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The Pleasure of Pain II Extended - Dal sadismo a Sade /6: Salò o le 120 giornate di Sodoma, i nomi e i volti

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Questo è il film dell'adattamento. Ho finito col dimenticare com'era l'Italia fino a una decina di anni fa e anche meno, e, poiché non ho altra alternativa, ho finito con l'accettare l'Italia com'è diventata. Una immensa fossa di serpenti, dove, salvo qualche eccezione e alcune misere élites, tutti gli altri sono appunto dei serpenti, stupidi e feroci, indistinguibili, ambigui, sgradevoli.
(Pier Paolo Pasolini)
Questo film va talmente al di là dei limiti che ciò che dicono sempre di me dovranno poi esprimerlo in altri termini. E' un nuovo scatto. Un nuovo regista. Pronto per il mondo moderno.
(Pier Paolo Pasolini)

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Salò o Le 120 giornate di Sodoma è l'unico film di Pier Paolo Pasolini a non avere una sceneggiatura completa scritta di suo pugno, nonostante di sceneggiature del film ne esistano ben tre. E' senza dubbio curioso notare come tutto sia incominciato, nel 1972, dall'idea di Enrico Lucherini, capo ufficio stampa della Euro Film, di trar…

The Pleasure of Pain II Extended - Dal sadismo a Sade /5: Contro il Potere (Sade e Pasolini)

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La ragione profonda che mi ha spinto a fare il film è il vedere ciò che oggi il Potere fa della gente: la manipolazione totale, completa, che il potere sta facendo delle coscienze e dei corpi della gente.

(Pier Paolo Pasolini)
Bisogna essere prudenti quando si scrive, perché mai il dispotismo ha censurato tante lettere quante oggi la libertà.
(Donatien-Alphonse-François de Sade)
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Pier Paolo Pasolini regista di Salò e Le 120 giornate di Sodoma si incontra con il Marchese de Sade autore de Le centoventi giornate di Sodoma, da un lato, sul piano del comune interesse per la componente sadomasochistica dell'esperienza sessuale e, dall'altro, e in misura maggiore, su quello della critica alla violenza e all'arbitrio del potere. Con il suo ultimo film, Pasolini porta infatti avanti, con assoluta coerenza, quella critica al potere che conduceva da anni e che è stata probabilmente la causa prima della sua morte.
Così in particolare il cineasta, in un'intervista rilasciata al …

The Pleasure of Pain II Extended - Dal sadismo a Sade /4: Inferno (Dante, Sade, Pasolini)

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Dopo i titoli di testa, dopo la bibliografia essenziale, e dopo la specifica che ci troviamo nell'Italia Settentrionale a cavallo tra il 1944 e il 1945, segue in Salò o le 120 giornate di Sodoma un cartello con la scritta "ANTINFERNO", che segna l'inizio vero e proprio del film e sta a indicare tutta la sua prima parte, quella relativa alla fase di preparazione dell'orgia e quindi corrispondente alla parte iniziale del romanzo di Sade a cui ho dedicato il post sulla Scuola del libertinaggio.

Ed è proprio questa diversa forma di suddivisione delle parti a rappresentare, dopo la ricollocazione degli eventi in un diverso contesto temporale e geografico, la seconda deviazione significativa di Pier Paolo Pasolini regista dal testo sadiano: le quattro fasi con i quattro differenti tipi di passioni - semplici, composte, criminali e omicide - presenti nel libro, lasciano il posto nel film a una struttura in tre gironi: delle manie, della merda e del sangue, ognuno precedu…

The Pleasure of Pain II Extended - Dal sadismo a Sade /3: La bibliografia di Salò o le 120 giornate di Sodoma

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La lingua esprime la realtà attraverso un sistema di segni. Invece un regista esprime la realtà attraverso la realtà. Ecco, questa è forse la ragione per cui mi piace il cinema e lo preferisco alla letteratura.

(Pier Paolo Pasolini) * * * Salò sarà un film "crudele", talmente crudele che (suppongo) dovrò per forza distanziarmene, fingere di non crederci e giocare un po' in modo agghiacciante.
(Pier Paolo Pasolini)
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Salò o le 120 giornate di Sodoma rimane forse ancora oggi il caso unico al mondo di un film che presenta nei titoli di testa una bibliografia essenziale, l'elenco dei testi consultati da Pier Paolo Pasolini per la sua realizzazione.

Ricordo che la prima cosa che mi balzò all'occhio a suo tempo di questo fu l'assenza del nome di Georges Bataille, che io non riesco mai, quando si tratta di Sade, a non citare accanto a Blanchot e Klossowski. A maggior ragione se mi trovo davanti a frasi come questa: In ogni opera in cui l’individualità, la singolari…