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Before the music ends - Vita, opere e morte di Vaughn Bodé, messia del fumetto /11 (Finale)




Before the music ends
Is to thank some wonderful life-long friends
I've never met but have known so well...
Finale: Before the Music Ends (Frank Sinatra, Trilogy Volume III)


* * *

A tutt’oggi non ho mai avuto una religione. Ma mio padre rappresenta per me un santuario, pronto ad accogliermi.
Mark Bodé


* * *


Vaughn Bodé fu accolto ufficialmente tra i grandi dell'arte sequenziale nel 2006, a oltre trent'anni dalla morte, con il suo ingresso nella Will Eisner Hall of Fame, un'istituzione che rappresenta per il fumetto quel che per il cinema è la Walk of Fame di Hollywood.

Non ho usato a caso il termine "arte sequenziale", perché a coniare questa definizione, alternativa a quella di "fumetto", fu proprio l'intestatario della Hall of Fame, Will Eisner, considerato uno dei maggiori autori di fumetti di tutti i tempi. Io, per la verità, non sono mai riuscito a farmi coinvolgere dalle sue storie e dai suoi personaggi, che si tratti di The Spirit o delle sue pretenziose Graphic Novel, ma questa è un altra storia. La sua maestria, unita alla sua strenua lotta tesa a far entrare di diritto il fumetto (o arte sequenziale) nel novero delle arti, accanto al cinema e alla fotografia, fece anche sì che a lui fosse intestato, quando ancora era in vita, il premio denominato Eisner Award, il più importante del settore insieme allo Yellow Kid lucchese.
In quello stesso 2006 trovarono posto nella Hall of Fame, insieme a Bodé, altri due autori, due giganti del fumetto infinitamente più mainstream di lui e di solida scuola classica: Floyd Gottfredson, autore delle mitiche strips avventurose di Mickey Mouse pubblicate nei quotidiani americani tra gli anni '30 e i '50 del secolo scorso, e Russ Manning, autore a sua volta delle più belle storie a fumetti di Tarzan mai realizzate. Curiosamente, si tratta forse dei due autori d'oltreoceano che ho seguito con più assiduità e passione nella mia prima giovinezza.
Li conobbi entrambi all'inizio degli anni '70, grazie a Il Topolino d'oro Mondadori e Tarzan special della Cenisio, due delle prime collane filologicamente accurate (soprattutto la seconda) a comparire nelle edicole italiane. Avevano un prezzo alto per l'epoca ma non proibitivo, ed io per fortuna potevo permettermi di acquistarle entrambe.


Floyd Gottfredson: Mickey Mouse: Race to Death Valley (15/04/1930, detail)

Russ Manning: Tarzan, Sunday Page # 2209 (08/07/1973, detail)


Ma è ora tempo, dopo questa digressione autobiografica, e dopo aver reso omaggio a due autori per me altrettanto significativi di Bodé, è tempo di parlare delle fonti di questa lunga serie di post. 

La prima è il numero di High Times dell'ottobre 1976 che vedete riprodotto qui a fianco. Proprio questo numero della rivista contiene infatti un lungo articolo biografico di Denny O'NeillThe Death of the Cheech Wizard che si può dire abbia formato il "substrato" da cui sono via via fioriti i vari post.

Anche la seconda finte è un articolo biografico, ancor più lungo di quello di Denny O'Neill, ma molto più recente: I See My Light Come Shining, scritto da John Levine nel 2005 per il magazine specializzatoThe Comics Journal.
Questo secondo articolo aggiunge dettagli che sono assenti nel testo di Denny O'Neill, e uno in particolare riguardante un capitolo della vita di Vaughn Bodé in cui proprio il dettaglio potrebbe fare la differenza.
Ricorderete forse che nel primo post della serie, al momento di accennare brevemente all'esperienza sotto le armi di Bodé ho scritto testualmente:
Il sogno di una morte eroica, da guerriero, lo spinse però, non appena gli fu possibile, a interrompere gli studi e a entrare nell'esercito. Ma fu una scelta che si rivelò ben presto un errore: Vaughn era totalmente incapace di irregimentarsi; visse inoltre le sue prime esperienze omosessuali e fu dilaniato dai sensi di colpa. Camminava per la base immaginando di essere nella cabina di pilotaggio di un jet da combattimento, a mitragliare lucertole. Finché, nel 1958, non dovette essere congedato per problemi di salute: entrava in iperventilazione e sveniva.

E fin qui ho seguito la versione dei fatti esposta da Denny O'Neill nel suo articolo del 1976. Ecco cosa scrive invece John Levine, quasi trent'anni dopo, a proposito della stessa esperienza:
Vi rimase un anno prima di fare un’assenza ingiustificata e ricevere un congedo di compromesso per ragioni di salute, su base psichiatrica. Denny O’Neil scrisse in High Times di Vaughn, un anno dopo la sua morte, che svenne diverse volte a causa dei sensi di colpa per i suoi atti omosessuali. Ma (il figlio) Mark spiega: “Fu il suo comandante a fargli delle proposte sessuali, lui si spaventò e fuggì nei boschi”.

Le sue cosiddette prime esperienze omosessuali, con relativi sensi di colpa, sarebbero quindi consistite, in ultima analisi, in una fuga nei boschi per sfuggire a un tentativo di violenza, fuga che gli procura per di più un'accusa di assenza ingiustificata e la conseguente punizione. E' una precisazione significativa, forse volutamente nascosta dallo stesso Vaughn quando era in vita, e che depone a sfavore della presunta bisessualità di Bodé, da lui stesso propagandata ma che non trova nella realtà così grandi riscontri. 




Cito infine, per concludere l'elenco delle principali fonti in cartaceo, un'intervista al figlio di Vaughn Bodé, Mark, realizzata da Angela Frucci nel 2004 per il New York Times, nell'imminenza della pubblicazione di The Lizard of Oz (per maggiori dettagli vedi questo post). Il titolo, decisamente lungo, è: Following a Wiz to a Far-Out Oz; A Son Complete the Legacy of an Underground Cartoonist.


Vincent Bodé, Portrait of Vaughn Bodé (1972).

Venendo invece alle fonti web utilizzate, trovo obbligatorio citare almeno le due ufficiali di casa Bodé, che sono anche le più esaustive:

The Vaughn Bodé Archive, un'archivio digitale (in perenne costruzione) da cui è possibile scaricare gratuitamente, a pagine singole, molto materiale di Vaughn Bodé.

markbodé.com, il sito ufficiale di Mark Bodé, che mantiene vivo e vitale ancora oggi, a quasi quaranta anni dalla morte, l'universo creato dal padre Vaughn.


Jeffrey Catherine Jones, Portrait of Vaughn Bodé.


* * *


L'immagine di apertura del post è un dettaglio della copertina di: Vaughn Bodé, Deadbone Erotica (Bantam Books, 1971). Clicca sull'icona a lato per la visualizzazione intera.

Commenti

  1. Se ha giocato con la sua sessualità, è stato un genio: si chiacchiera della gente soprattutto per quanto riguarda i gusti sessuali.

    Moz-

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    1. E' possibile che ci abbia giocato, Miki. Nella sua vita sono documentate innumerevoli partner femminili ma che io sappia nessun uomo.

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    2. Comunque, riguardo al tuo primo commento, più che a una strategia per attirare l'attenzione, sarei portato a pensare ad altro. Tieni conto che Bodé ci teneva a incarnare l'ideale dell'essere umano completo sullo stile dell'androgino di Platone o dell'Adam primordiale dello Chassidismo.

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  2. E quella foto? Com'è finita in mano tua?

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    1. Era su un vecchio numero di Linus degli anni '70.

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    2. Su Linus?!?
      Si vede proprio che io lo leggevo agli inizi del 2000.

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    3. Linus aveva iniziato pubblicare un fumetto di Bodé, The Man, mentre lui era ancora in vita. Ha anche dato ampio risalto alla sua premiazione a Lucca prima e alla sua morte poi.

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  3. Inserire un commento a distanza di oltre un anno e mezzo mi imbarazza molto, ma d'altronde ho scoperto questa tua meravigliosa opera soltanto oggi e non potevo né volevo rinunciare a esprimerti l'immenso piacere che ho provato e del quale, sinceramente, non so come ringraziarti...
    Quanta gioia e piacere (e nostalgia) hai saputo provocare in me con questo stupendo articolo diviso in 12 parti, che ho letto tutte di seguito, talmente preso che mi è capitato di dimenticarmi di respirare...
    Forse tanto entusiasmo ti sembrerà esagerato, ma ti chiedo di accettarlo comunque :)
    Vidi le prime tavole di Bodé a 14 - 15 anni e da allora mi si impressero indelebilmente nella mente fino a diventare, pur conoscendo pochissimo della sua opera e della sua vita, uno dei miei fumettisti preferiti!
    Negli ultimi anni con l'avvento della Rete ho potuto - finalmente - disporre di più informazioni, più immagini dei suoi lavori, anche grazie al lavoro del figlio Mark, che cerco di seguire sempre.
    Ma, credimi, nessun saggio o articolo che ho trovato eguaglia questo tuo: esaustivo, scritto in un italiano perfetto (il che oggi non è poco...) e con un linguaggio capace di catturare e avvincere anche chi si fosse accostato casualmente alla sua lettura!
    Complimenti di cuore e un sincero ed enorme GRAZIE!
    Orlando
    p.s. ...e ora mi dedico volentieri a visitare il resto del tuo Blog :)

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    1. Grazie infinite delle bellissime parole, Orlando. Guarda caso abbiamo scoperto Bodé alla stessa età, anch'io avevo tra i 14 e i 15 anni.
      Ed è vero che avevo scritto questo articolo anche dietro constatazione che in rete non c'era nulla di davvero completo su questo artista, neanche in lingua inglese. Non ho certo la presunzione di avere esaurito il discorso, tanto è vero che ho poi fatto seguire a questa serie di dodici un post di approfondimento su Bodé come illustratore di fantascienza, ma credo sia comunque il mini saggio più completo tuttora in circolazione a gratis.
      Adesso sto tentando di ripetere l'esperimento con un'altra serie di articoli dettagliati dedicati ad altri maestri del fumetto americano degli anni '70 (che è il mio periodo di specializzazione). Ho da pochissimo pubblicato le prime due parti di un ciclo su Barry Smith a cui dovrei fra poco far seguire la terza. Ed è solo l'inizio!
      Grazie di nuovo per il bellissimo commento e appena ho un minuto libero vengo a trovarti nel tuo spazio visto che abbiamo interessi in comune :))

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  4. Io corro meno rischi in quanto sul blog solitamente parlo di personaggi morti e sepolti come minimo da duecento anni! Non c'è pericolo che gli eredi di Robespierre mi querelino per diffamazione. ;-)

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    Risposte
    1. Forse ho esagerato in prudenza, ma fa una certa impressione essere il primo nel mondo a mettere una determinata foto a disposizione di miliardi di persone...

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