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Non ho dimenticato... Alessandro Momo (parte 1 di 2)




E' che in quegli anni, per quelli come lui... cioè giovani, ragazzi che si esponevano, che ci credevano... in qualsiasi cosa credessero, morire era più facile.

Eleonora Giorgi


Questa estate ho avuto voglia di rivedermi, uno di seguito all'altro, i tre film con Alessandro Momo che avevo veduto negli anni '70, in occasione della loro prima distribuzione nelle sale: MaliziaPeccato venialeProfumo di donna.
Famoso al di là dell’immaginabile (per chi non c’era) negli anni ’70, grazie soprattutto a Malizia, film culto di un’intera generazione che gli procurò anche una nomination al nastro d’argento di Taormina come miglior attore esordiente, Alessandro Momo è presto sfuggito alla memoria collettiva oltre che alla memoria, a compartimenti stagni questa, degli addetti ai lavori. Per dire, il Dizionario del cinema italiano della Gremese, anno di uscita 1991, nel secondo dei due volumi dedicati agli attori passa con disinvoltura da Domenico Modugno a Carlo Monni.
Oggi, grazie anche alla virtuale assenza di limiti allo spazio a disposizione, ogni database professionale di cinema presente in rete cita Alessandro Momo, e non manca di fornire oltre alla filmografia, anche qualche scarna notizia biografica. Più complesso il discorso sugli articoli prodotti dai fan, pochissimi e basati spesso su fonti che presentano varie inesattezze, ma comunque ugualmente in grado di mostrare quanta influenza abbia avuto, su chi c'era, la brevissima parabola umana del giovanissimo attore romano. Basta solo ricordare il nome e subito fioccano i commenti partecipati, i ricordi dello smarrimento di quei giorni in cui si sarebbe voluto poter riportare indietro le lancette del tempo e cambiare il maledetto corso delle cose.

Ricordo alla perfezione il giorno dopo quel 19 novembre 1974, quando al mio ritorno da scuola, mia madre mi mostrò il giornale e mi disse: "E' morto Alessandro Momo". Nulla di strano in questo: sapeva che ero un fan, come lo erano molti di noi che avevano visto Malizia e Peccato veniale (Profumo di donna doveva ancora uscire nelle sale). In più, all'età che avevo allora, quattordici anni compiuti meno di due mesi prima, assomigliavo abbastanza al giovane attore dai lineamenti angelici e un po' da bambino.
Mi pare, anche, di conservare nella memoria dei flash, che mi rimandano di lui una conoscenza ancora più antica, di interprete delle pubblicità di Carosello e dei fotoromanzi Lancio (che una delle mie zie acquistava a vagonate); ma sono ricordi vaghi, e forse, ma solo forse, aggiunti dopo, figli del clamore mediatico successivo all'incidente.
In un articolo che lessi in quei giorni, non ricordo più su quale giornale, il giornalista romanzava e ricostruiva, dall'interno, gli istanti precedenti l'incidente. Immaginava Alessandro subito prima dello sprint fatale, fermo all'ultimo semaforo della sua vita, ripensare al momento in cui il regista Salvatore Samperi (1944-2009) lo aveva notato negli stessi paraggi, mentre armeggiava intorno a una due ruote in panne e aveva pensato a lui come all'interprete ideale per il suo Malizia. Un episodio che nonostante il suo alone un po’ leggendario, visto che Alessandro Momo era già un attore con un curriculum all'epoca del casting per Malizia, si trova comunque riportato con costanza nel tempo in varie "biografie" dell'attore.

Dicevo, un po' più sopra, degli errori delle fonti, poi tramandati nel tempo da blogger e articolisti vari di belle speranze. Di questi errori di varia natura, il più eclatante riguarda senza dubbio l'anno di nascita di Alessandro Momo, che viene detto essere, a seconda dei casi, il 1953, il 1954 o il 1956. Vedremo molto presto il perché e il come sia potuta accadere una cosa del genere, mentre voglio subito chiarire che è in realtà facilissimo verificare che l'anno corretto è l'ultimo dei tre: basta prendersi la briga di ricercare in rete l'immagine della tomba al cimitero di Verano dove è sepolto l'attore, accanto al padre.


Fonte: Corriere della Sera


L'equivoco si genera comunque fin dalle prime fonti, cioè fin dai primi articoli di cronaca dei quotidiani che danno notizia dell'incidente e della morte dell'attore. (O forse ancora prima di allora, come vedremo). Il Tempo di Roma riporta, per esempio, all'interno di un articolo datato 20 novembre:
Alessandro Momo, l'adolescente acerbo e tenebroso cinematograficamente sedotto da Laura Antonelli, è morto ieri pomeriggio, schiantandosi con la propria super-moto prima contro un taxi e, successivamente, cadendo sull'asfalto. Avrebbe compiuto vent'anni giovedì prossimo, essendo nato il 26 novembre 1954.

Mentre invece Alessandro Momo, essendo nato il 26 novembre 1956, quel "giovedì prossimo" avrebbe compiuto 18 anni. Ma vi è anche una seconda inesattezza contenuta in questo breve estratto d'articolo. La "super-moto" non apparteneva al giovane attore, che in base a una legge uscita la primavera di quell'anno 1974 non aveva neanche l'età per guidarla, bensì alla sua fidanzata e collega Eleonora Giorgi.
La moto era di Gabriele, il mio ex storico, quello con cui ero anche andata a convivere. Dopo la BSA inglese, lui volle comprarsi una Honda. Era una Cb 750 Four, rossa. Con Gabriele, io condividevo tutto. E così, come tutte le ragazze innamorate non solo di un uomo più grande, ma anche del suo mondo, passavo con lui interi pomeriggi dal meccanico, a studiare cilindri e pistoni. Ovviamente era finito che mi aveva insegnato a guidarla, 'sta moto. Cosa che io facevo stupendamente. Una passione che mi è rimasta ancora oggi. E così, quando ci siamo lasciati, sarà stato per quella solitudine che ti accompagna sempre dopo la fine del primo rapporto importante, sono tornata a cercarla, la moto. Gabriele l'aveva venduta a Di Salvo, quello che oggi ha la catena di negozi di elettrodomestici, ma che all'epoca stava ancora in un buchetto, a Trastevere. Insomma, la cerco, la trovo e la ricompro. Ci vado in giro, ci faccio la mia figuretta... sì, certo, la ragazza cretina che vuole sembrare un maschio... Alessandro aveva avuto già la 350 e la 500, sempre dello stesso modello della mia 750, ma poi si era fermato là.

Questa la storia della proprietà della moto, così come Eleonora Giorgi l'ha raccontata al giornalista Antonello Sarno, in un'intervista per il libro Italian Babilonia. Opera che sembra proprio essere uno dei veicoli involontari del perpetuarsi dell'errore sulla data di nascita, avendo Sarno usato tra le sue fonti il succitato articolo de Il Tempo. E poiché la maggior parte degli articoli su Momo successivi al 2007 si basano a loro volta sul libro di Sarno...




Eleonora Giorgi lascia poi la moto ad Alessandro, per tutto il tempo, alcuni mesi, in cui lei è via per un viaggio all'estero. Al suo ritorno, lo chiama e gliela richiede indietro, lui le risponde che gliela avrebbe riportata l'indomani.
Un po' glielo feci pesare, quel ritardo. Mi disse che sarebbe arrivato verso le sette di sera. Arriva il giorno dopo, il 20 novembre. Sono le cinque, forse le sei di pomeriggio. Mi chiama mio padre: “Alessandro è caduto con la moto. L'hanno portato al Santo Spirito”. Io, paralisi totale.

Ma a quel punto la Giorgi viene anche indagata dalla Procura di Roma, per incauto affidamento di una moto di grossa cilindrata a un minore. A interrogarla è il giudice Antonino Scopelliti (1935-1991), davanti a cui lei invoca, a sua difesa, la circostanza che Alessandro le aveva detto di avere la sua stessa età, ventuno anni. Il giudice, che non sa se crederle o meno, porta comunque avanti l'inchiesta. Fino al momento in cui convoca in procura la famiglia Momo, che conferma la tesi difensiva di Eleonora e fa cadere ogni accusa nei suoi confronti.
La famiglia Momo confermò in pieno la mia tesi. Era vero, l'avevano saputo anche loro che Alessandro si aumentava gli anni. Sarà stato perché voleva fare il fico, o magari perché aveva un carattere molto deciso malgrado non fosse alto di statura... non so, fatto sta che mi aveva sempre detto di avere la mia stessa età, cosa in cui avevo creduto da subito!

Ad aver generato l'equivoco sulla sua età potrebbe quindi esser stato, ancor prima degli articoli di giornale, Alessandro stesso.




- Continua


* * *


Tutte le frasi di Eleonora Giorgi sono tratte dal libro citato nel post, Italian Babilonia, di Antonello Sarno (Colorado Noir, 2007).

L'immagine di apertura del post è un fermo immagine del film Profumo di donna (Dino Risi, 1974)

Nota: il titolo del post è ispirato (leggi: rubato) da un minuscolo blog della memoria: Non ho dimenticato Claudia Marsani, consistente in soli nove articoli pubblicati nel 2009.

Commenti

  1. Sono un caso particolare e il celeberrimo "Malizia" non l'ho mai visto. Ho visto però "Profumo di donna", con il giovane attore ottimo a fare la parte dell'ingenuo militare di leva finito nelle confusionarie mani del tremendo Gassman (anche lui bravissimo nel suo ruolo). E sapevo della sua morte prematura. Aspetto la seconda parte del post.

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    1. Malizia secondo me regge il confronto con Profumo di donna, mentre Peccato veniale si colloca un gradino più in basso. Si vede bene che volevano battere il ferro finché era caldo con un film confezionato a tempo di record.
      Grazie per l'interesse, Ariano :-)

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  2. Ciao Ivano, non conoscevo niente di questo attore e della sua tragica storia (peraltro con tante stranezze, come hai evidenziato), quindi ti ringrazio per il post.
    Un abbraccio!

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    1. Per sapere di Momo, o si è vissuta in diretta la cronaca di quegli anni o si è particolarmente curiosi sul cinema italiano del decennio 1970. Magari molti hanno visto un film di fama internazionale come Profumo di donna, ma senza immaginare che vi fosse una storia particolare dietro quel ragazzino che accompagnava Gassman in giro per l'Italia.
      Grazie e un abbraccio altrettanto, Francesca.

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  3. Da nata nell'80 non sapevo nulla di lui, pur avendo visto "Profumo di donna". Ottimo post

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    1. Grazie mille della visita e del commento, Antonella. In pratica mi confermi quel che ho appena scritto sopra a Francesca :-)

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  4. Articolo interessantissimo, come sempre.
    Amo questi report su pagine italiane poco note, specie se riguardano il mondo del cinema e della tv.
    Sapevo la storia della moto di Eleonora Giorgi, non conoscevo la faccenda delle varie età.
    Bravo, come sempre.

    Moz-

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    1. Grazie mille per le parole di elogio, Miki. Mi piacerebbe fare di questo "Non ho dimenticato..." una specie di rubrica aperiodica del blog (di qui i tre puntini), che non presenti necessariamente solo persone, ma anche, per esempio, oggetti scomparsi ma che non ho dimenticato.

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  5. Articolo stupendo.
    Malizia ed anche tutti gli altri film di Momo li ho visti in età adolescenziale, diciamo intorno ai primi anni del '90.
    Ero molto attratto dall'erotismo in sé grazie agli ormoni e feci incetta di film erotici italiani e non di ogni genere, soprattutto grazie alle rete private che li mandavano in onda in seconda serata.
    Conoscevo alcune parti della sua sfortunatissima vita, mentre altre le scopro adesso grazie al tuo bellissimo post.
    Aspetto di leggere il proseguo. :-)

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    1. Non ne ho la certezza assoluta, ma mi pare di ricordare che Malizia in tv sia passato con dei tagli, anche in seconda serata. Se ti capita l'occasione di rivederlo in DVD, merita senz'altro.
      Un grande grazie per il gradimento del post, Raffaele. E per esserti prenotato per il seguito ;-)

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    2. L'ho rivisto nemmeno un anno fa su youtube dove c'era il film intero ed in effetti c'erano scene che non ricordavo, però è anche vero che è passato tanto tempo dalla prima volta che lo vidi.

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  6. Sono molto contento di aver letto questo post, molto. Contento perché me lo ricordavo nei film che hai citato, perché era bravissimo, perché troppo spesso ci dimentichiamo delle glorie nostrane. Non ci pensavo più da anni, da che rividi profumo di donna quasi per caso. Tra l'altro tre film capolavoro, i rimandi a James Dean potrebbero essere facili, ma come si suol dire: "l'erba del vicino è sempre più verde". Bom, basta chiacchiere, ti ringrazio per averci proposto uno spaccato di cinema misconosciuto ai più.

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    1. Grazie a te per il bellissimo commento, Massimiliano. Immaginavo che tu potessi ricordatelo bene. Al paragone con James Dean è stato praticamente impossibile sfuggire, fin dall'inizio. Come lui consegnato al culto da tre film, come lui morto giovanissimo a causa della passione per i bolidi, a due ruote nel suo caso, e come lui morto a breve distanza dalla fine delle riprese dell'ultimo film. La differenza è che gli americani, rispetto a noi, fanno tutto più in grande e in certe cose hanno più memoria.

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  7. Non ricordo nulla di questo Momo, ma credo sia normale. Sono invece curioso di capire se "Non ho dimenticato..." rappresenta il primo di una serie.

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    1. Nulla di Momo? Mi sembrava invece che avessimo discusso di Malizia in qualche occasione...
      Non parlerei comunque di serie in questo caso, perché le serie sono concepite per terminare prima o poi. Si tratterebbe piuttosto, come ho detto sopra a Moz, di una rubrica aperiodica (tipo gli Incantesimi cinemusicali, per intenderci) che non deve necessariamente occuparsi solo di persone, ma anche di oggetti o eventi dimenticati.

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    2. Parobabilmente sì, ma la mia attenzione evidentemente non era su Momo

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  8. Tra i titoli citati ho visto soltanto Profumo di donna e gli preferisco di molto il remake hollywoodiano (non picchiami XD). E non conoscevo assolutamente la storia che ci hai raccontato :O Ho sempre provato una grande simpatia per la Giorgi, chissà poi perché...
    Attendo la seconda parte e come TOM mi chiedo se hai per caso intenzione di creare una rubrica-serie!

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    1. Picchiarti? Giammai! I gusti degli altri sono sacri e non si discutono. Mai. Del resto abitiamo anche in città diverse e ritengo quindi altamente improbabile che tu possa capitarmi a tiro di ruote mentre sono fuori con l'auto... XD
      Anche a me Eleonora Giorgi è sempre piaciuta. Come gran parte delle attrici con cui sono diventato grande insieme ai miei occhi scuri... Muti, Belli, Antonelli, e altre meno famose.
      Per la questione rubrica-serie, ti rimando alla risposta a TOM. A presto! :-)

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  9. Che bell'articolo, Ivano e che bella idea quella di una rubrica così (ho letto tra i commenti che sarà aperiodica e tratterà di persone, oggetti,...)
    Non ho mai seguito le vicende di Momo, a dirla tutta non ho mai seguito più di tanto la cronaca rosa e in questo caso rosa-nera. Nel '74 poi ero ancora piccola, avevo dieci anni, e non avevo visto neppure i film interpretati da lui.
    Tuttavia, mi sono commossa nel ripercorrere la storia da te magistralmente ricostruita. Mi ha toccato il cuore vedere Momo ricordato prima di tutto quale un ragazzo e, solo in seconda battuta come un attore e non per denigrarlo, ma per rendergli giustizia. In fondo aveva solo 18 anni!
    Mi ha fatto tenerezza leggere la testimonianza della Giorgi. Tra l'altro lei mi è sempre piaciuta molto, sia sul piano attoriale che personale.
    Davvero un gran bel lavoro!
    Ciao Ivano, buona giornata ^__^

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    1. Se all'epoca avevi solo dieci anni, tutto questo avveniva senz'altro al di fuori della tua sfera di percezione. Tenendo anche presente che i film interpretati da Momo non erano rivolti alle famiglie. Malizia era vietato ai 18, Peccato veniale e Profumo di donna ai 14.
      E grazie per avere apprezzato il post al punto da trovarlo commovente, Clementina. Mi fa un grande piacere saperlo. Ciao a presto ^__^

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