giovedì 1 dicembre 2016

Solve et Coagula - Pagina 158




Parte II - Capitolo 3/1


Massimo passò buona parte delle ore successive alla partenza da Woolpit a maledire dentro di sé il momento in cui aveva acconsentito a mettersi nelle mani di Paula Susi. Dopo aver cenato, secondo programma, in un ristorante tipico della cittadina, i due avevano preso un taxi fino alla stazione di Cambridge, per poi salire su un treno diretto alla stazione londinese di Kings Cross. Dopodiché, sempre secondo programma, avevano preso la coincidenza per Dover. Solo strada facendo Massimo aveva avuto modo di scoprire che l'affermazione di Paula, sul passare la notte nella cuccetta di un vagone letto, era stato qualcosa di detto così per dire, mentre la realtà era molto diversa. Da lì a Dover li attendevano ancora due cambi, il primo alla stazione di London Bridge, dove presero un treno per Gillingham, nel Kent. Vi arrivarono che erano le due di notte.
«Siamo più o meno a metà strada» gli spiegò lei.

lunedì 28 novembre 2016

Trilogia delle Madri /9 - La visione steineriana: La fase terrestre




I movimenti dei corpi celesti sono determinati dai reciproci rapporti delle diverse entità spirituali che li abitano. La percezione ed i movimenti dei corpi celesti ebbero origine da cause animico-spirituali, e si verificarono in modo che fosse possibile agli stati spirituali di esplicarsi nel campo fisico.

Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali

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Riprendo il discorso da dove lo avevo interrotto nel post precedente, cioè dal momento in cui nell’uomo, la coscienza immaginativa, raggiunta nel grado lunare, sta per lasciare il posto al grado di coscienza successivo. Questo passaggio corrisponde con l’inizio della quarta fase evolutiva, tuttora in corso: la fase terrestre. Dobbiamo comunque tenere sempre presente che non stiamo parlando qui di rapporti tra corpi planetari, ma tra diversi gradi di coscienza, e che il corpo cosmico è in realtà uno e la sua evoluzione procede di pari passo con quella dell'uomo. Quando diciamo "corpo fisico" dobbiamo quindi pensare, per il momento, a qualcosa di adatto ad abitare una Terra ancora spirituale-animica, e in particolare a una forma ovoidale terminante, nella sua estremità inferiore, in un piccolo calice atto a incorporare il calore terrestre e al cui interno si manifestano gli Spiriti della Personalità. E' questo il primo dei tre stadi preliminari – ognuno intervallato da una sosta cosmica - che costituiscono la ricapitolazione, elevata al nuovo gradino evolutivo, dei periodi saturnio, solare e lunare. E noi sappiamo, dal post precedente, che in questi tre periodi sono coinvolti, uno dopo l'altro, gli stati relativi al calore, all'aeriforme e al liquido (fuoco, aria e acqua) rispettivamente correlati al corpo fisico, al corpo eterico o vitale e al corpo astrale.

venerdì 25 novembre 2016

Insieme Raccontiamo 15 - L'occhio dal profondo




Sinceramente non so dire quanta incidenza abbia avuto, nella costruzione di questo post, la circostanza che ieri, poco prima di cominciare a redigerlo, mi sia capitato di leggere il contributo di Glò de La Nostra Libreria alla stessa iniziativa. Lei, nel suo post, prima ha presentato un più che ottimo finale, poi ha raccontato che lo spunto di partenza le era stato offerto da Isola con fantasmi di John Banville, un romanzo e un autore dei quali, confesso, non avevo mai sentito parlare.
Comunque sia, oggi mi ritrovo a fare un’operazione simile, e sebbene mi sia già successo in passato - per esempio con il finale per Insieme Raccontiamo 13 - di prendere spunto da un’opera letteraria (Pinocchio), forse è davvero alla nostra Glò che devo la struttura in due parti di questo post. Anche io infatti, come lei ieri, spenderò stavolta alcune parole sulla mia fonte di ispirazione.



#insiemeraccontiamo #giochi


Per partecipare a Insieme Raccontiamo 15, o per leggere le opere degli altri partecipanti, questo link rimanda alla pagina di lancio dell'iniziativa del blog Myrtilla's House.

giovedì 24 novembre 2016

Anno Quarto - Anno nuovo... testata nuova



Questo blog oggi compie tre anni e, secondo consuetudine, a sancire il passaggio dall'anno terzo all'anno quarto c'è il cambio di testata. Nei tre anni precedenti avevo optato ogni volta per una soluzione quasi astratta e utilizzato come sfondo del titolo il dettaglio di un dipinto: Redon, Monet, poi di nuovo Redon. Stavolta ho invece deciso di adottare un cocktail di immagini che permetta a chi approda su queste pagine di farsi a colpo d'occhio un'idea dei contenuti. Un'idea parziale certamente, ma pur sempre un'idea.

venerdì 18 novembre 2016

Solve et Coagula - Pagina 157





Parte II - Capitolo 2 /13


La stanza era il piccolo studio-soggiorno del suo appartamento, quello dove negli ultimi anni aveva trascorso la maggior parte delle sue ore da sveglia, immersa nella lettura o davanti allo schermo del pc. Il dettaglio che fosse anche lo spazio di passaggio per eccellenza del suo appartamento, quello da attraversare per accedere sia al bagno che alla cucina, non l’aveva mai troppo preoccupata. Né quando con lei viveva Ilaria, la sua prima inquilina, né, a maggior ragione, dopo l’arrivo di Alessandra, la ragazza invisibile.
Il divano letto era al suo posto di sempre, mentre il tavolo con il computer sembrava esser stato fatto sparire, così che la stanza appariva semivuota. Chi era stato? si domandò Luisa. E perché?

domenica 13 novembre 2016

The Studio - Secondo intermezzo Parte 2: Oh Funny Pages! (1972-73)




A curare la veste editoriale del magazine National Lampoon furono chiamati in origine i grafici dei Cloud Studios, la cui filosofia di lavoro coincideva più o meno con quella degli autori di fumetti (ma non solo) underground: evitare per quanto possibile di apparire professionali e accurati e fare della propria (apparente) sciatteria un punto di merito. Una filosofia operativa che si rifletté nell'aspetto grafico dei primi sette numeri, pubblicati tra l'aprile e l'ottobre del 1970, prima che Matty Simmons e Leo Mogel, i boss della Twenty First Communications, si decidessero per un sostanziale cambio di rotta. I due imprenditori erano convinti che una grafica più accurata - più mainstream - avrebbe inevitabilmente attratto un pubblico di lettori più ampio e variegato, con un conseguente aumento delle vendite. Detto fatto, licenziarono i Cloud Studios e arruolarono al loro posto l'ex grafico di Cosmopolitan, Michael Gross.

Gli effetti della cura Gross furono in effetti percettibili fin dall'inizio - cioè fin dalla copertina del numero di novembre del 1970 - affidata alle tempere di uno dei maggiori illustratori americani del periodo, Louis S. Glanzman (1922-2013), che per l'occasione (il tema del numero era la Nostalgia) si prestò a fare il verso a uno dei miti d'America, Norman Rockwell (1894-1978).
Lo stesso Neal Adams - presente in realtà fin dalla nascita del magazine, suoi sono i disegni anonimi della parodia romance del primo numero - uscì finalmente allo scoperto, così come entrò in scena la superstar Frank Frazetta. Assolutamente degno di menzione è l'incontro fra i due nella parodia sexy-horror Dragula, Queen of Darkness, un autentico gioiellino apparso sul numero a tema horror del novembre 1971.

venerdì 11 novembre 2016

The Studio - Secondo intermezzo: L'alba di National Lampoon (1970-71)




Osservò una volta Thomas Carlyle: "Il vero umorismo non nasce più dalla testa che dal cuore". Ovviamente, che cosa il vecchio, sciocco rosacrociano abbia voluto intendere con questa frase è ancora Avvolto nel Mistero...


Quello che avete appena letto è l'incipit dell'editoriale di apertura di National Lampoon numero uno dell'aprile 1970, a firma dei tre caporedattori Beard, Kenney e Hoffman. Unito alla copertina (qui a lato), lascia pochi dubbi sugli obiettivi del magazine, che aspira a ereditare certo intellettualismo beffardo e dissacratorio dell'underground e insieme a cavalcare l'onda del generale clima di  trasgressione e contestazione tipico della fine degli anni '60.
Certo i tre, come nessuno dei loro collaboratori, può ancora immaginare di avere appena esordito con il primo numero di quella che è destinata a diventare la più famosa rivista umoristica degli USA se non del mondo intero, ma è comunque un dato di fatto che Doug Kenny and Henry Beard sono due che vengono da lontano, e precisamente dalle pagine dell'Harvard Lampoon, rivista umoristica collegata alla Harvard University in circolazione fin dal 1876. (E forse ricorderete, a questo proposito, di qualcuno che nel 1966 aveva debuttato con le sue prime creazioni, The Man e il primo Cheech Wizardalla Syracuse University di New York su qualcosa di equivalente, il Daily Orange).