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L'Estate dei Fiori Artici - Postfazione alla nuova edizione




È prevista, per il mese di giugno, la pubblicazione di una nuova edizione riveduta dell'Estate dei Fiori Artici , in contemporanea con la prima edizione del suo seguito, Gli occhi di Modì. Propongo qui la postfazione che ho intenzione di aggiungere al testo.

Se vi va di leggerla, siete i benvenuti.

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La presente edizione, da me riveduta, dell’Estate dei Fiori Artici esce in contemporanea alla pubblicazione del suo seguito, Gli occhi di Modì, e ne è, in certo qual modo, una conseguenza. L’utilizzo, infatti, di un diverso sistema di revisione nella fase finale della preparazione del secondo romanzo, mi ha convinto dell’utilità della sua applicazione anche a questo primo. Quello che avete sotto gli occhi ne è il risultato finale.

La rilettura, inoltre, dell’Estate dei Fiori artici a cinque anni di distanza dalla sua prima pubblicazione, e il confronto con il suo seguito, mi hanno permesso di comprendere meglio la concezione gnoseologica di fondo del romanzo, che trova negli Occhi di Modì, sia una sua naturale prosecuzione sia un suo ribaltamento.

Cerco di spiegarmi meglio. La storia narrata dell’Estate dei Fiori Artici è chiaramente guidata, nel suo svolgimento, da un archetipo, il puer, le cui caratteristiche sono definite nella psicologia del profondo junghiana, e, in misura maggiore, in una delle sue derivazioni più importanti: la psicologia archetipica di James Hillman (1926-2011). Da cui la dimensione “superficiale” e irriverente della vicenda, derivata dai principi mercuriali caratteristici del puer, che sono essenzialmente del tipo aereo (nel senso dell’elemento aria e del corrispondente tipo psicologico junghiano) e si possono sintetizzare con tre vocaboli: comunicazione, pensiero, viaggio. Si tratta, naturalmente, dello stesso campo di azione dell’Hermes greco e del suo equivalente latino Mercurio, oltre che, in termini astrologici, del modo in cui il pianeta Mercurio contribuisce a definire, nella carta natale, le caratteristiche individuali della persona e il suo essere nel mondo.

Tale elemento mercuriale, o puer, intride di sé in modo determinante la trama dell’Estate dei Fiori Artici, per poi man mano diluirsi nelle pagine degli Occhi di Modì, fino ad arrivare a capovolgersi nel suo opposto Saturnino, o Senex. La storia degli Occhi di Modì si dipana infatti altrettanto chiaramente, soprattutto da un certo punto in avanti, sotto il segno di Saturno (elemento terra), del suo sale e del suo piombo. Chi ha consapevolezza degli effetti di questo pianeta sulla propria vita, come risultato degli aspetti che assume all’interno della propria configurazione astrale di nascita, saprà meglio degli altri cosa aspettarsi dalle sue pagine.

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L'immagine di apertura del post è un dettaglio di screenshot dal film Melancholia (Lars von Trier, 2011).

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