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Trilogia delle Madri /10 - La visione steineriana (terza parte): L'umanità




Il progetto-uomo esiste da sempre, e la sua realizzazione nella storia muta di tempo in tempo, alla ricerca del mai realizzabile, e dell'eternamente riproponibile.

Giuseppe Sermonti, L'anima scientifica


I primissimi tempi dell’evoluzione terrestre furono compresi, dalla letteratura teosofica, nell'era denominata "periodo polare". Dopodiché la terra attraversò il “periodo iperboreo”, un'era in cui le forze lunari ancora non esplicavano la loro piena azione. Fu quindi la volta del "periodo lemurico", fase evolutiva accidentata, durante la quale i corpi del nostro sistema solare si distaccarono dalla sostanza cosmica generale e si determinarono, nella loro costituzione, in base al diverso grado di maturità degli esseri che ne facevano la loro dimora.
Delle anime terrestri, alcune seguirono quella che, tra di esse la più evoluta, prese dimora nel Sole nel momento in cui questo si distaccò dalla Terra. Lo stesso processo si ripete per le anime non abbastanza evolute da poter dimorare nel sole e per questo dovettero cercare dimora altrove, al seguito dell’entità tra loro più evoluta e che diveniva Reggente del corrispondente pianeta.
Nacquero così, oltre agli “uomini solari”, gli “uomini di Marte”, gli “uomini di Giove” e gli “uomini di Saturno”, divisione che rimase tuttavia allo stato embrionale fino al "periodo atlantico", quando divenne effettiva. Ad accompagnarla, la nascita di quel peculiare fenomeno della storia culturale umana conosciuto con il nome di “iniziazione”. Ad alcuni uomini venne cioè offerta la possibilità di utilizzare gli influssi luciferini come mezzo di progresso anziché di ostacolo alla loro evoluzione, attraverso il distacco dal mondo materiale e dalle passioni e dai desideri del corpo astrale. E nacquero, come conseguenza diretta, anche gli oracoli: luoghi “dove vengono svelate le intenzioni delle entità spirituali”.
Gli "uomini solari", appartenenti all'Oracolo del Sole, rimasero tuttavia i soli a poter giungere alla conoscenza diretta del "Cristo". Mentre gli altri tipi di uomini dettero vita ai rispettivi oracoli in base all'entità che in loro funzionava da «Io superiore» e segnava il massimo traguardo da essi raggiungibile nella conoscenza, determinato dalla minore o maggiore sottomissione agli influssi luciferini dei loro corpi astrali. Nacquero così i seguaci della saggezza di Saturno, di Giove di Marte.
Casi particolari furono gli "uomini di Venere” e gli “uomini di Mercurio", seguaci dei rispettivi Oracoli, che ricevettero i Misteri in una forma meno completa rispetto a quella dei quattro Oracoli principali, e gli "uomini di Vulcano", la cui entità di riferimento fu espulsa per prima dall'evoluzione solare. Questi ultimi avevano assorbito l'influsso luciferino più di tutti gli altri tipi, e per questo non trovarono posto in nessun pianeta ma presero dimora "nell'ambiente che circonda la Terra". Con lo sguardo rivolto ai fenomeni terrestri più degli altri iniziati, furono loro a porre "le prime basi di ciò che divenne poi scienza e arte fra gli uomini".
Esistevano quindi, secondo Rudolf Steiner, tre principali categorie di iniziati ai rispettivi Oracoli. Gli iniziati del Sole, o del Cristo, ricevevano i loro Misteri per rivelazione diretta, insieme alla capacità di trasmetterli in modo concettuale. Mentre gli iniziati di Saturno, Giove e Marte dovevano esprimersi soprattutto per mezzo di segni e simboli. Anche gli iniziati di Venere e Mercurio si esprimevano per idee e concetti, ma a differenza degli iniziati all'oracolo del Sole non ricevevano i loro Misteri per rivelazione diretta.




Sempre nell’epoca lemurica, e più esattamente all’inizio del suo ultimo terzo, Steiner colloca l’evento che il mito biblico descrive come “peccato originale”, con la conseguente cacciata dal paradiso terrestre. Nella lezione steineriana, tale mito vuole significare che i tre principi spirituali dell'esistenza umana - il Sé o Personalità Spirituale, lo Spirito Vitale e l'Uomo-Spirito - si separarono dall'uomo.
Un simile ritardato sviluppo animico e il crescente sprofondamento nella materialità si manifestarono poi, nel successivo periodo atlantideo, in fenomeni di gigantismo. La forma fisica dell’uomo attuale – scrive Steiner - è risultata dalla contrazione, condensazione e solidificazione degli uomini atlantidei.
Fu verso la metà di detta era atlantidea che il male cominciò a svilupparsi gradatamente nell’umanità, con l’azione combinata delle forze luciferine e arimaniche. Perfino alcuni iniziati cominciarono a utilizzare la loro conoscenza delle forze sovrasensibili per scopi contrari all’evoluzione dell’umanità, guidati in particolare da Arimane, che sappiamo corrispondere al Mefistofele di Goethe. L’intervento di Arimane fece sì che venisse nascosta allo sguardo spirituale tutta quella parte del mondo spirituale che si sarebbe altrimenti palesata dietro le percezioni fisico-sensibili.
L’uomo venne inoltre a trovarsi, anche dopo la morte, soggetto a forze che lo facevano apparire come un essere completamente immerso nelle condizioni materiali terrestri. Se il corpo vitale (che, ricordiamolo, è ciò che alloggia in sé l’«Io superiore») non si fosse trovato in parte staccato dal corpo fisico - precisa Steiner - l’uomo avrebbe potuto sperimentare in se stesso questa regione del mondo spirituale come una rivelazione animica interiore; per causa invece dell’influsso luciferino poteva sperimentarla soltanto in condizioni animiche speciali; gli si presentava allora un mondo spirituale sotto veste astrale.
Un’altra conseguenza dell’ascesa del male fu lo scatenarsi di forze naturali dall’eccezionale potere devastante, che portarono alla graduale distruzione della regione atlantidea. Solo una parte dell’umanità riuscì a salvarsi, disperdendosi poi nel resto della superficie terrestre abitabile.
Il corpo vitale coincideva intanto sempre più con il corpo fisico, facendo sì che il cervello fisico si costituisse sempre più come “unico strumento per il pensiero”, con la conseguenza che l’uomo cominciò a percepire il proprio «Io» come interno al corpo. Questo accadde dapprima proprio “nei compagni della guida dell’Oracolo del Sole”. Mentre il resto dell’umanità, divisa tra Europa, Asia e Africa, continuò ad avere, in proporzioni variabili, un’esperienza diretta del mondo soprasensibile.
Il primo iniziato del Cristo era rimasto nel frattempo nel "retroscena dell’evoluzione", senza trovare nessun uomo post-atlantico al quale trasmettere "l’alto suo ministero". Fu il suo successore, l’iniziato alla guida dell’oracolo del Sole, a condurre i suoi seguaci dall’occidente fino a una contrada interna dell’Asia e a scegliere tra di loro i sette discepoli più evoluti, ai quali infuse “un corpo vitale e un corpo astrale che corrispondeva all’impronta di quelli che erano appartenuti ai sette iniziali atlantidei più elevati”. Educò così un successore per ognuno degli Iniziati del Cristo, di Saturno, di Giove, ecc. e li fece divenire maestri e guide della parte di umanità che nell’epoca post-atlantidea si era stabilita nell’Antica India e costituiva il gruppo più progredito di Atlantidei. A loro si aggiunsero, in epoche diverse, altri gruppi minori.
La differenza fra il primo Iniziato del Cristo e il suo successore, che insegnava ai sette grandi Maestri indiani - precisa Steiner - stava nel fatto che egli era capace di esprimere completamente la sua visione del mistero del Cristo con delle rappresentazioni umane, mentre l’Iniziato indiano del Cristo ne poteva rappresentare soltanto un riflesso, a mezzo di simboli e di segni.
La prima delle sette epoche post-atlantidee (noi ci troviamo adesso nella quinta) si definì così come “periodo della cultura indiana antica”. L’uomo di tale era si era già volto verso il mondo, ma lo considerava pur sempre come un’illusione da superare nell’ascesa verso il mondo soprasensibile.
Fu il popolo antico-persiano, protagonista della seconda epoca culturale post-atlantidea, a sentire per primo l’impulso di conquistare il mondo fisico-sensibile, sebbene continuasse ancora a utilizzare, a tale scopo, le forze animiche rimastegli come retaggio del tempo in cui l’uomo poteva mettersi in rapporto diretto col mondo soprasensibile.




A questo popolo, il custode dei misteri dell’oracolo solare mandò una guida: il primo Zarathustra, del quale lo Zarathustra storico assunse poi il nome e diffuse la dottrina. E' cosa abbastanza nota che lo zoroastrismo come religione verte sulla disfida, all’interno dell’anima umana rivolta all’azione e alla lotta nel mondo fisico-sensibile, tra lo Spirito di Luce e l’Avversario. Compito dell’iniziato era quello di resistere all’urto delle forze arimaniche e convogliarle verso il bene con l’assistenza dello Spirito di Luce, che altri non era che il Cristo prima della sua venuta sulla Terra.
Arrivò poi la terza epoca post-atlantidea e il centro di massima influenza culturale si spostò di nuovo, stavolta nell’area compresa tra la mezzaluna fertile (Mesopotamia) e l’Egitto. I popoli di queste regioni avevano ormai perduto quasi completamente l’uso delle loro facoltà supersensibili. L’anima - scrive Steiner - deve ormai investigare l’ambiente fisico stesso per cercarvi le manifestazioni della spiritualità, e per progredire più oltre mediante le rivelazioni e le scoperte dei mezzi di cultura di quel mondo.
In Egitto in particolare, trovarono una nuova sede quegli oracoli derivati dall’Oracolo di Mercurio e, in misura minore, quelli derivati dall’Oracolo di Venere. Il popolo egizio ricevette così soprattutto l’insegnamento di Ermete, “reincarnazione della personalità di un discepolo di Zarathustra”. Secondo tale insegnamento, gli esseri umani avrebbero dovuto usare la loro vita terrena come una sorta di scuola per prepararsi all’incontro con lo Spirito di Luce.
La civiltà caldeo-babilonese si concentrò invece maggiormente sull’aspetto fisico e sensibile del mondo. Furono investigate le leggi del mondo fisico e sondate le apparenze sensibili alla luce degli archetipi spirituali. Il popolo però, sotto molti aspetti, rimase legato alle cose sensibili; diede importanza alla stella, invece che allo spirito stellare, e così pure alle copie terrestri di molte altre entità spirituali. Il che portò a un sempre maggiore distacco tra le conoscenze degli iniziati e le conoscenze delle masse.
Nel frattempo, secondo un meccanismo che dovrebbe esserci noto, mentre si sviluppavano questa seconda e terza epoca post-atlantiche, anche l’«antica cultura indiana» sviluppava una propria seconda e terza epoca. Ed è a questa terza epoca che è riferita la sapienza indiana che ci è stata tramandata, debole riflesso della saggezza originaria coltivata nella prima epoca dai grandi Maestri. Unicamente lo sguardo del veggente, rivolto verso gli arcani del passato - sottolinea Steiner - può scorgere la sapienza originaria mai scritta, che si asconde dietro a quella scritta.
Nei paesi dell’Europa meridionale e dell’Asia occidentale si preparava intanto l’avvento della “quarta epoca di cultura post-atlantidea”: la greco-latina. Caratteristica di quest’epoca culturale sarà l’aspirazione a racchiudere e rivelare lo spirito nella sostanza fisica per mezzo della perfezione della forma.
Lo sguardo spirituale faceva tuttavia sempre più fatica a lacerare il velo del mondo fisico-sensibile. E poiché questa caratteristica si manteneva anche dopo la morte, la percezione del mondo spirituale da parte dell’anima che aveva lasciato il corpo era sempre più offuscata. L’apice di questo offuscamento post-mortem si ebbe appunto durante la civiltà greco-latina.




Esistevano infine due generi di Misteri che ricadevano sotto il dominio di Arimane e Lucifero. Il contenuto dei primi riguardava ciò che da Saturno, dall'Antico Sole e dall'Antica Luna aveva formato il corpo fisico, il corpo vitale e quello astrale dell’uomo. Ma anche ciò che concerneva i regni minerale, vegetale e animale, costituiti di tutto quello che era troppo grossolano per trovar posto nel “progetto uomo”. Il contenuto del secondo tipo di Misteri rivelava invece agli adepti i retroscena di ciò che aveva condotto all’anima senziente, all’anima razionale e all’anima cosciente. Ma una sola profezia - aggiunge Steiner - potevano fare i Misteri: annunziare che nel corso dei tempi un Essere superiore sarebbe apparso sulla Terra. In altre parole: gl’iniziati si palesavano come profeti del Cristo.
L’evento di Palestina rappresentò non soltanto il punto nodale dell’evoluzione fisica dell’umanità, ma anche quello degli altri mondi, animico-spirituali, a cui l’uomo appartiene. Nacque, come "profeta speciale del Cristo", un uomo a cui erano state trasmesse per via ereditaria le facoltà degli antichi popoli asiatici, e, per via di educazione gl’insegnamenti della cultura egizia.
L’evento del Golgota - la morte sulla croce – segnò invece il momento in cui il Cristo apparve nel mondo in cui le anime dimorano dopo la morte, segnando dei limiti alla potenza di Arimane. Da quel tempo in poi, quello che il popolo greco chiamava «il regno delle ombre», fu attraversato da quel lampo spirituale che dimostrò agli esseri che la popolavano che la luce avrebbe potuto tornare a risplendervi.




Per tentare un primo riepilogo, possiamo adesso dire che del “Progetto uomo” - dal quale, come abbiamo visto, dipendono strettamente anche l’evoluzione della Terra e del Sistema Solare - sono trascorse finora tre fasi delle sette previste: la Saturnia, la Solare e la Lunare. Attualmente è in corso la quarta: la fase terrestre, anch'essa costituita di sette fasi. Di queste sono trascorse finora le epoche polare, iperborea, lemurica, atlantidea. Noi viviamo nell’era post-atlantidea, formata a sua volta di sette epoche culturali, delle quali sono trascorse finora l’indiana antica, l’antico-persiana, l’egizio-caldaica, la greco-latina. Viviamo quindi, più precisamente, nella quinta delle sette epoche culturali post-atlantiche, quella iniziata nell'anno 1413 e.v. e destinata a concludersi tra oltre un millennio e mezzo. Ma poiché in ogni epoca si annuncia in anticipo anche qualcosa dell’era successiva, nel nostro caso qualcosa del sesto periodo di cultura post-atlantidea, per Rudolf Steiner questo significa che è per noi possibile fin d'ora ricercare quei fili che permettano di collegare nell’anima umana le sue due principali tendenze contrastanti: l'attrazione per la cultura materiale e la vita nel mondo spirituale.


* * *


Le citazioni (tra virgolette o in italico) da Steiner sono tratte da: Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali (O.O. 13). Laterza, 1932. Traduzione di E. de Renzis, E. Battaglini.

Elenco delle immagini del post (dall'alto in basso):

  • Edward Burne-Jones, The Garden of Pan (1886-87).

  • Affresco del Mitreo di Marino (epoca romana).

  • Raffaello, Zoroastro (Part. di Scuola di Atene, 1509-11)

  • Félix Hidalgo, La laguna estigia (1887)

  • Tintoretto, Discesa di Cristo agli inferi (1563)

Commenti

  1. Continuo a seguirti con attenzione: per me è un universo completamente da scoprire!
    Certo che lavorone! :O

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    1. Grazie della fiducia, Glò! Il lavorone continua nei prossimi post della serie, dove si ritorna alla concezione steineriana delle Madri, con tutti i pro e i contro ;-)

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  2. Trovo questo articolo molto interessante. Mi sono perso i precedenti. Recupero subito. Auguro a te e al tuo blog un felice e sereno 2017.

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    1. Un grande grazie Giuseppe, per l'apprezzamento per questo mio articolo e per gli auguri, che ricambio augurandoti un altrettanto felice e sereno 2017.

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  3. Discorso molto complesso che, ad ogni riga, mi rammenta che, come una serie di scatole cinesi, per capire meglio una certa nozione devo approfondire gli elementi attinenti (per dire: ammetto che so pochissimo di Arimane e ahimé pure del zoroastrismo).

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    1. Più di tanto non ho potuto approfondire, per ovvie ragioni, ma l'essenziale mi sembra di averlo detto. E aggiungerò ancora qualcosa nei prossimi post.
      Steiner ha inoltre offerto spunti a tanti autori successivi, che il più delle volte si sono guardati bene dal citarlo tra le loro fonti. Spero che questa mia divulgazione serva anche a riequilibrare un po' le cose da questo punto di vista :-)

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  4. Sarò sincera, ho ‘scoperto’ Steiner quando ho cominciato a interessarmi al vegetarianismo, ma non ho mai voluto o saputo approfondire. Ritrovo nel suo pensiero molti concetti comuni nella mistica orientale (come la ripartizione in ‘fasi’ di cui stai parlando), ma espressi con un linguaggio più vicino a quella che è anche la mia matrice culturale (gli influssi luciferini, gli Iniziati del Cristo, ecc.). In qualche modo, questo invece di attirarmi mi respinge, forse per avversione verso tutto ciò che mi ricorda il mondo cristiano. Ora però che stai illustrando questi concetti in modo così avvincente (a proposito, sei un ottimo divulgatore :), ma già lo sai), un po’ mi pento di questi preconcetti. Forse potresti consigliarmi da dove partire, nel caso volessi finalmente decidermi a leggere qualche opera Steiner :) E sempre che, con l’età che avanza, io trovi due neuroni funzionanti per riuscire a terminare un'eventuale lettura -_-

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    1. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, Simona. Anche io mi sento respinto da certa parte dell'insegnamento steineriano, sebbene sia allo stesso tempo convinto che leggere i suoi scritti serva comunque. Aprono la mente e trasmettono, a chi è abbastanza ricettivo da accoglierle, alcune verità fondamentali sul cosmo e sull'essere umano. Apprezzo inoltre lo sforzo di Steiner di riequilibrare verso Occidente il baricentro, pesantemente spostato verso Oriente, dell'originario insegnamento teosofico. Rimane però il dato di fatto che sento una più indubbia affinità con il pensiero mitico, o con quello di certi pensatori pagani come Platone, Epitteto o Plotino.
      Per quel che riguarda invece il consiglio che mi chiedi, mi viene da dirti di scaricare a questo indirizzo il catalogo in pdf dell'opera omnia: http://www.liberaconoscenza.it/articoli/liberaconoscenza-sommario-opera-omnia-steiner.html
      e di scegliere in base agli argomenti che più ti interessano. Ce n'è davvero per tutti i gusti!
      Grazie mille per il bel commento e per l'appellativo di "ottimo divulgatore". Si può ben dire altrettanto di voi :-))

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  5. Mi sembra che Steiner abbia una visione molto chimico-fisica di quello che descrive come il passaggio dagli uomini atlantidei a quelli attuali. Non è troppo diverso da quando si separa una sostanza da una miscela per precipitazione o cristallizzazione frazionata: si concentra facendo evaporare il solvente o si abbassa la temperatura, quindi si fa precipitare e infine si cristallizza il prodotto (che a quel punto è un concentrato rispetto a com'era in soluzione).
    Non ho solo ben capito quando ha inizio la quinta era post-atlantidea: con la morte del Cristo? Allora quel 1413 e.v. cosa indica?

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    1. Molto interessante la tua lettura chimica-fisica, Marco.
      Riguardo alla tua domanda, la risposta è questa: l'anno 1413 come inizio della quinta era post-atlantidea si ottiene sommando alla data della nascita di Roma (data di inizio della quarta era) gli anni di un'era astrologica, che sono 2160. In altre parole, gli anni di un'era steineriana sono, per numero, gli stessi di un'era astrologica, sono solo diversi i rispettivi punti di inizio e di fine.

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  6. Ottimo articolo, come i precedenti del resto. Se l'avessi avuto sottomano quando stavo leggendo "La scienza occulta" ci avrei capito molto di più. Quindi complimenti! :-) Bellissimo anche il quadro del Tintoretto. Nei Vangeli si parla poco o nulla della discesa di Cristo agli Inferi. Se non mi ricordo male, se ne parla diffusamente nei Vangeli apocrifi.

    Per quanto riguarda Steiner, mi ha sempre colpito molto l'entrata in scena, se così posso esprimermi, delle forze arimaniche come terzo componente di una triade che si contende l'uomo, insieme al Cristo e alle forze luciferiche. Parrebbe che non ci siano due spinte contrapposte - banalmente, il bene e il male - ma piuttosto tre. Nel testo su Michele questo è spiegato benissimo.

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    1. Adesso non ricordo con precisione quel che i Vangeli canonici dicono sulla discesa di Cristo agli Inferi. La stessa è però almeno citata in una parte importante della liturgia cattolica, dove è specificata la durata di tre giorni, prima della risurrezione.
      La mia idea è che qui entrino in gioco commistioni importanti con la precedente cultura pagana, che chiamano in causa l'oltretomba egizio, l'oltretomba babilonese e quello greco.

      A proposito delle tre forze in gioco, è vero che anche in questo caso Steiner sembra distanziarsi dall'interpretazione più tradizionale della questione. Le forze in gioco sono tre anche in altri ambiti, ma la terza in genere funziona da forza neutralizzante, al di sopra del bene e del male. Il saggio su Michele adesso mi incuriosisce ancor di più.

      E grazie per le bellissime parole di apprezzamento. Ti farà forse piacere sapere che Steiner ci terrà compagnia anche nel prossimo post della serie ;-)

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    2. Ottimo! Leggerò con molto interesse anche il prossimo. :-) Come hai capito, sono diventata una vera e propria adepta di Steiner.

      Approfitto per dirti che ti avevo lasciato un commento anche sui post precedenti, ma forse non ti erano arrivate le notifiche... e che domani riprenderò anch'io le pubblicazioni sul blog.

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    3. In effetti i tuoi due commenti precedenti li ho visti solo oggi e solo grazie a questa tua segnalazione. E' capitato altre volte, sebbene per fortuna raramente.

      Domani significa oggi, quindi vengo a leggerti. E aggiungo che forse anch'io riesco a pubblicare oggi, o al massimo domani, un post che ti riguarda: la promessa seconda parte sui luoghi artificiali ;-)

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    4. Sì, scusami ancora se ho insistito a segnalarti le notifiche, ma di solito mi lasci un controcommento e mi sembrava strano tu non l'avessi fatto.

      Allora aspetto con molta curiosità la seconda parte sui luoghi artificiali. :-) Anch'io non sono rimasta con le mani in mano durante questa pausa bloggifera... malgrado i giorni di ferie dal lavoro siano stati davvero pochini. Continuavo a dire: "Questo post lo finisco durante le ferie", ma alla fine ho arrancato sui post come il mio solito. Prima della chiusura però ero rimasta quasi a secco.

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  7. Oltre a farti gli auguri di buon anno e buona Epifania, ti ringrazio per un altro tipo di epifania (etimologicamente parlando): la data 1413.
    Magari non coinciderà alla perfezione, ma davvero noi viviamo in un mondo nato in quella data, o almeno la nostra concezione e visione del mondo nasce da lì. Perché in quegli anni a Firenze si studiava un testo ritrovato dopo molti secoli di oblio, la Geographia di Tolomeo, pubblicandolo pochi anni dopo quella data con all'interno una parola destinata a distruggere l'antichità per dare vita alla modernità. Tolomeo insegnava a prendere le tre dimensioni e a trasformarle in due, cioè disegnare in piano la copia precisa della terra tridimensionale, così il traduttore chiese ai chimici se esistesse un nome per qualcosa che rappresentasse bidimensionalmente una realtà tridimensionale: quel nome esisteva, ed era "proiezione".
    Con la nascita della proiezione è nato il mondo occidentale come noi lo conosciamo, perché con la proiezione fiorentina si poteva tutto... anche far incontrare due rette parallele. (Se ti metti davanti ad un cubo disegnato in prospettiva, scoprirai che i suoi lati si incontrano all'orizzonte.)
    Fino agli inizi del 1400 la Terra era rotonda, lo sapevano tutti (checché se ne dica), ma con la proiezione il nostro mondo divenne piatto: con Tolomeo in mano ai fiorentini, la terra divenne disegno (Geo-graphia) e quindi iniziò un processo codificato solo in tempi recenti: la precessione del simulacro. L'immagine prima della realtà: per noi, se la realtà non corrisponde alla immagine che abbiamo di lei... è la realtà a sbagliare!
    Ma pochi anni dopo il 1413 successe un altro evento epocale: la nascita di un secondo papa ad Avignone rese disoccupato Poggio Bracciolini, che lavorava in Vaticano, ed il letterato intraprese per primo una professione incredibile che da sola ha cambiato l'intera cultura occidentale: Poggio è diventato cacciatore di libri. (Anche le fonti tedesche lo definiscono così, in italiano!)
    Cominciò a setacciare monasteri e basiliche portando alla luce tesori dimenticati, creando proseliti e portando al livello successivo lo stimolo del Petrarca: la maggior parte di quelle opere che noi oggi chiamiamo "classici latini e greci" ci arrivano esclusivamente dall'opera di ricopiatura (o addirittura furto) di Poggio e dei suoi eredi, fisici o spirituali.
    La "febbre del manoscritto" che esplose a Firenze si è ampliata nel tempo e ha restituito quel mondo antico che era totalmente dimenticato da quasi due millenni.
    Insomma, mi sono dilungato perché, come avrai capito, questi temi mi appassionano molto, e scoprire da una fonte inaspettata come Steiner che quella data di inizio Quattrocento ha un motivo in più per essere epocale... be', mi ha fomentato ;-)

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    1. Un grande grazie per questo ottimo contributo, Lucius. Lo si può definire un vero e proprio post aggiuntivo:-)
      E a questo punto ti farà anche piacere sapere che Steiner definisce il 1413 in termini praticamente identici ai tuoi. Anche lui asserisce che è allora che nasce la nostra attuale concezione e visione del mondo.

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    2. Infatti questo mi ha colpito, e davvero non si può che essere d'accordo con Steiner. Peccato non poter essere presenti alla prossima èra :-P
      (Voglio vedere come faranno i cacciatori di libri del futuro a recuperare gli ebook!)

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    3. Non è detta l'ultima parola, Lucius. Magari i futuri cacciatori di libri si muoveranno alla ricerca di e-book in un universo virtuale simile a quello descritto da Gibson in "Neuromante" ;-)

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    4. Mmmm che bella idea per un racconto di fantabibliofilia: un cacciatore di libri digitali che bazzica i bassifondi librari per ritrovare opere perdute. ^_^
      Peccato che il genere "librario" sia bello che defunto: si temeva scomparissero i libri, invece è scomparso prima l'interesse per loro...

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