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Visualizzazione dei post da Novembre, 2018
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Anno VI - Anno nuovo... testata nuova: Indice delle immagini

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Oggi 24 novembre il mio blog compie cinque anni ed entra così nel suo sesto anno di vita, un passaggio che ho voluto anche questa volta sancire, come è ormai mia consuetudine, con un cambio di immaginette della testata. Come sempre ho pescato dal mio archivio di immagini per il blog, che ne comprende ormai diverse migliaia, in gran parte da me già utilizzate mentre altre le utilizzerò forse in futuri post. Procedo a intuito nella scelta di quelle che andranno a comporre la nuova testata, con il minimo possibile di filtro mentale. Ne seleziono una ventina tra quelle che sul momento mi risuonano di più, le riduco di formato e le accosto tra loro, aggiungendole o togliendole finché non ottengo una composizione che giudico sufficientemente armonica. L'unico vero prerequisito nella scelta è che le immagini rimangano ben leggibili anche dopo ridotte di dimensioni.
A questo punto produco poi tre diverse versioni della testata: la prima con immagini semitrasparenti su sfondo trasparente; la…

The Pleasure of Pain II - Ichi the killer: L'amore fa male (ma Miike di più) [Cassidy]

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Il 2001 è stato un anno magico per Takashi Miike, il prolifico pazzoide giapponese, classe 1960, che ha da poco sfondato il muro dei cento film diretti in carriera e ancora non accenna a rallentare. Se non bastasse la sua incredibile produttività, a far parlare di Miike è la sua fama che lo precede in tutto il mondo fin da quel capolavoro di Audition (1999). Nel 2001 il buon Takashi ha leggerissimamente esagerato sfornando sette film (!), cosette come Visitor Q, una pellicola che dovreste proprio vedere se pensate che la vostra famiglia sia strana e che, comunque, sembra un film da prima serata di Canale 5 se confrontato con The Happiness of the Katakuris, una roba che mescola splatter, animazione a passo uno e... ehm, Karaoke. Ma senza ombra di dubbio il film che ha definitivamente sdoganato il folle genio di Takashi Miike è stato Ichi the killer che, visto il tema trattato, casca a fagiolo per la rubrica “The Pleasure of pain” ed ancora oggi, a diciassette anni dalla sua uscita,…

The Pleasure of Pain II - Marquis de Sade's Eugenie: La versione di Franco

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Forse ricorderete come l'articolo sul produttore cinematografico Harry Alan Towers, scritto da Lucius Etruscus e pubblicato in questo blog meno di una settimana fa, presentasse, oltre a Justine, un secondo film tratto da de Sade e diretto da Jesús Franco: un adattamento del romanzo La filosofia nel boudoir conosciuto con vari titoli, tra cui quello stesso del romanzo, ma che in origine si chiama De Sade 70. Ho creduto una buona idea proporvi, come per Justine, una raccolta di dichiarazioni del regista anche al riguardo di questo secondo film.

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De Sade 70: La versione di Franco  Io e Harry eravamo d'accordo sul fare ancora qualcos'altro tratto da de Sade. Così ci decidemmo per La filosofia nel boudoir. E' la storia della degenerazione di una giovane che nel giro di un fine settimana si trasforma da innocente e pura in un vero mostro, finché non finisce per uccidere se stessa. E' una storia atroce. Immaginata e scritta con la tipica mentalità sadiana, per cos…

The Pleasure of Pain II - Marquis de Sade's Justine: La versione di Franco /2 di 2

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Jack Palance era sempre ubriaco. Cominciava a bere vino... vino rosso, alle sette del mattino. Ma come attore era eccezionale, fuori di testa e pazzo. E come se non bastasse, arrivò sul set con la paura che gli avrei fatto recitare qualcosa di volgare. Ma come gli spiegai la prima scena che avrebbe girato, quella in cui gocciola sangue ed è come una statua in movimento all'interno del monumento di Gaudì, gli piacque immediatamente e si immedesimò a tal punto che dovetti fermarlo e tenerlo a freno. Ne uscì una cosa folle ma molto buona. Tutto andò a meraviglia con lui. Ha presenza! E io penso che un attore debba anche avere presenza. Di un certo tipo, però. Non intendo dire che debba essere o brutto o bello ma che sia di impatto. Jack Palance... è come un mostro.
Harry [Alan Towers] voleva che fosse Orson Welles a interpretare il Marchese de Sade. E Orson, con cui io andavo molto d'accordo, si dichiarò disponibile. Ma quando poi lesse la sceneggiatura, disse: "Ho giura…

The Pleasure of Pain II - Marquis de Sade's Justine: La versione di Franco /1 di 2

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Pubblico, in questo post, la prima di due parti di una mia traduzione di una serie di dichiarazioni rilasciate dal regista Jesús Franco a proposito del suo film del 1968 Justine o le disavventure della virtù (Marquis de Sade: Justine), film di cui si è occupato un paio di giorni fa Lucius Etruscus, nel suo secondo guest post per questa parte di The Pleasure of Pain. Lucius, nel parlare del film, si è concentrato in particolare sul resoconto che ne fa il principale protagonista del suo post, il produttore Harry Alan Towers, alle cui parole ho pensato non fosse una cattiva idea accostare quelle del regista, così da avere un quadro più completo circa le fasi di progetto e realizzazione del film. Ho diviso in due parti il totale delle dichiarazioni di Franco sia per snellire il post, che rischiava altrimenti di risultare troppo lungo, sia per lasciarmi un po' di spazio a disposizione per un breve commento finale. La pubblicazione della seconda parte è in programma, salvo imprevist…