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Very Pop Blog - I miei anni '90 /3: Cinema e Video




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Terza puntata della mia partecipazione al Very Pop Blog di Miki Moz e quarto Macroargomento: cinema e video. Come già avevo fatto per la musica, anche stavolta traccio dei confini, più che mai necessari perché, grazie anche alla complicità della mia iper-cinefila dolce metà dell'epoca, nel corso degli anni '90 ho visto svariate centinaia di film. Eppure, nonostante ciò, i dieci che elenco qui mi sono sembrati più che sufficienti, grazie, in questo caso, al criterio che ho seguito per la selezione: dieci film che ho visto in quel periodo e che mi sono piaciuti, ma anche e soprattutto che dopo di allora non ho mai più abbandonato. Si tratta, detto in soldoni, di quei film che, a differenza degli altri che ho visto in quel decennio, custodisco gelosamente e mi piace rivedere ogni tanto, in parte o per intero.
Noterete, probabilmente, l'assenza di molti dei "titoloni" a cui si fa normalmente riferimento quando si tira in ballo il cinema di quel particolare decennio. E non è che non li ho visti quei titoloni, li ho visti tutti o quasi, e alcuni sul momento mi sono anche piaciuti. E' solo che un certo tipo di linguaggio cinematografico in me non attecchisce, c'è poco da fare. Esiste, in compenso, una quantità di film degli anni '90 che amo e che non possono trovare posto in questa lista perché li ho visti solo in tempi successivi, tra il 2001 e oggi. In caso contrario non mi sarei probabilmente limitato a una Top Ten ma mi sarei spinto a realizzare almeno una Top Twenty-five.


4. Cinema e film

1991 - La bella scontrosa (La belle noiseuse) di Jacques Rivette, con Michel Piccoli, Emmanuelle Béart, Jane Birkin.



E' grazie a questo film, liberamente ispirato al racconto di Honoré de Blazac Il capolavoro sconosciuto, che ho incontrato per la prima volta sullo schermo, nonostante avesse già una carriera di tutto rispetto alle spalle, l'attrice francese Emmanuelle Béart. Molti dei film antecedenti da lei interpretati li ho recuperati in seguito, fino a Il viaggio di Capitan Fracassa, pellicola del 1990 di Ettore Scola che è un omaggio all'antico teatro itinerante e ha nel suo cast, tra gli altri, Massimo Troisi, Ornella Muti, Tosca D'Aquino e Ciccio Ingrassia.
Offuscato nel mio giudizio da tanta beltà concessaci così, a piene mani? C'est possible, ma mi azzardo comunque a dire che giudico La bella scontrosa un film ottimo sotto ogni punto di vista, coinvolgente a dispetto della (o forse grazie alla) lentezza del ritmo e del fatto che la trama verta quasi solo sul confronto tra un pittore e una modella, almeno all'inizio, riottosa. La pellicola può così anche giocare sul duplice senso del titolo, che è riferito sia all'atteggiamento della modella sia al titolo del dipinto che la ritrae.
La versione del film che possiedo io attualmente è quella da 228 minuti divisa in due dvd, ma negli anni '90 avevo visto sicuramente solo il re-edit da 130 minuti conosciuto anche come Divertimento. Attendo adesso l'uscita, annunciata dalla Happinet per il 2 novembre 2017, di quella che dovrebbe essere la versione definitiva dell'opera, in 4K, comprendente sia il film integrale da 238 minuti sia il re-edit da 130 minuti.

1993 - Tim Burton's Nightmare Before Christmas di Henry Selick



E' l'unico cartone animato che mi abbia davvero conquistato in età adulta. La storia, per chi non la conosce, è quella di un annoiato Skeleton Jack, re del paese di Halloween, che si mette alla ricerca di qualcosa di nuovo e approda nel paese del Natale, finendo anche per sostituirsi al suo legittimo Signore, Santa Claus. Il risultato è un Natale halloweenizzato con tutte le conseguenze del caso.
Ho già proposto in passato nel mio blog, all'interno della rubrica aperiodica Incantesimi cinemusicali, la canzone Sally's Song, tratta dalla bella colonna sonora di Danny Elfman.
Alla fine però il dubbio resta: è un film di Halloween buono anche per il Natale o un film di Natale buono anche per Halloween?

1995 - Peccato che sia femmina (Gazon Maudit) di Josiane Balasko, con Victoria Abril, Josiane Balasko, Alain Chabat.



Non mi è capitato spesso di divertirmi davvero al cinema negli anni '90, ma questa commediola francese, leggera ma anche brillante, ha rappresentato un'eccezione e per questo trova posto nella Top ten. Josiane Balasko, sia regista che interprete del film, si ritaglia un ruolo su misura e veste i panni di una lesbica che seduce una sensualissima Victoria Abril, moglie che si sente trascurata da un marito fedifrago. In più, per accontentare proprio tutti i gusti, nel finale c'è Miguel Bosé, nella parte di un giovane seduttore gay.
Una nota, infine, sul titolo: mentre la versione italiana parafrasa quello del noto film di Mario Monicelli Speriamo che sia femmina, l'originale Gazon Maudit è sinonimo volgare di pelo pubico.

1996 - Crash di David Cronenberg, con James Spader, Deborah Kara Unger, Holly Hunter, Elias Coteas, Rosanna Arquette.



David Cronenberg e Andrzej Zulawski, due dei miei registi preferiti, erano entrambi in piena attività nei '90. Del primo, il decennio ha visto uscire ben quattro titoli: Il pasto nudo, M. Butterfly, Crash e eXistenZ. Io ne vidi tre di quattro (mancai, suppongo perché all'epoca della sua uscita nelle sale ero in viaggio, M. Butterfly) apprezzandoli molto tutti e tre, perché all'epoca Cronenberg era ancora lui (niente Metodi Pericolosi all'orizzonte), ma Crash e il successivo Existenz un pelino di più de Il pasto nudo. A dirla tutta, in attesa di decidermi prima o poi a recuperare M. Butterfly, eXistenZ è il mio film di Cronenberg preferito, subito seguito da Crash.
Zulawski ha invece infiorettato un trittico nei '90 - La nota blu (1991), La sciamana (1996) e La fidélité (2000) - per i primi due terzi grandioso. La ragione per cui La nota blu e La sciamana, a differenza dei due film citati di Cronenberg, non figurano in questo elenco, è che sono film che ho recuperato solo in tempi più recenti, dopo che avevo perso per strada l'opera del regista polacco a metà del decennio precedente, all'epoca di Amour Braque - Amore Balordo.
Per tonare a Crash, il tempo che separò la sua premiazione a Cannes, ...per la capacità di osare ecc., dall'uscita nelle sale italiane fu pieno di anticipazioni che non facevano altro che far salire la febbre dell'attesa, qualcosa di non troppo lontano da quel che sarebbe successo tre anni dopo con Eyes Wide Shut. Senza dubbio mi fiondai al cinema nel primo weekend di programmazione, e le mie attese non furono deluse: un film bellissimo e a momenti quasi astratto, che segna il ritorno di Cronenberg alla poetica del corpo umano come luogo di esperimenti e mutazioni, solo che stavolta alla predittibilità (poi violata) della scienza si sostituisce l'aleatorietà dell'incidente d'auto. Ma vi rimando, per una recensione vera, al ciclo di post di Cassidy dedicato al suo/mio secondo canadese preferito (al primo posto, nel mio caso, c'è Leonard Cohen).

1997 - L'avvocato del diavolo (The Devil's Advocate) di Taylor Hackford, con Al Pacino, Keanu Reeves, Charlize Theron.



Questo film è emblematico, per certi versi, di quel certo tipo di calligrafia cinematografica che a me non piace (un Kubrick o un Polanski non lo avrebbero mai "raccontato" così!), ma ha dalla sua alcune sequenze memorabili, che possono solo fare la gioia di un amante del genere horror. E poi c'è Al Pacino, che si dimostra ancora una volta un mostro di bravura: un quinquennio prima, in Scent of Woman, sembrava cieco anche senza occhiali scuri; qui, gli basta assumere una faccia da schiaffi per diventare un Messer Dimonio tra i più credibili del grande schermo.
Questo film ha poi per me tutta una sua storia. Lo vidi, o piuttosto tentai di vederlo una prima volta durante una proiezione a bordo di un pullman, durante un tragitto da qualche parte all'estero. Ma dovetti scendere prima che il film fosse terminato. Approfittai perciò subito, al mio ritorno in Italia, di una proiezione che davano in un cinema di periferia di Firenze, ma in quel caso fu la pellicola a rompersi dopo appena una decina di minuti. Spettacolo annullato e biglietto rimborsato. Andò così a finire che acquistai il film in videocassetta e me lo vidi comodamente a casa, finalmente per intero.

1998 - Dark City di Alex Proyas, con Rufus Sewell, Jennifer Connelly, Kiefer Sutherland, William Hurt, Richard O'Brien.



Uno dei film in assoluto più ricorrenti nel mio blog, protagonista dell'Incantesimo cinemusicale Quando Jennifer cantò nella città oscura, citato nel meme Cinque battute cinematografiche che mi rappresentano, alla voce luogo cinematografico preferito (Shell Beach) in occasione del Liebster Award 2017, ecc. Un film che si fa ammirare per l'enorme fascino scenografico, certo, ma anche per un numero di buone idee bastante a far sorvolare su qualche caduta di stile qua e là. Ho inoltre sempre trovato naturale, fin dalla prima visione, interpretare il tutto come una grandiosa metafora: la città oscura come rappresentazione della ripetizione infinita del ciclo di vita e morte equivalente al sonno della coscienza, e l'approdo finale all'apparentemente irraggiungibile Shell Beach a indicare il Risveglio (con la maiuscola). In altre parole: non è solo un film, non è solo un film, non è solo un film...

1999 - La nona porta (The Ninth Gate) di Roman Polanski, con Johnny Depp, Frank Langella, Emmanuelle Seigner, Lena Olin.



Fino a poco tempo fa, prima di cominciare a imbattermi in pareri favorevoli su internet, credevo di essere stato l'unico sulla terra ad aver apprezzato questo film. All'epoca della sua uscita nelle sale mi capitava infatti di leggere solo critiche negative e di ascoltare giudizi altrettanto perentori da parte di chiunque l'avesse visto. Mentre io, pur essendo consapevole che questo non è uno dei film più riusciti di Polanski, lo trovo comunque uno dei suoi più affascinanti.
Come altre pellicole di questa lista, anche questa è tratta da un libro, Il Club Dumas di Arturo Pérez-Reverte. Confesso di non avere mai sentito la necessità di leggerlo, persuaso come sono che la storia non potrebbe affascinarmi allo stesso modo senza lo zampino di Polanski e l'ausilio delle immagini e delle musiche. E l'esperienza mi ha insegnato che è meglio seguire la voce dell'istinto in certi casi.

1999 - Existenz di David Cronenberg, con Jude Law, Jennifer Jason Leigh, Ian Holm.



Ho già scritto sopra che questo è il mio film di Cronenberg preferito e che esiste un intero ciclo di post cassidyani dedicati al suo/mio secondo canadese preferito. Il geniaccio venuto dal gelo (e si vede!) in questo suo film sulla realtà virtuale (ma non troppo) ci mostra che non proprio tutti i buchi extra nel corpo sono indesiderabili. E che il fascino, già notevole, della J.J.L., schizza alle stelle con i capelli pettinati a zigzag (a meno che questo secondo dettaglio non sia tutta farina del sacco del parrucchiere di scena).

1999 - Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, con Tom Cruise, Nicole Kidman, Todd Field.



Come per Crash di Cronenberg, anche in questo caso mi precipitai al cinema nel primo weekend di programmazione, al termine di mesi e mesi di attesa in cui erano circolate le voci più assurde. Tra queste, le più improbabili ma reiterate, dicevano che il film avrebbe mostrato il pene eretto di Tom Cruise e che la lolita di turno, Leelee Sobieski, sarebbe stata al centro di una delle scene più scabrose del film. Alla fine, invece, come c'era da aspettarsi, un film per famiglie o quasi.
Ma al di là degli aneddoti, se dovessi scegliere un film del decennio da portare con me sulla classica isola deserta, la lotta sarebbe con ogni probabilità tra questo e Dark City. In entrambi i casi, per la sensazione che mi trasmettono durante la visione, di vivere come un sogno nel sogno, un Doppio sogno.


1999 - Ultimo metrò di Andrea Prandstraller, con Debora Calì, Jarno Berardi, Tinto Brass.



Ciliegina sulla torta del decennio. Ecco, se a qualcuno venisse la folle idea di indire un concorso per decidere de "I migliori corti del cinema erotico", il mio voto andrebbe a questo film di apertura di Improper Liaisons, quarto e ultimo volume della serie di video Corti Circuiti Erotici prodotta da Tinto Brass con registi vari. Tra questi, Andrea Prandstraller, che dimostra di avere una mano felice alla regia in una prova minimalista per niente facile da affrontare senza sbavature, mentre Debora Calì, al suo ultimo ruolo da attrice, è semplicemente da brividi. Attenti però a procurarvi l'edizione integrale di 23 minuti, perché ne ho trovate in giro anche di ignobilmente tagliuzzate.

Commenti

  1. Applausi, a scena aperta! Ti ringrazio per la citazione ma soprattutto per questo bellissimo post, con Cronenberg con me sai che sfondi una porta aperta, ma hai citato alcuni film bellissimo come "Dark City" di cui non si parla mai abbastanza, "Nightmare before christmas", "La nona porta" ed "Eyes wide shut" li ho visti tutti al cinema alla loro uscita, tra gli altri qualcuno mi manca, rimedierò grazie ancora! Cheers

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    1. Grazie a te per gli applausi, Cassidy. Provenienti poi da un Mastro recensore fanno ancora più effetto ^__^
      Be', io di Dark City ne ho parlato, eccome, e credo di essermi anche guadagnato a questo punto la mia gita premio a Shell Beach con la Connelly... magari mettici anche tu una buona parola ;-)
      Fammi poi sapere, se vedi qualcuno dei film in elenco che ti mancano... anche se non ci credo che tra di essi figuri pure "L'avvocato del diavolo" :O

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  2. ma guarda che titoloni cult ci tira fuori il nostro Ivano :)
    Beh, anni '90 culturalissimi, per te. Ma anche divertenti.
    Crash, Dark City, e poi Nightmare Before Christmas (già: hanno unito furbescamente le due festività più amate, legandole... chiamali fessi :p).
    Kubrick vince, però.

    Moz-

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    1. Negli anni '90 ho davvero visto di tutto, Miki, anche film di registi molto lontani dal mio sentire come Spielberg o Cameron. Questi sono i dieci titoli che hanno messo radici in me... ecco la definizione giusta, che non mi è venuta in fase di stesura del post.
      Per me "Eyes Wide Shut" e "Dark City" al primissimo posto. Seguono, a un'incollatura, i due Cronenberg ;-)

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    2. Eheh, che dire, sei un buongustaio :)

      Moz-

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    3. Grazie Miki. Ma ti riferisci ai film o alle attrici? ;D

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  3. Nigthmare Before Christmas lo adoro! Ho trovato interessanti La nona porta e L'avvocato del diavolo, invece è di una noia mortale Eyes Wide Shut, secondo me uno dei film meno riusciti di Kubrick.
    Un abbraccio!

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    1. Come ho scritto sopra a Moz, per me "Eyes Wide Shut" e "Dark City" al primissimo posto. Seguono, a un'incollatura, i due Cronenberg ;-)
      Grazie Francesca. Un abbraccio altrettanto!

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  4. Io ho visto solo La nona porta. Apprezzato? Eccome! Intrigante e cupo come storia.
    Credo anche che Johnny Depp abbia contribuito notevolmente col suo fascino esotico e misterioso. Che abbia elevato il personaggio oltre le righe, dandogli un'aura di angelo del male.. sì, forse del male... o forse no... dipendeva dal momento.

    ps E non ho detto che mi piace Johnny eh... ahahahhaahha

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    1. Io con Johnny Depp ho un rapporto altalenante. A volte mi piace, altre volte proprio no.
      Però, dai Patricia, un film su dieci non si può... recupera, recupera ;-D

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  5. È vero, su Eyes Wide Shut giravano tante voci e poi alla fine il film è stato soporifero, un niente di fatto considerando che a me personalmente mr Scientology ovvero Tom Cruise non piace nemmeno molto come attore.
    Amando invece Tim Burton, è ovvio che tutta la mia simpatia va a Jack e ai suoi amici.

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    1. Soporifero "Eyes Wide Shut"? Credo di averlo visto almeno dieci volte e ogni volta con gli occhi ben aperti :O
      A parte che io sono uno di quelli che si addormentano ai film d'azione. La prima scena di combattimento di "Matrix" mi ha steso e ho dormito per tutto il resto del film. Lo stesso la gara sulle scope volanti nel primo Harry Potter... mi ha steso nel giro di trenta secondi ;-)

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  6. Ne ho visti la metà. "Eyes wide shut", "L'avvocato del diavolo", "La nona porta", "Existenz", e "Crash", di cui ho letto anche il romanzo al quale si ispira (abbastanza fedelmente peraltro). Tutte pellicole che si discostano molto dai canoni mantenendo qualità narrativa, un pregio che in questa seconda metà del XXI secolo sembra andato perduto...

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    1. Caspita, Ariano, per te sì che si può dire che il tempo vola. Com'è la vita nel futuro? ;D
      Scherzi a parte, qualcosa di buono continuano ancora a farlo, anche se di ultime uscite ne visiono davvero poche. Il film più recente che mi è piaciuto è stato il francese "Raw". Ora dovrei decidermi a vedere almeno "Blade Runner 2049", anche se non sono un fan sfegatato del primo film.
      Da quel che traspare dalla metà di titoli visti, sembra che prediligi il cinema che esce dai confini della quotidianità. Ti manca "Dark City" per completare la rosa ;-)

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  7. Non ti sei risparmiato, hai visto praticamente di tutto ;)
    Comunque anche se alcuni di questi non ho visto, sono tutti film che hanno fatto epoca, ma un film in particolare mi ha fatto piacere vedere qui, Nightmare Before Christmas, un capolavoro :)

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    1. Vero, Pietro, non mi sono fatto mancare nessun genere. Oggi sono un po' meno onnivoro, e sono più che altro concentrato sul cinema europeo degli anni '70 :-)

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  8. Complimenti per la scelta dei film, che in gran parte ho apprezzato. Anche se alcuni li ho recuperati solo in seguito.
    Sono fra quelli che hanno storto naso e bocca già mentre "La nona porta" procedeva, sia per la prova attoriale dei due protagonisti sia perché "sentivo" che il grande Roman stava sbagliando qualcosa. Se ti capita, ti consiglio caldamente il romanzo di Pérez-Reverte, un capolavoro metanarrativo che paga un titanico omaggio al feuilleton e alla letteratura d'intrattenimento, usando l'espediente del "cacciatore di libri" solo come trucco narrativo per andare alle origini più pure della narrativa.
    Ciò che rimprovero al film è di aver creato - sebbene in modo splendido - scene forse troppo "americane" per una tematica, quella della "caccia al libro", che appartiene alla cultura europea ed italiana fino al midollo. Roman avrebbe dovuto usare un gusto più europeo per una tematica che è Nostra con la "n" maiuscola, invece ha preferito trovate da thriller che onestamente non mi hanno conquistato già allora.
    Per il resto mi piacciono tutti i film citati che ho visto, anche se non li inserirei nella probabile ma partecipazione a questa Catena di San Tag-tonio :-P (definizione non mia ^_^)

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    1. San Tag-tonio? Mi tornerebbe molto meglio, a orecchio, San Taggantonio .
      Roman ha sicuramente sbagliato qualcosa con "La nona porta", lo ho anche scritto nel post, ma è riuscito comunque ad affascinarmi più con questo film imperfetto che con altre sue opere senza dubbio migliori.
      Quale sarebbe poi la mia Top ten anni '90 dal punto di vista del me attuale anziché dello spettatore dell'epoca, così su due piedi non saprei dirlo, dovrei pensarci. Senza dubbio rimarrebbero "Dark City" e "Eyes Wide Shut".
      Grazie per i complimenti, Lucius :-))

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  9. L’avvocato del Diavolo l’ho visto due volte e mi è piaciuto sempre molto, recitazione di Al Pacino ottima... e ottimo Keanu Reeves ma per altri motivi! xD Pardon! Dark City l’ho visto su tuo suggerimento ed è un film che rivedrei molto volentieri perché mi ha dato quel feeling di onestà di intenti che apprezzo moltissimo. Un film che ha segnato il mio immaginario negli anni 90? Mary Reilly, anche se credo di averlo visto quasi a ridosso del 2000.

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    1. Mary Reilly lo vidi all'epoca della sua uscita in sala, ma tutto quello che ne ricordo è che aveva qualcosa a che fare con il Dottor Jeckyll. Ricordo in compenso di quando ti suggerii Dark City, mi fa piacere che tu lo abbia apprezzato...
      Grazie della visita e a presto, Alessia :-))

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    2. È tratto da un romanzo di Valerie Martin che si chiama La governante del Dottor Jekyll e praticamente sì, racconta la storia di questa donna molto particolare che crea un feeling con il dottor Jekyll. Il film non è un capolavoro di per sé, ma per l’idea che ho sempre avuto sul rimando de Lo strano caso del dottor Jekyll e mr. Hyde l’ho trovato sempre abbastanza pertinente. Gli attori principali sono Julia Roberts e John Malkovich (cosa che potrebbe allontanarti dall’idea di ri-vederlo xD) e rientra in una sorta di esperimento cinematografico degli anni 90 in cui dovevano essere realizzati quattro film aventi a che fare con i classici del gotico ed in effetti sono poi stati tutti girati e sono: Dracula di Francis Ford Coppola, Frankenstein con Robert De Niro e Wolf con Jack Nicholson.

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    3. Ecco, ricordo invece bene i film che hai citato: Dracula, Frankenstein e Wolf, visti tutti e tre alla loro uscita nelle sale negli anni '90. Ma l'unico dei tre a piacermi abbastanza fu Wolf.

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    4. Era di sicuro il più coeso. Frankenstein è diviso in due: un ottimo De Niro e un pessimo dr. Frankenstein con la sua storia orribile e terribilmente barocca a mio parere.
      Dracula lo trovo un po’ uno sfoggio di stile con poca sostanza, troppo veloce e confusionario, ma questo è un mio personalissimo parere.

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    5. Direi che hai colto alla perfezione i limiti di entrambi i film. Personalmente aggiungo che li ho anche trovati carichi di un pathos eccessivo e fuori luogo.

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  10. Io dei tuoi dieci film ho visto solo Nightmare Before Christmas e Dark City.
    Gli anni '90 erano ancora un'epoca in cui al cinema vedevo gli annuali classici Disney.

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    1. Capisco bene. Io forse sono stato un'eccezione in questo, perché se mi penso ai film che ho visto nel mio primo decennio di vita c'è già un discreto numero di pellicole adulte. In occasione della parte del meme dedicata agli anni '60 farò la Top ten ;-)

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  11. Alcuni li ho visti, alcuni non li ho visti, ma di questi ultimi uno dovrei assolutamente recuperarlo, cioè Dark City. Da quello che mi dici, sono già convinta che è un film di cui potrei innamorarmi. Sono del tutto d'accordo con te su L'avvocato del diavolo dove soltanto un grande Al Pacino poteva interpretare il diavolo con tanta classe e potenza, e anche instaurare quel rapporto padre-figlio con Keanu Reeves molto, ma molto pericoloso. Anche a me piacque moltissimo La nona porta!

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    1. Ottimo, mi fa piacere sapere di questa coincidenza di gusti. Fammi poi sapere, se affronterai l'esperienza Dark City, se sei d'accordo con me anche riguardo a quel film ;-)

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  12. Hai citato molti cult assoluti come La Nona Porta; Dark City e Nightmare before Christmas .
    Piccola curiosità: Ultimo Metrò viene spesso programmato in orari notturni qui in Veneto da una piccola rete padovana che trasmette questo ed i film di Russ Meyer spacciandoli come dei porno.

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    1. Curiosa davvero come notizia, Nick. Ma questo spiegherebbe perché mi è capitata tra le mani anche un'edizione tagliuzzata di Ultimo metrò. Probabilmente è quella destinata ai passaggi televisivi. Il fatto poi che sia trasmesso da un'emittente veneta è probabilmente dovuto alla produzione e alla partecipazione come attore da parte di Tinto Brass.
      Tre cult assoluti su dieci? Non male come coincidenza di gusti, eh? :-)

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  13. Decisamente titoli fuori dal mio parterre di film preferiti, ad eccezione del film di Burton, che ritengo un genio assoluto. Mentre ti leggevo, mi veniva in mente che mi piacerebbe leggere un tuo post sul gusto riguardante sceneggiature alla Cronenberg, cosa insomma scuote in un estimatore un film come uno qualunque del vasto panorama di questo regista. :)

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    1. Credo, Luz, che il filo rosso che unisce la maggior parte dei film di questa lista, compreso i due di Cronenberg, sia il primato della pura percezione visiva rispetto a tutto il resto, che permette una relazione nuda, direi fenomenologica, tra spettatore e film. Il peccato mortale, tipicamente hollywoodiano, del cinema è invece secondo me puntare dritto alla emotività.

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    2. Secondo me dovremmo approfondire l'argomento. Inventiamoci un'intervista. :)

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    3. Oh my God, il solo pensiero mi dà già il mal di testa ;-)

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