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Viaggi letterari: Italian way of cooking




Una delle costanti della lettura, qualunque libro si legga, è quella del viaggio. Ora siamo proiettati in un'altra psiche (umana o animale), ora in un'altra stanza o città o nazione, ora in un altro pianeta o universo. A questo proposito, la combinazione delle due letture inedite (come ho scritto più volte, faccio molte riletture) che mi hanno accompagnato nella prima metà di marzo mi ha fornito un insolito pacchetto viaggio che mi ha permesso di trovarmi allo stesso tempo, in termini geografici, molto lontano e molto vicino casa. Una delle due letture è ancora in corso ed è Il ritorno di Ayesha di H. Rider Haggard, seguito di Lei, la donna eterna non più ambientato nel continente africano ma in una imprecisata regione sperduta dell'Asia centrale. L'altra, che ho invece terminato un paio di giorni fa, è Italian way of cooking di Marco Cardone, che non è un libro sulla cucina italiana per il mercato anglofono come io avevo creduto all'inizio ma un romanzo di genere fantastico. Con questa seconda lettura, la mia fantasia si è trovata coinvolta in quella che potremmo definire una gita fuori porta, poiché il ristorante al centro della vicenda narrata è situato nel Chianti toscano, il cui confine settentrionale si trova a poca distanza dal mio luogo di residenza. Anche la strana "lingua" in cui sono agilmente svolti i dialoghi del libro non è troppo distante da quella che parlo io, che ne è la forma addomesticata, nel senso di depurata dell'originale selvatichezza aborigena.
Meglio un libro che ci trasporti, come in volo, in terre lontane, o uno che ci faccia ripercorrere con la mente luoghi che magari abbiamo anche percorso più volte fisicamente (ripenso qui, per esempio, allo svincolo per Riotorto citato da Cardone nel suo libro)? Credo che potrebbe uscirne un buon post dalla risposta a questa domanda, e in effetti ho anche preparato tempo fa una bozza sull'argomento, poi messa in pausa. E in pausa rimarrà ancora per un po' perché, come promesso dal titolo del post, è alla presentazione di Italian way of cooking che voglio dedicarmi adesso.


Nota: Con questo post partecipo anche all'iniziativa marzolina di
Ispirazioni & Co.


#ispirazioniandco #viaggi


* * *


Scheda libraria


Titolo: Italian Way of Cooking
Autore: Marco Cardone
Genere: Urban fantasy/Horror
Casa editrice: Acheron Books
Anno di edizione: 2015
Pagine: 237
Prezzo e-book: 3,99 €
Edizione cartacea: Sì
Codice ISBN, EAN o ASIN: B019FNOI4Q
Copertina: Diramazioni

Contiene ricettario mostruoso
Dico, per cominciare, che io lettore con Italian way of cooking ci sono andato a nozze, e non solo per la fortunata coincidenza della prossimità di luoghi e dl linguaggio di cui ho appena discusso. Eppure l'incipit (in realtà un picco narrativo esportato dal penultimo capitolo del libro) non era per me dei più invitanti: non ho amato ritrovarmi subito gettato nella mischia, in mezzo a una scena concitatissima dove un atto sessuale in corso nella cucina del ristorante si mescola insieme a un buon numero di altre situazioni concomitanti e impossibili da decifrare. Mi è bastato però superare questo piccolo scoglio isolato, per trovarmi poi a navigare in acque non dico tranquille, perché la tranquillità è forse l'ultima cosa che questo libro aspira a evocare, ma navigabili senza più problemi.
Il protagonista principale del romanzo, il ristoratore toscano Nero, è una delle tante vittime della crisi iniziata nel 2008, e la sua vita è simile a quella di non pochi italiani moderni: i debiti, appunto, e i dipendenti da pagare; un dirigente della famigerata agenzia di riscossioni crediti Equità intenzionato a mettere le mani sul suo ristorante; la cassetta della posta che si riempie di multe; il direttore di banca che gli rifiuta un credito; una moglie separata che antepone il pilates alla cura dei figli; e così via. Ma questo, per fortuna, non è un romanzo-verità incentrato sulle vicende personali di Nero, e l'autore ce ne dà subito prova affiancando a questa prima altre due linee narrative che evocano, la seconda soprattutto, ben altre atmosfere. Leggiamo così delle gesta di un serial killer, detto il killer enalotto per l'apparente casualità con cui sceglie le sue vittime, e di un maresciallo di nome Patanè che gli dà la caccia; e leggiamo di un mostro famelico che si aggira nei pressi del ristorante...
Quello evocato da Cardone è infatti un mondo fantastico popolato di esseri magici, mostri per l'esattezza, che si muovono tra noi come se fossero invisibili. Il motivo di questa invisibilità presunta è molto interessante da conoscere e vale la pena apprenderlo direttamente dal libro. Lo stesso certe interessanti peculiarità della fauna mostrifera chiantigiana e di altri luoghi della Toscana toccati dalla vicenda (perché, per restare in tema di viaggi: posto che vai, mostro che trovi). 
E' una scoperta casuale di Nero, a proposito delle segrete virtù delle prelibate carni dei mostri una volta che si trova a doverne uccidere e cucinare uno, a dare la grande svolta alla vicenda e a trasformare il nostro in un cacciatore di mostri, da uccidere e trasformare in piatti da servire. A dargli manforte, oltre al fido mozzateste, un coltello da cucina che manovra da vero virtuoso dell'arma bianca, ci sono il suo aiuto cuoco, Mirko, il periodico Cronaca reale, involontaria "enciclopedia dei mostri" disponibile in edicola a cadenza settimanale, la cartomante e mostrologa Vanessa, e, dulcis in fundo, lo spirito guida Tatanka, irresistibile spalla comica del già comicissimo duo Nero e Mirko. Perché va detto che proprio l'accoppiata intelligenza-umorismo è il miglior lasciapassare di quest'opera insieme alla qualità della scrittura. Con Italian way of cooking si pensa e si ride allo stesso tempo, come non capita spesso di fare con un libro, e si può ben immaginare come la scelta di adottare il vernacolo nei dialoghi non sia esente dall'aggiungere altro divertimento a una scrittura già di per sé spassosa, a cominciare dalle infinite declinazioni che la locuzione tradizionale Maremma... viene ad assumere in bocca a Nero, una per ogni situazione in cui finisce coinvolto.
In conclusione, una lettura che d'impulso sarei portato a definire imperdibile, se non fosse per alcune sue caratteristiche, del tutto coerenti con la tipologia del racconto ma che (forse) lo rendono non proprio un libro per tutti. Mi riferisco ad alcune descrizioni di sevizie a uomini e animali (poche e non troppo cruente, ma ci sono), ai molti riferimenti sessuali che includono anche scene di sesso, e all'abbondanza di parolacce.


* * *


L'immagine in alto sotto il titolo è il particolare di un'opera di Silvia Santanni
http://www.illusionidarte.com/

Commenti

  1. Come hai detto tu, si tratta di una uscita imperdibile, probabilmente una delle migliori di questi ultimi tempi.
    Bell'articolo, condivido molto volentieri!

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    1. Concordo! Ho voluto fare lo stesso l'elenco delle controindicazioni, ma con la speranza che nessuno si faccia scoraggiare da così poco ^_^
      Grazie per la ricondivisione!

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  2. L'ho letto anch'io e onestamente l'ho trovato un'ottima lettura con riferimento al genere al quale appartiene.

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    1. Anche per me è stata una piacevole scoperta, Ariano. Speriamo che ottenga tutto il riconoscimento che merita.

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  3. MI sa che lo leggo, sono del partito, non dire mai no a delle sane risate, rese anche un po' intriganti. ;)

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    1. Credo proprio che non te ne pentirai, Anna Maria. Anzi, spero che ci ricavi pure un post ^_^

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  4. Urban fantasy/ horror...
    Purtroppo non è il mio genere e nonostante la tua attenzione verso questa storia mi abbia incuriosito, penso sempre di avere una pila di libri da "consumare" ancora, per potere sperimentare una lettura del tutto lontana da me! Imperdibile, ma non per tutti, dici. Ecco, forse fra quei non- tutti collocherei me!
    Poi, fino al serial killer poteva essere un libro "provabile", ma i mostri magici mi hanno fatto subito fare tre passi indietro! :)

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  5. Ne ho letto benissimo in giro! E non mi scoraggia nulla se il libro è imperdibile ^_^

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    1. Chi lo ha letto lo osanna. Quindi... ^_^

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  6. Se non è un viaggio questo!!!!
    Bellissimo post, Ivano.
    E segnalazione decisamente interessante.

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    1. Grazie Federica! Sembra che da un po' di tempo in qua mi sia difficile lasciare la Toscana e questo si riflette anche nella scelta dei libri. Comunque sto già progettando una prima evasione ^_-

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  7. Grazie per la recensione, che mi ha davvero incuriosito. Ho trovato particolarmente calzante le tue parole "posto che vai, mostro che trovi". :-D

    Per quanto riguarda i libri da leggere, sono in condizioni a dir poco disperate dopo censimento librerie, per cui non penso di aggiungerlo alla mia wish list. Chissà, sarà per la prossima vita! :-)

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    1. Grazie a te Cristina! Comunque sei in buona compagnia... anch'io sto rimandando un sacco di letture alla prossima vita ^_^

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  8. Ciao Ivano,, mi hai incuriosito molto. Avevo già letto qualcosa a proposito di questo titolo ma nn ricordo dove, in questo momento.
    Mi sa che finisce nella lista dei desideri.

    Quanto alla tua domanda su quale libro sia meglio leggere, penso che dipenda molto dal momento incui si legge. C'è quello per i viaggi in terre lontane, tra popoli con usanze e costumi diversi dai nostri e c'è quello per i viaggi introspettivi che sanno di ricordi, di vissuto personale.
    Sinceramente se dovessi darti percentuali direi 50/50. Almeno... io sono così. Leggo secondo lo stato d'animo del momento.

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    1. Ciao Patricia! Se ricordo bene ne ha parlato Obsidian in un post e lo hanno segnalato anche Glò e Michele e Nick Parisi.

      Riguardo al post in bozza, il mio tentativo era quello di riflettere sulle motivazioni interiori che possono spingerci a leggere un libro ambientato ora in posti esotici ora in posti che ci sono familiari.

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