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Il dio in incognito di Lars-Erik Larsson e Hjalmar Gullberg



Il post che presento oggi mi permette di: 1) Continuare, dopo il post su Dan Andersson, a diffondere aspetti poco noti della cultura svedese (in questo caso la sua tradizione musicale classica); 2) Cimentarmi in una nuova traduzione dallo svedese all'italiano; 3) Scrivere e pubblicare un altro articolo sulla musica e la poesia; 4) Riprendere a parlare, ed era qualcosa di cui sentivo un gran bisogno, del mito, in particolare del mito greco.

La storia ha a che fare stavolta con il musicista svedese Lars-Erik Larsson (1908-1986) e con un suo programma radiofonico, trasmesso tra il 1937 e il 1944, dove lui alternava brani letterari a brani musicali con l'intento di armonizzarli tra loro e formare un insieme coerente. Di regola venivano usate composizioni musicali preesistenti, ma non sempre: diversi dei brani che Larsson compose in quegli anni, li realizzò in realtà appositamente per il suo programma radiofonico.
Con il passare degli anni, però, l'associazione tra parti musicali e parti letterarie ha finito con il dissolversi, anche nel caso delle musiche composte dallo stesso Larsson. Solo la suite lirica Förklädd Gud ha rappresentato un'eccezione, finendo per diventare un pezzo di repertorio molto apprezzato e eseguito (almeno in Svezia) proprio nella sua forma mista.

Per quanto riguarda invece la componente letteraria, il testo di Förklädd Gud è stato composto dal poeta Hjalmar Gullberg e incluso, nel 1933, nella sua raccolta poetica Kärlek i tjugonde seklet (L'amore nel ventesimo secolo). Gullberg, che come Larsson era impiegato alla Radio Svedese, propose il testo all'amico musicista nel 1938, ma passò un anno intero prima che quest'ultimo si decidesse a iniziare la composizione dell'opera, che fu completata e trasmessa per la prima volta nel 1940.
E' un brano di una tale purezza che è difficile musicarlo senza correre il rischio di distorcerne il senso,
chiarì. E in seguito aggiunse:
Se fossi stato in grado di creare della musica ancora più semplice di così, lo avrei fatto.

Ma di cosa parla esattamente Förklädd Gud, visto che il significato del testo è tutt'altro che immediatamente comprensibile?
Per ora dirò soltanto che il suo tema è un mito greco che narra del periodo di servitù forzata, nelle stalle del re di Tessaglia Admeto, a cui fu costretto il dio Apollo dal padre Zeus, come punizione per avere ucciso i ciclopi. Per il resto, vi rimando al prossimo post collegato a questo.

Tornando invece alla suite, quello che presento qui è il testo integrale di Gullberg, ma accompagnato solo da una mia selezione, a titolo di esempio, di tre delle parti musicali composte da Larsson.
Credo infine che anche in questo caso, così come è stato per le poesie di Dan Andersson che ho tradotto e presentato nel post sopra citato, questa mia sia da considerarsi la prima traduzione esistente del testo di Förklädd Gud dallo svedese all'italiano. Sono tuttavia, come sempre, disponibile a rettificare questa mia affermazione in ogni momento davanti a qualsiasi evidenza del contrario.



Förklädd Gud (Dio in incognito)

di Lars-Erik Larsson

(Suite lirica Op. 24 per voce recitante, voci soliste,
coro e orchestra. Testo: Hjalmar Gullberg)


Preludio




Prefazione.
Non per i forti di questo mondo, ma per i deboli,
non per i guerrieri, ma per i contadini che hanno arato
il loro campo senza un lamento,
per loro un dio suona il suo flauto.
Questa storia viene dalla Grecia...

I.
Chi suona sul suo flauto
un'aria presagio di aurora,
troppo divina per essere compresa,
al di sopra com'è d'ogni senno?
Chi ha la soluzione,
chi conosce il senso nascosto della sua lingua?
Chi suona sulla nostra terra
per le piante e gli animali tutti?

Chi è il buon pastore
che al pascolo conduce il suo gregge
e lo pasce con erba
e con note di cristallo?
Chi è che incede
nella calura dei giorni d'estate
e dorme con i servi
sul giaciglio di paglia della terra?

II.
Apollo dimora in una stalla della Tessaglia.
Non la corona dei poeti circonda l'oro dei suoi capelli.
Esiliato dalle celesti stanze dell'Olimpo,
condannato per un anno a servire per guadagnarsi il pane,
un dio dimora in una stalla della Tessaglia.

Tra i servi si muove camuffato.
Molto più in basso del tavolo ha il suo cucchiaio e la sua ciotola.
Tra le creature del fienile ha il suo letto.
Nessun bene materiale gli appartiene.
Avvolto in un mantello da pastore, un dio si muove in incognito.

III.
Attorno ai fuochi di guardia dell'autunno
raduna il suo gregge infreddolito,
con tenere mani si prende cura
dell'animale ferito.

La sua vera casa è il mito,
la sua anima la lira e la poesia,
e tuttavia senza lamentarsene ara il suo campo.

IV.
Benedizioni riversa il dio sul suo cammino.
Se anche il mantello nasconde l'oro dei suoi capelli,
sbocciano fiori ovunque lui muova i suoi passi.

Egli suona per l'animale che marcia secondo il suo metro,
per il sole, per la pioggia che si raccoglie
nei solchi arati di fresco,
dove la morte perde il suo potere.


Aria per baritono e coro




V.
Dobbiamo ben dirlo felice
il tessalico monarca,
poiché poggia i suoi piedi su suolo consacrato
quando si leva al canto del gallo.

Perché colui che dimora con i suoi servi,
che divide con loro uno stesso cibo,
è il signore del sole, il fratello della luna
e il compagno delle stelle.

VI
Quale argenteo splendore avvolge la foresta
insieme alle canzoni nuziali del flauto e la danza degli animali?

Da quale regno ignoto proviene
colui che non è uno di noi
ma solo un ospite di passaggio?

Ricorda, prigioniero tra campi e sponde,
un mondo che è passato, una musica dimenticata?

Ricorda la lira e il coro delle vergini,
una vita di estasi divina senza fine?


Aria per soprano e coro




VII.
Ancora oggi su questa terra camminano gli dei.
Uno di loro siede forse alla tua tavola.

Credi forse che un dio possa morire?
Ti passa accanto, ma il tuo sguardo è pigro.

Non indossa né manto purpureo né scettro.
Solo dai suoi effetti un uomo può riconoscere un dio.

La regola non è stata infranta:
un dio che cammina sulla terra, lo fa in incognito.

VIII.
Credi forse che il gregge
pascolerebbe nella luce del mattino
su un colle vestito di verde
se non vi fossero dei?

Credi forse che la primavera
intreccerebbe la sua ghirlanda di fiori
sulle sepolture dei morti
se non vi fossero dei?

IX.
Se un dolce sguardo ci invita a unirci a un quieto convito d'amore,
noi, freddi e indolenti come la maggior parte dei nostri simili,

se un amico, libero da ogni interesse personale,
posa, come un balsamo divino per le più profonde ferite dell'anima,
la sua mano nella nostra,

se una luce radiosa si effonde sul nostro letto di dolore -
allora, seduto al nostro fianco, c'è un dio in incognito.


* * *


L'edizione discografica di Förklädd Gud usata per la realizzazione di questo post è quella della Swedish Society Discofil (1998, SCD 1096).
L'incisione è del 1956. Soprano: Elisabeth Söderström; Baritono: Erik Saedén; Orchestra: Stockholms Radioorkester; Coro: Martin Lidstams Vokalensemble; Direttore: Stig Westerberg.

L'immagine in alto sotto il titolo è: Claude Lorrain, View of Tivoli at Sunset (1644).

Commenti

  1. Per il momento sono ancora all'ascolto del preludio, ma non riesco a trattenermi dal commentare subito per dirti "Grandioso!" Ma dove lo scopri tutte queste cose?
    Mi sembra che sia importante da sottolineare il fatto che Larsson stesse portando avanti un progetto radiofonico importante come questo proprio negli anni più terribili del secolo scorso... E' vero che la Svezia non era esattamente al centro del conflitto mondiale, ma credo che bisognasse avere una gran determinazione per "fare cultura" in quegli anni.

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    1. ...e complimenti per la traduzione!

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  2. Hai centrato un punto chiave della faccenda TOM, perché Forkladd Gud ha finito per acquistare ben presto la nomea di opera antinazista. Questo a causa della combinazione tra l'anno in cui ha visto la luce, 1940, e la parte iniziale del testo: Non per i forti, ma per i deboli. Non per i guerrieri ma per i contadini...
    Poi dici bene, la Svezia non era esattamente al centro del conflitto, però un suo ruolo, piccolo e ambivalente lo ha avuto. All'inizio appoggiando la Finlandia che si era unita alla Germania contro la Russia, da ultimo offrendo protezione alla resistenza antinazista danese.
    Dove trovo queste cose? Questo cd, che è quello di cui vedi la copertina nel post, fa parte della mia collezione di musica svedese.
    E grazie per i complimenti! Graditi assai :)))

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  3. *__* Bellissimo! Preludio incantevole, ma notevoli anche le due arie, l'ultima in particolar modo.
    La tua traduzione suona davvero bene!
    (Attendo prossimo post :P)

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    1. Grazie mille Glò ^_^
      Se per prossimo post intendi il seguito di questo spero di trovare il tempo questa settimana. Almeno in base a quel che è mi passato finora per la mente sarà un post decisamente impegnativo :P

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  4. Confesso che la mia educazione all'ascolto della musica classica o lirica è limitata ai pochi anni delle scuole medie.
    Riesco comunque ad apprezzare alcuni pezzi particolarmente coinvolgenti a livello emotivo, musiche - per capirci - che sfido chiunque abbia una minima sensibilità ad ascoltare senza provare alcun genere di trasporto (mi riferisco, ad esempio, al primo movimento della sesta sinfonia di Beethoven o alla toccata e fuga in re minore di Bach o alla "danza dei cavalieri" di Prokofiev).

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    1. Bach per me è il non plus ultra. Poi trovo geniale Rossini.
      Comunque la mia 'musica del cuore' è la Sonata per pianoforte in Re maggiore D960 di Schubert. Mi porta via :O
      Ma anche i brani di questo post sono belli assai ;)

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  5. Non ricordo se questi componimenti possono essere definiti 'pastorali' perché riconducono a momenti di vita semplice in cui un uomo semplice, un chiunque può essere dio - infatti egli è in incognito, non è noto a nessuno eppure c'è. Ha un significato molto profondo il preludio, che sto ascoltando adesso.

    La prima aria mi da il senso di una potenza che si sprigiona, una sorta di comprensione, la seconda la trovo molto particolare, si alza la tensione musicale, mentre il testo riconferma l'idea del preludio.
    Non ho mai ascoltato molto musica classica e non ho quindi gli strumenti giusti per comprenderla a fondo, ma ti ringrazio per questo piccolo dono che ci hai fatto!

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    Risposte
    1. E' indubbio che qui si respiri una certa atmosfera bucolica. Poi c'è un abbassamento che è in realtà una vera e propria catabasi (discesa agli inferi) come vedremo nel seguito del post, ma che secondo me il poeta interpreta in modo troppo cristianeggiante :P
      Ma la musica classica, come tutta la musica, non è da comprendere. E' da godersi :O
      Ciao Alessiaaaa!

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    2. Hai ragione! ç_ç
      Mi sono ripromessa di riscoprirla, ci sono cose che mi hanno colpita molto quando ho studiato storia della musica, ma non riesco mai a trovare la dimensione d'ascolto giusta!

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    3. Secondo me la dimensione giusta di ascolto è l'immersione :)

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  6. Nel preludio il pensiero va Grieg a qualcosa di Sibelius... ma non so perché mi ricorda tanto Malher. Comunque molto ma molto interessante il tessuto sonoro è davvero spettacolare... gli altri me li ascolto con calma.

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    1. A Grieg e Sibelius avevo pensato anch'io, mentre Malher non lo ascolto da una vita. Un altro nome che mi è subito venuto in mente è Gabriel Fauré.
      Grazie per il commento Prince!

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  7. Un programma radiofonico con brani letti e musica! Piacerebbe tanto anche a me. L'estate scorsa ho fatto anche un esperimento di scrittura basata su brano musicale.

    In ogni caso, complimenti per il grande lavoro di traduzione e il bel post.

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    Risposte
    1. Un programma così potresti realizzarlo per il tuo canale youtube.
      Io, quando ancora facevo musica, avevo realizzato un pezzo che alternava musica mia a parti tratte da Rimbaud. Chissà che un giorno non lo riproponga sul blog!
      Grazie per i complimenti!! :)

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