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The Studio - Quarto intermezzo: Le peripezie (editoriali) di Conan il barbaro /2




Il secondo numero di Savage Tales, dell'ottobre 1973, è una vera prelibatezza, ghiottissimo non solo per i fan dell'opera di Roy Thomas e Barry Smith, ma più in generale per tutti i fan di Robert E. Howard e del celebre barbaro da lui creato. Non solo, infatti, contiene la prima delle tre parti di Red Nails, da molti considerata la miglior storia a fumetti di Conan mai realizzata, ma presenta, tra le altre cose, due importanti articoli. Il primo è una versione, abbreviata da Roy Thomas di un articolo dal titolo Robert E. Howard, Lone Star Fictioneer, destinato a uscire nel 1976 in un volume a tiratura limitata (2600 copie) intitolato The Last Celt * e qui offerto in anteprima. Il secondo, A Probable Outline of Conan's Career, è, come dice il titolo, un tentativo di disporre le opere di Howard dedicate al Cimmero secondo un ordine cronologico suggerito dalla biografia immaginaria dell'eroe e non da loro anno di scrittura o pubblicazione.




In più, vi si trova ristampata, con una qualità leggermente migliore, la storia The Skull of Silence, con protagonista Kull, altro personaggio di Howard, scritta da Roy Thomas e disegnata da Berni Wrightson e apparsa in origine su Creatures On The Loose #10. Si tratta, casomai ve lo foste dimenticato, proprio della storia che determinò la rottura tra Wrightson e la Marvel, così come ho raccontato nel terzo dei post di The Studio dedicati alla vita e alla carriera del Maestro del Macabro.
Dulcis in fundo, l'albo ospita anche la poesia di R.E. Howard Cimmeria nella versione illustrata (e lievemente alterata nel testo) da Barry Smith, di cui sono invece occupato nel quarto dei post di The Studio dedicati all'artista anglo-americano.


Da Savage Tales #2, pg. 67, un Berni Wrightson ancora all'inizio
della sua carriera professionale ma già inconfondibile nello stile.


Detto ciò, procederò da ora in poi secondo lo stesso schema che vi ho offerto nel post precedente, cioè mostrando il percorso editoriale della prima parte di Red Nails in tre campioni e quattro tappe ciascuno, che dal secondo numero di Savage Tales (1973) portano fino al volume Dark Horse (2007).

Il primo campione, la parte centrale della pagina quattro di Red Nails, è un buon esempio della scelta di Barry Smith di abbandonare per l'occasione l'utilizzo di retini o mezzetinte (abituali nei magazine in bianco e nero) a favore del puro disegno. Qui, come in tutte le prime pagine della storia, la foresta in cui si muovono Conan e Valeria è tratteggiata dall'artista, oltre che con una ormai acquisita maestria grafica, con una cura del dettaglio quasi maniacale, foglia per foglia e stelo d'erba per stelo d'erba.


E va detto che, stavolta, a differenza di quel che era successo con The Frost Giant's Daughter, non vi sono differenze rilevanti tra la qualità di stampa della versione di Savage Tales e quella dell'edizione in bianco e nero Dark Horse/Hachette. Se di incidente si deve parlare, questo va riscontrato piuttosto nella prima delle tre versioni a colori della storia prodotte nel corso degli anni, quella apparsa nel 1975 su Marvel Treasury Edition #4. In questo caso, per ovviare al problema della differenza di formato, i curatori hanno pensato bene di accorciare in basso una delle tre strisce di vignette di cui si compone ogni pagina dell'albo. Potrete verificarlo mettendo a confronto il ritaglio subito sotto con le sue altre tre versioni presenti qui.


E' quindi cosa buona e giusta che i tipi della Dark Horse siano ricorsi direttamente a Savage Tales per la versione ricolorata in digitale della storia presentata nel volume quattro di The Chronicles Of Conan (2004). Così come bene hanno fatto, consapevoli che Red Nails è una storia a fumetti speciale e merita perciò un trattamento di riguardo, ad affidare la colorazione al bravissimo Richard Isanove (Wolverine: OriginNeil Gaiman's Marvel 1602Stephen King's The Dark Tower: The Gunslinger Born), che ha fatto un lavoro davvero magnifico.


Ed eccoci arrivati all'"oggi". Il sottostante ritaglio proviene infatti dall'edizione americana Dark Horse, ma così come per The Frost Giant's Daughter, anche nel caso di Red Nails non vi sono differenze percettibili con l'edizione italiana Hachette da poco uscita nelle nostre edicole.



Per quel che riguarda invece il secondo campione, ho scelto di presentare una scena in notturna e con un'ambientazione completamente diversa dalla precedente, proveniente dalla pagina 11 della storia. Conan e Valeria hanno qui raggiunto il deserto antistante la città nascosta di Xuchotil. Per il resto, non sto a ripetere le considerazioni tecniche già espresse sopra, che valgono anche per questo ritaglio così come per il prossimo e ultimo di Red Nails.






Siamo ora alla sedicesima pagina della storia. Conan e Valeria sono ormai entrati a Xuchotil, città di giada contesa tra due fazioni rivali che abitano le sue estremità opposte e sono decise a sterminarsi a vicenda. Il mercenario e la piratessa si mettono al servizio della fazione governata da Olmec e Tascela, che aggiungono un chiodo rosso a una colonna per ogni nemico ucciso...






Manca ancora, prima di concludere, solo di accennare a Cimmeria, la poesia di Howard adattata da Barry Smith. Va detto, a questo proposito, che la Dark Horse ha scelto di non comprenderla nelle pagine del suo poderoso primo volume di The Savage Sword Of Conan. L'unico riferimento di confronto possibile è quindi quello tra Savage Tales e l'edizione Hachette, e quest'ultima ne esce a mio avviso sonoramente sconfitta. Ma potrete giudicarlo voi stessi, mettendo a confronto questi due miei ritagli scansionati dal magazine Marvel con la copia in vostro possesso di "Chiodi Rossi".




* * *


* Glenn Lord, The Last Celt: A Bio–Bibliography of Robert Ervin Howard. Donald M. Grant, Publisher, Inc., 1976

L'immagine di apertura del post è di Barry Windsor-Smith (1982).

Commenti

  1. La magia di Barry Windsor-Smith risplende in tutte le versioni.

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    1. Concordo Nick. Un talento unico, proprio come i suoi compagni di avventura... Jones, Wrightson e Kaluta.

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    1. Un grande che per fortuna accompagnerà ancora molto a lungo il cammino di questo blog, Raffaele ;-)

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  3. La versione a colori di Ivanove è magistrale.
    Per quanto riguarda pagina 11, trovo molto raffinata la terza referenza, a colori.
    Rispetto pagina 16 sono combattuta: per me le più trascinanti sono la prima in b/n e la terza a colori, anche se il taglio più ravvicinato della seconda rende quest'ultima più immersiva.

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    1. E pensa , Clementina, che "il taglio più ravvicinato" della seconda versione di pagina 16 non è altro che il risultato della differenza di formato dell'albo e del conseguente taglio, da parte dei curatori, delle vignette, necessario per farle entrare nella pagina ;-D

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  4. Continuo a pensare che la ricolorazione moderna faccia perdere del tutto la magia di Conan.
    In ogni caso, tutte storie che ho apprezzato, e Cimmeria è un gioiellino^^

    Moz-

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    1. Ahahah, sei un acerrimo nemico del digitale, Miki ;-D Pure io spesso non lo apprezzo, ma trovo che in questo caso Isanove abbia svolto un lavoro degno della sua fama di colorista.

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  5. Davvero stupende queste tavole e grazie per un'analisi comparata così esaustiva. Le tavole in bianco e nero sono le mie preferite, essendo un avido lettore dei fumetti italiano, in particolare Bonelli (il colore era utilizzato solo per "festeggiare" un anniversario) . Le tavole a colori sono altrettanto belle, ma sono combattuto. Il lavoro di Isanove lo trovo più moderno, più vicino ai tempi attuali quindi anche con maggiore potenziale di vendita (devono vendere perché la nostra passione possa essere sfamata); le tavole del 1975 però restituiscono meglio le origini, una tipicità della colorazione che ricorda quando da bimbo m'imbattevo in quei pochi albi a colori, di cui conservo un Tarzan e un Turok.

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    1. Questo secondo me è uno di quei casi in cui ognuna delle tre versioni (le due in b/n sono praticamente identiche) ha qualcosa da dire. I colori antichi, "sbiaditi", hanno un loro indubbio fascino, ma come sottolinei tu questo lo percepiamo soprattutto noi che ci siamo cresciuti insieme (sebbene nelle edizioni italiane della Corno i colori fossero molto più accesi). Mentre i nuovi lettori hanno bisogno di una colorazione più vicina a quella dei videogiochi o del nuovo cinema di animazione che hanno formato, nel bene e nel male, il loro gusto estetico. E, certamente, la versione in bianco e nero, rimane imprescindibile.
      Grazie a te per avere apprezzato, Red. A presto!

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    2. Esatto Ivano! I colori più accesi erano tipici di molti albi a colori, mentre gli attuali sono più vicini al gusto estetico che descrivi. Ecco scoperto l'arcano del mio "contrasto" interno: mi nutro di fumetti e videogiochi da quarant'anni. Il vecchio e il nuovo convivono. Bella questa cosa che mi hai fatto notare.

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    3. Bueno! Mi fa molto piacere sapere che ti ho involontariamente offerto uno spunto di riflessione. Magari ne esce pure un post ;-)

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  6. C'è comunque da ammirare e basta. Poi, capisco che in base ai gusti individuali un certo tipo di colorazione può sembrare troppo spenta o troppo accesa, comunque hanno cercato di rendere al meglio i disegni impeccabili di Barry Smith.

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    1. Hai detto l'ultima parola, Ariano. Ognuno con le sfumature sue proprie, ma qui c'è solo da ammirare :-)

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  7. Molti anni fa avevo letto un po' di Conan, mentre Kull non mi è mai capitato. Mi viene anche in mente che da questo secondo personaggio hanno tratto anche dei film, che però non hanno avuto la stessa fortuna di quello con Schwarzenegger.

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    1. La stessa cosa, sai, vale per i fumetti. Anche Kull ha avuto la sua possibilità, sempre a opera della Marvel, con una collana tutta sua. Ma a differenza di quella di Conan, è sopravvissuta solo pochi numeri. Evidentemente si tratta di un personaggio con caratteristiche che non incontrano il gusto di spettatori e lettori.

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