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Solve et Coagula - pagina 116

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Capitolo 10 - parte 1 Poiché per il momento aveva anche smesso di nevicare, Luisa decise di fare a piedi il tratto di strada, un paio di chilometri, che separava il supermercato da casa sua. Passato l’iniziale attacco di panico, cominciava a ragionare con mente più fredda e in più, parlando con Irene (ormai una ex collega di Giulia?), era giunta a conoscenza di un dettaglio che forse le sarebbe tornato utile. Se infatti la ragazza non si era troppo meravigliata nel vederla portare quella stupida presunta lente a contatto, che le allargava a dismisura l'iride, era soltanto perché l’aveva presa per una prova del Carnevale dell’indomani. Da quel momento, saputo che quel giorno era la vigilia di Carnevale, un dettaglio che prima le era misteriosamente sfuggito, il mondo attorno a Luisa si era come riempito di colori. Dov’era stata finora, continuava a chiedersi, mentre guardava le vetrine del Centro tutte animate dai chiari segni dell’imminenza della festa e le strade dissemin...

Rilke e Hopper tra visibile e invisibile - (Re-edit, terza parte)

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Nella sua tarda produzione pittorica, l'intento di Edward Hopper è quello di esprimere l'esperienza di vedere e percepire il mondo trattando la luce in modo tale da farla diventare quasi un oggetto materiale. La sua enfasi sulla luce e la dissoluzione degli oggetti materiali, insieme alla sua capacità di visualizzare una realtà interna, trovano la loro massima espressione in Sun in an Empty Room , uno dei suoi ultimi dipinti. Hopper aveva il raro dono di saper percepire la realtà come totalità presente nelle forme del mondo esteriore, di vedere la verità essenziale. La sua percezione intuitiva gli permetteva di porsi davanti alla vitalità intrinseca agli oggetti del mondo. Pertanto non era solo giustificabile, ma necessario che Hopper si attenesse alle forme empiriche del mondo. Erano il suo punto di partenza e la sua meta, così come erano il veicolo della sua arte, le cui qualità, così uniche, continuano a mettere in discussione ogni forma di astrattismo. Nelle op...

Moz Awards 2015: Io ci sono!

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Moz Awards!  Un'iniziativa che mi piace e nel mio piccolo ci tengo a pubblicizzare in queste poche righe. Perché promette di fare rete e farci conoscere nuovi blog in categorie affini alla nostra/e, così da poter noi impiegare in modo sempre più utile e piacevole le ore che trascorriamo nella Blogosfera. C'è da votare i nostri blog e blogger preferiti, ma anche candidarsi alle votazioni secondo il  regolamento  elaborato da Miki Moz, che prevede ci si possa candidare anche in una categoria di nostra preferenza. Dopo averci però riflettuto un po' su, ho deciso che preferisco affidarmi al punto di vista di chi mi segue. In altre parole, nel caso il vostro Q.I. molto superiore alla media vi spinga a votarmi, decidete voi in quale categoria vi sembra che io operi meglio. Vi ricordo infine che votare i Moz Awards è un diritto sancito dalla vostra appartenenza alla blogosfera come autori e/o lettori di blog. Non lasciate che siano gli altri a decidere sulle vost...

Solve et Coagula - Pagina 115

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Capitolo 9 - parte 14 Naturalmente Luisa era anche attraversata dal dubbio di aver vissuto, quella mattina nel suo appartamento, qualcosa di più di una semplice allucinazione. In fondo, ed era un bel guaio, l’ipotesi contraria spiegava poco o niente di tutto quel che le stava accadendo. Con un senso di crescente impotenza, Poteva solo constatare che la situazione stava rapidamente degenerando: non solo suo padre era svanito nel nulla, quasi certamente dalla sera prima, ma anche di Giulia si erano perse le tracce. «Hanno ritrovato la sua auto, sulla Bolognese, ma di lei niente» le stava spiegando Irene, una collega di lavoro di Giulia più o meno loro coetanea. “La Bolognese” portava alla casa di Fabrizio, ed era una strada male illuminata e poco trafficata nelle ore notturne. Per questo la macchina era stata notata solo quella mattina, parcheggiata malamente in uno spiazzo erboso a lato della carreggiata, e con le portiere aperte. «E del ragazzo che era con lei… neanche di ...

Come aria che si cambia - l'incipit

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Causa asfissia da lavoro e rottura di scatole Cookie Law , questa settimana ho rinunciato all'idea di trovare la concentrazione e il tempo necessari a scrivere il terzo post della serie Hopper/Rilke e deciso di ricorrere a un post di riserva, che ha se non altro il vantaggio di cominciare ad alzare il velo sulla mia scrittura extra-blog. Anche se, in verità, qualcosina avevo già mostrato, in occasione del gioco concorso sugli incipit organizzato dal blogger scrittore Michele Scarparo, quando avevo messo in campo l'inizio in prima stesura del secondo volume della mia trilogia su Shaula:  Gli occhi di Modì . Per chi se lo fosse perso, eccolo: Alla sera della domenica, al mio ritorno dal mare, trovai ad attendermi a casa non solo la cena preparata da mia madre ma anche il consueto “ jet-lag ” che si ripeteva per me ogni volta identico dopo qualsiasi mia assenza superiore ai due giorni. Il mio sfasamento si protraeva di solito per tutto il tempo necessario non solo a riabit...