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Solve et Coagula - Pagina 117




Capitolo 10 - parte 2


La foto tessera ritraeva Alessandra, non c’erano dubbi, così come le descrizioni dei particolari fisici. Per il resto, però… nome, cognome, luogo e data di nascita, il documento riportava i dati della sua precedente inquilina, Ilaria. In altre parole, era falso.
Ma com’era possibile? si chiese Luisa. Alessandra era una ragazza che viveva in una condizione al limite dell’autismo, mentre il furto di identità era un’operazione da farsi con tutte le regole se si voleva essere certi di farla franca nel lungo periodo.
Più ci pensava e più vedeva una sola spiegazione possibile: dietro Alessandra, nell’ombra, si muovevano altre persone - quasi sicuramente i membri di un’organizzazione - che erano potenzialmente molto pericolose se si dimostravano capaci di portare avanti operazioni così complesse e rischiose.
Certo, poteva anche stare dando troppa briglia alla fantasia, ma in questo modo non trovava una spiegazione anche la faccenda della frettolosa chiusura del Ragnarock? Se si ammetteva cioè, che proprio quella fosse stata la sede originale dell’organizzazione, o comunque la sua filiale fiorentina. Magari si erano sentiti sul punto di essere scoperti ed erano stati costretti ad agire in quel modo. Ma scoperti da chi, poi? Da lei non di certo. Forse da Fabrizio. Oppure era stata Giulia, quando l’aveva sostituita all’appuntamento con Eva Luna, ad aver visto più di quello che doveva vedere? Era per questo che l’avevano fatta sparire nel nulla insieme al Ragnarock?
Se quelle che si stava ponendo erano le domande giuste, allora doveva provare a dare delle risposte, magari tentando di fare lei da sola quel che avrebbe dovuto fare quel pomeriggio insieme ai suoi due amici, cioè disporre nel giusto ordine i dati che aveva a disposizione.
Ma prima doveva continuare l’esplorazione del portafoglio. Rimise così il documento d’identità al suo posto e frugò nelle altre tasche, sebbene con il timore che Alessandra uscisse dalla sua stanza da un momento all’altro e si accorgesse del furto. Non c’era tuttavia molto altro da cercare, poiché a parte la tessera sanitaria, anch’essa con i dati di Ilaria, e qualche banconota di piccolo taglio, il borsello conteneva soltanto un foglio formato A4 ripiegato più volte su se stesso con precisione millimetrica. Ma fu dopo che lo ebbe dispiegato tutto, che Luisa si trovò a contemplare qualcosa di veramente strano: la fotocopia di una cartina del centro di Firenze con sopra tracciato, con un pennarello, un triangolo all’incirca equilatero. Uno dei vertici della figura toccava direttamente il palazzo dove abitava lei, mentre gli altri due toccavano, non ci mise molto a capirlo, uno la sede dell’ex Ragnarock e l’altro quella dell’hotel Minoic - lo stesso albergo davanti al quale lei aveva veduto parcheggiata, il pomeriggio del giorno prima, la gigantesca auto nera.
Ma non era ancora finita, perché ognuno dei tre vertici era anche contrassegnato da una lettera dell’alfabeto: l’hotel Minoic con una H, l’ex Ragnarock con una E e la sua abitazione con una L. In altre parole: HEL.
Questa sì che è una scoperta! esclamò dentro di sé Luisa. In un colpo solo otteneva la prima conferma oggettiva ai sospetti, suoi ma soprattutto di Giulia e Fabrizio, che Alessandra potesse essere collegata in qualche modo all’ex pub e al gruppo delle Hel. Senza pensarci due volte, accese computer e stampante e scannerizzò la fotocopia.
Non le restava poi altro da fare che tornare all’attaccapanni e rimettere il portafoglio al suo posto nella borsetta, ma proprio in quell’istante sentì dei rumori provenire dal corridoio. Non c’erano dubbi: Alessandra era uscita dalla sua stanza, e forse nel giro di pochi istanti, con i suoi passetti rapidi, si sarebbe affacciata sulla soglia del soggiorno. Presa dal panico, Luisa nascose in fretta in furia il borsello della ragazza sotto uno dei cuscini del divano e vi si sedette sopra. Un momento dopo sentì però prima aprirsi e subito richiudersi la porta dell’appartamento, segno che la sua inquilina usciva di nuovo. Non aveva comunque di che rallegrarsi, visto che non riusciva proprio a immaginare cosa sarebbe successo nel momento in cui il suo furto sarebbe venuto alla luce.


Commenti

  1. Luisa mi sembra più risoluta che mai, la sua aria di confusione sembra quasi dissolta! :D La classica forza che viene quando ci si ritrova a dover affrontare o risolvere una questione da soli, lo ben so! :°D
    Comunque adesso il 'disegno' sta salendo in superficie, quindi mi immedesimo in lei e aspetto la prossima parte! *_*

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    1. Per Luisa ormai non c'è più scelta. Anche se di carattere tende all'inerzia, è costretta ad agire.
      Poi tutto sembra cospirare per avvicinarla alla soluzione. Che dici, ce la farà? ;D

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  2. Dunque dunque...
    il triangolo equilatero rappresenta l'armonia, la trinità per i cristiani, ma ancche la mente e lo spirito e il corpo del mago che cerca il Super Io.
    Serve anhe ad aumentare la concentrazione, soprattutto nei riti evocativi.
    Ragnarock, la casa di Luisa, il Minoic... i tre vertici del triangolo.
    L'evocazione di un Super Io? Eva Luna la sacerdotessa? Luisa, Alessandra e .... le tre ancelle? O le vititme predestsinate?

    Sì, ma che c'entra la precedente inquilina di Luisa? O forse si è trasformata in Alessandra?

    Sì, Alessia, Luisa è risoluta. Vuole capire a tuti i costi. Sono io che mi sto perdendo... ahhahahaha

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  3. Ancora una cosa.... inun vecchio commento ti avevo detto uno e trino.
    Non è che nella dimensione di irrealtà reale in cui sta vivendo Luisa, Alessandra e la sua ex inquilina siano la stessa persona?
    In fondo Luisa non vive nel nostro mondo, ora come ora.

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    1. Luisa sta vivendo lungo una linea di confine in cui oscilla continuamente avanti e indietro tra due dimensioni dell'esistenza. Ritornare in toto alla sua esistenza precedente non è più nelle sue possibilità, quindi può solo andare avanti e sperare per il meglio.

      Con l'uno e trino ci avevi visto giusto, come vedi... Il triangolo divino è saltato fuori. Solo che non è detto che il vertice sia orientato verso l'alto ^_^
      Comunque, stai cominciando a intuire varie cose, forse perché come ha scritto sopra Alessia, il "disegno" comincia a emergere. E se lo dice una che vive di disegno...

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    2. Ho letto che se il vertice punta verso l'alto indica il genere maaschile, erso il baso quello femminile.
      La divinità già vista dal padre era femminile....
      No, tornare indietro a volte non si può più. Bisogna farsi forza e andare avanti. Luisa sta crescendo Prendendo atto delle sue capacità e andrà avanti. Se ci riuscirà? Direi di sì ma anche se così non fosse l'esperienza fatta la farà ancora crescere spiritualmente.

      ps... ah... ma la sai la novità????? Per decreto patriziesco da ora in avanti sono aboliti i giorni dal lunedì al sabato... è sempre domenica!!! :)))))) :P)

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    3. Ehm... per ragioni che spiegherò presto, mi sa che la prossima pagina della blog novel non comparirà domenica 21 ma domenica 28.
      Non è colpa mia se il solstizio d'estate quest'anno cade proprio di domenica :P

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    4. Oh, questa è bella... ho scritto il mess, inviato e non c'è....

      Ti dicevo però... eco perchè sentivo odore di zolfo!!!! Diavoletto dispettoso! ahahahahahhahahhahahahahah

      ps scherzo ovvio ma se c'è qulache festa stregonesca magari ci incontriamo pure :)))
      Ciao

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    5. Non proprio. Sto preparando un articolo a tema che si collega sia al solstizio che alla festa di San Giovanni. Infatti pubblicherò i due post sabato 20 e giovedì 24.
      E' qualcosa che considero molto rilevante e voglio che da sabato e per una settimana il blog sia monopolizzato da quell'articolo.

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  4. Mi aspettavo che Alessandra risultasse sorella di Luisa, stesso cognome insomma. A questo punto, rimane tutto apertissimo! :O

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    1. Forse la tua versione mi avrebbe anche semplificato la vita, Glò. La bambina della foto e Alessandra entrambe figlie segrete del padre di Luisa ;D

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    2. Esatto :P Io son molto prosaica e poco fantasiosa! XD

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    3. Perché mai? Era una versione plausibile della storia ^_-

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  5. Bisognerà vedere se il triangolo verrà completato da un altro triangolo, a formare un pentacolo - magari con la punta rivolta verso il basso.

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    1. In questo caso sarebbe a sei punte... quindi il sigillo di Salomone.
      In effetti l'idea era quella.

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  6. Giusto, sono sei punte... Ti sarai già accorto che la matematica non è il mio forte. E nemmeno la geometria, peraltro!

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