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Picnic at Hanging Rock Reloaded: Oltre la Roccia /3





Link ai precedenti post dello Speciale:
1. Primavera, tempo di Picnic2. Le ragioni di uno Speciale3. Oltre la Roccia /1
4. Oltre la Roccia /2


Riprendo ora dalla citazione con cui ho aperto il post precedente, riportandone però solo la parte finale:

"...ma per me ogni cosa è accaduta. Per me è stato tutto assolutamente reale".

Sbaglierò, ma questo "per me" ripetuto due volte mi sembra proprio rinviare a una concezione della scrittura condivisa a vario titolo da altri autori. Per fare due esempi illustri, Marcel Proust situava la vita letteraria a un livello di realtà più alto rispetto alla vita ordinaria (cioè, detto in termini "tecnici", più vicino alla polarità essenziale), mentre Henry Miller ebbe a dire della sua unica opera totalmente di fantasia, Il sorriso ai piedi della scala (1958): “Questa è la sola storia vera che io abbia raccontato fino adesso”.

Nulla di strano quindi che la storia di Picnic a Hanging Rock possa esser stata per Joan Lindsay “assolutamente reale” pur se nata in gran parte nella sua mente. Ed è una concezione, questa, che ha molto a vedere con quel che abbiamo detto, sempre nel post precedente, a proposito dell'immaginale e dell'immaginazione attiva.

E' forse a causa di questa complessa interazione tra "realtà" e "immaginazione" che la frase finale della dedica del romanzo, contenente le parole "interamente vera", è stata cancellata?

Ma non dobbiamo neppure perdere di vista ciò che Janelle McCulloch ha esposto in Beyond the Rock. Alla fine, il quadro d'insieme che emerge dalla sua indagine si può riassumere in questi termini:

La vicenda narrata in Picnic a Hanging Rock è “di fantasia” ma basata su due elementi di realtà: la sparizione e soppressione, da parte di due uomini, di due ragazze alla fine dell’Ottocento e un’intensa percezione vissuta da Joan Lindsay pochi anni dopo (1900), durante la sua prima visita a Hanging Rock all’età di quattro anni. Tutto sembra indicare che questa percezione abbia a che fare con la visione sulla Roccia, da parte della futura scrittrice, dei “fantasmi” delle due ragazze scomparse.

Una parte di cronaca nera e una parte di percezione extra-sensoriale, abbastanza comune nei bambini piccoli. E' davvero questa la chiave d'accesso al "segreto di Hanging Rock"? E' presto per dirlo, ma teniamo comunque presente tutto quanto detto finora e proseguiamo. Per gradi però, e stavolta dall’inizio.


The Laying of the Foundation Stone: Melbourne Town Hall, 29 November 1867.
From: Early Australian Architecture and the Foundation of Melbourne by Stuart Harrison

Nata Joan Weigall il 16 novembre 1896 (anche se lei, di questa data, verrà a  conoscenza solo pochi anni prima di morire) nello stato di Victoria, al numero 151 di Alma Road, strada di un sobborgo di Melbourne denominato East St Kilda, la futura Joan Lindsay trascorse la sua infanzia in un ambiente dalle due facce: una all’insegna del conformismo e dell’ufficialità, l’altra all’insegna di quella che lei avrebbe poi definito una “gloriosa eccentricità”.

Se Joan era infatti la terza e ultima figlia di un avvocato e giudice, Theyre Beckett Weigall (1860-1926), convolato a nozze con Annie Sophie Henrietta (1866-1941), a sua volta figlia di un rappresentante delle istituzioni, il futuro governatore della Tasmania, dal 1887 al 1893, Robert George Hamilton, l'arte ebbe comunque un ruolo rilevante nell'ambiente in cui lei crebbe. Perfino sua madre avrebbe scritto e pubblicato un’autobiografia, My Little World, mentre suo fratello sarebbe diventato autore di un romanzo e di un libro di viaggi e la sorella una poetessa. Ma l’influenza più forte la esercitarono su di lei due suoi cugini del ramo paterno: Theodore Penleigh Boyd (1890-1923) e Martin Boyd (1893-1972), destinati a essere il primo un eccellente pittore, il secondo uno dei più importanti romanzieri australiani.


Theodore Penleigh Boyd, Woodcutter's Cottage

Affidata dapprima alle custodia di alcune governanti – una sola delle quali, Margaret Tripp, lascerà una traccia nel suo cuore – Joan fu poi iscritta al Clyde Grammar School di East St Kilda, distante pochi portoni dalla sua abitazione, alla "ridicola età di tredici anni" (troppo giovane - o troppo vecchia? - per apprendere qualcosa di nuovo dal fondo di una classe di ventisei ragazze in grembiuli di serge blu, sedute per sei ore al giorno dietro angusti banchi di legno sistemati a coppie), dirà in seguito*. Ma nonostante lo spirito anticonformista, Joan intratterrà un rapporto stretto e attivo con l'istituto, fino a divenirne preside dal 1913, progettarne lo stemma, redarne il giornale scolastico The Cluthan, ed essere appuntata segretaria dell’Associazione delle Senior Girls. Si interesserà inoltre in prima persona al trasferimento della scuola da Melbourne a Woodend, nel Woodend-Macedon, l’area ai piedi della Great Dividing Range dove sorge Hanging Rock, dal clima temperato e adatto alla crescita della flora europea, e per questo meta delle scampagnate dei cittadini di Melbourne, compresa, come già sappiamo, la famiglia di Joan.

Joan Lindsay nel 1914
Nonostante il suo diniego, sembra proprio che Joan, per la creazione dell'Appleyard College di Picnic a Hanging Rock abbia tenuto ben presente il Clyde Grammar School, e sotto molti punti di vista, come vedremo. Janelle Mc Culloch ipotizza che questa sua non ammissione abbia in realtà a che fare con il timore della scrittrice di essere coinvolta in delle beghe legali, dato che il Clyde era un istituto che godeva di ampio prestigio ancora all'epoca della pubblicazione del romanzo.

Di innegabile c'è che un articolo del giornale scolastico il Cluthan è una fonte accertata di Picnic a Hanging Rock.* A firmarlo, una vecchia insegnante dell'istituto, in carica sia ai tempi in cui la sede era a Melbourne e vi studiava Joan, sia dopo il trasferimento a Woodend, di nome N.H. McCraw*, il cui cognome è lo stesso di Greta McCraw, una delle due insegnanti del fittizio Appleyard College che guidano la spedizione del picnic. Perché proprio il nome di questa insegnante sia balzato all'occhio di Joan è presto detto: nell'articolo del Cluthan, scritto nel 1919, lo stesso anno del trasferimento della scuola, N.H. McCraw racconta di una escursione fotografica da lei guidata su Hanging Rock:

Quel sabato 8 novembre la campagna tra il Clyde e la Roccia fu scena di un gran divertimento da parte di un folto gruppo di ragazze... Si facevano strada aggirando o attraversando conche paludose e ruscelli coperti d'erba...

Le coincidenze tra gli eventi narrati nell'articolo e quelli iniziali di Picnic a Hanging Rock sono  numerose, a cominciare dall'attraversamento di un ruscello che si dimostrerà un ostacolo imprevisto per l'allegra truppa, infine costretta a un lungo ritardo sulla tabella di marcia.

"Dovremo camminare lungo il fiumicello e ci vorrà un po' di tempo" spiega Miranda nel libro. E in effetti Joan Lindsay indugia, seppure a intervalli, per circa quattro pagine sulle sponde del ruscello che separa l'area del picnic dai pendii della Roccia.

Un'altra parte dell'articolo del Cluthan recita:

Arrivammo ai piedi della Roccia al tramonto e ci accorgemmo che era già troppo scuro per poter scattare fotografie con la luce del giorno, e quando raggiungemmo la cima, la luna, che traspariva da dietro un velo soffuso di nubi, sebbene molto bella, non era abbastanza luminosa da permetterci di scattare delle foto alla sua luce.

E in Picnic a Hanging Rock, Irma sulla Roccia se ne esce con queste parole:

Se soltanto potessimo starcene via tutta la notte e vedere sorgere la luna.

Infine, nell’articolo come nel romanzo, le ragazze lasciano l’istituto al mattino agghindate per una gita di piacere e vi fanno ritorno solo a notte e tutte scarmigliate.

Sebbene la coincidenza forse più interessante sia data dal giorno dell'escursione, un sabato in entrambe le occasioni. Solo che, nel caso di Picnic a Hanging Rock, si tratta di un "errore", perché il giorno di San Valentino del 1900 non cadde di sabato ma di mercoledì. Un errore così banale, da parte di Joan Lindsay, che più di un "picnicologo" si è rifiutato, e probabilmente a ragione, di considerarlo davvero tale.



* * *

* The Cluthan, Vol 1 # 12. December 1919, p. 27. 

** In realtà il nome dell'insegnante era H.E. McCraw e la N iniziale è un refuso del Cluthan. Si tratta, con ogni probabilità, di Helen Elisabeth McCraw (1883-1965), nata e morta nello stato di Victoria. (Fonte: The La Trobe Journal #83, may 2009). 

Le citazioni da Picnic a Hanging Rock provengono dall'edizione Sellerio del 1993. Traduzione di Maria Vittoria Malvano.

L'immagine di apertura del post è: Robert Russell, The Settlement (1880, from a sketch of November 1836).

Commenti

  1. Mi capita a volte di non riuscire a capire fino a che punto alcuni dei miei più vecchi ricordi sono reali, con chi potrei condividerli nella loro vera essenza e in che misura alcuni di essi possano essere mere fantasie o brevissime incursioni in/di un'altra realtà. Esperienze simili hanno ispirato moltissime opere, ma per molto tempo non mi è mai passato per la mente che il romanzo di Joan Lindsay potesse essere una di queste; e d'altra parte la sua biografia mi era totalmente ignota. (Ho l'impressione di aver incasinato il commento. Spero tu abbia capito cosa voglio dire.)

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    1. Il commento è chiarissimo Simona e ti ringrazio molto per l'intervento. Joan (ormai mi viene da chiamarla così) ci riserverà varie altre sorprese nel corso di questo Speciale. Già con il prossimo post scivoleremo in territori sempre più alieni ;-)

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  2. Questi dettagli sull'autrice sono importanti. Un evento vissuto materialmente può anche dar vita a fantasticherie nel momento stesso in cui lo si vive. Io, per dire, ricordo che da ragazzo spesso mentre si stava in viaggio fantasticavo su luoghi e persone reale che ci si paravano incontro, e poi qualche giorno dopo non riuscivo a distinguere il reale dall'immaginato. Direi che la frase "ma per me ogni cosa è accaduta. Per me è stato tutto assolutamente reale" potrebbe essere interpretata anche in questo senso: una reale gita scolastica alla quale si sovrappone una sognata immagine, e già dopo pochi giorni sono fuse e confuse insieme. Figuriamoci quando si va a frugare nella memoria dopo qualche anno.

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    1. Questa tua versione, Ariano, è quella che si può definire una "razionalizzazione", lecita ma secondo me meno vicina alla realtà delle cose rispetto a ciò di cui parlo nel post riguardo alle percezioni extrasensoriali dell'infanzia. Grazie anche a te del contributo :-)

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  3. Mi piacicono molto queste ricostruzioni, si comprendono bene molte delle ispirazioni dell'autrice. Insomma, alla fine l'elemento di partenza rimane sempre la morte tragica di quelle due ragazze, tra cui una chiamata probabilmente Miranda.

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    1. piacciono e non piacicono...ovviamente.

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    2. Mi piaceva anche "piacicono"... ^__^
      Grazie mille per l'interesse, Nick! Domani si comincia a entrare nella "fantascienza" ;-)

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  4. Coincidenze da mettere i brividi e che farebbero propendere per la teoria secondo la quale la vicenda del romanzo sia pura fantasia. Un dubbio rimane proprio a causa di quel 14 febbraio 1900 che non era un sabato:. Deve esserci per forza qualcos'altro. e concordo con i picnicologi che ritengono non possa trattarsi di un errore.

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    1. Penso infatti che la tesi della "visione" debba ritenersi circoscritta alla sola parte che si svolge sulla Roccia. Per ciò che precede la salita e quel che segue la scomparsa delle ragazze è indubbio che Joan abbia attinto anche da fonti esterne.

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