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The Pleasure of Pain II: Il mal d’aurora, ovvero il disfacimento della morale secondo Lautréamont [T.O.M.]

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Voglia il cielo che il lettore, fatto ardito e un po’ feroce come ciò che leggerà, trovi speditamente l’erta e selvaggia via nella palude atroce di queste cupe pagine, colme di malsania.¹Aria. Quasi mi manca l’aria. Una sensazione di violenza psicologica mai provata prima. Asfissiante. Ossessiva. Opprimente. Sono settimane ormai che vivo dentro questa gigantesca bolla che comprime letteralmente il mio corpo e soffoca il mio spirito in un’atmosfera di terrore. L’idea che malauguratamente mi è balzata in mente per onorare lo speciale ottobrino di Ivano Landi ne è stata cagione. Ma ormai non posso più tirarmi indietro. Potrei voltare le spalle a ciò che ho visto, ma sarebbe ormai troppo tardi. Non si torna indietro dopo aver guadato l’infernale fiume che bagna Babilonia, la grande prostituta, madre di abomini e di lordure!² Nevrotico. Isterico. Scrivo e cancello subito via gli interminabili refusi. Sembra quasi che qualcuno si diverta a confondermi. Ma la realtà è che è tutto nella mia me…

The Pleasure of Pain II: L'educazione sentimentale nel boudoir

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Come avevo anticipato nella mia "postfazione" al post da lui scritto in qualità di primo ospite dello Speciale, questo mio intervento odierno si pone nella scia dell'articolo di Max sul romanzo di Sade La filosofia nel boudoir. Non voglio però cominciare dal libro, ma bensì dal film a esso ispirato, L'educazione sentimentale di Eugenie, le cui immagini, dopo aver fatto da accompagnamento al testo dell'articolo, hanno finito per suscitare in vari commentatori quasi altrettanta curiosità del libro. E comincio col dire che comprendo perfettamente il punto di vista di Max, quando scrive che L'educazione sentimentale di Eugenie NON è La filosofia nel boudoir. Come del resto puntualizza lo stesso regista Aurelio Grimaldi, nei titoli di apertura del suo film, definendolo solo liberamente ispirato al testo di Sade - dettaglio, questo, che è tutto fuorché un'eccezione alla regola, con i film tratti dalle opere del Marchese. Verrebbe così spontaneo trovarsi d'ac…

The Pleasure of Pain II: La filosofia nel boudoir [Max]

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La cosa più difficile è cominciare. Mettere giù le prime righe, articolare il primo discorso. Avete presente quando si ha tutto bene ordinato nella testa, sapete quello che volete scrivere ma non riuscite a partire? Le dita cercano le lettere giuste sulla tastiera ma le parole restano ancora purtroppo dentro la testa. E poi, dopo giorni, la soluzione la trovi davanti a te, c’è sempre stata. Quante volte restiamo affascinati dalle immagini stampate sulle copertine dei nostri libri, dei nostri dischi o cd? Quante volte nella mente identifichiamo l’opera con il quadro che la rappresenta? E così è stato anche questa volta. L’immagine qui accanto, che l’editore ha scelto per richiamare l’attenzione sull’opera è un particolare di un quadro di Fragonard conservato al Louvre che si chiama Il Chiavistello. Si vedono due amanti, lei è così sensuale nel modo in cui si abbandona fra le braccia dell’amato e lui è così forte, sicuro di sé. Il braccio dell’uomo è teso e la sua mano sembra pronta a chiudere …

The Pleasure of Pain II: Dal sadismo a Sade /1

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Chiedo che sulla mia fossa vengano seminate delle ghiande, affinché in seguito il terreno della suddetta non resti sguarnito e il bosco torni a essere bello come prima: in tal modo le tracce della mia tomba scompariranno dalla faccia della terra come mi auguro che il ricordo di me si cancelli della memoria degli uomini. (Dal testamento del marchese de Sade)

Doppiamente beffato perciò il marchese de Sade, se teniamo fede a questa citazione, visto che il suo nome non solo è stato accolto laddove gli compete di diritto, la storia della letteratura da un lato e dell'erotismo dall'altro, ma pure, declinato a sua volta in un -ismo, all'interno di una disciplina che, beffa delle beffe, ha come obbiettivo il bene dei singoli individui e, di riflesso, della società tutta. Questo almeno a partire dal 1886, anno di pubblicazione di Psychopathia sexualis, nelle cui pagine lo psichiatra tedesco Richard von Krafft-Ebing propone per la prima volta il termine "sadismo", all'in…

The Pleasure of Pain II - Breve invito alla seconda parte dello Speciale

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Fra una settimana esatta prenderà il via la seconda parte dello speciale The Pleasure of Pain, parte che ambisce a proseguire il discorso sul rapporto tra piacere e dolore avviato a maggio sul blog The Obsidian Mirror ma da un punto di vista diverso, in un certo senso rovesciato, perché se allora tutto ruotava attorno al tema del masochismo, stavolta l'accento cadrà invece su quello che può essere considerato, con un po' di approssimazione, il suo opposto e complementare: il sadismo. I confini tra questi due differenti regni dell'esperienza erotica, sempre in bilico tra immaginazione e realtà, sono in realtà tutt'altro che netti (tanto è vero che compaiono spesso compresi insieme nel termine unico di "sadomasochismo"), ma si può comunque considerare allo stesso tempo valida la distinzione di principio tra il ricavare piacere dal ricevere dolore proprio del masochismo e il ricavare piacere dal dare dolore peculiare al sadismo.
E tuttavia, al di là di questa d…

Ricordo breve di Guido Ceronetti

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Interrompo brevemente la mia pausa estiva dopo aver sentito oggi alla televisione della scomparsa, all'età di 91 anni, del filosofo e scrittore Guido Ceronetti - il "fustigatore mite", come lo ha ben definito il curatore del servizio del TG1, accostando insieme l'uomo, pacifico e vegetariano, e lo scrittore, l'acceso polemista dal pensiero libero e quasi sempre contro corrente. Affioratomi subito alla mente, all'apprendere la notizia, il ricordo di uno scambio di parole che ebbi con lui un pomeriggio di quasi venti anni fa, mi è venuto adesso voglia di condividerlo con i lettori di questo blog così come mi è rimasto inciso nella memoria. Lavoravo, all'epoca, come commesso in una libreria del centro di Firenze visitata occasionalmente da Ceronetti, in veste di cliente. Ma non di acquirente di libri, che aveva tutta l'aria di non potersi permettere, bensì di biglietti illustrati, di quelli che presentano un aforisma più o meno celebre accompagnato da un&…

The Studio Section One - Barry Smith /7

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Nonostante alla Marvel la preoccupazione principale rimanesse il fare cassa, perdere Barry Smith, che da questo punto di vista incideva poco o niente, non fu comunque del tutto indolore. Stan Lee, che sapeva pur riconoscere un talento artistico quando gliene ne capitava uno sottomano, l'avrebbe voluto a vita nella sua casa editrice, e la nuova rivista, Savage Sword of Conan, nasceva già orfana del suo nome più prestigioso.
Unica soluzione possibile, in mancanza di alternative, si rivelò dare avvio a una serie di recuperi - un paio dei quali veri e propri contentini - il cui primo atto consistette nella pubblicazione, nel numero 3 di Savage Sword del dicembre 1974, di una selezione di otto pagine tratte da un progetto abortito del duo Thomas-Smith: un paperback a fumetti dedicato alla giovinezza di un altro personaggio nato come Conan dalla penna di Robert Ervin Howard, King Kull. Il progetto, come appare subito chiaro dai disegni, risale al periodo iniziale della collaborazione tra…