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Solve et Coagula - Pagina 163




Capitolo 3 /6


La possibilità, paventata da Massimo, che il lutto per la morte del padre avrebbe trattenuto Paula dal godere dei piaceri del sesso, si dimostrò infondata fin dalla prima notte che trascorsero insieme nell’albergo di Rouen. In realtà non gli fu neanche troppo difficile riconoscere, a posteriori, cosa davvero vi fosse dietro l’elaborazione di quella sua “teoria del lutto”: una scappatoia per non soffrire troppo nell’eventualità che Paula gli si fosse negata. Non dipende da me, avrebbe sempre potuto dirsi, ma dalla recente scomparsa del padre ed è una scelta, la sua, che io sono perfettamente in grado di comprendere e rispettare. Sapeva in ogni caso di potersi considerare fortunato, per non essere stato costretto a verificare sulla sua pelle quanto a lungo avrebbe potuto perpetuare una simile illusione prima che questa si infrangesse contro la nuda realtà dei fatti.
Paula si dimostrò quindi più che disponibile a soddisfarlo e a essere soddisfatta da lui, e in modi tali che Massimo affrontò abbastanza a cuor leggero anche quell’unico limite che lei gli pose fin dalla prima notte insieme: niente penetrazione. «È perché siamo senza protezioni?» le aveva chiesto Massimo, speranzoso di rimediare l’indomani. Ma lei aveva negato con decisione che fosse quello il motivo. «Allora hai paura che io possa trasmetterti una malattia?». Ma Paula aveva negato di nuovo. «È che a me piace così. Sta a te decidere se accontentarti o no. Nel primo caso continueremo a dividere un unico letto, altrimenti dalla prossima notte dormiremo in letti separati».
Solo una volta, alla terza notte insieme, Massimo tentò di violare l’accordo e spingersi al di là di quel contatto di superficie tra i loro genitali che lei non soltanto accettava di buon grado ma ricercava il più spesso e protraeva il più a lungo possibile. Quella notte si era assurdamente convinto che lei avesse la guardia abbassata al punto che non avrebbe potuto accorgersi in tempo delle sue intenzioni… dopodiché, ne era sicuro, lo avrebbe lasciato fare. Ma non accadde proprio niente del genere e lui, oltre a vedersi bloccare sul nascere la sua improvvida iniziativa, si ritrovò anche a essere redarguito con un certo vigore.
Si sentiva in ogni caso disposto ad andare avanti così a lungo, forse perfino per il resto della sua vita se fosse stato possibile. Successe così che in una sera di quel settembre, a pochi giorni ormai dall’equinozio, mentre sedeva imbacuccato accanto a Paula a osservare il mare dalla sommità di un dolce rilievo erboso, volasse con il pensiero al di sopra dello smalto blu cupo della Manica, fino alla non distante Cornovaglia e alla grotta tra gli scogli che si diceva ancora abitata da Mago Merlino. Era sempre prigioniero del dolce incantesimo della bella e astuta Viviana? O se ne era liberato?, si chiese. Poi non sempre più trattenersi. «Sei forse tu la mia Viviana?» domandò a Paula. E lei, che aveva subito afferrato l’insinuazione, rispose con una risata. «Ti ho forse chiesto di insegnarmi le tue arti magiche?» gli domandò a sua volta. No, pensò Massimo, finora era lui che aveva imparato da lei. Che si fosse trattato di archeologia o di storia, folklore o sesso, finora lei era stata l’insegnante e lui l’allievo. E tuttavia, o forse a maggior ragione, non riusciva a scacciare lontano da sé qualcosa del genere di un oscuro presentimento.

Commenti

  1. E mi sa che Massimo finalmente veda giusto. Oscuro presentimento. Mago Merlino e Viviana. Incantesimi. Catene.
    Oppure soltanto incubo? È ancora in ospedale e sogna. No,non credo. Credo piuttosto che Paula non sia una semplice mortale come noi.
    Per me, è collegata alla visione di Massimo ma non capisco ancora come

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    1. Hai detto bene, Patricia, mai sottovalutare gli oscuri presentimenti.
      Ti confermo che Massimo non sta sognando e anche che Paula è legata a doppio nodo alla visione allucinogena. Presto scopriremo come e perché ;-)

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  2. Le due terre che si fronteggiano attraverso lo stretto della Manica mi sembrano molto ben collegate nella storia. Anch'io attendo ulteriori sviluppi. :-)

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    1. Grazie mille, Cristina :-)
      Mi è venuto spontaneo il collegamento tra La situazione di Massimo e Paula e la storia di Merlino e Viviana.
      A presto per gli sviluppi ;-)

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    2. Ma hai cambiato il template del blog o sono io che ho le visioni?

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    3. Non hai le visioni, Cristina, il template è cambiato. Sono due giorni che son dietro a fare modifiche all'HTML e per alcune ore il blog non è stato neppure online. Mi sa che ne avrò ancora per un po'.
      C'è stato anche un momento in cui stavo per arrendermi e tornare al vecchio template perché non c'era modo di fargli accettare il codice del banner dei cookie. Poi per fortuna ho scoperto che esiste il modo di modificare direttamente quello messo in automatico da Blogger e ho risolto.
      Grazie della visita e a presto rileggerci :-)

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  3. Sono d'accordo: mai trascurare un oscuro presentimento. Mi sa che Paula non è Paula... intrigante :-) :-)

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    1. Paula non è Paula? Ottimo intuito *__*
      Grazie mille anche a te, Clementina :-)

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  4. Come sarebbe a dire che Paula non è Paula???
    Mi sono persa... 🤔

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    1. Eh eh eh! Ci saranno i dovuti chiarimenti a suo tempo, Patricia ;-)

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  5. Bella storia, Ivano! Mi piace molto l'ambientazione della scena a Rouen: il luogo del martirio di Giovanna D'Arco. Una città piena di fascino e ricca di storia. E di misteri. Attendo la continuazione.

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    1. Grazie Giuseppe! Il tuo apprezzamento mi fa molto piacere, sapendoti appunto affascinato da certi luoghi e certe atmosfere.
      A presto rileggerci :-)

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  6. Leggera svolta osè...
    Sbaglio o era da un po' che non proponevi la blog novel?

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    1. Non sbagli Marco. Il mese scorso agli impegni si sono aggiunte la malattia e una lunga convalescenza che mi hanno debilitato anche dal punto di vista creativo.
      Grazie e a presto!

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  7. Massimo è decisamente in una posizione debole, ma del resto... umano è (credo XD)!

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    1. Umano o non umano? Questo è il dilemma (anche per me). Grande Glò! ;-)

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