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Una mina inesplosa: Il Premio UNIA




Tutto ciò mi ricorda un vecchio meme che girava un paio di anni fa, dove appunto si chiedeva di ricordare il primo libro letto.
...
Ai tempi di quel meme il tuo blog non c'era ancora ma sono sicuro che ti avrebbe fatto piacere rispondere a quelle domande (e a me leggere le risposte). Anzi sai che ti dico? Ti nomino adesso con due anni di ritardo. Ehehe.

Queste quattro righe di testo fanno parte del commento che Severino Forini, curatore del blog The Obsidian Mirror - un validissimo blogger ma anche, per chi non lo sapesse, un implacabile terminatore di meme - ha lasciato pochi giorni fa nel mio blog a piè del secondo post che ho dedicato al compito dell'autobiobibliografia: La mia prima libreria / 1: La stella d'oro. In quell'occasione ho citato, tra le altre cose, il primo libro da me letto, ed è stato proprio questo dettaglio a farmi esplodere sotto i piedi, a due anni di distanza, la mina del titolo - la nomination per un meme la cui origine e il significato stesso del nome, Premio UNIA, si perdono, a dire del succitato blogger, "nella notte dei tempi". Io lo prendo in parola, per dispensarmi dal fare ulteriori ricerche, e passo subito a occuparmi dei sette interrogativi posti dal meme.


1) Qual è il primo libro che hai letto in assoluto?

Qui non devo fare grandi sforzi perché a questa domanda, come ho scritto più sopra, ho già risposto qualche giorno fa. Il primo vero libro che ho letto è Avventure in campagna di Kathryn e Byron Jackson, uscito in Italia nel 1967 nella collana Mondadori La stella d'oro.
Scrivendo "vero libro" intendo dire che questo è il primo libro che ho letto da cima a fondo in cui le parole non si limitano a fare da commento alle immagini ma riempiono pagine su pagine. E se anche non posso dire di avere la certezza matematica che sia davvero questo il mio "primo libro", lo ritengo tuttavia altamente probabile dal momento che lo avevo già letto al termine della prima elementare, quando avevo appena imparato a leggere con un minimo di disinvoltura.


2) Hai mai fatto un sogno ispirato a un libro che hai letto? Se sì, racconta.

In questo caso posso solo arrendermi e passare oltre. Sono sicuro di avere fatto almeno un sogno ispirato a un libro o a un fumetto letto, ma ne ho un ricordo talmente vago da non avere nessuna speranza di ricavarci qualcosa di sensato.


3) Qual è la prima cosa che ti colpisce in un libro? La copertina, la trama o il titolo?

Ci sono copertine che mi hanno fatto innamorare, per esempio quelle delle edizioni originali di Lasciami entrare e di Una piccola stella, due libri di John Ajvide Lindqvist. Che avrei però acquistato comunque, anche con una copertina diversa, perché sono un fan dello scrittore svedese.
Ma almeno un caso in cui la copertina ha preceduto la mia scoperta dell'autore c'è stato. E' successo con Dio di illusioni di Donna Tartt. Era il 2002 e la copertina era in vista nello scaffale di un supermercato in cui ero entrato per tutt'altri motivi che per l'acquisto di un libro. La vista del cerchio di figure danzanti in una luminescenza verde mi ha tuttavia letteralmente trascinato allo scaffale. Dopodiché è stata la lettura della quarta di copertina a confermarmi quello che la copertina mi aveva suggerito: che quello era esattamente il libro che stavo cercando senza saperlo.
In conclusione: di solito compro le opere degli autori che mi interessano, ma può succedere che io sia folgorato da un'immagine di copertina.


4) Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio?

Anche di questo ho già scritto nel mio blog, nel post dedicato al meme Quella volta che....
Ho pianto la morte del gatto Buricchio durante la lettura di Sussi e Biribissi di Collodi nipote.

5) Qual è il tuo genere preferito?

Sono due: il genere autobiografico stile Henry Miller o Marcel Proust e il Realismo Magico. O almeno, quello che intendo io per Realismo Magico: libri come Doppio sogno di Arthur Schnitzler o Marte in Ariete di Alexander Lernet-Holenia ne sono due ottimi esempi.

6) Hai mai incontrato uno scrittore?

Do per scontato che ci si riferisca non al semplice avere assistito alla presentazione di un libro o a un reading di poesie offerti dall'autore, ma a qualcosa di più diretto e personale e dico che ho conosciuto abbastanza bene Alejandro Jodorowsky. E aggiungo che sono abbastanza certo che se io non avessi vissuto un complesso di inferiorità nei suoi confronti, avremmo potuto diventare con il tempo buoni amici. Che io vedessi però in lui qualcuno che aveva realizzato molte di quelle cose che io solo sognavo di realizzare (romanzi, sceneggiature di fumetti, film) non mi faceva sentire degno della sua amicizia e mi portava a mantenere, mio malgrado, le distanze. Forse oggi sarebbe diverso, ma oltre un decennio fa le cose stavano in questi termini e non posso più farci niente.

Ho poi incontrato lo scrittore di best-seller fantasy Caiseal Mór. E questo, nonostante io sia italiano e lui australiano, è successo in Svezia nel 2010, quando io in quel Paese ci abitavo, mentre lui era impegnato in una tournée musicale. Oltre che scrittore Caiseal è infatti un musicista di livello eccezionale, oltre che un bravissimo pittore e un vero e proprio sciamano. In questo senso somiglia a Jodorowsky: sono entrambi personaggi eclettici dai mille talenti.
Caiseal Mór ha però una particolarità che lo contraddistingue: all'età di sette anni gli è stato diagnosticato l'autismo e la sua autobiografia, del 2007, si intitola proprio A Blessing and a curse; Autism and Me (Una benedizione e una maledizione: io e l'autismo).
Del mio primo incontro con lui, posso dire che è stato davvero spassoso. Io ero seduto con due amici in un bar di Molkom, un paesello della Svezia occidentale, e lui era seduto al tavolo accanto al nostro. A un certo momento mi si avvicina e mi dice (in inglese): "Mi piacerebbe imparare a parlare lo svedese come lo parli tu. E' così musicale. Da quale parte della Svezia vieni?".
Al che i miei due amici svedesi sono scoppiati a ridere e gli hanno risposto: "Per parlare lo svedese come lo parla lui ti attende un cammino molto lungo, perché ti toccherà prima imparare l'italiano".
Mentre io, viceversa, trovavo del tutto orribile il mio svedese toscanizzato e avrei dato non so cosa per parlarlo come si deve.


7) Posta un'immagine che rappresenti cosa significa per te la lettura.

E' l'immagine in alto, sotto il titolo del post, presa dal film Stalker di Andreij Tarkovsky.

Non mi resta adesso che chiudere ringraziando TOM per questa bella opportunità che mi ha offerto. Anch'io, come lui a suo tempo, non nominerò nessuno; invito però chiunque non abbia ancora giocato con questo meme a farsi avanti a sua volta con un post bello come questo.

Commenti

  1. Anche i terminatori di meme a volte hanno un anima :D
    Ottime risposte. Su alcune ci avrei messo la mano sul fuoco (Mille, Proust.... Jodorowsky), meno (Caiseal Mór non l'avevo davvero mai sentito nominare prima che tu raccontassi questo fantastico aneddoto già la volta scorsa).
    E comunque tu sei capace di terminare i meme in modo molto più elegante....

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    1. Elegante e presuntuoso direi... va be', avevo voglia di divertirmi.
      Grazie davvero per questo regalo. Mi è stato utile e dilettevole insieme :)

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  2. Direi che te la sei cavata bene con le tue risposte.
    Vedo che Lindqvist è un nome che torna spesso nelle tue liste dei preferiti.

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    1. Grazie Nick! Pensa che stavo giusto andando a leggere il tuo nuovo post sul lipstick killer quando ho visto che avevi lasciato questo commento...
      E' vero, Lindqvist si sta infiltrando un po' ovunque nel blog. Faglielo presente quando lo intervisterai!

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  3. Interessanti gli aneddoti legati ai libri, che in effetti in molti casi avevi già raccontato in precedenti post.
    Di Jodorowsky però non lo sapevo, beh, conoscenza mica pizza e fichi (altri, al posto tuo, l'avrebbero messo come sottotitolo del blog: "Il blog di Tizio Caio - amico di Alejandro Jodorowsky").

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    1. Per una maggior precisione avrei dovuto però scrivere quasi-amico di Jodorowsky :D L'ho frequentato per un primo periodo tra il 1997 e il 1998 e poi di nuovo tra il 2002 e il 2004.

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  4. Belle risposte! Affascinanti gli aneddoti sui due autori incontrati, ma... la cosa che più mi ha incuriosita è la risposta relativa al genere preferito: io odio abbastanza le categorizzazioni, quindi fatico parecchio (cioè proprio appositamente "fatico" :P ) ad andarci d'accordo.
    Cosa intendi esattamente per "realismo magico" (non ho letto alcuno dei due titoli da te citati a tal proposito)? A me, per esempio, quando lo si utilizza per Murakami, scende la più cupa rassegnazione -_-

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    1. Grazie Glò e benvenuta nel blog :)
      I due libri che ho citato, Doppio sogno e Marte in Ariete, si svolgono in una dimensione reale e quotidiana che sembra però quasi di facciata, sempre minacciata e pronta in ogni momento a cedere il passo a un'altra dimensione, magica appunto. E' questa condizione di ambiguità, di un senso più alto nascosto delle cose, di una loro ineluttabilità però poco più che suggerita che definisce secondo me il Realismo Magico e lo distingue dal fantastico palese.
      Purtroppo non ho letto Murakami (anche se lo trovo ormai citato a ogni piè sospinto), quindi non so dirti se dal mio punto di vista ricade o no in questa particolare categoria letteraria.
      Ancora grazie e a presto :)

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    2. In questa accezione trovo calzante l'utilizzare la definizione di realismo magico.
      Per quanto riguarda Murakami: è abusato, citato all'inverosimile e, per me, anche parecchio frainteso! Cosa che può accadere quando un autore di un certo spessore "va di moda" :P

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    3. Dovrei leggerlo, Murakami, per poter dire la mia. Comunque sì, mi sono accorto che è un autore che "va di moda".
      Mi sono ricordato di questo articolo sul realismo magico uscito un po' di tempo fa. Me lo ricordo come ben fatto. Magari ci trovi spunti utili:
      http://pennablu.it/realismo-magico/

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  5. Non potrei mai fare un post bello come il tuo, Ivano caro, anche perchè la mia memoria vaga tra molte cose e fantasie come sempre.
    Ma ci provo, strizziamo le meningi.
    Il primo libro trattava di danza e mi sembra fosse " Ballerina" o qualcosa di simile..guardavo ammirata la copertina con quelle punte perfette nelle scarpette di raso rosa e avrei voluto essere lei
    Senza dubbio ho sognato varie volte di essere dentro la trama di diverse letture , ma sinceramente non ricordo quale di preciso.
    In un libro mi colpiscono tutte e tre le cose. La copertina perchè è la prima cosa che vedo, il titolo perchè è la prima cosa che leggo, e la tram perche è la prima cosa che ricordo.
    Tante volte e quasi sempre per un animale:Bambi , il topino del miglio verde etc etc...
    Biografie e horror
    Mi è capitato spesso , passando attraverso a musica e ne sono
    rimasta affascinata.
    Per l'immagine lascio alla tua fantasia....
    Un bacio Ivano!
    .


    .

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    Risposte
    1. Ciao Nella, scusa se non sono riuscito a risponderti prima ma il post di oggi sull'uomo lupo mi ha richiesto un bel po' di lavoro.
      Sono sicuro che ti verrebbe fuori uno splendido post, ma capisco che il tuo blog è più specializzato del mio e preferisci dedicarlo a post musicali.
      Grazie delle tue risposte :) Ti mando un bacio di tarda domenica valido anche per domani...

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    2. Comunque c'è una tua risposta che mi ha incuriosito molto: Biografie e Horror. Piacciono anche a me questi due generi ;)

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  6. Ciao, Ivano, complimenti per il Meme: stupendo. Risponderò in ordine: 1- Se la memoria non mi inganna, ed è assai probabile, il primo libro che ho letto è stato Alice nel paese delle Meraviglie. 2- Di sogni ispirati a libri divorati sono sicura di averne fatti molti, ma non sono in grado di recuperarli. In compenso, posso aggiungere che di solito sogno ciò che in seguito mi accingo a scrivere, o a disegnare. 3- Nonostante una naturale forte propensione per le immagini, la prima cosa che mi colpisce in un libro è il titolo. 4- Fin da piccola e ancora oggi: per la morte di Bambi ho versato fiumi di lacrime, altrettante per Gustav de La Morte a Venezia di Thomas Mann, e potrei continuare con un lungo elenco, ma mi fermo qui. 5- Biografie e Realismo magico. Riguardo quest’ultimo genere, cito alcuni autori per me imprescindibili: Borges, Kafka, Gogol, Bulgakov, Marquez, Calvino, ma ci metterei anche Strindberg, Shakespeare e molti altri. 6- Se per scrittore parliamo di chi vive dei proventi della propria scrittura, non ne ho mai conosciuto uno. Riguardo ai tuoi incontri con Jodorowsky (ho letto anche gli altri post nei quali lo hai citato) che non hanno generato una vera amicizia mi vien da dire che magari, semplicemente, non era ancora il momento giusto, ma talvolta la vita assume pieghe divertenti e inaspettate. 7- metterei l’inquadratura finale di Fanny e Alexander di Bergman nella quale Helena legge Il Sogno di Strindberg ai nipoti. Ri-ciao e ancora moltissimi complimenti!

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    1. "Alice" mi piacerebbe averlo letto da bambino, ma ho dovuto invece recuperarlo da adulto, come molti altri classici dell'infanzia. E anche io ricordo di aver versato almeno una lacrimuccia alla prima visione di Bambi. Però riguardava il film e non il libro (a sua volta un classico, di Felix salten, che ho recuperato da adulto), per questo non l'ho citato. "Fanny & Alexander" l'ho visto sia nella versione ridotta per il cinema sia nella versione completa televisiva in quattro puntate, ma la scena che citi in questo momento non riesco proprio a rievocarla.
      Infine, per quel che riguarda Jodorowsky, ho ormai accettato l'idea che le cose dovessero andare proprio in quel modo e non altrimenti.
      Grazie per la visita e il lungo commento, Clementina, comprensivo della tua partecipazione al meme. I meme di solito sono una tantum, a differenza degli award che si ripresentano ogni anno, e non circolava già più quando mi è stato proposto, ma l'ho trovato subito nelle mie corde. Ciao e a presto rileggerci :-)

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