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Un incipit memorabile























Questo post è legato in qualche modo all'iniziativa sugli incipit in corso questa settimana sul blog di Michele Scarparo Scrivere per caso, perché anche se è vero, come ho scritto di recente in un paio di occasioni, che non ho mai letto un incipit prima di acquistare un libro, questo non mi ha impedito di chiedermi in questi giorni se ne esistano alcuni che mi abbiano colpito al punto da essersi impressi in modo spontaneo nella mia memoria. In modo spontaneo significa indipendentemente dall'averli sentiti citati a destra e a manca (come accade, per esempio, con libri come Iliade, Promessi sposi, Divina Commedia, Pinocchio, Orlando furioso, ...).
Bene, devo dire che alla fine del mio scrutinio mentale ho trovato un solo incipit che sia divenuto davvero memorabile per me: l'inizio di Una stagione all'inferno di Arthur Rimbaud.
Ve lo propongo quindi nella duplice veste della sua lingua originale e di una traduzione italiana quasi letterale:
Jadis, si je me souviens bien, ma vie était un festin où s'ouvraient tous les coeurs, où tous les vins coulaient. Un soir, j'ai assis la Beauté sur mes genoux. - Et je l'ai trouvée amère. - Et je l'ai injuriée. Je me suis armé contre la justice. Je me suis enfui. O sorcières, ô misère, ô haine, c'est à vous que mon trésor a été confié !
Un tempo, se ben ricordo, la mia vita era un festino in cui si aprivano tutti i cuori, in cui scorrevano tutti i vini. Una sera, ho preso la bellezza sulle ginocchia. – E l’ho trovata amara. – E l’ho ingiuriata. Mi sono armato contro la giustizia. Sono fuggito. O streghe, o miseria, o odio, è a voi che è stato affidato il mio tesoro!

E adesso, se vi va di dire la vostra, avete anche voi un incipit che vi è rimasto particolarmente impresso e considerate più memorabile degli altri? Naturalmente, possono essere anche più di uno...

* * *

L'immagine in alto è un particolare di Season in Hell (Portrait of Arthur Rimbaud) di Leilani Bustamante

Commenti

  1. Per me è piuttosto difficile! Prima di tutto perché non ricordo con facilità le citazioni, figurarsi gli incipit :P Spesso ho un'impressione, un'idea di un passaggio particolarmente significativo per me, di solito annotato o sottolineato.
    Pensandoci un bel po' su, ho trovato! *__*
    Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
    Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
    Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.


    Ovviamente, non rivelo da quale libro sia tratto, per il momento almeno! Qualcuno lo conosce? ^__^ E no Google eh! :P

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    1. Niente Google ^__^
      Mi sembra di averlo già letto questo incipit, Glò, ma non in un libro. Più probabile in una recensione su un blog.
      Anch'io sono solito annotare parti di libro, ma in genere sono collocate più avanti nella storia.

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    2. Impossibile che tu abbia letto il libro! Cioè, lo escludo XD
      Comunque... trattasi di Kitchen di Banana Yoshimoto! :D Libro che adoro nella sua essenzialità e semplicità e che è molto di più di quello che sembra ad una lettura superficialotta ;)

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    3. Allora ti confermo che ho letto una recensione di questo libro, non so se da voi o in qualche altro blog.
      In ogni caso io di Banana ho tra gli scaffali della mia libreria, tra i famosi libri in attesa, "Il corpo sa tutto" ^^

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    4. Vero!!! Lo avevo inserito da me, in un post sulla scrittrice :O
      Non ricordavo! XD
      E Il corpo sa tutto, raccolta di racconti, è forse l'ultimo titolo che ho letto di Banana!

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  2. L'incipit di Glò è sicuramente il libro che vorrebbe scrivere data la sua passione per gli articoli per la pulizia della casa! Ahah! :°D
    A parte gli scherzi non ne ho idea, ma ti propongo il mio; tieni però conto che non ho il libro con me, quindi ho fatto una breve ricerca basandomi sulla volontà di individuare un incipit inerente ad un libro per me significativo di per sé, Palomar di Italo Calvino:

    «Il mare è appena increspato e piccole onde battono sulla riva sabbiosa. Il signor Palomar è in piedi sulla riva e guarda un’onda. Non che egli sia assorto nella contemplazione delle onde. Non è assorto, perché sa bene quello che fa: vuole guardare un’onda e la guarda. Non sta contemplando, perché per la contemplazione ci vuole un temperamento adatto, uno stato d’animo adatto e un concorso di circostanze esterne adatto: e per quanto il signor Palomar non abbia nulla contro la contemplazione in linea di principio, tuttavia nessuna di quelle tre condizioni si verifica per lui. Infine non sono “le onde” che lui intende guardare, ma un’onda singola e basta: volendo evitare le sensazioni vaghe, egli si prefigge per ogni suo atto un oggetto limitato e preciso.»

    Riguardo al concorso io avevo votato il 15, 20 e 21! :D

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    1. Ammazza che brano cervellotico hai scelto, Alessia... il solo incipit si frappone già come una barriera invalicabile fra me e il libro :O
      Quello di Glò corrisponde di più ai miei gusti, anche se non amo cucinare e la mia è una cucina di sopravvivenza ^^

      Io ho votato 2, 18 e 19. Vado a vedere quali sono il 15, il 20 e il 21 ;)

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    2. Ahah! In realtà io l'ho interpretato in un modo particolare questo testo; è una pippa mentale indubbiamente ma profondamente invita a guardare le piccole cose nella loro essenza: Palomar è un osservatore, fondamentalmente! :)

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    3. Intrigante il Palomar, indubbiamente testo profondissimo!
      Ragazzi... vi ho propinato, come rivelato sopra, la Yoshimoto ^^
      E la cucina giapponese è una vera arte, un'espressione culturale! *__* Nei suoi romanzi, l'autrice accenna spesso a piatti particolari.
      A me piace cucinare!!! ^_^ E anche ripulire :P Ahahahahah! XD

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    4. E' che questo incipit (il Palomar) mi sembra scritto tutto dalla testa tagliando fuori il resto... almeno è questa la percezione che ottengo io leggendolo.

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  3. Sinceramente non ho incipit preferiti, anzi ne ho fin troppi per poterne citare uno solo....

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    1. Per me invece questo è davvero l'unico, Nick. Ho presente ovviamente delle parti di molti altri libri ma nessun altro incipit :O

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  4. Incipit... ricordarne uno!!!! Ma di memoria no e ho più!
    Però, ad essere sincera, mi capita di leggerlo ma non è l'unica cosa che leggiucchio prima di comprare un autore nuovo. Vado a casaccio. Apro una pagina e ne leggo qualche riga.
    Non mi baso sull'incipit per l'acquisto, nè sul titolo nè sulla copertina. Curioso tra le pagine e poi mi lascio guidare dal'istinto.

    ps per il concorssino avevo votate 3/14/15 se non sbaglio :))))

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    1. Il 15 anche tu? Anche Alessia e Anna Maria (che pensava l'avessi scritto io!) lo hanno scelto. Corro a vedere qual è *__*

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    2. Io ho votato: 8, 11, 13
      E cavolo... -_- Solo adesso ricordo che l'ho pure letto, l'incipit della Plath! :P
      Il brano 17 era la mia quarta scelta! :O

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    3. Onoratissimo di essere la quarta scelta di una mangialibri del tuo calibro, Glò *__*

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    4. Troppo gentile tu, e complimenti sinceri: gli incipit erano pressoché tutti notevoli, a mio parere. Il tuo è un ottimo risultato, quindi.

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    5. Sì, sono contento del mio risultato. Ma anche del successo riscontrato dalla mia amatissima Silvya Plath *__*

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  5. Rimbaud è arduo. Le sue immagini poetiche sono talmente oniriche o soggettive che talvolta è davvero difficile riuscire a coglierle in pieno. L'incipit che proponi è, tutto sommato, neppure troppo arduo per l'enfant terrible dei poeti maledetti. Anni fa comprai "Illuminazioni", lo lessi ma alla fine della lettura provai una sensazione di scacco perché mi sentivo come se avessi raccolto una misera goccia da un oceano.

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    1. "Illuminazioni" forse è il libro che ho letto più volte in assoluto. C'è stato un periodo in cui lo portavo sempre con me come una Bibbia.
      Non a caso ricorre in continuazione nel mio romanzo.
      Inoltre gran parte dei brani di musica che ho composto portano proprio titoli presi dalle Illuminazioni.

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  6. Il mio incipit preferito sta all'inizio del mio blog.
    Mi aveva colpito molto anche quello de "L'anno di morte di Riccardo Reis" di Saramago, ma non l'ho qui sotto mano e citando a braccio sbaglierei di certo.
    L'incipit di Rimbaud è meraviglioso.

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    1. Bellissimo il tuo incipit, l'avevo già letto sul tuo blog ma in questo momento mi sfuggiva e sono andato a rileggerlo.
      Della Le Guin oltre al saggio che mi sembra si intitoli "Il colore della notte" ho letto una sola opera di narrativa, "La soglia", e me ne sono subito innamorato. E' anche entrato a far parte della mia top ten letteraria del Novecento.

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    2. Adoro La mano sinistra delle tenebre *__*

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    3. Dopo "La soglia" non ho letto più niente di lei. Però ho in attesa in libreria qualcosa che ha a che fare con Earthsea.

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  7. Uno dei migliori incipit secondo me è questo: "Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e piú tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. "

    Indovinato?

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  8. ...e vogliamo parlare di questo? "Una mattina Gregorio Samsa, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato, nel suo letto, in un insetto mostruoso."

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    1. Il primo non lo conosco, anche se qualcosa nello stile mi fa sospettare un'origine sudamericana. Il secondo è, ovviamente, l'inizio della Metamorfosi, che ricordavo anch'io ma non proprio parola per parola come nel caso dell'incipit di Rimbaud.
      Sono contento assai di vederti attivo, TOM, perché il tuo ultimo post mi aveva un po' inquietato oltre che lasciato, alla lettera, senza parole. Lo prendo come un buon segno :)

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    2. Non volevo inquietare nessuno, credimi. Era solo un "avviso ai naviganti" per un probabile rallentamento futuro della mia presenza. Rallentamento che potrebbe anche non avvenire. Almeno spero.
      P.S.: il continente lo hai indovinato. ^_^

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    3. Uhm... in base a nostre precedenti conversazioni potrei anche spingermi più in là a questo punto e dire che è una scrittrice che ha a che fare con una certa protagonista della mia blog novel ^_^

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    4. Io so!!! *__* LCDS - I.A. :3

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    5. La scrittrice è proprio lei. La cara Glò qui sopra ha indovinato anche il resto...

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    6. Con Gloria non c'è storia... ha letto tutto il possibile e immaginabile!

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    7. Ivano, magari! XD

      Comunque... chiacchiero troppo, eh??? :P

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  9. Il mio incipit è troppo facile, mi vergogno quasi a copiaincollarlo!
    "Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito."
    Però Macondo per me è più di un villaggio sperduto e Cent'anni è più di un libro!

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    1. Non ho letto il libro, ma l'incipit è talmente famoso che l'ho riconosciuto senza problemi ;D

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    2. Solo io ho l'impressione che questo incipit sia dannatamente simile a quello della Allende riportato sopra?

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    3. Prima è venuto Marquez di sicuro. E nemmeno di poco.

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    4. Forse e per questo che ho sentito qualcosa di sudamericano nell'incipit della Allende. Perché mi ricordava quello di Marquez che conoscevo.

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  10. Ciao, Ivano, felice di essere appena entrata fra i "seguaci" del tuo blog. Mi offro a questo spunto sull'incipit regalandoti uno dei più belli in assoluto:
    Se io apparirò il personaggio della mia propria vita o se tale parte verrà tenuta da qualcun altro, queste pagine lo mostreranno. Per cominciare la mia vita coll'inizio della mia esistenza, ricordo di essere nato (come sono stato informato e come credo) di venerdì, alle dodici di notte. Fu rilevato che l'orologio cominciò a suonare e che io cominciai a gridare contemporaneamente.
    Charles Dickens, David Copperfield

    Mi è particolarmente caro perchè con questo meraviglioso romanzo, a 11 anni, nell'estate fra la quinta elementare e la prima media, diventai ufficialmente una lettrice.

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    1. Benvenuta Luz!
      Il primo amore non si scorda e immagino bene come questo incipit ti sia rimasto dentro, nell'anima in un certo senso.

      Io del libro che ha inaugurato la mia carriera di lettore, e al quale ho dedicato anche un post, ho solo vaghissimi ricordi, anche se sto meditando di rientrarne in possesso.

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    2. Mi segnali il link a questo tuo "primo amore"? Mi piacerebbe leggere l'articolo.

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    3. Ho citato il libro in questo post della serie "Progetto di autobiobibliografia":
      http://ivanolandi.blogspot.it/2014/09/la-mia-prima-biblioteca-parte-i.html

      Casomai fossi interessata agli altri post della serie, trovi tutti i link riuniti insieme nella pagina statica: Tutti i post divisi per serie.

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