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The Studio - Quarto intermezzo: Le peripezie (editoriali) di Conan il barbaro /3




Se, come ho scritto nel post precedente, il secondo numero di Savage Tales offre un menu ricco, il terzo numero non è comunque da meno, sia a livello di fumetti che di articoli. Riguardo i primi, tolto un trascurabile breve racconto a firma Stan Lee e John RomitaThe Fury of the Femizons, su una società del futuro dominata da una sorellanza guerriera femminile, il resto delle pagine è tutto dedicato, e il che non è certo un male, alla prosecuzione e conclusione del lungo e bellissimo Red Nails di Roy Thomas e Barry Smith. Mentre, tra gli articoli, sono da citare almeno quello di Roy Thomas intitolato Red Nails in the Sunset, sulle tre illustrazioni di H.D. Delay a corredo della prima apparizione del racconto di R.E. Howard su Weird Tales (Chiodi rossi al tramonto, entrato anche a far parte del contenuto del primo volume della collana Hachette "Chiodi rossi"), e un articolo a firma di Jim Steranko, sul suo progetto di una serie a fumetti con protagonista un barbaro in perfetto stile Howard di nome Talon.


Dopo esserselo visto rifiutare dalla Marvel dell'era pre-Conan, Steranko ha più volte annunciato nel tempo come imminente la sua auto-produzione della serie, senza però che l'annuncio si sia mai concretizzato in nulla più di una serie di immagini disperse tra varie fanzine e un poster. Il suo articolo su Savage Tales diventa così solo una tappa tra le altre della suddetta serie di annunci.

E sempre a proposito di annunci, vale la pena citare, tra i contenuti dell'albo, anche la pin-up spalmata su due pagine incentrata su Red Sonja e disegnata da Esteban Maroto. Il personaggio, una creazione originale di R.E. Howard indipendente dal mondo di Conan e ampiamente riveduta da Roy Thomas, aveva incontrato il favore dei lettori fin dalla sua prima apparizione, nelle storie a fumetti dell'eroe cimmero The Shadow of the Vulture e The Song of Red Sonja (pubblicate rispettivamente su Conan the Barbarian #23 e #24).


La pin-up annuncia l'imminente apparizione di una serie a fumetti intitolata alla guerriera rossa. Una promessa in questo caso mantenuta, ma con un riscontro di pubblico di gran lunga inferiore alle aspettative. A ennesima conferma che quello di Conan è un caso più unico che raro di resistenza nella storia della sword & sorcery a fumetti.

Ma veniamo adesso, dopo questi breve serie di highlights, alla consueta rassegna di ritagli, secondo lo stile che ho collaudato nei due precedenti post della serie. Trattandosi sempre di Red Nails, l'ordine di successione delle immagini è lo stesso della volta scorsa:
  1. Savage Tales #3 (Marvel 1973, prima apparizione in assoluto della storia)
  2. Marvel Treasury Edition #4 (Marvel 1975, sua prima ristampa a colori)
  3. The Conan Chronicles Volume 4 (Dark Horse 2004, ristampa da Savage Tales con ricolorazione digitale di Richard Isanove)
  4. The Savage Sword of Conan Volume 1 (Dark Horse 2007, ristampa da Savage Tales). Ricordo che l'italiana The Savage Sword of Conan Collection delle edizioni Hachette riprende questa versione.

Il primo campione di vignette proviene stavolta dalla pagina 34 di Red Nails (Savage Tales #3, pg. 17) e vede il confronto, nei meandri della città perduta di Tecuhltli, tra Valeria della Confraternita Rossa e la principessa Tashela, in questa particolare occasione in posizione nettamente subordinata.






La prossima strisciata proviene invece dalla pagina 48 (Savage Tales #3, pg. 61). Anche Conan si trova a vagare nei meandri di Tecuhltli, e proprio alla ricerca di Valeria. E, di nuovo, non ci resta che ringraziare il re dei coloristi Richard Isanove, che rispetto al suo predecessore ha un dubbio legittimo: ma non sarà che gli elementi architettonici di una città di giada siano per caso color giada?






Ed eccoci arrivati al gran finale di questa puntata, con uno spettacolare estratto da pagina 53  (Savage Tales #3, pg. 66). La situazione, rispetto a pagina 34, si è rovesciata, e ora è Valeria a vedersela brutta con Tashela. Ma l'imprevisto è in agguato, sotto forma di un antico abitatore della città già confinato nelle ombre del mito...






E con questo anche per oggi è tutto. Do appuntamento, per chi vuole, al prossimo post, con il quarto numero di Savage Tales.


* * *


L'immagine di apertura del post è: Geof Isherwood (After Barry Windsor-Smith), Valeria (particolare, data non pervenuta).

Commenti

  1. In questo caso direi che preferisco la prima versione in b\n.

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    1. Io in questo caso specifico metto a pari merito la versione originale in b/n e quella con i colori digitali :-)

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  2. Molto belli come sempre. A me piace molto anche la versione più moderna, con quella colorazione molto "cartone animato". Poi va da se che il b/n mette in mostra nel modo più completo il talento del disegnatore.

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    1. Qui, una volta tanto, la colorazione digitale non appiattisce, ma al contrario crea volume. Il che dimostra che in sé ha un buon potenziale ma va saputo usare.

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  3. Sarà che sono "antico" io,ma i colori old style sono diecimila volte più apprezzabili, per me, della fredda ricolorazione.
    Oh, le splash-pages doppie non hanno davvero nulla da invidiare a quelle di Miura :)

    Moz-

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    1. Pensa che invece a me in questo caso la ricolorazione dà un'impressione tutt'altro che fredda.
      E Miura credo di intuire chi sia, anche senza mettermi a fare ricerche nel web ;-D

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