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The Studio - Section One: Barry Smith /1



Quando, nel luglio 1974, mi diressi alla consueta edicola sotto casa e vi acquistai il numero 33 della collana Gli albi dei supereroi, il nono della serie a ospitare le avventure di Conan il barbaro, non sapevo ancora che da quel momento in avanti il mio modo di guardare al fumetto sarebbe mutato per sempre. La storia di apertura, La notte dei giganti, era ancora una di quelle tratte dai racconti di Robert Ervin Howard, il creatore di Conan, e al suo timone vi erano Roy Thomas ai testi e Barry Smith ai disegni. Proprio i disegni rappresentavano ai miei occhi una svolta, diversi com'erano da tutti gli altri che conoscevo, compreso quelli realizzati in precedenza dallo stesso Smith. Era chiaro che erano soggetti a un'evoluzione in corso che li stava portando verso uno stile "alto". E questa diversità la notavo nonostante - o forse perché - già da un po' di tempo ero un estimatore delle opere dei maestri del fumetto, comprese quelle dei tre nomi - Alex Raymond, Hal Foster, Burne Hogarth - che componevano, agli occhi degli appassionati dell'epoca, la triade suprema tra i disegnatori di stampo realista.
Sarebbero tuttavia trascorsi anni prima che io riuscissi a decifrarne il mistero - anni durante i quali si sarebbero aggiunti altri nomi per me all'epoca ancora ignoti, e tra questi i nomi dei tre artisti che abbinerò alle tre sezioni che si aggiungeranno a questa prima, per costituire l'insieme dell'esperienza collettiva denominata The Studio. Li scopriremo insieme uno alla volta, nel corso di questa serie di post, se vorrete accompagnarmi in questo nuovo viaggio nei regni della fantasia.

Ma intanto per cominciare risponderò a un'altra domanda, un po' più facile: cos'erano Gli Albi dei supereroi, detti anche A.S.E?
Risposta: erano una collana di albi a fumetti pubblicata dalla Editoriale Corno, la casa editrice torinese che negli anni '70 deteneva i diritti dei fumetti del Marvel Comics Group di Stan Lee, un personaggio che non dovrebbe avere bisogno di presentazioni tanto è famoso. Dico solo, per scrupolo, che è il creatore di personaggi celeberrimi come Spiderman o i Fantastici Quattro.

Gli albi dei supereroi erano però una serie speciale rispetto alle classiche collane di supereroi della Corno: al suo interno venivano proposte, in modalità random, otto diverse testate della Marvel: I difensori, Warlock, Dracula, Ka-zar, Licantropus, Luke, Red Wolf e, naturalmente, Conan.
Questa varietà di personaggi - che spaziava dall'horror di Dracula e Licantropus ai supereroi alternativi Warlock e Luke - avrebbe potuto essere il punto di forza della collana, ma si rivelò invece, alla lunga, il suo tallone di Achille. Certi personaggi vendevano di più, altri di meno, e prima cessò di essere pubblicata con il numero 49, poi rinacque in parte, come dalle proprie ceneri, nella forma di altre tre collane intestate ai personaggi della serie che avevano incontrato il maggior gradimento del pubblico: Hulk e i difensori, Conan e Ka-zar, Dracula.

Ma la fine degli A.S.E coincise anche con la fine degli albi di Conan the Barbarian disegnati da Barry Smith. Al suo posto era subentrato già da un po', in America, un disegnatore famoso ma dallo stile molto ma molto meno interessante, un veterano del genere supereroistico di nome John Buscema.
Ma cosa accadde veramente? Perché Barry Smith prese la decisione improvvisa di smettere di occuparsi delle storie di un personaggio di così grande successo come Conan il barbaro, rinunciando proprio a ciò che per anni aveva sognato di ottenere? 



Barry Smith (più noto in seguito con il nome di Barry Windsor-Smith) era nato nel 1949, nell’East End londinese. Negli anni '60 era uno studente d'arte, dall'animo romantico, i capelli lunghi, e le idee già molto chiare sul suo futuro: voleva disegnare i supereroi della Marvel. Così, nell'estate del 1968, appena conclusa la scuola, prese un volo per gli Stati Uniti, senza sapere quel che c'era ad attenderlo dall'altra parte dell'oceano. Come scoprì presto, gli americani non riuscivano a decifrare il suo accento cockney e si trovò costretto a comunicare con foglietti di carta. Inoltre, la prima notte che trascorse in uno squallido albergo in Downtown, fu rapinato dei soldi (e, come se non bastasse, il giorno dopo fu assassinato l'addetto alla reception). Sul momento, tutto quello che avrebbe voluto fare era tornare all'aeroporto e prendere un volo per Londra, ma era senza soldi e una parte di lui voleva comunque resistere e rimanere. Alla fine riuscì a trattenersi negli States per cinque lunghi mesi, pur se con un visto della validità di due settimane.

Se non altro riuscì molto presto a convincere chi nel Marvel Comics Group sedeva nella sala dei bottoni a dargli una possibilità e la storia, o la leggenda, prosegue a questo punto con il racconto del diciannovenne Barry Smith che disegna i suoi primi fumetti professionali seduto sulla panchina di un parco. Il suo stile iniziale, poco definito, non era ancora in grado di suscitare entusiasmi, né tra il pubblico dei lettori né tra gli addetti ai lavori, ma si rivelò comunque abbastanza buono da garantirgli un posto fisso da disegnatore nei ranghi della Marvel.
E ciononostante continuava a vivere da clandestino e a fare la fame. Si faceva bastare due giorni una confezione di Twinkie cakes, e il secondo giorno il dolce era già un po’ andato, mentre per dissetarsi beveva acqua dove gli capitava di trovarne. Il Dipartimento dell’immigrazione gli stava frattanto alle costole e continuava a inviargli moduli, tramite conoscenze, con richieste di spiegazioni sulla sua attività negli Stati Uniti. Alla fine fu costretto ad ammettere di stare lavorando senza un permesso e nel dicembre dello stesso anno fu rispedito a casa con un foglio di via. Ma aveva ancora il suo lavoro alla Marvel e da quel momento, a Londra, gli fu anche possibile incassare gli assegni che gli pervenivano da oltreoceano.


Sembra proprio la bella storia di un giovane intraprendente che, grazie al suo coraggio e alla sua tenacia, riesce a concretizzare i suoi sogni; ma come recita un noto aforisma che certo conoscerete, la tragedia assume due forme nella vita: la prima è non ottenere quel che si vuole, la seconda è ottenerlo...

1- Continua


* * *

L'immagine in alto sotto il titolo è: Barry Windsor-Smith, Young Knight in the Garden of A Sphinx (1976-78, detail)

Commenti

  1. Bello, bellissimo articolo, li ho tutti ma oramai solo in formato digitale. Devo dire che riesci a rendere avvincente ciò che per molti sarebbe solo una narrazione biografica. Per me non è una novità, sono un tuo estimatore e lo sai.

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    1. Grazie mille per le belle parole, Massimiliano :)
      Ma sul serio hai tutti Gli albi dei supereroi in formato digitale? Io ho solo i numeri dal 31 al 40. Non è che...?

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    2. Certo che sì Ivano, guarda le mail...

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  2. Il finale non promette nulla di bello :P
    Non ricordo assolutamente gli albi che hai citato, nonostante ne circolassero per via di cugini più grandi.
    E dunque, mi metto comoda e attendo di conoscere la sorte di Barry...

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    1. Anch'io li passavo a mia cugina, che aveva tre anni meno di me. Naturalmente poi doveva restituirmeli intatti, altrimenti...
      E sorte di Barry sia ^_^

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  3. Interessante storia specie se la si paragona ai tanti che oggi pensano che solo perché gli piace fare un mestiere, normalmente dietro una bella e ampia scrivania dotata di segretaria, pensano di essere già arrivatim e che tutto gli sia dovuto. Erano gli anni del lavoro manuale, quando non bastava stare al tavolo a inviare mail, ma dovevi andare a 'metterci la faccia', letteralmente. Bella storia raccontata al meglio! Aspetto la seconda parte.

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    1. Grazie dell'apprezzamento, Temistocle :-)
      Certo erano altri tempi, ma uno dei vantaggi del doverci mettere la faccia era il minor numero di gente disposto a farlo e quindi la ridotta concorrenza ;-)

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  4. Interessante, ci hai lasciato con la curiosità di sapere cosa gli succederà.
    Attendo la tua prossima puntata.

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    1. E certo, interrompo sul più bello, come nelle telenovelas ;-)
      Grazie Anna Maria :)

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  5. Ecco finalmente la rubrica che aspettavo.
    Bella, ottima retrospettiva e grande storia.
    Aspetto il seguito^^

    Moz-

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    1. Grazie Miki :))
      Mi ricordavo del tuo interesse per la serie e mi fa piacere sentire che non sei rimasto deluso. Il cammino è ancora lungo... dovrà ricomporsi, un tassello dopo l'altro, tutta l'immagine finale, e ancora non sarà finita ;-)

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  6. Ho un vago ricordo di personaggi come Conan e Ka-zar. Mi pareva roba molto di nicchia rispetto ai supereroi tradizionali e, da bambino, per era importante anche interagire con gli altri bambini che leggevano Marvel. Non scoppiò mai la scintilla. Peccato.

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    1. Il personaggio davvero di nicchia negli Albi dei supereroi era Warlock, disegnato dal grande Gil Kane, che non a caso ebbe vita breve... solo 15 numeri.
      Comunque sia non è l'universo Marvel il protagonista di questa serie di post, ma più in generale il fumetto americano degli anni settanta (e oltre).

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  7. Barry Windsor Smith lo ricordo principalmente grazie alle sua fugaci quanto bellissime matite sugli Incredibili X-Men, e l'altrettanto meravigliosa Graphic Novel Arma X.
    Proprio lo scorso anno ho recuperato due numeri degli X-Men dove c'erano i suoi disegni, e mi sono domandato come mai di punto in bianco avesse smesso di lavorare per la Marvel.
    Il tuo post casca proprio a fagiolo. :-)

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    1. Uhm, mi sa che stai precorrendo i tempi di almeno un decennio ;-)
      Le storie degli X-men e Weapon X segnano il ritorno di Barry Smith alla Marvel dopo una lunga assenza. Qui siamo ancora nella preistoria, a cavallo tra gli anni sessanta e i settanta.
      Comunque, affronterò tra non molto anche la parte della vicenda che ti interessa,visto che questa serie di post seguirà un percorso abbastanza zigzagante dal punto di vista temporale.

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  8. Da poco ho scoperto che un mio amico si è iscritto all'Accademia del fumetto e ci siamo scambiati qualche idea a riguardo, mi interessa soprattutto osservare i disegni di questi autori perché già da pochissime battute ho imparato qualche piccola regola da fumettista e adesso ho la possibilità di saperne e comprenderne ancora di più!

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    1. Bentornata Alessia! Ho visto che hai ricominciato a postare alla grande :))
      Questa serie di post potrà certo esserti utile. Affronterò molte diverse tematiche, alcune davvero stimolanti.

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  9. Interessante e avvincente, come sempre.

    Attendo il seguito, mentre mi appresto al recupero degli arretrati che ho trascurato ultimamente :P

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    1. Era da un bel po' che lasciavo maturare dentro di me questa serie di post, aspettando che tutto acquistasse chiarezza e coesione.
      Vorrei riuscire a pubblicarne un altro paio di parti prima della pausa invernale di due settimane. Non so se avrò davvero tempo di scriverle ma spero proprio di sì.
      A presto ^_^

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  10. Ogni tanto su Sky arte danno dei documentari molto interessanti sul fumetto! Eh ormai Conan e i vecchi albi li trovi mezzi distrutti alle bancarelle di libri da me a Torino... che peccato!
    Interessante post, attendo il seguito :)

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    1. Benvenuta sul blog Anna (è la prima volta che commenti, se non ricordo male. Ricordo male?) :))

      Non seguo nulla di televisivo, a parte un po' di (spesso cattiva) informazione politica e dintorni, e neanche immaginavo che esistessero documentari sul mondo del fumetto o arte sequenziale che dir si voglia. Bello a sapersi *__*

      E grazie mille per il tuo interesse. Il seguito arriva tra pochi giorni e spero di riuscire a pubblicare almeno un terzo post della serie prima della pausa festiva. Vediamo.

      Riguardo ai vecchi albi di Conan, credo che se ne trovino anche in buono o ottimo stato sui siti di e-commerce.

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    2. Grazie :D si è una delle prime volte che commento anche perchè di solito leggo e condivido (più che altro perchè il 90% delle volte scrivo un commento lunghissimo e non me lo pubblica dal tablet, e mi saltano i nervi).

      Televisione la seguo praticamente zero, ma ammetto che su sky arte fanno davvero dei bei documentari a volte :) magari li trovi anche su youtube o in streaming, devo controllare!

      Diciamo che ogni volta che vado a caccia di vecchi albi mi trovo sempre dei reperti archeologici che mi si sbriciolano tra le mani o perfetti ma pieni di scarabocchi. Ma adesso collaborando con una fumetteria quando non sono sommersa dai casini universitari riesco a recuperare anche dei bei volumetti... piccole fortune ^_^
      Attendo volentieri le parti successive!

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    3. La fumetteria è quella che ho visto citata alcune volte nei tuoi post, immagino. A Milano, giusto?

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  11. Risposte
    1. Già, è vero che c'era di mezzo anche il buon Marco Lazzara!

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  12. Eccomi, ho ripreso il primo post della serie altrimenti non riesco a orientarmi. Qualche spunto di osservazione:
    - "...i personaggi della serie che avevano incontrato il maggior gradimento del pubblico: Hulk e i difensori, Conan e Ka-zar, Dracula": sembra quasi che ci sia una selezione della specie anche tra i personaggi dei fumetti, al di là delle pure classifiche di vendita.
    - Barry che si trova costretto a comunicare con foglietti di carta mi ricorda il personaggio della giovane sordomuta Marianna Ucrìa nel romanzo di Dacia Maraini!

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    1. Tentativo di ricostruzione della risposta scomparsa:

      Averti anche come lettrice di questa serie di post è una piacevole sorpresa. Grazie e benevenuta ^__^

      Credo che ci sia una stretta correlazione tra il gradimento dei lettori e le classifiche di vendita. I personaggi che piacevano di meno vendevano anche di meno, altrimenti la serie avrebbe continuato tranquillamente come prima invece che interrompersi con il numero 49.
      Tra l'altro i miei gusti coincidevano solo in parte con quelli della maggioranza dei lettori che hanno bocciato due dei miei personaggi preferiti, "Warlock" e Licantropus", e promosso una serie come "I difensori" che a me diceva ben poco.

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    2. Prego! Così almeno esploro nuovi argomenti e cerco anche di tener salda la mia terza posizione in classifica. ;-) In effetti le case editrici si devono piegare alle leggi del mercato, altrimenti chiuderebbero i battenti anche prima del previsto. Però poi è bello riscoprire noi queste chicche.

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