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Meriem, la prima tarzanide /6




Come forse ricorderete, ho concluso il post precedente con la descrizione della fugace apparizione di Meriem sul terzo Annual di Tarzan Lord of the Jungle, proprio allo scadere del breve arco di tempo (1977-1979) in cui la Marvel ha detenuto la licenza d'uso dei personaggi di Edgar Rice Burroughs. Un'apparizione ben strana, che ce la mostrava con i capelli color carota e con il nome modificato da Meriem a Meriam. Un probabile semplice errore quest'ultimo, ma che curiosamente si conserva anche nell'apparizione successiva del personaggio, in una storia di Mike Grell che si sviluppa in 12 tavole domenicali, dalla #2675 del 21 novembre 1982 alla #2686 del 6 febbraio 1983, poi raggruppate sotto il titolo convenzionale di Christmas with Meriem (con due "e" stavolta). Si tratta di nuovo di una storia che appare sullo scadere, in questo caso della permanenza di Grell sulle Sunday Pages di Tarzan, iniziata il 19 luglio 1981 e conclusasi il 27 febbraio 1983.

Come evidenzia il titolo, la storia ha carattere natalizio e inizia con Korak e Meriem che volano da Londra in Africa, in visita a Tarzan e Jane, che sono, ormai lo sapete, i genitori dell'uno e i suoceri dell'altra.


Mike Grell: Sunday Page #2677 del 5 dicembre 1982


Con la cura Mike Grell - autore senza dubbio più noto per i suoi lavori con i supereroi della DC Comics - Meriem non riacquista ancora, come dicevo, la seconda "e" del suo nome, ma i suoi capelli neri sì, ed è pur qualcosa. Inoltre, l'appellativo con cui lei saluta Jane, nella tavola riprodotta qui sopra, è una simpatica strizzata d'occhio ai frequentatori più esperti dell'universo narrativo di Edgar Rice Burroughs: "my dear" (mia cara) è infatti il termine con cui Tarzan usa rivolgersi alla moglie ed è il "nome" con cui la giovane Meriem impara a conoscerla ne Il figlio di Tarzan.
Questi i pregi... veniamo adesso ai difetti. Come si vede, la stessa tavola, che è la la terza delle dodici, si chiude con l'inizio, nell'ultima vignetta, di una sotto-trama che ha per protagoniste le Mangani o Grandi Scimmie, preludio a quello che diventerà il nucleo centrale della storia, che ha a che fare... indovinate un po'? Non era per niente difficile, ma un bravo comunque a chi ha indovinato la risposta: il rapimento di Meriem. Neanche la ragazza indossasse una maglietta con scritto Kidnap Me, non appena un autore di fumetti si mette in testa di occuparsi di lei non riesce a pensare a nulla di meglio o di diverso che a farla rapire dallo scimmione o dal malintenzionato di turno. Se poi si pensa che qui siamo pure a Natale e tutti dovrebbero comportarsi a modino...


Mike Grell: Sunday Page #2680 del 26 dicembre 1982 


Ovviamente poi Tarzan e Korak giungono al soccorso e tutto finisce bene... per tutti eccetto che per il lettore. Ma si può anche dire, da un altro punto di vista, che le cose vadano proprio come debbono andare, ossia all'insegna di quella parabola discendente successiva a Russ Manning che porterà infine, nel 2002, alla cessazione della produzione sindacata di Tarzan. E pensare che ai tempi di A Christmas with Meriem erano passati sì e no quattro anni da quando, proprio Manning, aveva concepito e realizzato le quasi cinquanta tavole de La luna morta di Pellucidar, in assoluto una tra le più belle storie di Tarzan mai raccontate.


Russ Manning: Sunday Page #2474 del 6 agosto 1978


Almeno un altro paio di lance possiamo tuttavia spezzarle a favore di Grell, al di là della storia non pervenuta. Superiore a quella di Manning appare, per esempio, la sua resa delle Grandi Scimmie, mai prima di allora così umanoidi e tali quindi da giustificare il possesso di una lingua parlata, seppur rudimentale (anche se poi, alla fine, nei romanzi di Edgar Rice Burroughs, un po' tutte le specie di scimmie parlano, compresi macachi e babbuini).


Mike Grell: Sunday Page #2678 del 12 dicembre 1982 


Mentre l'altro elemento interessante è, nella stessa tavola presentata qui sopra, la ricomparsa del nome di battesimo di Meriem, Jeanne Jacot, della cui esistenza sembrava essersi dimenticato lo stesso Burroughs, che non lo ha mai più utilizzato dopo The Son of Tarzan. Nei due successivi romanzi del ciclo dove lei ricompare, infatti, o solo citata (Tarzan the Terrible) o di persona (Tarzan and the Ant-Men), tutti, compreso il marito Jack/Korak, la chiamano sempre Meriem e mai Jeanne. Mike Grell separa invece intelligentemente i due nomi, facendo diventare Meriem il nome di battaglia, ossia di tarzanide, della ragazza, così come Korak è il nome da tarzanide di Jack Clayton: Ma è bello essere di nuovo nella giungla, dove Jack Clayton può essere Korak, l'uccisore... ...e la principessa Jeanne Jacot può essere semplicemente Meriam.

Christmas with Meriem si fa infine notare per essere l'unica storia originale con Meriem apparsa nella produzione sindacata di Tarzan, visto che la serie di strisce giornaliere di Rex Maxon degli anni '20 altro non era che una trasposizione del romanzo The Son of Tarzan.

Da: Tarzan and the Moon-Men #1
disegni: Tom Yeates / chine: Al Williamson
Quando poi Meriem ricompare ancora quindici anni dopo, nel dicembre 1997, è di nuovo su un comic-book, o albo a fumetti: il primo dei quattro che compongono la miniserie Tarzan vs. the Moon-Men, pubblicata dalla Dark Horse. Il suo sceneggiatore, Timothy Truman, informa diligentemente i lettori che la storia è ambientata intorno alla metà degli anni '20, cioè nei dintorni del romanzo Tarzan and the Ant-Men. E in effetti, in entrambi i casi, Meriem vi figura solo da comparsa, nel preludio alla vicenda vera e propria, situato nell'ambiente domestico della tenuta africana dei Greystoke.


Quindici anni non sono certo pochi, ma dopotutto ne erano dovuti trascorrere quasi cinquanta, dal 1925 al 1972, prima che Meriem tornasse a essere protagonista di un'avventura inedita, la disgraziata The Search di cui ho detto nel post precedente. E quasi altri venti ne dovranno trascorrere dopo Tarzan and the Moon-Men, prima di vederla ricomparire in un albo a fumetti. E qui basta un rapido calcolo, per capire che quella che sarà al centro del prossimo capitolo di questa serie di post è storia di oggi...


* * *


L'immagine di apertura del post è: Tom Rubalcava, Jungle Girl on Watch (digital art, detail). Sito web: epilogue.net

Commenti

  1. In effetti mi sembra che lo stesso Tarzan è soggetto a alterne fortune. A livello cinematografico da anni hanno smesso di fare film che lo riguardano (l'ultimo che ricordo è quello della Disney, che ovviamente aveva uno stile molto disneyano).

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    1. E' uscito lo scorso anno un nuovo film, The Legend of Tarzan, con un cast di grossi nomi e che annovera tra i produttori anche la Dark Horse, la casa editrice di fumetti che ha provveduto al rilancio del personaggio negli anni '80. Ma mi sento tutt'altro che ispirato a vederlo.

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    2. Sì, adesso che lo dici ricordo i trailers... Tuttavia è sparito quasi subito (infatti lo avevo rimosso dalla memoria) il che mi fa dedurre che sia stato un flop.

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    3. IMDB riporta che ha circolato nelle sale italiane dal 24 luglio al 28 agosto 2016.

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  2. Ahah la maglietta "kidnap me" è geniale: sembra che per alcune povere eroine non ci siano altri spunti di sceneggiatura :-P

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    1. Mi domando però quali altre eroine siano state anche soggette a così frequenti interventi del parrucchiere. Per fortuna, almeno da questo punto di vista, la cosa sembra essersi stabilizzata. Speriamo che le cose si aggiustino anche sul fronte rapimenti. Lo vedremo presto ;-)

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  3. Beh, anche Korak... se porti una donna nella giungla è ovvio che poi una scimmia te la rapisca! ;)

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    1. Non è proprio così, Marco... Korak e Meriem provengono entrambi dalla giungla, anche se poi hanno scelto di abitare a Londra. Inoltre Jane sembra potersene andare tranquillamente a spasso senza essere a sua volta rapita :O

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  4. Però, viene il dubbio che, se persino il suo creatore sembrava averne dimenticato il nome, forse, questa Meriem o Meriam o Jeanne, non era del tutto convincente… se ho detto una scemenza, perdona! ^__^

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    1. La mia idea è che Burroughs non avesse molta voglia di gestire un'intera saga famigliare e l'abbia perciò fatto in modo distratto. La riprova è che non ci ha messo molto a liberarsi di determinati personaggi che forse gli complicavano troppo la vita di scrittore. Peccato, perché secondo me tutto il ciclo narrativo sarebbe stato più interessante se avesse mantenuto le promesse dei primi libri.

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    2. Non avevo contemplato questo aspetto, ma trovo verosimile la tua ipotesi (ciò che volevo dire è che ci si dimentica il nome di un proprio personaggio quando con esso si entra in conflitto, qualunque siano le ragioni) e se così fosse è senz'altro un peccato.
      Ciao! :))

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