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Bathory III: Thurzo (Prima parte)



György Thurzó è, dopo Ferenc Nádasdy e la strega Darvulia, l'ultimo dei tre personaggi con cui il regista Juraj Jakubisko ha scelto di personificare le tre zanne - di lupo o di drago - che compongono lo stemma della casata Báthory.
Tre zanne che lacerano, ciascuna in modo diverso, la vita di Erzsébet e scandiscono le fasi principali della sua ascesa e della sua caduta. Lo stesso Ferenc, del resto, se da un lato eleva la contessa a un rango anche superiore a quello di nascita, dall'altro si connota come un marito assente che consegna la contessa a un destino di noia e solitudine.
In quanto a Darvulia, il film gioca sull'ambiguità e sui vuoti della cronaca storica per lasciarci nell'incertezza, riguardo alla sua natura e al suo operato. Su una cosa tuttavia film e cronaca concordano: la morte la colse prima del precipitare definitivo degli eventi e non poté quindi assistere in prima persona alla caduta di Erzsébet. E neanche poté essere processata come lo furono le altre complici della contessa.


Alla morte di Darvulia, un'altra strega della foresta ed esperta erborista, Erza Majorova, prese il suo posto. Fu lei, la Majorova, secondo la teoria che vede i bagni nel sangue come una realtà storica, a convincere Erzsébet della necessità di passare dall'utilizzo del sangue di semplici contadine a quello di ragazze nobili. Era questa, secondo lei, l'unica garanzia che i bagni potessero continuare a esercitare il loro effetto di ringiovanimento, anche dopo che la contessa avesse raggiunto la soglia dei cinquanta anni.
A spingere venticinque ragazze di alto rango a salire fin nel castello della contessa, dove avrebbero trovato la morte, fu la promessa di ricevere da lei lezioni di etichetta e di lingue straniere (Erszébet Báthory conosceva cinque lingue). Fu questo l'evento fatale che fece precipitare la situazione, perché se era vero che un nobile aveva potere di vita o di morte su coloro che gli erano soggetti, non poteva avvalersi dello stesso diritto nei confronti di altre persone di rango elevato.

Ma Jakubisko sceglie di ignorare tutto questo. Il confronto, nel finale del film, è ormai tutto giocato come in una partita di scacchi: tra il bianco e il nero. Il bianco di Erzsébet e il nero di Thurzó.
Ma si può anche dire che sia stato così fin dall'inizio: morto Ferenc, Thurzó dà inizio alla sua manovra di accerchiamento; morta Darvulia, Thurzó ha, o sembra avere, campo libero.

* * *

La terza parte inizia con le celebrazioni per l'elezione di Thurzó a gran palatino e con il suo insediamento a Presburgo, capitale dell'Ungheria e sede del palatinato. Ma è solo un breve intermezzo, prima che l'attenzione del regista e l'azione del film torni a concentrarsi sul castello di Cachtice. E' qui, tra le sue mura, che si sono appena introdotti proprio tre sicari di Thurzó, con la missione di avvelenare l'unico figlio maschio sopravvissuto di Erzsébet, Pál. Il piano è però sventato e la vendetta da parte della contessa non si fa attendere. Travestiti da turchi, lei e il nipote Gábor Báthory mettono a ferro e fuoco un primo villaggio.
E poiché, in questa stessa occasione,  Gábor comunica a Erzsébet la notizia della morte per febbre di Caravaggio, siamo in grado di collocare gli avvenimenti a poco dopo la data del 18 luglio 1610, giorno della morte del pittore.


Quel che succede poi nel film, con la reazione di Erzsébet alla notizia, sembra rifare il verso al finale del Dorian Gray di Oscar Wilde. La contessa ritaglia con una lama il proprio volto dal dipinto di Caravaggio che la ritrae con i figli, intrattenendo nel frattempo con il pittore un dialogo ideale, tutto interiore. "Un dipinto può preservare quel che il tempo distrugge" le aveva detto lui una volta.

Ma è una visione delle cose che la contessa non può più condividere in alcun modo. "Niente dura per sempre, Merisi. Neanche i volti nei dipinti" gli risponde, mentre getta nel fuoco il ritaglio di dipinto con il proprio volto.
Una sorte che riserva poi anche al manuale illustrato di rimedi erboristici che lei ha redatto di suo pugno.

Intanto, mentre tutto lascia pensare che Gábor Báthory sia pronto a sfidare apertamente il re pur di garantire una protezione a sua zia Erzsébet, Thurzó comincia a soppesare le varie possibilità di azione che gli sono concesse. Scartata sia la possibilità di portare a processo la contessa (la legge ungherese prevedeva che non potesse essere arrestata senza la testimonianza di almeno sei nobili dello stesso rango) sia quella di un assedio al castello, non gli resta che ricorrere all'ennesimo stratagemma e ordina di far uccidere delle contadine e di farle ritrovare dal cardinale Ponicky assieme alla sua firma: il re nero degli scacchi.

La cospirazione entra così nel vivo, con Ponicky che denuncia, per mezzo di due lettere - una diretta proprio al palatino Thurzó, l'altra al re Mattia - l'ennesimo crimine commesso da Erzsébet Báthory.
La vera intenzione del religioso è in realtà quella di mandare la contessa al rogo come strega, di modo che l'immensa fortuna dei Báthory-Nádasdy vada di diritto alla Chiesa, ma lo stesso Thurzó si affretta a mettere sull'avviso il re su questa possibilità, anche se al solo scopo di guadagnare tempo per i suoi personali disegni.
Thurzó deve infatti non solo evitare che i beni dei Báthory-Nádasdy siano confiscati dalla Chiesa, ma anche che finiscano nelle mani del re, e il modo migliore per riuscirvi è cercare di coinvolgere i membri della famiglia della contessa nei suoi piani, così che il suo patrimonio sia equamente diviso tra lui e loro. Tocca così a Zrinyi, marito della figlia maggiore di Erzsébet, Anna, entrare adesso a far parte della cerchia dei congiurati.


Commenti

  1. Madonna, ma la storia della Bathory diventa sempre più complicata.
    Io sapevo solo di Darvulia e del marito della nobildonna, che scopre i cadaveri^^

    Moz-

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    1. Già il fatto che tu conoscessi Darvulia, Miki, ti qualifica come un semi esperto^^.
      Ma a scoprire i cadaveri non è in realtà il marito, bensì proprio Thurzo, arrivato di sorpresa al castello di Cachtice. E' in quel momento che giudica arrivato il tempo di metter fine ai crimini della contessa.

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  2. Aspettavo questo post da qualche giorno, sai? Mi aveva appassionata questa vicenda nonostante avessi già espresso alcune perplessità! Fondamentalmente il cerchio si stringe attorno alla Bathory e non escludo che un gioco politico sia stato storicamente attuato, l'opulenza è compagna del tradimento purtroppo soprattutto in un periodo storico come quello!

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    1. La preparazione di questo tipo di post richiede più impegno di quel che può sembrare, per questo ho aspettato un momento più tranquillo per continuarla.
      Il gioco politico non lo si può escludere a priori, però, come vedremo in seguito, molti elementi giocano a sfavore di questa tesi e assai più limitati sono quelli che potrebbero giustificarla.

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  3. Io invece smetto di seguire per non avere ulteriori spoilers, a questo punto devo semplicemente rimediare il film e vederlo :-)
    Mi sta incuriosendo troppo.

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    1. Gli spoilers stanno per terminare, Ariano ^_^ Nel prossimo post smetterò di seguire la trama del film per concentrarmi unicamente sulla cronaca storica.

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  4. Diventa sempre più interessante. Conoscevo parte della storia, ma tu sei un vero e proprio esperto.
    Chapeau!

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    1. Magari non un vero e proprio esperto, Nick, ma mi interesso da molto alla figura della Bathory, sia dal punto di vista cinematografico che storico ;-)

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  5. Difficile stabilire chi sia il peggiore, eh :P Se la giocano ad armi pari!
    Ma la storia delle giovani nobili sacrificate, non regge poco? Cioè, mi parrebbe una leggerezza mica da poco pensare di farla franca o_O Dico, 25!!!

    Bello bello! ^^

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    1. Grazie Glò^^
      Il film in realtà rovescia i ruoli delle versioni più consolidate della storia, assegnando la parte del cattivo a Thurzo e quella del buono alla Bathory.
      Le testimonianze dell'epoca dicono 25 e forse sarebbe stato solo l'inizio se la contessa non fosse stata bloccata di lì a poco.

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  6. A questo punto non mi resta che rintracciare il film per sapere come prosegue la storia della contessa nell'ottica del regista! :-) Quanti intrighi in questa famiglia, come accade nella migliore tradizione. Di recente sto approfondendo la storia dei nostri Visconti, e ce n'è per tutti i gusti!

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    1. Chissà, proprio il tuo entusiasmo potrebbe essere un buon incentivo a portare a termine la serie...

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