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Miao, il mio primo giornalino /1




Introduzione


Questo post vuole essere, fin dal titolo, una sorta di post gemello del più antico Michelino, la mia prima rivista. Era da molto che desideravo realizzarlo e se adesso finalmente riesco è perché il mio consueto itinerario di fine mese tra le bancarelle dell'usato mi ha portato stavolta un frutto insperato: ben diciassette numeri di Miao più un Super Miao. Ho parlato di frutto insperato perché, come sa bene chi da bambino l'ha conosciuta, si trattava di una pubblicazione in cui le pagine da ritagliare non erano, come in Michelino, riunite in un inserto centrale staccabile bensì sparse per tutto il fascicolo, che perciò finiva di norma distrutto. Era per la verità contemplata, come vedremo, la possibilità di salvare le storielle dei vari personaggi, ma anche così delle trentadue pagine interne se ne salvavano appena dodici. Per quel che riguarda me, da bambino amavo destreggiarmi con carta, forbici e colla, e una volta che avevo ritagliato tutto il ritagliabile e costruito tutto il costruibile, gettavo via il resto del giornalino. E credo che la maggioranza dei bambini della mia generazione abbia fatto lo stesso. Tuttavia, anche in questo caso, vige la regola dell'eccezione, grazie alla quale ho avuto la possibilità di mettere le mani (al prezzo di due euro ciascuno) su questo stock di albettini, tutti integri con la sola eccezione di un paio di numeri, mancanti di una pagina. Perfino il mini inserto centrale staccabile di due pagine, quello di cui teoricamente gli adulti avrebbero dovuto impossessarsi prima di affidare l'albo alle cure dei loro pargoli, è rimasto al suo posto in ogni numero. Meglio di così!

Venendo invece alla domanda delle domande: se nella mia vita di bambino sia entrato prima Miao o Michelino, non ho una risposta definitiva. Il fatto che Miao si presenti come un albo muto, fruibile anche da chi non ha ancora imparato a leggere, potrebbe far propendere per l'ipotesi di una sua precedenza d'ingresso, ma non è detto che sia davvero andata così.

Aggiungo infine, prima di far parlare direttamente le pagine di uno dei fascicoli, secondo la formula che tanta fortuna ha portato al mio articolo su Michelino, alcuni dati tecnici introduttivi.*
Si trattava, nel caso di Miao, di un quattordicinale di 32 pagine+4 di copertina+2 di inserto per i genitori, che si sviluppava nel formato orizzontale 23,8 x 13,4 cm.
Le pagine si dividevano tra quelle riservate alle attività, che prevedevano di dover disegnare, colorare, ritagliare e incollare, e quelle riservate alle storie, i cui principali protagonisti e i loro autori erano:
  • il gatto Miao, di Luigi Roveri. In qualità di titolare della testata, era l'unico personaggio a comparire in ogni albo, sempre nelle tre pagine di apertura. Era inoltre l'unico personaggio negativo del giornalino: prepotente e dispettoso, finiva regolarmente vittima delle trame che ordiva ai danni del prossimo;
  • la Paperella meccanica, di Giorgio Michelini;
  • il Clown gonfiabile, di Paolo di Girolamo;
  • lo Gnomo, di Civo;
  • il Ragazzo biondo amico degli animali, di cui non sono riuscito a identificare l'autore;
  • la Coccinella, di Elena Poirer.

Tutti questi personaggi, così come i principali illustratori del giornalino, già citati e non, li incontreremo strada facendo.**


Il tour illustrato /1


La copertina, eccetto che in determinate speciali occasioni, prevedeva
sempre la presenza del gatto titolare nella colonna di sinistra.


La seconda di copertina è, nel n. 58, una semplice pagina da colorare.




Pagine 1-3. Le tre pagine di apertura del giornalino sono sempre dedicate
alle disavventure del pestifero gatto. Il numero 58 non fa eccezione.


Pagina 4. Una versione facile facile di un classico dell'enigmistica.







Pagine 5-10. Tutto il necessario per ricostruire, con forbici e colla,
una scena di vita dell'antico Egitto. Le pagine da ritagliare erano inserite
in modo da lasciare intatte le storie di Miao e degli altri personaggi.


Pagina 11. Una seconda pagina da colorare,
ispirata stavolta a una celebre fiaba di Andersen.



Pagina 12-13. Due sole pagine e tre vignette bastano in questo caso
a raccontare una storia del biondo amico degli animali.


Pagina 14. Il possessore originario dell'albo dà finalmente segno di
volersi impegnare in qualcosa. Sebbene con poco successo apparente.


E con questa quattordicesima pagina, per metà colorata, dichiaro conclusa la prima parte del tour illustrato attraverso il numero 58 di Miao. Se vi siete fatti risucchiare nel vortice del passato, o anche solo divertiti, nei prossimi post della serie vi attendono le pagine successive.

* * *


Sono tutti dati che ho tratto dagli albi degli anni '60 in mio possesso. Nulla posso dire delle uscite dei decenni successivi (la cui trattazione esula in ogni caso dagli intenti di questo blog). Ho infatti scoperto, con mia sorpresa, che Miao ha goduto di lunga vita. Nato nell'aprile 1965, è stato pubblicato da Iniziative Editoriali fino alla fine degli anni '70, per poi ricominciare dal numero uno con le Edizioni Zanetti e proseguire per un altro decennio circa. Per un periodo è stato anche affiancato da Super Miao e, negli anni '70, da Le Fiabe di Miao.

** Ogni aggiunta o precisazione a questa provvisoria lista dei collaboratori di Miao è la benvenuta.

Commenti

  1. Le pagine illustrate con giochini e sagome da ritagliare (e ancor meglio da incollare prima su cartone e poi ritagliare per renderle più rigide) ce le avevo pure io, però me le davano mia zia e mia madre prendendole la prima (pensa un po') dalle pagine per i più piccoli de la "Famiglia Cristiana", la seconda da "Juvene", una sorta di enciclopedia per ragazzi dotata di fascicoli aggiuntivi fatti apposta per essere ritagliati.

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    1. A casa mia "Famiglia Cristiana" non avrebbe mai potuto avere accesso. E "Juvene" non ricordo di averla mai sentita nominare. Forse è successiva ai tempi della mia attività di taglia/incolla, visto che tu sei abbastanza più giovane di me?

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    2. "Abbastanza più giovane" è decisamente esagerato ;-)
      Penso piuttosto che Juvene non fosse particolarmente famosa, l'ho nominata in altri contesti e nessuno la conosceva, IQuindici la conoscono tutti, Conoscere quelli più grandi di me l'hanno sentita nominare, ma Juvene è finita nel dimenticatoio, la rammento solo io a quanto pare.

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    3. Sarebbe bello se tu sfruttassi l'esclusiva per ricavarne un bel post di archeologia editoriale :-))

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  2. Un vero miracolo aver trovato dei MIAO integri... Non riesco proprio a immaginare qualcuno che li ha comprati e non li ha fatti a pezzi subito. Che senso ha avuto quell'acquisto? Perché, mioddio? Forse un nonno che intendeva regalarli a un nipotino ma che poi, per chissà quale ragione, ha fallito nella consegna? Mistero.
    Ovviamente io ne ho fatti a pezzi a decine da piccolo. Ti parlo degli anni 71-75 o giù di lì. Non duravano nemmeno il tragitto dall'edicola a casa.
    Ottenere il MIAO era l'unica maniera, per mia mamma, di riuscire a trascinarmi a messa la domenica mattina.. all'uscita della chiesa c'era quella bellissima edicola dove mi aspettava la mia copia... Non sempre però :((
    Grazie per questo stupendo tuffo nel passato. Sono tentato di stampare questo post e poi andare a cercare forbici e colla...

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    1. Neanche io ci contavo in questo miracolo. Ma devo dire che ultimamente sto facendo una tale messe di ritrovamenti miracolosi, che sono stato costretto ad ampliare il budget mensile previsto per questo genere di acquisti.
      E anch'io ho distrutto una quantità imprecisata di Miao, anche se negli anni '60, e mi resta davvero difficile credere che qualcuno possa averli comprati solo per le storie. Temo che sia un mistero senza speranza di soluzione, a meno che tra i commentatori non si faccia vivo/a l'ex proprietario/a.
      Grazie a te per il commento. E capisco bene il richiamo delle pagine, qui riprodotte all'incirca nel formato originale ;D

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  3. Oddio che emozione! *__* Ricordo perfettamente questi albi, so che ero molto piccola quando mamma me li comprava (per motivi di allergia e asma, fin da prima dei 4 anni, stavo spesso a casa da asilo e poi scuola, ohibò -_-) e io ci passavo ore ed ore! Penso che i miei fossero tutti post '77 almeno!

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    1. Vero, cara Glò, che queste cose emozionano, soprattutto se riemergono dopo essere rimaste per molti anni in una zona d'ombra della memoria se non totalmente dimenticate :-)
      Ma ancora dopo un decennio, il giornalino Miao conservava la stessa grafica e gli stessi personaggi e autori?

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    2. Pardon per il ritardo nel risponderti! Allora, io nel '77 avevo quattro anni :D ricordo perfettamente il giornalino ma non così dettagliatamente da saperti rispondere. Vedendo le tavole che hai inserito nel post a me paiono molto nello stile di quelle maneggiate. Però... ricordi che in edicola vendevano le meravigliose buste "di tutto un po'"? Spesso c'erano dentro giornalini usciti molti anni prima, biglie, animali in plastica e altre cianfrusaglie che adoravo, penso come molti all'epoca XD

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    3. No problem, Glò, figurati! Le buste che descrivi erano davvero una meraviglia. Io le compravo, alcuni anni prima di te, anche allo scopo proprio di recuperare vecchi numeri per le mie collezioni.

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  4. Mi hai buttato dentro un ricordo stupendo, Ivano, ti ringrazio. Avevo cancellato questo giornalino dalla memoria, ma adesso rivedendolo nelle tue illustrazioni mi è tornato in mente come un flash: io lo amavo, come lo amerei ancora adesso se ne avessi uno per le mani. Sono sempre stata innamorata di giochi, ritagli, cose da costruire. Ai miei figli, quando erano piccoli, facevo fare un sacco di attività simili. 😍

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    1. Grazie a te, Marina :-) Sono contento di averti risvegliato un bel ricordo... del resto, leggere di queste reazioni emozionate è una delle soddisfazioni maggiori che mi dà realizzare questo genere di post. Anch'io amavo moltissimo questo giornalino ed era sempre una festa ogni volta che in edicola usciva il nuovo numero!

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  5. Certo che ricordo Miao! Che meraviglia, grazie di cuore per questo post!
    Non so quantificare il tempo trascorso, da piccolissima, con forbici e Coccoina, a ricostruire gli scenari proposti da quel giornalino. Ricordo anche che, giunta alle elementari, dopo anni di "allenamento" offerti dalla rivista, mi organizzai a realizzare da sola dei disegni ritagliabili (animaletti, alberi, casette, ecc.,) con tanto di base di sostegno, che poi barattavo con le merendine più golose delle mie compagne di classe ^_^

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    1. Ah ah ah, eri un affarista nata! Io realizzavo piccoli cartoni animati (strisce di carta di tre o quattro vignette che poi facevo scorrere manualmente, una vignetta dopo l'altra, in un cinevisore anch'esso di carta) ma non ho mai pensato di barattarli con delle merendine ;-)
      Grazie a te per il commento emozionato, Cle :-)

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  6. Non ho memoria di queste pubblicazioni, ho vissuto nel decennio successivo la mia infanzia, ma mi domando come non abbiano continuato a pubblicarle rendendole diffusissime anche dopo. Sono un bellissimo esempio di editoria per bambini "interattiva". Tu dici che dell'albo non restava praticamente nulla, ma mi piace questa idea del disintegrarlo per creare tutta una serie di oggetti.

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    1. Come ho scritto in nota, Luz, ho da poco scoperto che Miao è stato pubblicato fino alla fine degli anni '80. Il fatto che sembrino però conoscerlo solo adulti che sono stati bambini nei '60 e nei '70 potrebbe indicare che la sua visibilità, in anni più tardi, sia stata oscurata da altre pubblicazioni di taglio più moderno... chissà.
      Dell'albo, una volta ritagliato tutto il ritagliabile, rimanevano la prima e seconda di copertina e le pagine con le storie, che erano di norma 12 su 32. A me non risulta di averne mai conservato qualcosa. Anche le costruzioni avevano vita breve e di norma finivano sostituite da quelle dell'albo successivo... non potevo certo trasformare la mia stanzetta, già piena di libri e giornalini, in un museo delle opere di Miao ;-D

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    2. Sì sì, ho letto che erano state pubblicate fino alla fine degli anni Settanta e poi per un altro decennio, ma personalmente, e io facevo uso di giornalini vari per ragazzi, non ho mai visto queste pubblicazioni. Probabilmente sarà come dici, erano surclassate da altre pubblicazioni più note. Del resto, negli Ottanta anche giornali noti come Intrepido hanno cominciato a vacillare un bel po'.

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    3. Molto vero, Luz. Quello che funzionava a meraviglia negli anni '60 e '70 negli anni '80 non andava più così bene. Cambio di gusti generazionale immagino...

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  7. Sai che AMO questi post.
    Non conoscevo la rivista, ovviamente.
    Un tuffo in anni che non ho mai vissuto: la semplicità di questi albi è affascinante.
    Tempi migliori.
    Attendo il seguito, BRAVO!^^

    Moz-

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    1. Questi post sono il vero trait-d-union tra i nostri due blog, Miki, anche se tu in genere ti occupi di altri decenni. E sono totalmente d'accordo sul fascino della semplicità di questa pubblicazione.
      Un GRAZIE per il "BRAVO". Ti farà certo piacere sapere che questa serie andrà avanti per almeno cinque post. E' mia intenzione dare un assaggio di tutti i personaggi e di tutti gli illustratori principali e penso che il meglio debba ancora venire ;-)

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  8. Che bel post! Il gatto pestifero, poi, è un classico. Mi viene il dubbio che non esistano, nel mondo dei fumetti, dei gatti paciocconi che si fanno gli affari loro. Credo di aver visto alcuni Miao nella mia infanzia, ma non ne ho un vivido ricordo. Invece, come Ariano, ritagliavo le pagine dei piccoli da Famiglia Cristiana, specialmente le bamboline con i modelli dei vestiti. Ho, invece, un nitidissimo ricordo di Roselline, quel'album quadrettato che ti insegnava a disegnare. Ma forse era poco adatto per i maschietti. ;)

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    1. Io ricordavo bene lo stile grafico della rivista, ma i personaggi, a parte Miao, non li ricordavo veramente. Credo che la Paperella e il Clown, se me li avessero nominati, li avrei ricordati, ma Gnomo, Coccinella e l'Amico degli animali sicuramente no. C'è poi da aggiungere che, almeno che io sappia, nessuno di questi personaggi ha mai avuto un vero nome, dal momento che le loro storie non solo erano mute ma anche prive di titolo. Penso sia un caso più unico che raro di una pubblicazione che lascia all'immaginazione dei lettori simili dettagli.
      Le bambole con i modelli dei vestiti da ritagliare me le ricordo anch'io, ma non saprei dire dove le ho viste esattamente, certo non su "Famiglia Cristiana" (vedi più sopra la risposta ad Ariano).
      Grazie per il gradimento del post, Cristina :-)

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  9. Anche nel mio caso Miao è stato il mio primo giornalino! :) Idem per Michelino come prima rivista, naturalmente :) Però subito dopo che ho imparato a leggere, molto presto rispetto alla media, Miao l'ho abbandonato persino con un po' di snobismo per passare a quei tre giganteschi scatoloni di Topolino e Almanacco Topolino che un collega di mio padre gli regalò per me: eh, lì c'erano le parole da leggere, vere storie, vere avventure! E così cominciò la mia "malattia" per i fumetti :) Ma Miao (e Michelino, che amavo molto di più) non li posso certo dimenticare, anzi sono loro grato per le molte ore di sollazzo che mi hanno fatto passare una cinquantina-e-più di anni fa :)
    Un carissimo, nostalgico saluto!

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    1. Succede quando si è perfettamente coetanei, caro Orlando, di condividere le stesse esperienze ;-)
      Io invece, causa dislessia, ho imparato a leggere per ultimo nella mia classe, solo nel terzo trimestre della prima elementare... mi sono rifatto dopo! Michelino in particolare, non l'ho sostituito con niente, perché ha semplicemente interrotto le pubblicazioni il giorno del mio settimo compleanno, mentre Miao mi ha tenuto compagnia fino alla fine delle elementari, che io ricordi.
      Un altrettanto grande e nostalgico saluto a te e un grazie per il passaggio :-)

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  10. Io non l'ho mai avuto tra le mani e non ricordo di giornalini così... forse il corrierino dei piccoli ma solo ogni tanto.
    Bussi l'orso invece era quello che compravo alla figlia e lì ricordo bene tante tantissime attività manuali per bambini

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    1. Io invece Il Corrierino non l'ho mai bazzicato, Patricia, e neanche Il Corriere dei ragazzi. Ho scoperto, ma tardi e solo di recupero, Il Giorno dei ragazzi, supplemento del quotidiano "Il Giorno", con le splendide tavole a colori di Dan Dare :-)

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  11. Che bello, non sapevo nemmeno che esistesse un giornalino così simpatico!
    Un abbraccio, Franny

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    1. Miao fa senza dubbio parte del mio personale patrimonio dell'umanità da salvare. Sono contento di contribuire a preservarne il ricordo per un altro po' di tempo ;-)
      Grazie e un abbraccio a te :-))

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  12. Le immagini da ritagliare accendono le mie sinapsi, ma della rivista non ho alcun ricordo quindi non so se sia mai stata tra le mie mani.
    Io per lo più leggevo Il Giornalino ed Il Corriere Dei Piccoli oltre alle svariate uscite Disney dei primi anni '80/85.

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    1. Eh eh, decisamente siamo di due generazioni diverse, caro Pirkaf... pensa che io ho smesso di acquistare le uscite Disney nel lontano 1974, all'età di tredici anni. Mi capita tutt'ora di rileggere (e rivedere) qualcosa della Disney, ma sempre e solo antecedente a quella data.
      Il Giornalino e Il Corriere dei Piccoli, invece, mai letti.

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  13. UAU splendida iniziativa e spero di cuore che metterai altri fumetti! Sai quanto amo recuperare queste delizie da un passato dimenticato, quindi plaudo alle tue scansioni di questa rivista che non conoscevo ;-)

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    1. Buone notizie, Lucius... ci saranno almeno altri quattro post dopo di questo, così da presentare un assaggio di ogni personaggio e di ognuno dei principali illustratori della rivista.
      Ti ringrazio e accolgo ben volentieri il tuo plauso all'iniziativa :-))

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  14. Ti riporto quello che scrive Massimo Fecchi sul blog di Luca Boschi

    “Quando cominciai a disegnare per Miao avevo appena finito un corso per animatori ed ero entrato come scompositore in uno studio di cartoni-animati (JET) creato da un gruppo di disegnatori insieme a FAVALLI (noto studio di grafica e pubblicità ) dopo la chiusura della INCOM CINEMATOGRAFICA.

    Questi animatori, insieme a Luigi Roveri, dettero vita a MIAO.

    Io avevo circa 18 anni ed ero la mascotte del gruppo.

    I disegnatori erano PAOLO DI GIROLAMO (disegnava il Pupazzo di Gomma), GIORGIO MICHELINI (disegnava la Paperella) FRANCESO VALERIANI (disegnava Peo). Inoltre, disegnavano in Miao il “grande” VERDINI, ORLIANI che disegnava il Gatto di Roveri, l’illustratore MASSIMO JACOPONI, la brava illustratrice cilena ELENA POIRIER, ROTELLI e i fratelli SERGIO e SANDRO COSTA.

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    Risposte
    1. Grazie mille dell'intervento, Umberto, e della generosa messe di informazioni!
      Alcuni degli illustratori che hai citato ho in programma di farli apparire nei post successivi... ho infatti intenzione di fornire un assaggio almeno di quegli autori e personaggi che apparivano con più continuità sul giornalino.

      Con "disegnava il Gatto di Roveri" riferito a Orliani, intendi dire che talvolta Orliani disegnava il Gatto al posto di Roveri?
      E riguardo al bambino biondo amico degli animali, che non è mai firmato? Si conosce il nome dell'autore?

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    2. Questo è quello che dice il figlio di Roveri (sempre sul blog di Boschi)
      "Giuseppe Orliani (per gli amici Nino) era un profugo istriano (Orlich era il suo cognome in slavo"
      "La sua mano felicissima, ancorché da autodidatta, conquistò immediatamente papà che iniziò con lui una lunghissima e proficua collaborazione ed amicizia: un vero sodalizio.
      Ricordo che Nino era velocissimo e molto abile nella china a pennello. Molto spesso papà abbozzava la matita e poi Nino disegnava i personaggi direttamente a china. Quindi papà ripassava gli sfondi col pennino e poi colorava il tutto."

      Quindi sembra una collaborazione

      Altra cosa che dice
      "Le persone che ho citato e che, forse non conosci, sono: Giorgio Michelini (autore della paperella a rotelle di Miao) che insegnava in una scuola di grafica assieme a Paolo di Girolamo, Sergio Costa (fratello maggiore di Sandro – nominato da Massimo Fecchi sul tuo blog), eccelso disegnatore di treni e divise militari (nonché sublime ferromodellista), uomo imponente dalla risata poderosa, altro collaboratore di Miao; Francisco (proprio con la “i” ) Valeriani che aveva sostituito mio zio Silvio Cigerza nel disegnare lo gnomo di Miao. "
      Civo potrebbe quindi essere Cigerza
      Pur avendo un originale anche del bambino biondo (non messo sul sito) non so nulla dell'autore

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    3. Il rapporto Roveri-Orliani è quindi il classico rapporto che esiste da sempre nel fumetto, come esisteva un tempo nelle botteghe degli antichi Maestri. Prima erano i garzoni di bottega, nei tempi moderni sono gli assistenti.
      Il passaggio Cigerza-Civo non suona per niente immediato, ma tutto è possibile con i nomi d'arte.
      E vedo che Francisco Valeriani firma in questo numero il disegno del labirinto sottomarino di pagina 4.
      Grazie anche per tute queste informazioni aggiuntive!

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  15. Non vedo l'altro mio commento
    Come personaggi manca
    L'orsacchiotto di pezza (che si fa sempre male) di Roveri
    Il cuoco militare di Verdini
    Tra gli autori aggiungo
    Pancy (?) (non so se il personaggio con il basco sia un personaggio fisso)
    Vighi
    Fortis
    qui trovi i miei originali di Miao
    https://www.comicartfans.com/galleryroom.asp?gsub=19849&page=1&order=Date

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    1. Dell'esistenza dell'orsacchiotto sapevo, ma purtroppo non compare in nessuno dei 18 albi di cui sono entrato in possesso.
      Riguardo agli altri nomi citati, ho guardato tutti gli originali da te pubblicati e mi pare di capire che alcuni personaggi e alcuni illustratori, per esempio Pancy e Fortis, siano arrivati solo negli anni '70, quando io già avevo smesso di maneggiare Miao. Non mi risvegliano infatti nessun ricordo sopito.
      Sempre a proposito degli originali, posso poi dirti che l'undicesima immagine, non accompagnata da numeri, è la pagina 3 del n. 54.

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  16. vedo che il diorama dell'antico Egitto porta la firma di Massimo Jacoponi

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    1. Vero! Del resto Jacoponi sembra esser stato uno dei più attivi. Compaiono molti suoi disegni negli albi che ho io.
      "Diorama"! Ecco la parola magica che ho cercato di ricordarmi per tutto il tempo in cui compilavo questo post... ma non mi veniva proprio. Ancora grazie!

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    2. @Umberto
      Ho visto che possiedi anche alcune strips di Modesty Blaise, che è il mio personaggio preferito.

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    3. Anche a me piace questa strip.
      Mi è piaciuto anche il film con la Vitti... Anche se devo dire che non era un capolavoro

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    4. Sai che del primo film non sono mai riuscito ad andare oltre la mezzora di visione? Già la Vitti nei panni di Modesty la trovo improponibile. Anche il secondo film, Il mio nome è Modesty è una mezza boiata, ma almeno la protagonista lì è credibile (più o meno).

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    5. P.S. Per curiosità. A che prezzo le vendi le strisce di Modesty? Volevo chiedertelo direttamente nel sito, ma ho visto che occorre registrarsi per interagire.

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    6. Non vendo nulla della mia collezione
      Comunque di alcuni autori si trovano facilmente in vendita...
      Ora sono con il tablet. La prossima settimana ti giro dei link

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    7. Allora avevo capito male... pensavo che si trattasse di uno spazio apposito per la vendita degli originali.

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    8. È uno spazio principalmente per i collezionisti. Ci sono anche i venditori... È comunque molti collezionisti vendono anche .

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    9. Grazie per il chiarimento, Umberto. La mia era più una curiosità che altro. Per il momento, in attesa di entrate più cospicue, i pochi soldi che posso investire nel collezionismo è meglio che li riservi per la ricerca dei tanti pezzi mancanti delle mie collezioni di albi e volumi.
      L'unica volta, ma sono ormai trascorsi molti anni, che ho tentato sul serio di acquistare un originale è stato con il Tarzan di Russ Manning. Ma mi fu detto che nessuno dei suoi originali era in vendita.

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