Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli puoi leggere la seguente Informativa estesa.

The Studio - Primo intermezzo: Man-Thing




Intermezzi. Ossia post dedicati a singoli dettagli o curiosità che a mio avviso meritano di essere approfonditi, ma che, se sviluppati all'interno delle serie "ufficiali" di post, rischierebbero di rallentare o spezzare il flusso della narrazione. Questo primo si colloca esattamente tra la quinta e la sesta parte della Section Three di The Studio, dedicata a Berni Wrightson, e ha a che vedere con un personaggio dei fumetti chiamato Man-Thing. La sua storia? E' quella di uno scienziato che conduce esperimenti segreti per conto del governo degli Stati Uniti e che finisce per trasformarsi in un umanoide mostruoso a causa della reazione tra il composto chimico su cui stava lavorando e gli elementi presenti nelle acque della palude in cui affonda. Se avete l'impressione di un deja-vu, non vi state sbagliando: la storia, così riportata, è la stessa di Swamp Thing, il mostro umanoide, ex scienziato, di cui mi sono occupato pochi giorni fa. E se vi chiedete come sia possibile tutto ciò, nel seguito del post farò del mio meglio per portare un po' di chiarezza nella vicenda.

Tutto inizia nel maggio del 1971, sul primo numero di Savage Tales, un nuovo periodico a fumetti, formato rivista, del Marvel Comics Group. E' tra le sue pagine che appare la storia di esordio di Man-Thing e, se confrontiamo le date, vediamo che la pubblicazione precede di un paio di mesi l'apparizione di Swamp Thing su House of Secrets #92.
Ma cos'era successo? Perché le due case editrici rivali per eccellenza, la Marvel e la DC, escono quasi in contemporanea con un personaggio e una storia così simili, senza che sia intrapresa nessuna delle azioni legali che sono pane quotidiano in casi come questi? Proviamo a rispondere.

Le storie di debutto di Man-Thing e di Swamp Thing si differenziano in realtà abbastanza tra di loro, se non nello schema generale, almeno nei dettagli. Come ho accennato nel post precedente, il mostro-eroe della DC nasce con un'ambientazione vittoriana e solo con l'avvio della collana ufficiale, Swamp Thing, si trova a vivere le sue avventure nell'età moderna. La creatura della Marvel si muove invece, fin dall'inizio, in un'ambientazione moderna e in uno scenario da spy-story, così che le analogie vere e proprie si riscontrano piuttosto mettendo a confronto la prima storia di Man-Thing con la seconda di Swamp Thing che ne riscrive ex-novo le origini. Questo comunque non sposta di un millimetro la questione del plagio-non plagio e dobbiamo quindi indagare oltre per capirci davvero qualcosa, magari provando a spostare la visuale dalle storie e i personaggi ai loro autori.

Come già sappiamo, scrittore e disegnatore di Swamp Thing sono rispettivamente Len Wein e Berni Wrightson. Man-Thing nasce invece da un'idea di Stan Lee (che sceglie anche il nome del personaggio) e Roy Thomas, che affidano poi il soggetto a Gerry Conway, perché ne ricavi una sceneggiatura, mentre ai disegni sarà chiamato Gray Morrow. E poiché è normale che molti autori di fumetti frequentino dei loro colleghi per amicizia, al di fuori del lavoro, Gray Morrow è solito partecipare, con Roy Krenkel, Vaughn Bodé e altri illustratori, alle riunioni del venerdì sera, quando i coniugi Jones, Mike Kaluta e Berni Wrightson aprono il salotto della loro casa agli amici, mentre i due scrittori, Len Wein e Gerry Conway, abitano addirittura in uno stesso appartamento. Eppure, stando alla cronaca dei fatti così come ci è stata resa nota, Man-Thing e Swamp Thing sono due creazioni indipendenti, nate separatamente l'una dall'altra. In altri termini: Conway e Wein, l'autore Marvel e l'autore DC, lavorano separati appena da una parete ma ciascuno all'insaputa dell'altro e l'incredibile somiglianza tra le due creature e le loro storie sarebbe frutto del caso, o comunque di una coincidenza a dir poco singolare.

L'apparente difficoltà della questione si stempera tuttavia, almeno in parte, se la analizziamo ancora più a fondo; quel tanto che serve a farci scoprire che entrambi gli autori si stavano in realtà abbeverando, nello stesso momento, a una stessa fonte: un personaggio nato nel dicembre 1942 sul numero 3 di Air Fighter Comics, uno dei tanti albi a fumetti a tema bellico che andavano per la maggiore negli Stati Uniti durante la II guerra mondiale. La casa editrice era, in quel caso, la Hillman Comics e il personaggio si chiamava The Heap.




L'uomo vittima della trasformazione non è però, nel caso dell'"originale", uno scienziato, bensì un asso tedesco dell'aviazione che precipita con il suo aereo in una palude della Polonia nel 1918, per riemergerne, all'inizio della II guerra mondiale, trasformato in un mostro umanoide (che appare, va detto, più somigliante fisicamente a Man-Thing che a Swamp Thing). Nato inizialmente come comprimario, e avversario, dell'aviatore Skywolf, The Heap diverrà poi titolare, tra il 1946 e il 1953 - cioè sulla cresta dell'onda del successo dei fumetti dell'orrore seguito alla fine della guerra - di una  propria serie di avventure sulle pagine di Airboy Comics.

E' così che l'inspiegabile coincidenza trova una sua spiegazione, alla quale possiamo aggiungere, per un chiarimento ulteriore, questa nota di Roy Thomas tratta da una sua intervista del 2008:
Gerry [Conway] ed io pensavamo che, sebbene inconsciamente, l'origine di Swamp Thing narrata sul numero 1 della serie fosse un po' troppo simile all'origine di Man-Thing apparsa un anno e mezzo prima. Sul momento ci furono anche vaghi discorsi su una possibile azione legale della Marvel, ma la cosa non ebbe seguito.
[...]
Gerry abitava con Len [Wein] in quel periodo, e ha cercato di convincerlo a cambiare l'origine di Swamp Thing. Len però non ci vedeva somiglianze ed è andato dritto per la sua strada. I due personaggi hanno poi seguito strade divergenti dopo le storie sulle origini, e alla fine quello che è successo non ha una grande importanza.

Ma torniamo adesso alle similitudini e differenze tra i due eroi mostri degli anni '70, cominciando col dire che, almeno inizialmente, la Marvel parte in vantaggio sulla DC non solo in termini di tempo ma anche di qualità. Il formato magazine che contraddistingue Savage Tales, infatti, sfuggendo a molte delle restrizioni imposte dalla Comics Code Authority, fa sì che la storia ne guadagni. Lo stesso si può dire dei disegni che, oltre a essere opera di un gigante del fumetto come Gray Morrow, sono riprodotti nelle belle scale di grigio caratteristiche del formato.

Una seconda storia di Man-Thing, che doveva apparire sul secondo numero di Savage Tales, si trova invece a giacere per mesi nei cassetti degli uffici della Marvel, a causa della cancellazione, dopo un solo numero, della rivista. Ma a dispetto di ciò, anche nel caso del secondo appuntamento con i lettori, la Marvel si trova a battere sul tempo la DC. La sette pagine della seconda storia di Man-Thing finiscono infatti incastonate, in forma di flashback in giallo e nero (immagine a sinistra), in una storia a quattro colori di Ka-zar (una specie di Tarzan in versione Marvel, per chi non lo sapesse) intitolata Terror Stalks the Everglades (le paludi della Florida che fanno da sfondo alle storie di Man-Thing). L'albo di Ka-zar esce nel giugno 1972, mentre il primo numero di Swamp Thing uscirà solo nel novembre dello stesso anno.
Ma la vera grande sorpresa è scoprire che l'autore dei testi di questa seconda storia di Man-Thing è nientemeno che Len Wein, ossia lo scrittore del fumetto rivale Swamp Thing. Mentre i disegni sono, per la cronaca, del grande Neal Adams.
Come si vede, in questa specie di piccolo racconto giallo ambientato nel mondo del fumetto, non mancano davvero i colpi di scena.


* * *


L'immagine in alto sotto il titolo è un dettaglio della copertina di Swamp Thing Omnibus dipinta da Ariel Olivetti (© Marvel Comics Group, 2012).

Commenti

  1. Una storia di "ispirazioni" trasversali :P Però, il valore rimane se c'è originalità per ciascuno dei personaggi in questione, senza dubbio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una storia abbastanza strana e contorta, dove due persone che vivono nello stesso appartamento creano lo stesso personaggio ispirandosi alla stessa fonte l'uno all'insaputa dell'altro. C'è abbastanza materiale da ricavarci una storia di spionaggio ^^

      Elimina
  2. Un' ottima introduzione per una pagina mitica all'interno della storia del fumetto mondiale.
    E non dico così tanto per dire. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille davvero Nick! E nel prossimo post si riprende con Wrightson e Swamp Thing *__*

      Elimina
  3. La questione dell'incredibile somiglianza tra le due "Things" e della quasi-contemporaneità dell'uscita ha sempre affascinato i Marvel/DC Fans, me compreso ovviamente :) Quindi il tuo articolo non l'ho "letto": "bevuto" o "divorato" sarebbero forse espressioni più adatte :) Non entro in merito del plagio-non plagio, ma voglio solo dire un paio di cose "da fan": la prima pubblicazione italiana di Man-Thing, che avvenne in un albo della Corno (CdP forse?) mi terrorizzò, letteralmente (avevo circa 12 anni) in senso direi di vero e proprio horror. Mentre la prima storia di Swamp Thing che lessi mi inquietò, ma ad un livello, come dire, più metafisico e/o esistenziale. Due personaggi, secondo me, incredibilmente potenti a livello di iconografia e di caratteristiche!
    L'altra cosa è che, purtroppo per "lui", Man-Thing non ha avuto un ciclo di storie scritto da Alan Moore, il mio autore vivente di fumetti preferito :) La sua run di Swamp Thing è, a mio parere, ancora oggi da brivido e di livello qualitativo semplicemente... eccelso!
    Ne consiglio vivamente la lettura a chiunque sia interessat* non al buon, ma all'ottimo fumetto!
    Un carissimo saluto e a presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Orlando, riguardo alla cronologia di Man-Thing a me risulta che in Italia sia apparsa prima la seconda avventura, pubblicata nell'ottobre 1974, sul numero 39 degli ASE dedicato a Ka-zar.
      La prima storia americana è apparsa invece solo l'anno successivo, sul numero 12 del Corriere della Paura, quello di cui ho riprodotto la copertina nel post.

      Su Alan Moore sono d'accordo con te, ma non sottovaluterei il Man-Thing di Steve Gerber che pare abbia ispirato anche Neil Gaiman. In particolare le storie disegnate da Mike Ploog, che è un disegnatore che io apprezzo moltissimo. Tieni però sempre presente che io sono di parte, nel senso che ho il cuore spostato verso gli anni '60 e '70.
      Un carissimo saluto a te e grazie per il gradimento del post!

      P.S. Sono contento di vedere che sei tornato molto attivo con i post sui fumetti. Appena posso torno a visitarti.

      Elimina
  4. Non è certo l'unico caso di somiglianza Marvel/DC: vedere Superman/Capitan Marvel e soprattutto Green Arrow/Occhio di Falco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. O Batman/Moon Knight.
      Non è tuttavia infrequente che, come nel caso di Man-Thing e Swamp Thing, la Marvel e la DC si rifacciano a personaggi del passato. Per esempio, Batman si fa derivare da The Shadow.
      Spesso i modelli di riferimento sono però personaggi minori e sottratti all'oblio, come è stato per The Heap.

      Elimina

Posta un commento

I tuoi commenti sono l'anima del blog. Il mio grazie se vorrai lasciare una traccia del tuo passaggio.

Post popolari in questo blog

10 serie a fumetti che hanno scandito i miei anni '70

Il libro azzurro della fiaba - I sette libri della fiaba Volume 1

Ivan e Maria (Иван да Марья)

Black & White & Sex Talks

Henry Miller e me - Breve invito a un meme sull'autobiobibliografia

Vikings S03 E07-10: La presa di Parigi

Il meme sull'autobiobibliografia - post di aggiornamento