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Solve e Coagula - Pagina 31





Capitolo 3 - parte 6


Luisa scoprì la sera stessa com’erano andate effettivamente le cose. Per cominciare, la ragazza a cui lei aveva prestato Dio di illusioni era impossibilitata a partecipare alla festa e aveva quindi affidato a un loro comune amico e compagno di studi nonché, per l’occasione, accompagnatore di Giulia, il compito di riportarle finalmente il libro. Nulla di strano in tutto ciò, almeno fino al momento in cui Giulia salì in macchina e notò il libro posato sul cruscotto, lasciandosi sfuggire un’esclamazione di sorpresa.
«E questo?» chiese «Che ci fa qui?».
«Non è mio e per la verità non l’ho nemmeno letto» le spiegò l’amico «devo solo riportarlo a una ragazza che sarà presente alla festa. Perché?».
«Perché è uno dei miei libri preferiti in assoluto» rispose Giulia, che poi aggiunse con voce eccitata «voglio che tu mi faccia conoscere questa ragazza, appena arriviamo».

Anche Luisa rimase inizialmente stupita dalla singolare coincidenza. Poi volle scoprire i motivi che avevano spinto Giulia a leggere il libro per vedere se erano analoghi ai suoi.
«Perché hai deciso di comprare proprio quel libro?» le chiese.
«In realtà, non l’ho comprato» rispose Giulia «ne sono entrata in possesso per puro caso».
«Che significa per puro caso? Se non lo hai comprato, immagino te l’avranno regalato…»
Giulia sorrise, divertita all’apparenza dal ricordo di quello che stava per raccontare.
«È stato in occasione di un’altra festa» spiegò «a tutti gli invitati era stato richiesto di portare un oggetto del quale erano disposti a liberarsi sebbene continuasse a conservare per loro un certo interesse. Questi oggetti poi, tutti avvolti con carta regalo o con qualcos’altro che li rendesse non identificabili, furono sistemati in un angolo della stanza e, a un certo punto della serata, ciascuno dei partecipanti alla festa ne pescò uno a caso diverso dal proprio. Si trattava, allo stesso tempo, di un gioco di scambio e di una vera e propria sfida a se stessi».
«Capisco benissimo» commentò Luisa «e tu, naturalmente, hai pescato il libro di Donna Tartt».
«Proprio così. E non si può neanche dire che io sia una grande lettrice, però questo libro mi ha appassionata. Per questo, quando l’ho visto mi sono incuriosita e ho voluto conoscerti».
Luisa si aspettava ovviamente che anche Giulia, a quel punto, le chiedesse cosa aveva invece spinto lei a leggere proprio quel libro, ma, con sua sorpresa, cambiò argomento e si mise a parlare e a chiederle delle altre persone presenti alla festa. A quanto pareva, riteneva già soddisfatta così la sua curiosità. Non tornarono sull’argomento neanche nelle altre sporadiche conversazioni che ebbero nel resto della serata e forse fu proprio questo particolare, all’apparenza così minimo, a impedire che si formasse fin da subito una vera amicizia tra loro.

(Il dedalo delle storie, 6 ottobre 2013)

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Commenti

  1. In effetti se una persona parla esclusivamente di una sua esperienza e non chiede nulla all'altra, difficile che si instauri un rapporto fin da subito.

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    1. Quasi sempre è più difficile ascoltare che parlare...

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