprese la strana donna. «O preferisci le carte?». Luisa scosse la testa. «Nessuna delle due, grazie. Non sono granché interessata al mio futuro. In realtà non sono più neanche tanto sicura di averne uno. E preferirei di gran lunga che mi dicesse come si esce di qui». «Quanta fretta, ragazzina. Hai forse paura di arrivare tardi alla festa?». Già, la festa di carnevale all’Hotel Minoic. Ma che ne sapeva lei? Forse era vestita in quel modo perché vi doveva presenziare a sua volta? «È anche lei un’invitata?».

The Studio Section Four: Jeffrey Catherine Jones /2

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Guardo Rembrandt e vivo un grande senso di pace. Quando guardo Rodin, il sangue comincia a correre, la testa mi comincia a pulsare. Se osservo Whistler non sono più in grado di respirare a fondo. Per parafrasare Max Liebermann: Guardare Rembrandt mi fa venir voglia di dipingere. Guardare Whistler mi fa venir voglia di smettere. (Jeffrey Jones, The Studio, 1979)
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Jeffrey Jones nasce ad Atlanta, nello stato americano della Georgia, il 10 gennaio 1944 “in un’immensa casa di pietra circondata di magnolie e velata di edera”. È la casa dei nonni materni, dove trascorre la prima parte dell’infanzia insieme alla madre, ai nonni, alla bisnonna e a una prozia cieca che abita una stanza al piano terra dell’edificio. Suo padre è oltreoceano, a combattere i tedeschi. Tornerà a casa solo nel 1947 e Jeffrey lo vede per la prima volta all’età di tre anni. E capisce che davanti a lui sarà sempre senza difese.

Un passo di A Recollecting Remembrance: — La mia vita esemplifica la storia di ragazzi e uo…

Insieme Raccontiamo 13: Il mistero dei bambini scomparsi e Un giorno al museo

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Doppia versione lunga, stavolta. Ancor più fuori programma se si considera che fino a stamani avevo realizzato soltanto una versione breve di 200/300 caratteri. Ho poi aggiunto una versione lunga di 200/300 parole, presentata qui come finale numero due, e infine espanso anche la versione breve che è così diventata a sua volta lunga (finale numero uno). Non aggiungo altro se non un invito alla lettura, mentre per le regole dell'iniziativa e le prove degli altri partecipanti, vi rimando come sempre al consueto post di lancio del blog Myrtilla's House di Patricia Moll.


#insiemeraccontiamo #giochi

The Studio Section Four: Jeffrey Catherine Jones /1

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Nel Sud degli Stati Uniti, negli anni '50, non c'erano né gay né lesbiche, e poco ma sicuro nessuno come me.
E così il logo di The Studio appare da oggi finalmente tutto intero. Mi riferisco, per capirci, all'immagine con cui sono solito chiudere i post di questa serie, da me prima ritagliata in quattro parti e poi fatta crescere su fondo nero, come un'anomala luna rettangolare nella notte, di un quarto a ogni sezione: Barry (Windsor-)Smith, Mike (Michael William) Kaluta, Berni(e) Wrightson e, infine, l'arrivo di oggi: Jeffrey Catherine Jones - che è, devo dirlo, il mio preferito dei quattro moschettieri di The Studio.



O dovrei dire "preferita", visto che si tratta di un artista transgender, che dall'età di 55 anni e per i successivi dodici anni della sua vita è stato a tutti gli effetti una donna? Devo ammettere che non mi ero neanche posto posto il problema, prima di vagabondare un po' nel web e rendermi conto che esiste una tendenza a parlare di …

Solve et Coagula - pagina 153

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Parte II - Capitolo 2/9
Quando arrivò alla fine delle scale Luisa cercò di orizzontarsi. Alla sua destra, dove avrebbe dovuto trovarsi il banco della custode del bagno, c’era invece un armadietto che doveva essere quello che gli aveva indicato il cameriere del bar. Solo che quando vi frugò sopra non trovò nessuna traccia della chiave con cui avrebbe dovuto aprire l’ingresso delle cantina, ma solo uno spesso strato di polvere. Non poteva proprio fidarsi di nessuno, concluse. Pensò che sarebbe stata quindi costretta a tornare di nuovo di sopra, al piano terra, ma qualcosa le suggeriva che non sarebbe mai successo senza che la luce si spegnesse di nuovo. E non era detto che anche stavolta sarebbe stato senza conseguenze. Se prima, per esempio, non si fosse fatta distrarre dal ricordo lontano della sua visita al luna park e avesse subito acconsentito alla svolta comparsa dal nulla nel mezzo della sua discesa, chissà in quel momento dove starebbe vagando sottoterra. Forse le conveniva invec…

Trilogia delle Madri /7 - Le origini: Steiner, Goethe, Plutarco

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All'interno dell’opera complessiva di Rudolf Steiner – composta di circa quattrocento volumi, tra libri scritti direttamente dall'autore e raccolte di suoi articoli o conferenze - la figura di Goethe occupa un posto di grande rilievo. È quindi lecito aspettarsi una certa attenzione anche nei confronti del Faust, e soprattutto della sua seconda parte (detta anche Faust II, di ben altro spessore rispetto alla prima o Faust I), che è poi la parte che comprende l'episodio della discesa di Faust alle Madri. Più in particolare, dei due cicli integrali di conferenze dedicati da Steiner al capolavoro di Goethe, e raccolti in seguito ne La scienza dello spirito e il Faust di Goethe vol. 1 e 2 (Opera Omnia n. 272 e n. 273), la quarta conferenza del secondo ciclo, tenuta da Steiner a Dornach il 2 novembre 1917, porta proprio il titolo di Faust e le Madri. Era un tema già più volte affrontato in precedenza dall’esoterista austriaco, che lo considerava uno dei punti cardine del Faust, …

Terre di Confine Magazine a L'ora del libro [video]

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Terre di Confine Magazine è senza dubbio una delle perle del panorama editoriale italiano per quel che concerne il fantastico in tutte le sue declinazioni, dalla fantascienza al mistero, dalla scienza di confine alla letteratura, dal cinema al fumetto. E questo vale sia per la qualità dei contenuti che per l'accuratissima confezione grafica, che rende l'avventurarsi tra le sue pagine (tante, 240 ogni numero, e senza pubblicità), una vera esperienza estetica. Ho già parlato in passato di questo progetto editoriale, che mi vede coinvolto in prima persona in veste di articolista, ma voglio invitarvi adesso a vedere un video che gli ha dedicato la redazione de L'ora del libro, a questo link.
https://igg.me/at/terrediconfinemag

Il video, il cui scopo primario è senza dubbio quello di raccontarvi come è possibile mantenere vivo il progetto contribuendo concretamente alla sua realizzazione, è anche una recensione del quinto numero di Terre di Confine Magazine, l'ultimo al momen…

Leggere non è peccato, forse

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Un post nato in modo del tutto imprevisto, questo, frutto di una somma di coincidenze. Primo, era da un po' che vedevo circolare sui blog amici un meme libresco dal titolo Leggere non è peccato, con cui, devo dirlo, non è stato amore a prima vista. Niente di strano, mi è successo molte altre volte di considerare un meme non proprio nelle mie corde, nonostante io di principio non abbia nulla contro simili iniziative.
Secondo, mi è capitato di dover riprendere ultimamente in mano, per il mio più recente post sulla Trilogia delle Madri, l'autobiografia di Dario Argento, Paura. Si tratta di un ottimo testo, pubblicato da Einaudi nel 2014, che mantiene in pieno la promessa della quarta di copertina (Un'autobiografia che si legge come un romanzo), la cui lettura penso possa essere utile, a dispetto del titolo, non soltanto agli appassionati di cinema horror e del regista in particolare, ma a varie categorie di persone. Per esempio, a chiunque sia interessato ad approfondire un pe…

Trilogia delle Madri /6 - Le origini: dal Triangolo Magico al Triangolo di Plutarco (Re-edit)

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Nota:Questo non è il mio primo re-edit, ma i precedenti riguardavano tutti articoli di vecchia data, la cui forma e contenuto, a distanza di anni, non mi soddisfacevano più del tutto. In questo caso mi trovo invece a dover fare i conti con un articolo pubblicato appena il giorno prima, a causa di una mia ricostruzione ipotetica di un brano che è stata poi smentita nei commenti da parte di un amico blogger. La prima parte di questo post si è così trasformata nel resoconto, passo dopo passo, proprio di questo evento di ricostruzione e smentita. Ho lasciato invece immutata la metà successiva del post, quella dedicata a Plutarco.

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Viaggiammo in lungo e largo per l’Europa, sulle tracce del film che stavamo scrivendo insieme. Studiammo i testi esoterici e alchemici più famosi dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, scandagliammo le teorie di Rudolf Steiner, visitammo cattedrali che odoravano d’incenso, biblioteche che sapevano di muffa e molti luoghi considerati «maledetti». Ra…