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Il Maestro e Margherita - Un percorso per immagini /1: Introduzione



Seguimi, lettore! Chi ti ha detto che non esiste
al mondo l'amore eterno, fedele, autentico?
Sia tagliata a quel bugiardo la lingua scellerata!
Seguimi, lettore, segui me soltanto
e io ti mostrerò un simile amore.

* * *


L'idea di un omaggio al grande romanzo di Michail Bulgakov mi frullava nella testa da tempo, ma ritenevo poco sensato aggiungere una recensione libraria a un libro che ne riceve a pioggia da quasi mezzo secolo e ha interi forum dedicati. Mi è sembrato più utile approfittare della mia vasta collezione di cinema per creare un'intera nuova serie di post, affidata principalmente, seppure non esclusivamente, alle immagini.
Mi concentrerò in particolare sui quattro adattamenti filmici del Maestro e Margherita di cui sono a conoscenza (due produzioni cinematografiche e due miniserie televisive), mentre per quanto riguarda il romanzo in senso stretto mi limiterò a una breve premessa con alcune, doverose, note tecniche.


Il libro


Illustrazione di Aleksei Derzhavin
Michail Bulgavov compose il suo Master i Margarita tra il 1928 e il 1940, anno della sua morte per una malattia renale, elaborando differenti versioni dell'opera, con titoli diversi.
Le tappe principali possono essere così scandite: nel 1931 compaiono per la prima volta nel romanzo i personaggi del Maestro e di Margherita; nel 1937 Bulgakov conclude la stesura del manoscritto; nel 1939 lo scrittore considera di avere in mano la versione definitiva dell'opera, a cui però continua ad apporre modifiche anche da gravemente malato, fino al suo ultimo giorno di vita.
L'uscita postuma dell'opera la affidò invece alla moglie, che riuscì però nel compito solo ventisei anni dopo, nel 1966. Appena in tempo, si può dire, prima che le spinte neostaliniste producessero un nuovo temporaneo giro di vite e mettessero fine all'allentamento della censura letteraria avvenuta sotto Nikita Khrushchev nei cosiddetti anni del Thaw. La storia fu per l'occasione serializzata e pubblicata sul giornale Moskva, ma dovette comunque subire centocinquantanove tagli (pari al 12% del totale del testo) decisi dal governo.
Al 1973 risale invece la prima pubblicazione integrale dell'opera in Unione Sovietica, sulla rivista Chudozestvennaja Literatura, e al 1989 la versione definitiva, restaurata, a cura di Lidija Janovskaja.

Come è noto, il romanzo inizia con due diverse linee narrative che procedono in parallelo: la comparsa del diavolo e del suo seguito nella Mosca degli anni trenta del Novecento, con tutto il bailamme che ne consegue, e il confronto tra Gesù e Ponzio Pilato nell'antica Gerusalemme. A queste due linee se ne aggiunge poi una terza, quella che vede protagonisti proprio il Maestro e Margherita. Ma si tratta di suddivisioni solo momentanee, destinate a fondersi gradualmente insieme in un'unica narrazione.


I quattro film


Il più antico adattamento per lo schermo del romanzo di Bulgakov è una produzione italo-yugoslava del 1972 affidata alla regia di Aleksandar Petrovic (se si eccettua una regia dello stesso anno di Andrzej Wajda, che ho scelto di tralasciare perché prende in considerazione solo i capitoli del libro che trattano della vicenda di Gesù e Ponzio Pilato).
Una delle particolarità di questo film, derivato fra l'altro proprio dall'edizione dell'opera apparsa sul giornale Moskva tra il 1966 e il 1967, è che si discosta moltissimo dalla struttura originale del romanzo. Una scelta dovuta con ogni probabilità ai pochi mezzi a disposizione della produzione, unita alla necessità di condensare il voluminoso testo originale nei canonici 90 minuti. Di tutto il romanzo, vengono presi in considerazione sì e no una metà della prima parte e il finale.
Ma anche i pochi capitoli del libro utilizzati appaiono mescolati tra loro, dal momento che il film inizia con l'incontro tra Maestro e Margherita e termina con la séance di magia nera al Variété. Tutta la parte relativa all'iniziazione magica di Margherita, che è forse da considerarsi il vero cuore del romanzo, finisce così nel dimenticatoio, mentre allo stesso tempo scompaiono figure di rilievo come il poeta Bedzdomnyj o la seducente Hella. Se a questo si aggiunge che il film ha pochissimi acuti, che la continua intrusione del gatto demoniaco Behemot (la cui figura è una delle più godibili del libro) finisce alla lunga per rivelarsi perfino insopportabile, e che gran parte degli attori, a cominciare da Ugo Tognazzi, sembrano essere stati prelevati di peso da un altro film, è facile capire come la visione di questa pellicola abbia ben poche gioie da offrire a chi ami il capolavoro Bulgakoviano.

* * *


Infinitamente migliore appare, al confronto, la versione televisiva polacca del 1988. Il regista e sceneggiatore dei quattro episodi, Maciej Wojtyszko, può almeno concedersi il lusso, nelle oltre sei ore a sua disposizione, di un'ampia fedeltà al romanzo. E anche gli interpreti appaiono stavolta adatti e ben inseriti nei rispettivi ruoli.
La resa di alcune parti della storia non è tuttavia ottimale. Delude in particolare la ricostruzione del volo notturno di Margherita, che appare realizzata in modo sbrigativo e con mezzi di fortuna, e ancor di più la scena immediatamente successiva della discesa di Margherita nel lago, dove la danza delle rusalki, con tutto il suo contorno di magie, è a appena accennata.

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Quello girato da Yuri Kara nel 1994 è invece il primo film finalmente russo tratto dall'opera di Bulgakov. Ma è anche stato, a causa della sua storia tormentata, l'emblema della presunta maledizione che si diceva fosse destinata a gravare su chiunque nella madrepatria avesse avuto l'ardire di trasportare su schermo il famoso romanzo.
La "maledizione" aveva in realtà un suo fondamento reale: molti degli appassionati lettori del Maestro e Margherita consideravano da sempre il libro impossibile da adattare cinematograficamente, a meno di scendere a pesanti compromessi che avrebbero reso di per sé vana l'operazione. E le versioni straniere conosciute sembravano in qualche modo confermare questa convinzione.
C'erano, in essenza, due diversi tipi di difficoltà: una di tipo oggettivo e una di tipo "mistico". Mettere in scena tutte le magie, le diavolerie e i miracoli del libro si presentava in effetti come un compito quasi insormontabile, a meno di disporre di un fiume di denaro. Il libro era inoltre oggetto, all'epoca come oggi (e in patria come all'estero), di una sorta di culto, e molti suoi lettori sono hanno sempre avuto la convinzione della presenza di un elemento di sovrannaturale nella scrittura stessa del libro. E sembrava inevitabile che proprio questo elemento, in definitiva il più prezioso, fosse destinato a perdersi per strada. (Qualcuno che legge queste righe, ricorda forse che ho già affrontato una situazione analoga in precedenza, nell'articolo che ho dedicato al film Picnic a Hanging rock. Ma nel caso del film australiano il pubblico era almeno all'oscuro dell'esistenza del capitolo problematico del libro, e questo bastò a ovviare alla situazione).
A queste due difficoltà "di principio", se ne aggiunsero poi via via altre contingenti. Prima tra tutte i costi di realizzazione, che a causa dell'alta inflazione e di un rublo traballante salirono di molto oltre il previsto e fecero diventare il film, all'epoca, la più costosa produzione dell'era post-sovietica. A film ultimato ci si misero poi di mezzo i dissidi tra il regista e i produttori, a bloccarne l'accesso alle sale. Dovette così passare oltre un decennio perché il film fosse proiettato per la prima volta, davanti a un pubblico scelto, nel corso del Festival Internazionale del Cinema di Mosca del 2005. Uno degli eletti che poterono assistere alla visione fu il giornalista Valeriy Kitshin che reagì con entusiasmo e cominciò ad adoperarsi perché il film fosse finalmente distribuito nelle sale. I suoi sforzi sembrarono avere successo e coronarono, alla fine del 2006, in un riavvicinamento tra regista e produttori. Ma a quel punto, quando le cose sembravano ormai sistemate, si fece avanti un lontano parente di Bulgakov (il nipote della sua terza moglie) ad avanzare alte pretese economiche sui diritti dell'opera. L'uscita del film fu quindi bloccata una seconda volta.
Dovettero poi trascorrere altri quattro anni prima che la Luxor Company annunciasse l'acquisto dei diritti del film e la sua uscita nelle sale di tutto il territorio russo nella primavera del 2011. Se sono dovuti così trascorrere ventisei anni dalla morte di Bulgakov perché uscisse un'edizione pur censurata del romanzo, ne sono serviti, nel suo piccolo, ben diciassette a questo film per uscire dal suo limbo di invisibilità.
Premesso questo, si può essere solo felici che la "maledizione" sia stata infine neutralizzata, e che al pubblico sia divenuto possibile godere, se non proprio di un capolavoro, di una trasposizione a mio avviso pregevole e godibilissima del romanzo. Il film è stato prodotto in due versioni di diversa lunghezza: la versione cinematografica, della durata di circa due ore, e il director's cut, pubblicato direttamente in DVD, lungo circa tre ore. Io purtroppo conosco soltanto la prima delle due versioni e posso dire che l'essenziale del romanzo è conservato anche nei soli centoventi minuti. Anzi, il regista si permette pure alcuni lussi, come quello di far eseguire a Margherita una sorta di danza della felicità nella sua stanza, subito prima della sua trasformazione in strega. Sono certo dettagli come questo ad aver spinto alcuni a giudicare il taglio del film troppo da commedia, e la figura di Margherita, recitata sempre un pelo sopra le righe dalla pur brava Anastasia Vertinskaya, troppo frivola rispetto a quella descritta da Bulgakov. Si tratta però, secondo me, di un tradimento limitato, che non ha il potere di inficiare il film. ha, al limite, il potere di rendere molto evidente perché la Vertinskaya abbia scelto di intraprendere la carriera di attrice e non quella di ballerina.

* * *


E ora, benvenuti alla festa! Dell'occhio, soprattutto. Perché se non avete ancora visto questa epopea televisiva del 2005, serializzata in dieci episodi della durata di 52 minuti ciascuno sul canale di stato Rossiya, rischiate seriamente di esservi persi un pezzo di storia della cinematografia mondiale.
Sceneggiata e diretta da Vladimir Bortko, già realizzatore a suo tempo di un'eccelsa versione televisiva di "Cuore di cane" ancora da Bulgakov, e di nuovo preceduta dagli scongiuri e dalla diffidenza dei fan, la seconda trasposizione russa di Master i Margarita non ha scontentato praticamente nessuno.
E' chiaro che l'intento è stato stavolta quello di sfruttare tutte le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie per tradurre in immagini per lo schermo ciò che fino ad allora aveva potuto trovare spazio solo nella mente del lettore. Con uno staff di duecento persone addette alla loro realizzazione, la miniserie comprende infatti ben 164 minuti di sequenze di effetti speciali. Ma la vera fortuna è che si è riusciti a sfruttarli con grande intelligenza e a mantenerli completamente a servizio della storia, con esiti lontani mille miglia da quelli tipici dei blockbuster hollywoodiani. Il fatto poi che quasi ogni scena del romanzo sia stata filmata, mentre lo stesso Bortko ha specificato di non avere aggiunto nei dialoghi niente di suo alle parole di Bulgakov, ha fatto dire a qualcuno che dopo questa opera non ci sia più niente da aggiungere, cinematograficamente parlando, all'esperienza di fruizione del Maestro e Margherita. Vedremo se sarà davvero così.

Commenti

  1. E' uno dei miei tantissimi buchi. Ci sono tanti grandi capolavori letterari che nin ho mai letto perché spaventato dalla loro mole e anche dall'elemento del realismo magico (che purtroppo non mi si confà: che si tratti di Bontempelli, Murakami, Marquez o Rulfo, ogni volta che ho letto romanzi con lo stile narrativo del realismo magico mi sono dovuto arrendere alla mia incompatibilità congenita con questo genere).
    Chissà, forse una versione cinematografica riuscirei invece a "sopravviverla" e anche apprezzarla.

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    1. Per me questo è uno dei dieci romanzi irrinunciabili, ma ti capisco molto bene perché anche nel mio caso ci sono libri che hanno il potere di tenermi a distanza, poco importa se altri li considerano invece capolavori.

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  2. Mi manca una cosa però! La trama del romanzo! Nel dettaglio le tre linee narrative di cosa raccontano? (in particolare la prima sembra interessante)

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    1. Ho volutamente lasciato fuori la trama del romanzo da questo post introduttivo, Marco. L'intenzione è di affidarla al percorso per immagini suggerito dal titolo, e che formerà i post successivi.

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    2. Ah, OK, ne seguiranno altri!

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  3. Ho letto tutto ieri. Post bellissimo su una grande opera. Non l'ho sviscerata come te (non credo di aver visto alcun film riguardante l'opera di Bulgakov) però mi hai messo curiosità proprio sul primo titolo che citi, quello più bruttino. La locandina è fantastica, mi sa di film polacco su Poe XD

    La serie tv del 2005 la recupererò, visto che lasci intendere che sia il punto massimo raggiungibile in una trasposizione del romanzo^^

    Moz-

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    1. Io sono un collezionista di cose riguardanti Il Maestro e Margherita e forse questa serie di post non si fermerà neanche ai soli film.
      In effetti la locandina è la cosa migliore del primo.
      Riguardo alla serie del 2005, è considerata da molti un punto di arrivo. Ma ci sono già altre produzioni in programma, di cui una made in USA, un dettaglio questo che non mi lascia del tutto tranquillo :P Speriamo per il meglio!
      Grazie mille per l'apprezzamento del post :)

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  4. Un gran lavoro di ricerca e un'analisi davvero molto accurata. Complimenti. Ma quindi se non ho capito male questo post è il primo di una serie, giusto? Ma una serie incentrata su questo libro in particolare oppure è una serie dedicata agli adattamenti cinematografici di altri testi letterari?

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    1. Grazie per i complimenti, TOM.
      La serie sarà tutta sul romanzo di Bulgakov. E' un esperimento, che se andrà a buon fine conto poi di estendere ad altri libri di altri autori.

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  5. Non conosco nessuno di questi adattamenti! :O
    Però ho letto il libro non molto tempo fa e mi è piaciuto molto, quindi seguirò questa serie.

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    1. Felice di sapere che seguirai la serie, Salomon :) E che apprezzi questo grande romanzo!
      Io so di queste cose solo perché sono un collezionista di tutto quel che riguarda Il Maestro e Margherita. Ma a parte il primo film, che tra l'altro ripropone la storia in modo grossolano e lacunoso, tutto il resto dovrebbe essere inedito in Italia.

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