Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli puoi leggere la seguente Informativa estesa.

Solve et Coagula - Pagina 165




Capitolo 3 /8


Arrivati a Beauvoir, nel tardo pomeriggio, prenotarono prima una stanza per la notte in un hotel di rue Tiphaine Raguenel, poi si misero in cerca di un posto dove cenare.
Paula, che era stata assorta nei suoi pensieri per gran parte della giornata, si decise finalmente a pronunciare una frase più lunga di tre parole. «Ho fatto mente locale» spiegò. «Le cose sono un po’ cambiate dall’ultima volta che sono stata da queste parti, ma credo di aver capito come dobbiamo muoverci domani».
Ma stavolta Massimo non seppe trattenersi dal sospirare. «Siamo a meno di dieci minuti di strada dal Monte. Non capisco cosa ci sia da preoccuparsi ancora per il tragitto. Domani mattina ci alziamo, chiamiamo un taxi e ci facciamo portare ai piedi dell’isola».
«E dopo?» domandò Paula.
Massimo si ricordò allora delle parole di Paula di poche ore prima, riguardo la sua intenzione di non accedere al Monte. «E dopo potresti fare un’eccezione, per una volta. D’accordo che non ami stare al chiuso durante il giorno, ma…».
Paula scosse la testa decisa. «Niente eccezioni. Se vuoi visitare il Monte potrai farlo, ma da solo, dopo che…».
Si interruppe all’improvviso.
«Dopo che…?» domandò Massimo.
La ragazza rimase in silenzio e fu Massimo a completare la frase per lei.
«Dopo che ci siamo separati, vuoi dire? È davvero tutto deciso, ormai?».
«Forse. Una cosa alla volta» fu tutto quello che lei ebbe da rispondere.
«Già, come sempre» protestò ancora lui, «...una cosa alla volta. Solo che piacerebbe poter decidere qualcosa anche a me, ogni tanto».
«E perché mai? Non conosci un bel nulla di questi posti».
Massimo sospirò di nuovo. «Non mi riferivo solo ai nostri tragitti, ovviamente. Ma ok, lasciamo perdere… Tanto, a questo punto, non mi rimane che ballare fino in fondo».
Paula gli cinse allora la vita con un braccio e gli si strinse contro il fianco, nella prima dimostrazione di affetto che gli riservava quel giorno. «Vedi che alla fine ci troviamo sempre d’accordo?» commentò soddisfatta.

Scelsero un ristorante piuttosto chic, La Vierge Noire, un po' nascosto ma in realtà a due passi dal municipio della piccola cittadina. Dopo che il personale di sala, a staffetta, li ebbe fatti accomodare a un tavolo da due con vista sulla strada, ed ebbero visionato il menu, ordinarono, per iniziare, un piatto di ostriche su letto d’alghe, mitili fritti, birra e una bottiglia di Calvados. Dopodiché Paula si alzò per andare in bagno.
Nell’attesa del suo ritorno, e di poter andare in bagno a sua volta, Massimo cominciò a guardarsi intorno nella sala. Ad attrarlo, quasi subito, fu la vista di qualcosa affisso a una delle pareti che lui credé di riconoscere. Aveva tutta l’aria di essere una tabella delle maree, non troppo diversa da quella che aveva notato nel pub in cui lui e il suo amico Maurizio si erano fermati a mangiare una volta arrivati a Dunwich, oltre un mese prima. In un’altra vita, si trovò a pensare. Come aveva fatto allora, si alzò da sedere e guardò da vicino la nuova tabella che, ovviamente, riguardava la baia di Mont Saint Michel.
Lo colpì stavolta un dettaglio che, dopo averci riflettuto un po’ su, pensò potesse addirittura spiegare almeno in parte il bizzarro comportamento tenuto fino a quel momento da Paula: una grande marea era attesa di lì a meno di due giorni, in coincidenza con l’equinozio di autunno, e lei doveva certo aver pensato di approfittare dello spettacolo offerto dalla natura in quella particolare occasione. Ma se era davvero così, allora, perché non dirglielo? Probabilmente perché voleva che per lui fosse una sorpresa, si rispose, del tutto deciso, in via eccezionale, a pensare in positivo. La possibilità, inoltre, che Paula avesse anche sbagliato i suoi calcoli, facendoli giungere con un giorno di anticipo a ridosso della baia, gli rendeva un po’ più comprensibili sia il malumore sia l’apparente cambio di programma da parte di lei per l’indomani. Erano di nuovo tutte congetture, ma per la prima volta dall’inizio di quel loro viaggio insieme, Massimo ebbe la sensazione di non brancolare più completamente nel buio.


Commenti

  1. Eh, mio caro Massimo... mi sa tanto che la bella Paula ti stia preparando un bel pacco a sorpresa e non so se la sorpresa ti piacerà. Attento perchè domani potrebbe capitare qualcosa di veramente... particolare.

    Ciao Ivano, scusa, ma dovevo parlare direttamente con lui. Ho un vago presentimento che con l'alta marea giungerà qualche bella sorpresa e qualcuno glielo dovrà pur dire... 😉

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so se Massimo riuscirà a sentirti con tutti quei chilometri e i tre decenni che vi separano... E in ogni caso i giochi sono fatti ormai, anche se devo ancora decidere i dettagli. Come sempre, ci penserà la tastiera al posto mio ;D
      Bon Dimanche, Patricia :-))

      Elimina
  2. Concordo con Patricia, qui Paula sta preparando qualche sorpresina...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pacco in arrivo, dite? Possibilissimo. E ormai mancano poche ore alla consegna...
      Grazie e buona domenica, Giulia :-)

      Elimina
  3. Indicativo il nome del locale...
    Ma quel "credé"? Toscanismo per credette?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, mi sono un po' divertito con i nomi, Marco ;-)
      "Credé" è italianissimo! Come puoi verificare su qualunque dizionario.
      Grazie e buona domenica :-))

      Elimina
  4. La marea mi ricorda che forse Paula... :O ma ci ho preso??? (Marea, luna piena?)

    Io pure uso spesso credei anziché credetti :D Mi sa che siamo antichi, Ivano ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Marea e luna piena... unite alla Vergine Nera, potrebbe starci, Glò.

      Io uso pure "mentisce" al posto di "mente", ah ah ah!

      Bon dimanche, Gloria :-))

      Elimina
  5. Certo che ne devi aver girati di posti Ivano 😃
    Per il resto seguo in silenzio, ogni tanto mi perdo dei post 😜
    Shhht non dirlo a nessuno ...
    Un caro saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marina,
      anch'io mi sto perdendo un po' di cose ultimamente. Il tempo, come sempre, tiranneggia.

      Di viaggi sì, ne ho fatti molti in passato. Da alcuni anni in qua, però, sembro destinato a riequilibrare tutto con un eccesso di sedentarietà.

      Grazie e un caro saluto altrettanto :-)

      Elimina
  6. Scrivi molto bene, complimenti! Non so se la storia continui o ha dei precedenti, quindi mi guardo qualche altra cosa sul blog 😉

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giulia! Benvenuta sul blog e grazie dei complimenti :-))

      La storia, come enuncia il titolo, è preceduta da ben 164 pagine, tutte presenti in questo blog. E continuerà ancora per un po'. Difficile dire quanto di preciso, ma conto di non superare di molto le 250 pagine totali.

      Elimina
  7. oh, bravo Massimo che sta iniziando ad aprire gli occhi! Attendo il seguito :-))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma le sorprese non sono finite per il povero Massimo. Come vedremo fin dal prossimo post.
      Grazie e buona settimana, Cle :-))

      Elimina
  8. Ho paura che il concetto di "sorpresa" di Paula sia molto diverso da quello dei comuni mortali...

    RispondiElimina

Posta un commento

I tuoi commenti sono l'anima del blog. Il mio grazie se vorrai lasciare una traccia del tuo passaggio.

Post popolari in questo blog

10 serie a fumetti che hanno scandito i miei anni '70

Il libro azzurro della fiaba - I sette libri della fiaba Volume 1

Ivan e Maria (Иван да Марья)

Black & White & Sex Talks

Insieme Raccontiamo 17: Omaggio a Malpertuis

Henry Miller e me - Breve invito a un meme sull'autobiobibliografia

Vikings S03 E07-10: La presa di Parigi