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A spasso tra le superstringhe con La Terra prima di Adamo e Frequency

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Uno degli awards che ho ricevuto nel 2015, conferitomi dal blogger Ariano Geta, è stato il Very Inspiring Blogger Award, tra le cui regole figura quella di raccontare 7 fatti curiosi/inusuali/scemi/buffi/particolari della propria vita.
Del mio elenco di sette, il quarto fatto riguardava un libro intitolato La terra prima di Adamo. Ecco come avevo esattamente descritto, nel post del 2015, le circostanze che lo riguardavano: La terra prima di Adamo era un volume illustrato di grande formato sulla preistoria su cui avevo messo gli occhi fin dal giorno della sua pubblicazione, nel settembre 1971. I miei genitori avevano promesso di comprarmelo per il mio undicesimo compleanno e io non stavo più nella pelle. Arrivato il 2 ottobre, mi hanno portato in libreria e ne sono uscito, trionfante, con il volume in mano. Solo dopo aver fatto ritorno a casa mi sono reso conto che uno dei sedicesimi più interni del libro aveva le pagine tutte rovinate. Siamo quindi dovuti tornare in libreria per farcelo…

I miei anni '80, un po' pop un po' altro

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Alfine è successo! Nonostante i miei ripetuti tentativi di autoescludermi, sono tra i cinque nominati di Luz del blog Io, la letteratura e Chaplin per perpetuare il meme sui nostri personali tesori degli anni '80, meme iniziato dal semper vulcanico Miki Moz con il post I miei anni '80.



La mia reticenza era più che altro dovuta al fatto che, almeno dal punto di vista dello spirito "pop" del gioco, ho sempre considerato gli anni '70 i miei personali anni ruggenti. E' stato allora che ho conosciuto la maggior parte dei miei "miti" della musica, del fumetto, del cinema, ecc. Di quel che emergeva negli anni '80 mi sono invece interessato poco, perché la mia attenzione era rivolta soprattutto al mio privato. E' stato il decennio degli studi musicali; dei primi esperimenti nello sciamanesimo; delle sessioni di arti marziali che occupavano a volte intere giornate; dei primi tentativi di letteratura autobiografica. Ma ho anche lasciato scritto, nello s…

Da Lord of Light ad Argo /4 - Science Fiction Land (1 di 2)

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Science Fiction Land, già lo sappiamo, è un parco tematico concepito alla fine degli anni '70 da Barry Ira Geller, che intendeva conciliare insieme, in una sorta di Disneyland futuristica, la scienza e la fantascienza, la mistica orientale e il fumetto.* Ispirata al romanzo Lord of Light di Roger Zelazny, Science Fiction Land doveva anche servire, con le sue installazioni, da set al film che Geller era intenzionato a ricavare dalle pagine di Zelazny, oltre che a sviluppare pienamente alcune idee a cui lo scrittore aveva solo vagamente accennato nel suo libro. Ma questo stesso post è a sua volta un approfondimento, di cose da me solo accennate in precedenza, nella seconda parte del primo articolo di questa serie: un approfondimento interamente dedicato alle attrazioni previste per Science Fiction Land, con un accenno agli uomini che avrebbero dovuto collaborare con Barry Geller per renderle possibili. Comincerò proprio da loro.

1. I protagonisti
Barry Ira Geller aveva, come ho detto,…

Solve et Coagula - Pagina 166

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Parte II - Capitolo 3 /9Sembrava che tutta la stanchezza accumulata impercettibilmente in oltre un mese di peregrinazioni, avesse infine sommerso Massimo in una volta sola. Tutto ciò che si trovò a desiderare, una volta uscito dal ristorante, era tornarsene al più presto in albergo e infilarsi sotto le coperte. Per questo accolse con enorme sollievo le prime parole che Paula gli rivolse in strada, nella tiepida aria serale. «Niente passeggiata al chiar di luna, stasera, anche se tutto inviterebbe a farla. E niente locali, niente concerti, niente di niente. Domani ci attende una giornata faticosa e non possiamo fare tardi. Ce ne staremo tranquilli a letto a guardare la tv» fu quello che lei gli disse. E poiché durante la cena non erano tornati una sola volta sull’argomento dell’indomani, Massimo pensò di cogliere al balzo l’occasione. «Cosa intendi con “giornata faticosa”?» le chiese, non senza un po’ di ansia. «Sette chilometri a piedi» replicò telegrafica la ragazza. La risposta lasciò Ma…

Da Lord of Light ad Argo /3 - La difficile arte di scrivere un articolo e salvarsi dalle fonti

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Non credo di dire nulla di nuovo se affermo che redigere un articolo impegnativo per il proprio blog richiede di necessità l'utilizzo di un buon numero di fonti. Il problema è che spesso tali fonti, come ho avuto ampio modo di verificare nel corso della stesura del mio ultimo articolo, Da Lord of Light Ad Argo, si dimostrano lacunose e/o imprecise, anche nel caso di periodici a diffusione nazionale che teoricamente dovrebbero essere affidabili. Ciò sembra dipendere, in gran parte, dal noto principio secondo cui, nella trasmissione da una persona all'altra, il contenuto originario di un discorso subisce una graduale e involontaria modifica. Un po' meno noto è che questo principio sembra valere anche quando si ha a che fare con la trasmissione da una pagina scritta all'altra - con il risultato, nel mio caso, che ho continuato a percepire come stonate alcune parti di Da Lord of Light Ad Argo anche dopo aver licenziato l'articolo, in particolare per quel che riguarda l…

Da Lord of Light ad Argo - Quando Jack Kirby e Barry Geller provarono a cambiare il mondo /2 di 2

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Per me, in quel periodo, Jack Kirby era un genio, ma anche parte di un team di geni come lui che avevo messo insieme – e a cui guardavo per rendere ogni cosa possibile. Ma tutto era cominciato da Jack, come in passato era successo per molte altre cose – e come succede ancora oggi.(Barry Ira Geller)
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Nota: Il presente articolo in due parti si inserisce all’interno del progetto di collaborazione tra blogger nato con il nome Pax Fantascientifica e poi divenuto Cosmolinea B- Log. Il che fa sì che compaia in simultanea anche in questo post del blog Nocturnia di Nick Parisi.
Buona lettura!



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Se finora, per chi lo ha visto, avere in mente le scene di Argo poteva essere un utile ausilio alla lettura del mio articolo, conviene invece adesso dimenticarsi completamente del film di Ben Affleck, la cui ricostruzione dei fatti è, da questo punto in poi, molto lontana dal vero. Ripartendo da dove eravamo rimasti, Barry Geller contattò Jack Kirby e i due si incontrarono una prima volta nell'…

Da Lord of Light ad Argo - Quando Jack Kirby e Barry Geller provarono a cambiare il mondo /1 di 2

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Quando mio padre mi fece vendere tutti i fumetti perché "non distruggessi la mia mente", non osai dirgli che la mia mente, grazie a Jack Kirby, se ne era già andata. L'influenza di Jack crebbe in me per i successivi quattordici anni, ispirandomi la scelta di studiare fisica, la visione di altri mondi, altre culture, altre dimensioni, e le possibilità future delle nuove tecnologie. (Barry Geller)
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Nota: Il presente articolo in due parti si inserisce all’interno del progetto di collaborazione tra blogger nato con il nome Pax Fantascientifica e poi divenuto Cosmolinea B- Log. Il che fa sì che compaia in simultanea anche in questo post del blog Nocturnia di Nick Parisi.
Buona lettura!



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Quelli di voi che sono nati prima, o durante, gli anni '60, ricorderanno probabilmente la crisi degli ostaggi dell’ambasciata americana a Teheran, per averla vissuta in diretta attraverso i telegiornali e la stampa. Chi è nato dopo potrà invece averne sentito parlare per la prima vo…