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Ritorno al Chautauqua: Scienza tradizionale e scienza profana /5

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...come un abile gentiluomo della cultura occidentale [Giorgio de Santillana] aveva percorso per decenni i sentieri vittoriosi della scienza, fra Galileo e Leibniz li aveva visti culminare. E ora, guardando la fascia delle Bestie Zodiacali, obliqua sull'orizzonte, riconosceva che pondus , numerus , mensura avevano già illuminato e dominato un altro mondo, in tutt'altro senso, a partire da un Tempo Zero che egli tendeva a situare quando il Sole equinoziale sorgeva nei Gemelli, intorno al 5.000 a.C. Cominciò allora a percorrere i sentieri celesti di quell'altra scienza, raccogliendo amorosamente briciole di mitografi e di antichi cantori. Un giorno riaprì Cassirer sulle "forme simboliche": l'opera più articolata di quel grande studioso che a lungo era stato per lui una guida. Si accorse che di quelle pagine non rimaneva pressoché nulla. Roberto Calasso, La rovina di Kash Nel creare il linguaggio della filosofia del futuro, Platone parlava ancora l'antico id...

Ritorno al Chautauqua: Scienza tradizionale e scienza profana /4

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O Pitagora parlava ermeticamente o Hermes parlava pitagoricamente. Johannes Keplero   Keplero, se fosse vivo oggi, avrebbe come oggetto della sua ricerca la scoperta di una prospettiva modificata da cui riscoprire su un'altra scala l'Harmoniae Mundi. Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend   Come visto nel post precedente , l'astronomo danese  Tycho Brahe rifiutò di accogliere per intero la rivoluzione, o restaurazione, copernicana, optando per un modello misto geo-eliocentrico .  Si rivelò ancora necessario, r ispetto al modello puramente geocentrico, mantenere alcuni epicicli ed eccentrici ma non più l' equante , introdotto da Tolomeo per salvare il principio dell' uniformità della velocità angolare dei pianeti in orbita attorno alla Terra. Brahe scardinò inoltre, con le sue osservazioni sulla grande cometa del 1577  (C/1577 V1), la teoria dell'universo a sfere cristalline . Rampollo aristocratico figlio di aristocratici, il giovane Tycho visitò Venezi...

Ritorno al Chautauqua: Scienza tradizionale e scienza profana /3

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Laddove abbiamo parlato apertamente, in realtà non abbiamo detto nulla. Laddove, invece, abbiamo scritto in modo cifrato e figurato, abbiamo nascosto la verità. Arnaldo da Villanova, Rosarium Philosophorum , 1550 La dispersione degli oggetti, serve per nasconderne il simbolismo a coloro che vorrebbero comprenderlo. Ogotemmêli; cit. in: Marcel Griaule, Dio d’acqua , p.142 Niccolò Copernico  dapprima esitò a divulgare il suo nuovo modello dell'universo . Da un lato perché temeva la reazione di "Aristotelici e teologi", come scrisse nella sua  Prefazione di Niccolò Copernico ai libri sulle rivoluzioni, al Santissimo Signore Paolo III, pontefice massimo : ... con la vostra autorità e il vostro giudizio, potrete facilmente frenare il morso dei calunniatori, quantunque il proverbio dica che non v'è rimedio al morso dei sicofanti. Dall'altro - ed è su questo punto che mettono l'accento gli storici della scienza Giorgio de Santillana e Herta von Dechend nel loro Ham...

Ritorno al Chautauqua: Scienza tradizionale e scienza profana /2

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  La differenza fondamentale che separa l'insegnamento iniziatico, e più in generale ogni insegnamento tradizionale, dall'insegnamento profano: quanto è semplicemente "appreso" dall'esterno è qui senza alcun valore, quale che sia la quantità delle nozioni a questo modo accumulate (perché anche in ciò appare nettamente il carattere quantitativo del "sapere" profano); quello che conta è di risvegliare le possibilità latenti che l'essere porta in se stesso (ed è questo in fondo il vero significato della "reminiscenza" platonica).  René Guénon, Il Regno della Quantità e i Segni dei tempi . La parziale svalutazione della matematica operata da Aristotele , che si accompagnava in lui a un'analoga svalutazione della dialettica, trovò ampia eco nei suoi commentatori, e raggiunse una sorta di apoteosi nel Rinascimento con  Giovanni Pico della Mirandola  (1463-1494), che nelle sue Novecento tesi  dichiarò senza mezzi termini che "le matematic...

Anno √-1

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Con l’ingresso nel suo nono anno di vita il mio blog cambia nome e ricomincia da uno, anzi da  √-1,  per finalmente ufficializzare l'avvenuto cambio di pelle. "Cronache del tempo del Sogno" era del resto un titolo troppo poetico per adattarsi a un blog dedicato in gran parte all' invettiva . E c'è anche un ritorno allo stile grafico che ha caratterizzato i primi tre anni di vita, quando l'immagine della testata era un dettaglio di un'opera pittorica: prima Redon, poi Monet, poi ancora Redon. Mentre dall'Anno Quarto ho dato vita alla formula a collage, ripetuta per i quattro anno successivi e intesa come riassunto visuale dei temi effettivi e possibili del blog. Non proprio tutto quel che vi è rappresentato ha infatti trovato posto nei suoi 600 e passa post, ma quasi tutto sì. Vi ripropongo perciò qui di seguito le cinque testate-collage nell'ordine in cui si sono succedute, dall'Anno Quarto all'Anno Ottavo. Per un indice dettagliato delle i...

Profezie per i Tempi Ultimissimi

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Riprendendo ora il discorso sull'ultima età di questo ciclo della manifestazione terrestre, ormai universalmente denominato con il termine indiano di  Kali-Yuga , da me avviato alcuni post fa, bisogna aggiungere che a ogni ciclo corrisponde un particolare tipo di umanità, la cui visione della realtà si modella in parallelo con la progressione del ciclo nelle sue varie fasi. Che la visione scientifica sia la più conforme a questa estrema fase del Kali-Yuga, che ha preso avvio nel tardo medioevo in corrispondenza del declino della Scolastica, è fuor di dubbio: a una umanità che ha fatto del liberarsi di ogni "orpello metafisico" una  missione, può solo andar bene una forma di conoscenza che ha, come assioma fondamentale, l'esclusione dell'ipotesi di Dio e più in generale del Sacro. Il risultato è in realtà una forma di pseudo-conoscenza , giacché nessuna conoscenza reale può esistere in assenza di un fondamento metafisico , come è chiaro a pochi e oscuro a molti, ...

Assenza

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  Di' loro Non sono qui Di' loro Non c'è nessuno qui Tornerò tra cinquecento milioni di anni Shinjiki Takahashi * * * L'immagine di apertura del post è un dipinto del maestro Zen Sengai.

Il poeta e il traduttore [Re-Edit]

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Nota: Questo post è apparso in origine nel 2012 sul mio primo blog, Power Spot , con il titolo  La lettera sull'Invisibile di Rainer Maria Rilke . Alcune citazioni della lettera oggetto del post sono già apparse in questo blog nella serie (anch'essa in attesa di revisione) Rilke e Hopper tra visibile e invisibile , ma penso sia tempo ora di riproporne il testo nella sua interezza, come esempio di percezione e comprensione del reale (la caratteristica di cui più difetta in assoluto questo "secolo" oramai alla fine). 1. Introduzione "Nascosta" tra le note di commento, alle pagine 644-647 di Poesie 1907-1926, un volume pubblicato da Einaudi nell’anno 2000*, figura un testo a mio avviso straordinario, che meriterebbe di essere incluso in ogni esaustiva antologia della mistica occidentale, accanto alle pagine di Hildegard von Bingen, Jacob Böhme o Emanuel Swedenborg: una  lunga lettera indirizzata da  Rainer Maria Rilke  in data 13...