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Visualizzazione dei post da dicembre, 2014
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Juke Box #4: Un abbacinante fluire

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La parola araba 'Hijra' significa 'migrazione, allontanamento' (fonte Treccani), e la si usa per indicare il trasferimento del profeta Mohamed dalla Mecca a Medica nel 622 d.C., che sancì la data d'inizio della storia islamica. La cantautrice canadese  Joni Mitchell la prese in prestito per il titolo di un suo album del 1976, - l'ottavo da lei realizzato in studio, e anche, a mio parere, uno degli album più belli in assoluto della storia del rock - perché gran parte delle tracce che lo compongono furono da lei concepite e scritte durante un viaggio in auto  coast to coast  attraverso gli Stati Uniti. Ed è in effetti difficile trovare un disco di canzoni che più di questo trasmetta l'idea di una progressione tutta distesa in orizzontale, attraverso uno spazio che appare completamente aperto tale è la fluidità con cui vi si inoltrano i fiumi sonori che ne compongono la trama. Ancor più della voce è la chitarra della Mitchell stavolta la vera protagoni...

Juke Box #3: Ballate nere

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Quasi completamente sconosciuto al di fuori dell'area nordeuropea, Dan Andersson (Daniel Andersson, 1888-1920) è stato uno dei più grandi poeti svedesi. La sua raccolta poetica più famosa, Svarta ballader (Ballate nere), è stata pubblicata nel 1917. Prima che la morte prematura - avvenuta per avvelenamento da acido cianidrico in una stanza d'albergo non areata a causa della negligenza di alcuni inservienti - mettesse fine alla sua vita, aveva cominciato lui stesso a trasformare in canzoni, con musica scritta di suo pugno, le poesie della raccolta. Questo compito è stato poi portato avanti, nei decenni successivi, da molti altri musicisti. Tra questi Sofia Karlsson , la cantante che interpreta i due brani che vi presento oggi e che si è subito imposta, fin dal suo album di debutto del 2002, Swedish folksongs , come una delle più importanti autrici e interpreti della scena musicale svedese contemporanea. Svarta Ballader , interamente dedicato alle poesie di...

Juke Box #2: Col tempo...

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Come credo molti di voi sappiano, Franco Battiato ha pubblicato tra il 1999 e il 2008 tre pregevoli album di cover, in questo ordine: Fleurs 1 , Fleurs 3 , Fleurs 2 . Le due canzoni che presento oggi sono tratte rispettivamente da Fleurs 2 (2008) e Fleurs 3 (2002) e hanno il comune denominatore del passato. Molto diverso è però l'approccio al tema nei due brani. La musica muore  è la rievocazione autobiografica degli anni della giovinezza del suo autore, Juri Camisasca , uno dei protagonisti dell'avanguardia musicale italiana degli anni '70 e cantante dotato di una delle voci più calde e magnetiche della nostra scena. Appassionata e nostalgica celebrazione dell'era dei grandi concerti rock e della vita in perenne movimento contrapposta all'immobilità del presente, il brano in questa versione è interpretato a due voci, da Battiato e dallo stesso Camisasca. Col tempo sai , canzone celeberrima di Leo Ferrè , terribile è bellissima, è invece il lucido, ...

Juke Box #1: Mezzogiorno sulle Alpi

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Lungo ritorno a casa e La recessione sono le due canzoni di Alice con cui ho scelto di inaugurare l' Operazione Juke Box , una serie di post musicali che, come ho annunciato nei giorni scorsi, ci terrà compagnia di qui all'epifania. Entrambe le canzoni sono tratte da uno stesso disco della cantante forlivese:  Mezzogiorno sulle Alpi , un raffinatissimo album del 1992 che vede nell'organico strumentisti del calibro di Gavin Harrison alle percussioni e Paolo Fresu alla tromba. Come ho spiegato altrove, l'O.J.B. è nata dalla mia volontà di mantenere vivo questo spazio anche nel periodo natalizio, ma con dei post leggeri, che mi lasciassero il tempo di occuparmi di altri aspetti del blog che ho negletto nel corso di questo primo anno. Questo non vuole però significare che io consideri tutto ciò un semplice riempitivo, altrimenti avrei preferito di gran lunga prendermi una pausa dalle pubblicazioni. La prima delle due canzoni di questo post, per esempi...

Riposo dolce riposo?

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Il Natale è alle porte e molti blogger già si sono abbandonati placidamente al flusso della corrente rallentata di questo periodo prefestivo. C'è chi si concede post 'leggeri' e chi fa bilanci. Nessuno, almeno tra quelli che seguo, ha ancora abbassato del tutto la saracinesca, ma è chiaro che più di uno si appresta a farlo. Anch'io mi prenderò qualcosa di somigliante a una pausa, e per di più lunga tutto il periodo delle festività, ma sarà appunto una similpausa. Per almeno due motivi. Prima di tutto mi dedicherò a mettere un po' di ordine. Nell'ultimo periodo in particolare, ho avuto molti impegni e tutto il tempo che ho dedicato al blog l'ho dovuto riservare alla stesura dei post trascurando tutto il resto. Le pagine statiche per esempio, le ho lasciate andare alla deriva in un modo che posso solo definire definire 'scandaloso'. Quindi, compito numero uno: dare una veste definitiva alle pagine statiche e aggiornarle tutte al post più r...

Bathory III: Thurzo (Prima parte)

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György Thurzó  è, dopo Ferenc Nádasdy e la strega Darvulia, l'ultimo dei tre personaggi con cui il regista Juraj Jakubisko ha scelto di personificare le tre zanne - di lupo o di drago - che compongono lo stemma della casata Báthory. Tre zanne che lacerano, ciascuna in modo diverso, la vita di Erzsébet e scandiscono le fasi principali della sua ascesa e della sua caduta. Lo stesso Ferenc, del resto, se da un lato eleva la contessa a un rango anche superiore a quello di nascita, dall'altro si connota come un marito assente che consegna la contessa a un destino di noia e solitudine. In quanto a Darvulia, il film gioca sull'ambiguità e sui vuoti della cronaca storica per lasciarci nell'incertezza, riguardo alla sua natura e al suo operato. Su una cosa tuttavia film e cronaca concordano: la morte la colse prima del precipitare definitivo degli eventi e non poté quindi assistere in prima persona alla caduta di Erzsébet. E neanche poté essere processata come lo furon...

Scrivere fumetti: la mia esperienza personale /2

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Il titolo che ho scelto per questa nuova breve serie di post è in realtà un po' fuorviante. Nel senso che sarebbe stato più corretto porlo in questi termini: Scrivere graphic novel: la mia esperienza personale . La differenza? A mio avviso è soprattutto una: mentre nel fumetto il testo esterno ai dialoghi è ridotto ai minimi termini e le descrizioni ambientali e degli stati interiori dei protagonisti sono affidati quasi esclusivamente al disegno, nella graphic novel il testo occupa un certo spazio anche al di fuori dei contorni dei balloons . In altre parole, la graphic novel ha una maggiore affinità con il racconto e il romanzo rispetto al fumetto, che ha un linguaggio di tipo più cinematografico. A dimostrazione, quella che segue è la tavola 7 di  Dreamtime Returns , che è anche, come ho scritto nel post precedente , l'ultima del mio progetto a disporre di uno storyboard. Dreamtime Returns - Tavola 7 - Schizzo preparatorio di Fabio Folla  Il flashback c...

Quali sono i vostri blog preferiti? 2014 edition.

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Ed eccomi adesso alle prese con una mostruosa creatura sfuggita al controllo del suo creatore. No, non parlerò del mostro di Frankenstein, o di altri mostri come quello dell'immagine qui sopra, ma di un post sui blog preferiti del 2014 scritto in origine da Nick Parisi del blog Nocturnia e che alcuni blogger senza scrupoli, ai quali mi aggrego, hanno trasformato in meme. Vi invito naturalmente a leggere, prima o dopo la lettura di questo post, l' articolo originale di Nick, che ha anche fatto il pieno di commenti. E proprio attraverso i commenti scoprirete anche a chi va di diritto la corona di blogger dell'anno (Moz, vi dice qualcosa?). Ora, io a questo punto mi sarei anche trovato nelle peste, perché i blog che avrei voluto nominare sono davvero tanti, troppi. Per fortuna i 'meme' sono di solito provvisti di regole e capita talvolta di potervi trovare soccorso (e poco importa che nel caso del presente 'meme' le suddette regole siano in gran p...

Tre pianeti in Scorpione e altri messaggi da Pacific Palisades /2

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Christian de Bartillat: Non è forse lei un mago, un messaggero? Henry Miller: Sarebbe meraviglioso, se così fosse. C'è un'altra parola, che amo molto e che si avvicina a 'mago', ed è 'giullare di Dio'. Non so se è questo che sono, ma mi piacerebbe esserlo. Henry Miller è stato un appassionato cultore di astrologia e questa materia ricorre perciò spesso nelle pagine di domande e risposte di Conversazioni a Pacific Palisades , insieme a un più generale richiamo alla profezia, che è un altro degli elementi portanti dell'opera milleriana. Al punto che nella loro conversazione (che, ricordiamolo, si svolge in francese) lo stesso Miller e Christian de Bartillat si divertono a giocare sulla confusione di termini tra 'Milleriano' e 'Millenario'. Ma è sul discorso astrologico che a me interessa soffermarmi qui, perché i modi in cui esso si intreccia con la mia realtà e il mio vissuto personali (e sì, questo è un very self-centered blog )...