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Il Maestro e Margherita - Un percorso per immagini /2: Capitoli 1-3



"Sì, l'uomo è mortale, ma questa sarebbe solo una mezza sciagura. Il vero male è che qualche volta è mortale quando meno se lo aspetta, ecco il punto! E, in genere, non può nemmeno affermare di giorno quello che farà la sera".

* * *


Seguire la trama di un romanzo attraverso le sue trasposizioni cinematografiche e non solo, è l'esperimento che affronto in questa mia nuova serie di post. Esperimento, perché quale sia l'effetto finale è ancora tutto da vedere, e già il solo decidere quale struttura dare ai post non è stato agevolissimo.
Il motivo per cui la mia scelta è caduta su Il Maestro e Margherita l'ho spiegato nel post introduttivo. Aggiungo qui che ho deciso, come prima cosa, di non dedicare uno spazio apposito ai capitoli su Ponzio Pilato, almeno non fino al momento in cui anche questa linea narrativa (la seconda a comparire in ordine cronologico) si unirà alle altre del romanzo. Poco importa infatti se la versione di Bulgakov della storia è diversa dalla versione "ufficiale" presentata dai Vangeli, perché questa differenza nelle immagini pubblicate in un post non si nota.
Inizierò poi ogni post con un sommario della trama dei capitoli in esame, a cui farò seguire il paragrafo "Protagonisti e interpreti" e infine una serie di foto che possano offrire un'idea di come i diversi cineasti hanno reso per immagini, episodio dopo episodio, quel che hanno letto nelle pagine del libro. A questo proposito mi riservo anche, in casi particolari, di incorporare nei post direttamente dei file video.
Devo anche dire, però, che soprattutto l'esposizione della trama ha presentato dei problemi di difficile risoluzione. Pur riducendo al minimo la quantità di spoiler si finisce comunque per dire sempre troppo. Così, se da un lato, per chi conosce il libro, può risultare non necessaria, dall'altro, per chi il libro non lo conosce, può risultare una fastidiosa anticipazione del suo contenuto. Teoricamente, potrebbe trarne vantaggio solo chi non ha nessuna intenzione di leggere il libro ed è tuttavia motivato, per una ragione o l'altra, a seguire questa serie di post. Vedremo. Come amava ripetere un mio vecchio amico: Inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta. (A proposito di anticipazioni).

* * *


Capitoli 1-3 (Non parlate mai con gli sconosciuti - Ponzio Pilato - La settima prova)



1. La trama


Il libro inizia con l'arrivo di Satana al parco dei Patriaršie Prudy (Stagni del Patriarca) di Mosca, al tramonto di un afoso giorno di maggio. Un arrivo che non passa inosservato agli occhi di due letterati seduti su una panchina del parco, impegnati in quel momento in una conversazione tra loro. Il primo dei due, Berlioz, è direttore di una rivista di arti e lettere e presidente del direttivo del club letterario Massolit, l'altro è il poeta Bezdomny, a cui lo stesso Berlioz ha commissionato di scrivere una poesia antireligiosa. Proprio il risultato ottenuto dal poeta, giudicato insoddisfacente dal luminare, è al centro della loro conversazione. Ad avviso di Berlioz, infatti, la figura di Gesù, sebbene fornita di tutti i tratti negativi possibili, ne esce troppo viva, facendolo assomigliare a un personaggio storico piuttosto che alla figura mitologica che è in realtà.
L'imprevisto della serata ha la forma del diavolo, che si era nel frattempo seduto nelle loro vicinanze e li stava ascoltando. Costui si fa avanti e chiede il permesso di partecipare alla conversazione.
Ne segue un dialogo a tre che prosegue fino alla metà del terzo capitolo, in cui trovano posto disquisizioni teologiche, un lungo monologo di Satana che occupa tutto il secondo capitolo (Ponzio Pilato), e i tentativi da parte dei due letterati di scoprire qualcosa di più sul loro enigmatico interlocutore, che dice solo di chiamarsi Woland e di essere un consulente esperto di magia nera. Satana/Woland sfida inoltre l'incredulità dei suoi due ascoltatori facendo sfoggio delle sue capacità paranormali. Non solo profetizza l'imminente morte per decapitazione di Berlioz, e la successiva presa di possesso per una settimana, sua e di tutto il suo seguito, dell'appartamento del deceduto, ma sostiene anche di aver fatto colazione con il filosofo Kant in persona, e di poter garantire sull'esistenza reale di Gesù perché ha assistito lui stesso alla sua convocazione davanti a Ponzio Pilato.


Da notare che tutta questa parte della storia, ambientata ai Patriaršie Prudy, è assente nel film del 1972.


2. Personaggi e interpreti:


Michail Aleksandrovic Berlioz, presidente del direttivo del club letterario Massolit


Il nome è uno dei tanti rimandi del libro alla figura di Faust. Il compositore di musica, Hector Berlioz, è stato infatti autore, nel 1846, dell'opera La damnation de Faust.
...vicino ai quarant'anni, vestito di un completo estivo grigio chiaro, era piccolo di statura, bruno, ben nutrito, calvo e teneva in mano come fosse una torta il suo elegante cappello, ma sul suo viso, accuratamente rasato, non mancava un paio di occhiali di grandezza sovrannaturale, con una montatura di corno nero.

Fabijan Sovagovic
Il Maestro e Margherita (Italia/
Yugoslavia, 1972)
Igor Przegrodzki
Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)
Mikhail Danilov
Master i Margarita (Russia, 1994)
Aleksandr Adabashyan
Master i Margarita (Russia, 2005)


Ivan Nikolaevic Ponyrev "Bezdomny", poeta

...un giovane arruffato, largo di spalle, con i capelli rossicci e un berretto a quadretti di sghembo sulla nuca, aveva una camicia a scacchi, una cowboyka, pantaloni bianchi gualciti e scarpe nere leggere.
Questo fondamentale personaggio del libro è assente nel film del 1972.

Jan Jankowski
Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)
Sergey Garmash
Master i Margarita (Russia, 1994)
Vladislav Galkin
Master i Margarita (Russia, 2005)


Satana/Woland, consulente esperto di magia nera

...di statura non era né piccolo né imponente ma semplicemente alto. Quanto ai denti sul lato sinistro aveva corone di platino e su quello destro d'oro. Portava un costoso completo grigio e scarpe dello stesso colore fabbricate all'estero. Aveva un berretto di panno grigio, tondo, spavaldamente inclinato su un orecchio, e sotto il braccio teneva un bastone con un pomolo nero a forma di testa di cane barbone. All'aspetto poteva avere quarant'anni o poco più. La bocca era un po' storta. Il volto completamente rasato. I capelli scuri. L'occhio destro nero, il sinistro inspiegabilmente verde. Anche le sopracciglia erano scure e una più alta dell'altra.
Duplicità e asimmetria sono due caratteristiche tradizionali della figura del diavolo. Così come il cane nero è tradizionalmente considerato animale demoniaco.

Alain Cuny
Il Maestro e Margherita (Italia/
Yugoslavia, 1972)
Gustaw Holoubek
Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)
Valentin Gaft
Master i Margarita (Russia, 1994)
Oleg Basilashvili
Master i Margarita (Russia, 2005)


Koroviev/Fagotto, capocoro e interprete

...baffetti a forma di pelle di pollo, occhietti piccoli, ironici e semiebbri e, sulle gambe, i pantaloni troppo stretti, a quadri, così corti da lasciare scoperte le calze bianche, sporche.

...al naso un pince-nez palesemente inutile, con una lente mancante e una incrinata.

Bata Zivojinovic
Il Maestro e Margherita (Italia/
Yugoslavia, 1972)
Janusz Michalowski
Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)
Aleksandr Filippenko
Master i Margarita (Russia, 1994)
Aleksandr Abdulov
Master i Margarita (Russia, 2005)


Il luogo: Patriaršie Prudy (Parco degli stagni del Patriarca)


La scelta del parco dei Patriaršie Prudy come sede del colloquio è tutt'altro che casuale: in origine il luogo si chiamava Kozie Boloto, Palude del capro.

I Patriaršie Prudy
Master i Margarita (Russia, 1994)

* * *


Capitolo 1. Non parlate mai con gli sconosciuti


Il titolo è un chiaro riferimento ironico di Bulgakov alle raccomandazioni che le autorità sovietiche facevano alla popolazione negli anni '30 del Novecento.


Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)
Da sinistra a destra: Berlioz, Bezdomny, Satana/Woland

Master i Margarita (Russia, 1994)
Da sinistra a destra: Satana/Woland, Bezdomny, Berlioz

Master i Margarita (Russia, 2005)
Da sinistra a destra: Satana/Woland, Berlioz, Bezdomny 

Nel primo capitolo fa la sua apparizione anche un altro dei personaggi fondamentali della storia: Koroviev/Fagotto. E' uno dei componenti il seguito del diavolo e la sua comparsa nella storia, sotto forma di allucinazione di Berlioz, precede e annuncia quella del diavolo.
Il personaggio compare di nuovo, stavolta in carne e ossa, alla fine del terzo capitolo, quando indica l'uscita dal parco a Berlioz negli attimi che ne precedono la morte.
...in quel momento l'aria cocente si infittì davanti a lui [Berlioz], intessendo la figura di un cittadino diafano di stranissimo aspetto.

Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)

Master i Margarita (Russia, 1994)

Master i Margarita (Russia, 2005)


Capitolo 3. La settima prova


Il titolo del terzo capitolo si spiega invece con quel che viene detto su Kant nel corso della discussione a tre: il filosofo tedesco ha demolito le cinque prove canoniche sull'esistenza di Dio, producendone però una sesta, altrettanto fragile e contestabile. Satana/Woland promette allora di fornirne una settima, incontrovertibile, che otterrà una prima conferma con la morte di Berlioz alla fine del capitolo.
Intanto, durante il lungo racconto del diavolo su Ponzio Pilato, Gesù e Caifa, è calata la sera sui Patriaršie Prudy.
L'acqua sullo stagno era annerita e una barchetta leggera scivolava già sulla sua superficie. Si sentivano il fruscio di un remo e le risatine di una concittadina che si trovava a bordo. Lungo i viali, sulle panchine, era arrivato del pubblico, ma sempre sugli altri tre lati del quadrato che circondava lo stagno, e non su quello dove si trovavano i nostri conversatori.

Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)
Da sinistra a destra: Satana/Woland, Bezdomny, Berlioz

Il film del 1994 merita a questo punto un accenno speciale, poiché mette in scena un episodio non compreso nella versione definitiva del romanzo, ma solo nella sua prima versione, intitolata Lo zoccolo dell'ingegnere. Quando non esistevano ancora né la figura del Maestro né quella di Margherita.
Satana traccia sul terreno, con il suo bastone, un'immagine luminosa del volto di Cristo, sfidando il poeta Bezdomny a cancellarla.

Master i Margarita (Russia, 1994)
Da sinistra a destra: Bezdomny, Satana/Woland, Berlioz



Master i Margarita (Russia, 2005)
Da sinistra a destra: Berlioz, Satana/Woland, Bezdomny

Quando poi Berlioz si allontana allo scopo di telefonare all'Ufficio stranieri per avvertire della presenza in città di un consulente che presenta chiari segni di instabilità mentale, allora va incontro, scivolando sull'olio di girasole versato da Annushka e finendo così sotto le ruote del tram, alla morte che proprio lo straniero gli aveva profetizzato:

"...Annushka ha già comprato l'olio di girasole, e non solo l'ha comprato, ma lo ha anche versato. Per questo la riunione [al Massolit] non avrà luogo".

Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)

Master i Margarita (Russia, 1994)

Master i Margarita (Russia, 2005)

* * *


A che punto siamo


Questi cinque indicatori segnano l'avanzamento, film per film, del percorso per immagini rispetto al testo del romanzo.


1. Il libro


2. Il Maestro e Margherita (Italia/Yugoslavia, 1972)


3. Mistrz i Malgorzata (Polonia, 1988)


4. Master i Margarita (Russia, 1994)


5. Master i Margarita (Russia, 2005)


* * *

References


Il testo di Maestro e Margherita consultato per la stesura di questo post è l'edizione Feltrinelli del 2011. Traduzione e cura di Margherita Crepax.

Commenti

  1. Mi hai fatto venir voglia delle atmosfere de Il Maestro e Margherita. Devo recuperare la serie di cui parlavi e che non ho visto.
    Bel post, attendo i prossimi!
    Ah, per me il Satana migliore è quello della coproduzione italo-yugoslava.

    Moz-

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    Risposte
    1. Grazie mille, Miki :)))
      Il tuo Satana preferito è però quello che si allontana di più dalla descizione di Bulgakov. Il più vicino (o piuttosto meno lontano) dalla descrizione è forse il terzo della fila, quello del film del 1994.

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  2. Aspettavo dal post precedente di saperne di più. In particolare dell'incontro con Satana alle panchine del parco.
    Interessante quella descrizione del Diavolo che hai dato e della sua asimmetria. Devo dire che il Diavolo compare anche nel mio prossimo libro, ma ha l'aspetto di un uomo di eccezionale bellezza. E se ci penso bene, mi sembra decisamente più verosimile la mia descrizione, senza offesa per l'opera di Bulgakov.

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    1. Non saprei dirti sulla descrizione del diavolo, Marco. Io nonostante tutto continuo a immaginarlo alla Mefistofele, con baffi e pizzetto.

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  3. Leggere i tuoi post è un'ottima alternativa alla lettura del romanzo. Stai riuscendo anche a creare il giusto pathos. Attendo il seguito!

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    1. Grazie mille, TOM :) In realtà sto anche facendo il possibile per non sostituire troppo il libro, cercando una giusta via di mezzo tra dire e non dire. Spero di averla trovata :P

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  4. Woland fa un signor ingresso in scena! La prima metà del libro è la più difficile, mi sembra, per come è strutturata. Purtroppo non ho visto nessuna delle riduzioni cinematografiche, ma voglio recuperare (a questo punto, la più recente) anche per vedere come se la sono giostrata gli sceneggiatori - o se alla fine era solo una mia impressione!

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    Risposte
    1. Di versioni ti consiglio, insieme all'ultima, anche quella di Yuri Kara, la terza. Ha momenti di grande fascino anche la miniserie polacca, ma purtroppo non esiste in DVD.
      La prima metà del libro si adatta sicuramente peggio ad essere presentata nel modo in cui sto facendo io, perché non offre grandi appigli visuali. A differenza della seconda che da questo punto di vista trabocca...

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