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Visualizzazione dei post da 2017
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Incantesimi cinemusicali /8: Organic e Prophecies

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Il Mistero svanisce davanti alle certezze dei postulati tecnologici. Per questo il vero orrore, la vera aggressione contro la vita si manifesta sotto forma del perseguimento della nostra felicità tecnologica.
(Godfrey Reggio)
Con l'avvicinarsi del tempo dell' arrivo del Purificatore ci saranno coloro che cammineranno come fantasmi nelle città, nei canyon costruiranno montagne artificiali. Coloro che cammineranno attraverso questi luoghi saranno appesantiti nei loro passi, ogni cosa sarà spaventosa ad ogni passo per coloro che saranno sconnessi dallo spirito e dalla Terra.
(Dalla profezia Hopi detta "Ultimo Pianto")*

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Il termine Koyaanisqatsi (Ko.yaa.nis.katsi) descrive, nella lingua dei nativi americani Hopi, il tempo del grande squilibrio che accompagna il declino del Quarto Mondo, il nostro, e prepara l'avvento del Quinto dei nove Mondi della cosmogonia Hopi. Attorno a questa idea, il documentarista Godfrey Reggio ha costruito il suo primo e per ora più riuscit…

Da Lord of Light ad Argo /5 - Science Fiction Land (2 di 2)

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Il disegno battezzato Science Fiction Land, che raffigura l’insieme del parco sullo sfondo delle montagne del Colorado, è stato realizzato da Jack Kirby sulla base di una mappa abbozzata da Barry Geller. Solo alcune delle varie strutture presenti al suo interno sono state però dettagliate da Kirby in disegni separati, e sono quelle che ho racchiuso, qui sotto, nei due rettangoli di colore verde e bianco.


Nel rettangolo bianco sono facilmente riconoscibili, dall'alto in basso, le tre strutture denominate, nei disegni, Royal Chambers of BrahmaTerminal of Gods e Hostel of Hawkana. Poiché la prima delle tre l'ho già descritta nel post precedente, passo subito alla descrizione delle altre due. Anche la numerazione riprende da dove mi ero fermato.

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2c. Terminal of Gods e Jet Tube Sky Ride

Nel film Lord of Light, la struttura denominata Terminal of Gods doveva servire dapunto di decollo o di approdo dei veicoli degli dèi diretti o provenienti dai Cieli, oltre che da casa dell'…

Solve et Coagula - Pagina 167

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Parte II - Capitolo 3 /10
«Smettila, per favore, con questa specie di ninna nanna. Stasera rischio davvero di finire per addormentarmi in piedi» protestò Massimo, che in realtà si sentiva più innervosito che assonnato. Se l'idea dell’imminente separazione da Paula lo metteva già di per sé di cattivo umore, a questa si aggiungeva il fastidio che gli dava il dover constatare l’apparente leggerezza con cui lei stava affrontando lo stesso evento. Sapeva bene che non si sarebbe mai davvero rassegnato a perderla di vista del tutto, che avrebbe cercato di rivederla il prima possibile - il che poteva significare tra qualche mese o un anno - ma aveva anche pensato che quella loro ultima notte di vacanza insieme sarebbe stata il culmine di tutto, il degno coronamento di quel che avevano vissuto insieme. Lei, invece, non solo continuava a cantare come se nulla fosse, ma lo faceva a dispetto delle sue lamentele. Decise tuttavia di non insistere oltre. In fin dei conti, pensò, ognuno ha il suo mo…

Insieme Raccontiamo 21: What A Wonderful World

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Ventunesimo appuntamento con Insieme raccontiamo, dal blog Mirtylla's House. Per l'occasione Patricia Moll non collega nessuna immagine al suo incipit, ma vi inserisce all'interno ben due brani musicali. Tocca poi a noi completare il tutto con un finale, a nostra scelta in forma breve (200/300 caratteri) o lunga (200/300 parole).



Vi rimando inoltre, come sempre, al consueto post di lancio dell'iniziativa, dove troverete anche le prove di tutti gli altri partecipanti (in attesa del riepilogo generale del primo giugno).

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L'incipit di Patricia
Stava affettando la cipolla per il ragù. La radio accesa a tenerle compagnia. Canticchiava sottovoce così come era capace, stonata e storpiando le parole inglesi.
Quasi a tradimento, dopo il mitico Elvis e il suo IN THE GHETTO, nell’aria si diffuse la voce roca e potente, inconfondibile, di Louis Armstrong. Le note e le parole di WHAT A WONDERFUL WORLD entrarono nella cucina e dentro di lei.
Si fermò col coltello a mezz’aria co…

A spasso tra le superstringhe con La Terra prima di Adamo e Frequency

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Uno degli awards che ho ricevuto nel 2015, conferitomi dal blogger Ariano Geta, è stato il Very Inspiring Blogger Award, tra le cui regole figura quella di raccontare 7 fatti curiosi/inusuali/scemi/buffi/particolari della propria vita.
Del mio elenco di sette, il quarto fatto riguardava un libro intitolato La terra prima di Adamo. Ecco come avevo esattamente descritto, nel post del 2015, le circostanze che lo riguardavano: La terra prima di Adamo era un volume illustrato di grande formato sulla preistoria su cui avevo messo gli occhi fin dal giorno della sua pubblicazione, nel settembre 1971. I miei genitori avevano promesso di comprarmelo per il mio undicesimo compleanno e io non stavo più nella pelle. Arrivato il 2 ottobre, mi hanno portato in libreria e ne sono uscito, trionfante, con il volume in mano. Solo dopo aver fatto ritorno a casa mi sono reso conto che uno dei sedicesimi più interni del libro aveva le pagine tutte rovinate. Siamo quindi dovuti tornare in libreria per farcelo…

I miei anni '80, un po' pop un po' altro

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Alfine è successo! Nonostante i miei ripetuti tentativi di autoescludermi, sono tra i cinque nominati di Luz del blog Io, la letteratura e Chaplin per perpetuare il meme sui nostri personali tesori degli anni '80, meme iniziato dal semper vulcanico Miki Moz con il post I miei anni '80.



La mia reticenza era più che altro dovuta al fatto che, almeno dal punto di vista dello spirito "pop" del gioco, ho sempre considerato gli anni '70 i miei personali anni ruggenti. E' stato allora che ho conosciuto la maggior parte dei miei "miti" della musica, del fumetto, del cinema, ecc. Di quel che emergeva negli anni '80 mi sono invece interessato poco, perché la mia attenzione era rivolta soprattutto al mio privato. E' stato il decennio degli studi musicali; dei primi esperimenti nello sciamanesimo; delle sessioni di arti marziali che occupavano a volte intere giornate; dei primi tentativi di letteratura autobiografica. Ma ho anche lasciato scritto, nello s…

Da Lord of Light ad Argo /4 - Science Fiction Land (1 di 2)

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Science Fiction Land, già lo sappiamo, è un parco tematico concepito alla fine degli anni '70 da Barry Ira Geller, che intendeva conciliare insieme, in una sorta di Disneyland futuristica, la scienza e la fantascienza, la mistica orientale e il fumetto.* Ispirata al romanzo Lord of Light di Roger Zelazny, Science Fiction Land doveva anche servire, con le sue installazioni, da set al film che Geller era intenzionato a ricavare dalle pagine di Zelazny, oltre che a sviluppare pienamente alcune idee a cui lo scrittore aveva solo vagamente accennato nel suo libro. Ma questo stesso post è a sua volta un approfondimento, di cose da me solo accennate in precedenza, nella seconda parte del primo articolo di questa serie: un approfondimento interamente dedicato alle attrazioni previste per Science Fiction Land, con un accenno agli uomini che avrebbero dovuto collaborare con Barry Geller per renderle possibili. Comincerò proprio da loro.

1. I protagonisti
Barry Ira Geller aveva, come ho detto,…

Solve et Coagula - Pagina 166

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Parte II - Capitolo 3 /9Sembrava che tutta la stanchezza accumulata impercettibilmente in oltre un mese di peregrinazioni, avesse infine sommerso Massimo in una volta sola. Tutto ciò che si trovò a desiderare, una volta uscito dal ristorante, era tornarsene al più presto in albergo e infilarsi sotto le coperte. Per questo accolse con enorme sollievo le prime parole che Paula gli rivolse in strada, nella tiepida aria serale. «Niente passeggiata al chiar di luna, stasera, anche se tutto inviterebbe a farla. E niente locali, niente concerti, niente di niente. Domani ci attende una giornata faticosa e non possiamo fare tardi. Ce ne staremo tranquilli a letto a guardare la tv» fu quello che lei gli disse. E poiché durante la cena non erano tornati una sola volta sull’argomento dell’indomani, Massimo pensò di cogliere al balzo l’occasione. «Cosa intendi con “giornata faticosa”?» le chiese, non senza un po’ di ansia. «Sette chilometri a piedi» replicò telegrafica la ragazza. La risposta lasciò Ma…

Da Lord of Light ad Argo /3 - La difficile arte di scrivere un articolo e salvarsi dalle fonti

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Non credo di dire nulla di nuovo se affermo che redigere un articolo impegnativo per il proprio blog richiede di necessità l'utilizzo di un buon numero di fonti. Il problema è che spesso tali fonti, come ho avuto ampio modo di verificare nel corso della stesura del mio ultimo articolo, Da Lord of Light Ad Argo, si dimostrano lacunose e/o imprecise, anche nel caso di periodici a diffusione nazionale che teoricamente dovrebbero essere affidabili. Ciò sembra dipendere, in gran parte, dal noto principio secondo cui, nella trasmissione da una persona all'altra, il contenuto originario di un discorso subisce una graduale e involontaria modifica. Un po' meno noto è che questo principio sembra valere anche quando si ha a che fare con la trasmissione da una pagina scritta all'altra - con il risultato, nel mio caso, che ho continuato a percepire come stonate alcune parti di Da Lord of Light Ad Argo anche dopo aver licenziato l'articolo, in particolare per quel che riguarda l…