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Midsommarfesten, la Festa di Mezza Estate - Prima parte



Nel 2010, un mio amico svedese legato a un gruppo neopagano, mi invitò a una celebrazione della Festa di mezza estate, ma non nelle vesti di spettatore turista bensì in quelle di partecipante attivo. In altre parole, avrei dovuto unirmi ai canti e alle danze che scandiscono le varie fasi di un rituale complesso e elaborato che, se fatto come dovuto, conserva ancora oggi - come ho avuto modo di verificare in prima persona - almeno una parte del suo significato originale. Ho usato il distinguo perché in realtà, in quasi tutta la Svezia, la festa di mezza estate ha finito per trasformarsi in una semplice sagra paesana, dove si pensa più che altro a abbuffarsi, sballarsi e, se va bene, fo***re. Per fortuna, con gli agganci giusti è sempre possibile finire nel posto giusto.

Non ho preso nota del giorno preciso dell'evento che mi ha visto tra i protagonisti, ma doveva essere sabato 26 giugno 2010, dal momento che, a partire dal 1953, la festa viene celebrata in tutta la Svezia nel sabato compreso tra il 20 e il 26 giugno. Prima del 1953 la si celebrava invece in un giorno fisso, stabilito dall'autorità ecclesiastica in coincidenza della festa di San Giovanni, cioè il 24 giugno.
La preparazione è tuttavia abbastanza lunga e impegnativa da occupare anche i giorni immediatamente precedenti, quando donne e uomini si riuniscono in gruppi separati, per studiare le rispettive parti di coreografie e canzoni ma anche per eleggere coloro che, nei panni rispettivamente della dea Freja (Freyja) e del dio Frej (Freyr) guideranno i due gruppi.

E' forse superfluo scriverlo, ma redigere questo articolo in due parti mi ha richiesto un bel po' di tempo. Tradurre ben otto testi di canzoni (più uno che ho usato come sottotesto), dallo svedese all'italiano è tutt'altro che una passeggiata, anche se è pur sempre una sfida affascinante. Alcuni testi sono certo molto brevi, ma altri no, e sono comunque tutti abbastanza complicati. Ho inoltre aggiunto, in appendice a ogni traduzione, una nota di approfondimento il più dettagliata possibile.
Detto questo, chiudo con una chiosa a margine, prima di lasciarvi alle canzoni: non importa quanto frughiate tra le varie riprese dell'evento pubblicate su youtube, troverete solo echi lontani e distorti di quel che ho qui descritto.

* * *


Prima canzone


MIDSOMMARSÅNG

Män:
Upp å ut å gå - faddi raddi raidi dai di
Stången den ska stå - faddi raddi rai di.

Kvinnor:
Ringen den ska på...
Mötas ska vi två...

Tillsammans:
När det sen är gjort...
Kan det bli nå't stort...


Traduzione


CANZONE DI MEZZ'ESTATE

Uomini:
Su andiamo fuori - faddi raddi raidi dai di
Il palo sarà eretto - faddi raddi rai di

Donne:
Ci sarà l'anello…
Noi due ci incontreremo…

Tutti insieme:
Quando poi tutto è fatto...
Potrà essere qualcosa di grande…


Il brano ha, come si può vedere, una struttura ternaria, con gli uomini e le donne che prima escono all'aperto dai loro ripari separati, poi si alternano nel canto e infine si uniscono in un canto unico. E' compito degli uomini erigere il Palo di maggio (majstång) o Palo di mezza estate (midsommarstång), perno vegetale attorno a cui ruoterà tutta la celebrazione.

Foto tratta dal blog Carrie Goes to Sweden
A tal proposito, se a me già sembrava strano che una festa che si svolge all'inizio dell'estate portasse il nome di Festa di mezza estate, ancor più strano trovavo che un palo eretto a fine giugno si chiamasse "palo di maggio". Come quasi sempre accade in questi casi, le spiegazioni addotte per l'origine del nome sono più di una. La prima dice che la parola derivi dal termine "maja" cioè "mettere le foglie", che deriva comunque a sua volta da "maggio". In questo caso il nome starebbe a significare che il palo viene tutto rivestito di fogliame. Una seconda ipotesi fa invece risalire l'origine dell'oggetto e del suo nome al medioevo e ai mercanti tedeschi, che in Svezia erigevano il palo non in maggio ma in giugno perché il clima scandinavo rendeva impossibile procurarsi prima di questo mese i tanti diversi elementi vegetali richiesti.

* * *


Seconda canzone





Uti vår hage där växa blåbär,
kom hjärtans fröjd
Vill du mig något så träffas vi där.

Kom liljor och akvileja,
Kom rosor och saliveja,
Kom ljuva krusmynta,
Kom hjärtans fröjd.

Fagra små blommor där bjuda till dans,
Kom hjärtans fröjd
Vill du, så binder jag åt dig en krans.

Kom liljor och akvileja,
Kom rosor och saliveja,
Kom ljuva krusmynta,
Kom hjärtans fröjd.

Kransen den sätter jag se'n i ditt hår,
Kom hjärtans fröjd
Solen den dalar, men hoppet uppgår.

Kom liljor och akvileja,
Kom rosor och saliveja,
Kom ljuva krusmynta,
Kom hjärtans fröjd.

Uti vår hage finns blommor och bär,
Kom hjärtans fröjd
Men utav alla du kärast mig är.


Traduzione


Oltre il nostro recinto
laddove crescono i mirtilli

Oltre il nostro recinto laddove crescono i mirtilli,
Vieni gaudio dei cuori
Se da me vuoi qualcosa allora incontriamoci là.

Venite gigli e aquilegia (amor nascosto),
Venite rose e salvia,
Vieni deliziosa menta crispa,
Vieni gaudio dei cuori.

Bei piccoli fiori là invitano alla danza,
Vieni gaudio dei cuori
Se vuoi, intreccio una corona per te.

Venite gigli e aquilegia (amor nascosto),
Venite rose e salvia,
Vieni deliziosa menta crispa,
Vieni gaudio dei cuori.

La corona porrò sui tuoi capelli,
Vieni gaudio dei cuori
Il sole declina, ma la speranza sale.

Venite gigli e aquilegia (amor nascosto),
Venite rose e salvia,
Vieni deliziosa menta crispa,
Vieni gaudio dei cuori.

Fuori del nostro recinto ci sono fiori e bacche,
Vieni gaudio dei cuori
Ma di tutti tu mi sei il più caro.

Questa canzone della tradizione popolare è stata trascritta per la prima volta intorno al 1880 nell'isola di Gotland.
Il gruppo delle donne, guidato dalla dea Freja, e quello degli uomini, guidato dal dio Frej sono adesso l'uno di fronte all'altro. Avvolta, come la maggior parte delle altre donne, in una veste candida ed eterea e incoronata da una ghirlanda di fiori, la dea avanza con in mano la corona vegetale che adornerà la testa dell'uomo designato a essere il suo gemello divino Frej.

Foto tratta dal sito Vimeo.com

* * *


Terza canzone



VISA VID MIDSOMMARTID (brano audio)


Kvinnor för männen:

Du lindar av olvon en midsommarkrans
Och hänger den om ditt hår.

Du skrattar åt mångubbens benvita glans,
Som högt över tallen står.

I natt skall du dansa vid Svartrama tjärn
i långdans i språngdans på gloedande järn.

I natt är du bjuden av dimman till dans,
där Ull-Stina, Kull-Lina går.

Nu tager du månen från Blåsbergets kam
Att ge dig en glorias sken.

Och ynglen som avlas i gölarnas slam
Blir fålar på flygande ben.

Nu far du till Mosslinda, Mosslunda mor,
Där Ull-Stina, Kull-Lina, Gull-Fina bor.

I natt skall du somna vid Svartrama damm,
Där natten och mossan är len.


Traduzione


Canzone dei giorni di mezz'estate

Le donne per gli uomini:

Avvolgi di viburno una corona di mezz'estate
per porla sui tuoi capelli.

Ridi alla lucentezza d’avorio dell’uomo della luna
Lassù in alto sopra l’abete.

Stanotte danzerai vicino al lago di Svartrama
in una lunga danza, in una rapida danza su carboni ardenti.

Stanotte la bruma ti invita alla danza,
Laddove camminano Ull-Stina e Kull-Lina.

Prendi ora la luna dalla cresta di Blåsberget
Per cingerti di un alone di gloria.

E dalla progenie nata dalla melma del lago
prenderan forma destrieri dalle zampe di vento.

Recati ora da Mosslinda, la madre di Mosslunda,
Laddove vivono Ull-Stina, Kull-Lina, Gull-Fina.

Stanotte dormirai sulla sponda di Svartrama
Dove la notte e il muschio sono di velluto.


Questo non è invece un pezzo tradizionale, ma una composizione risalente al 1941. Il testo è di Rune Lindström, la musica di Håkan Norlén. L'atmosfera è quella notturna delle danze delle fate tra i prati avvolti dalla nebbia. La credenza popolare diceva che durante il tempo di mezza estate, per proteggersi dal näck (nudo), un proteiforme spirito delle acque, non bisognava bagnarsi nei laghi e nei fiumi. E' anche il momento in cui le streghe tengono i loro sabbath.

Il näck in un dipinto di Ernst Josephson (1884)

Il toponimo Svartrama ha nel nome il termine "svart", che vuol dire "nero". I giochi di parole usati per i nomi femminili hanno l'intenzione più di evocare che di significare qualcosa. Stina e Lina sono antichi nomi di donna. "Ull" significa "lana", e forse anche "gull" che potrebbe però essere connesso con la parola "oro". Mosslinda e Mosslunda fanno pensare a un paesaggio di acquitrini e foreste. Si tratta senza dubbio di nomi che rimandano tutti, in un modo o nell'altro, al passato pagano e alla stregoneria.
Quando il cristianesimo fece il suo arrivo nel Nord-Europa, gli uomini di chiesa tentarono di cancellare, insieme alle credenze popolari sul näck, le fate e altre creature magiche, anche la natura pagana della festa di mezza estate, collegandola alla figura di San Giovanni Battista.
Un'altra credenza tradizionale prescrive che le ragazze svedesi raccolgano, nel tempo della mezza estate, sette (secondo altre versioni nove) tipi diversi di fiori da mettere nel loro letto sotto il cuscino, così da sognare dei loro futuri sposi.

Esiste una breve canzone su questa credenza, scritta da Einar Molin e musicata da Lille Bror Söderlundh, che descrive i sette tipi di fiori richiesti:

Midsommarnatten plockar jag
klöver och
timotej
karibacka och
ängsull och blyga
förgätmigej
blåklockor och
violer
och sen drömmer jag om dej
och då vet jag att du älskar blott mej.

Che tradotta suona:

La notte di mezz’estate colgo
Trifoglio e
Coda di topo
Achillea e
Erioforo e il timido
Non-ti-scordar-di-me
Campanula e
Viole
Poi sognerò di te
E allora saprò che tu ami proprio me.


1- continua

* * *

L'immagine in alto sotto il titolo è: Freyr e Freyja di Donn P. Crane

Commenti

  1. Intanto, Ivano, i miei complimenti per il lavoro certosino di traduzione.
    Che dire di queste feste pagane? Mi divido. Da un certo punto di vista affascinano, dall'altro sono troppo lontane dal mio mondo e immaginario. Sono nata il 21 giugno e anni fa feci alcune ricerche su alcune feste pagane legate al solstizio d'estate. Gli scenari sono ampi e tutti antropologicamente interessanti, ma restò una curiosità appagata e nulla di più.
    Aggiungo una piccola osservazione: perchè mi torna in mente un film (non bello) con Nicolas Cage come protagonista, intitolato Il prescelto? Se è un refuso assurdo, ignora.

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    1. Io ho avuto a che fare con lo sciamanesimo per circa trent'anni, quindi a queste cose mi avvicino facilmente. Al contrario, per esempio, del cristianesimo, una religione con cui non ho mai percepito la minima affinità, né da bambino né da adulto.

      Riguardo al film che citi, che è il remake di un ottimo film del 1973 con Christopher Lee, capisco bene che il post te lo ricordi. Anche lì c'è una specie di palo di maggio attorno al quale si svolge un rito pagano. Il prescelto è destinato a una brutta fine, ma questo è un altro discorso ^^

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    2. Orbene, la domanda nasce spontanea: conosci anche le culture native americane? La mia laurea è stata su un argomento di Antropologia culturale che mi stava molto a cuore: la donna nativa. Dovrei recuperare quegli argomenti.

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    3. Aggiungo che i canti sono veramente molto belli...

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    4. Sì, un po' le conosco perché ho un'amica che gli ha dedicato praticamente la vita e in passato ogni tanto mi invitava a partecipare alle sue attività, tipo capanne sudatorie o viaggi sciamanici. Ora non ci vado più da qualche anno.
      Devo dire che su questo tipo di pratiche mi trovo perfettamente d'accordo con il tuo commento precedente. Le sento culturalmente lontanissime da me e le ho sempre accostate più per spirito di gruppo che per altro.
      Mi sono state semmai utili per circoscrivere meglio la mia occidentalità. Mi sento europeo non al 100%, ma al 120%.

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    5. Riguardo le canzoni, forse non lo sai perché ci conosciamo da poco, ma ne avevo già pubblicate due molto belle anche in questo post:
      http://ivanolandi.blogspot.it/2014/12/juke-box-3-ballate-nere.html

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    6. Splendide. Davvero molto belle.
      Invidio un po' il tuo aver potuto presenziare ai riti sciamanici dei nativi!

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  2. Interessante! Sono molto legato all'antropologia perché conoscere gli usi e costumi dei popoli mi da la misura di chi sono io in quanto uomo, non solo in quanto italiano, mi fa uscire dal mio piccolo mondo recintato per muovermi in quello vero, universale. E penso che tutto quello che sta avvenendo sulla questione immigrati sia dovuto proprio alla chiusura intellettuale figlia della scarsa conoscenza della storia del mondo. Scusa per l'off topic. Leggere l'articolo mi ha riportato immediatamente alla memoria il libro di Mankell "Delitto di mezz'estate" che mi fecero conoscere (e amare) da subito lui e Wallander. Attendo la seconda parte.

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    1. Non ho letto il libro, Temistocle, ma dal titolo l'affinità risulta evidente ;)
      In quelle pagine come viene trattata la festa, tipo sagra paesana o c'è qualche riferimento al mito?

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    2. no, più che altro la festa di mezz'estate è solo la location per un delitto, poi la storia è un'altra. ma il romanzo è molto bello (almeno per me che amo i gialli). Dopo quello ho recuperato e letto tutti i romanzi con Wallander e non è stato sicuramente tempo perso!

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    3. Ho visto alcuni film tratti dai romanzi di Mankell con Wallander, però quello con la festa di mezza estate non credo.

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  3. Sono estasiata da questo primo post! *__*
    Le canzoni sono bellissime e la resa delle tue traduzioni suona molto bene!
    Mi ha sempre affascinato la mitologia e la cultura "nordica", ed effettivamente non ho mai approfondito come avrei voluto.
    C'è sempre tempo :D
    Copio qui il breve passo, di cui ti avevo detto, tratto da Piccoli suicidi... di Paasilinna, dove si accenna alla Festa di san Giovanni nei suoi esiti più estremi XD

    San Giovanni, la festa della luce e della spensieratezza nel solstizio d'estate, rappresenta per i finlandesi l'occasione di una lotta titanica in cui tentare, unendo le forze, di sconfiggere la malinconia che li rode. Il paese intero si mobilita sin dalla vigilia: e non solo gli uomini arruolabili, ma anche donne, bambini e vecchi accorrono al fronte. Per respingere le tenebre immensi falò pagani vengono accesi sulle rive delle migliaia di laghi del paese. E in cima ai pennoni si issano vessilli di guerra bianco-azzurri. Cinque milioni di guerrieri, prima della tenzone, si rimpinzano di grasse salsicce e costolette di maiale ai ferri. Tracannano senza scrupoli per farsi coraggio e, al ritmo della fisarmonica, le truppe avanzano per fare i conti con la depressione, avendone ragione nel corso della notte dopo una lotta senza quartiere.
    Nel tramestio dei corpo a corpo i due sessi finiscono per incontrarsi, le donne per restare incinte. Intrepidi che sfrecciano sulle acque su gommoni da sbarco vanno ad annegare nei laghi e nel mare. Si contano a decine di migliaia i caduti tra i cespugli e in mezzo alle ortiche, per non dire dei gesti valorosi e di eroico sacrificio. Gioia e prosperità trionfano, la malinconia è respinta, e la nazione, sbaragliato il cupo oppressore, può godersi almeno una notte all'anno di libertà.

    (Un P.S. forzato: avevi accennato da qualche parte alla serie tv Vikings, vero? Be', vista fino alla seconda stagione e *__* mi piace moltissimo)
    Ora attendo paziente la seconda parte ^^

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    1. Grazie Glò! E sono d'accordo sulle canzoni: sono bellissime *__*

      Il brano di Paasilinna è chiaramente caricaturale ma descrive abbastanza bene la degenerazione della festa a cui accenno nel post. La situazione finlandese è comunque abbastanza diversa da quella svedese, a cominciare dal clima che è più estremo, e non è facile fare raffronti.

      Io sono in attesa dell'arrivo della quarta stagione di Vikings, dopo lo scherzaccio che ci hanno fatto con il finale della terza. E' davvero una serie notevole e tra i tanti post che ho in mente ne ho giusto uno da dedicargli ^_^

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    2. E non dirmi così :P Vedrò la terza stagione a breve, a questo punto! E attendo post *__*

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  4. Interessante anche per il background che fornisci.
    In effetti sono moltissime le festività popolari che originano ai tempi del paganesimo e dello sciamanesimo che poi sono state incorporate in festività cristiane ma non hanno perso il loro iniziale spirito almeno in alcuni elementi della celebrazione.

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    1. Quella che descrivo io è stata filologicamente ricostruita, il più accuratamente possibile, attingendo alle fonti disponibili, ma la maggior parte delle edizioni della festa presenti nella Svezia odierna sono davvero poca cosa.

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