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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesia
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Incantesimi cinemusicali /9: Inhibition

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Tornano sul blog, a nessuna richiesta, gli Incantesimi cinemusicali , e lo fanno con un titolo,  Inhibition , che appartiene a quel numero imprecisato di pellicole che mi hanno catturato fin dalla prima visione e richiedono che ogni tot di tempo io torni a immergermi in loro. Sebbene, forse, nel caso specifico di oggi, più che di "Incantesimo cinemusicale" si dovrebbe parlare di "Incantesimo cinemusicalpoetico". Vedremo presto perché, ma c'è prima da spendere due parole sul film. E comincio col dire che siamo, con  Inhibition , in piena exploitation anni '70, dalle parti cioè del mio genere e periodo di cinema preferiti, quello degli anni eroici del fumo di sigaretta libero sullo schermo e in sala. Ma sebbene per un verso perfettamente inserito in questo panorama,  Inhibition  è anche opera singolare, che vi si erge allo stesso tempo come un unicum. Già la sua origine, del resto, lo designa come tale: film d'esordio alla regia di Paolo Poet...

Insieme raccontiamo 24: Cervo e Serpente

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Insieme Raccontiamo compie due anni. E Patricia Moll celebra prorogando la scadenza del gioco al 10 settembre e lasciando libertà di lunghezza. Ma potrete meglio soddisfare ogni curiosità al riguardo abbeverandovi direttamente alla fonte, cioè al consueto  post di lancio  dell'iniziativa. Di lì proviene la bella foto in alto e sempre lì, lo ricordo ogni volta, troverete le prove di tutti gli altri partecipanti (in attesa del consueto riepilogo generale). #insiemeraccontiamo #scritturebrevi Venendo ora alla mia di prova, stavolta il mio seguito è stato segnato fin dal primo momento in cui ho letto l'incipit di Patricia. Con quell'immagine del cervo che scappa e del serpente che attacca non potevo infatti non pensare alla poesia di Kenneth Patchen   The Deer and the Snake , che ho deciso perciò di farvi entrare a ogni costo anche se non avevo idea di come. Alla fine ne sono comunque venuto a capo, in un modo o nell'altro. * * * L'incipit di ...

Breve guida illustrata ad alcuni luoghi artificiali della letteratura e dintorni /1

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Dopo l' excursus sui luoghi naturali ,non potevo certo passar sopra a questa nuova tappa dell'itinerario-meme denominato dei "vasi comunicanti", proposto a cadenza libera dal blog Il Manoscritto del Cavaliere . Si tratta ogni volta, come suggerisce il nome, di collegare un determinato soggetto a un'opera letteraria e a un'opera pittorica (o comunque visiva). E devo subito dire che questa volta mi aggrego all'iniziativa con più ritardo del solito, andando così ad accodarmi a vari altri blogger che mi hanno preceduto. Se ho tenuto bene il conto, dopo Cristina e prima di me hanno pubblicato un loro post sui luoghi artificiali The Obsidian Mirror , Myrtilla's House e Ariano Geta . Il che è indice di come l'iniziativa di Cristina Rossi appassioni sempre più amici, ma anche del poco tempo da dedicare al blogging che mi ritrovo in questo finale di 2016. Ho inoltre scelto, come forse avrete già dedotto dal titolo, di dividere il mio intervento in ...

Sette opere d'arte per sette poesie

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Questo post odierno dovrebbe essere, se ho tenuto bene il conto, il mio terzo che trae ispirazione da uno di quei giochi di accostamento tra immagini e testo che stanno diventando un vero marchio di fabbrica del blog Il Manoscritto del Cavaliere ( questo è il link al post d'ispirazione ). Devo tuttavia ammettere che stavolta mi sono discostato ancor più del solito dal progetto originale di Cristina, che prevedeva di scegliere sette opere d'arte da utilizzare per le copertine di altrettanti romanzi. Il punto è che accostare testi e immagini è qualcosa che a me è sempre venuto naturale e in una vecchia cartella del mio computer, non aggiornata da almeno quattro anni, ho ritrovato una serie di poesie di grandi poeti che avevo scelto di conservare in una sorta di biblioteca ideale della poesia, corredandole di un'immagine ciascuna. Molti di questi esercizi di accostamento, una ventina in tutto, li avevo poi pubblicati, a suo tempo, su una delle mie pagine facebook. Le set...

Rilke e Hopper tra visibile e invisibile /4 (Re-edit)

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Però, in una stanza vuota la luce si unisce allo spazio Sono una cosa sola, inseparabili... Franco Battiato,  Io chi sono? * * * Brian O'Doherty, nel suo breve saggio Ritratto di Edward Hopper* , parla della grande attenzione che il pittore pone sull'io, giudicandola paradossale in uno scrittore all'apparenza tutto votato all'oggettività. Ma subito dopo aggiunge: Eppure, rovesciando la prospettiva, si può dire che tutto il suo lavoro sia un immenso autoritratto... "La vita interiore di un uomo è un regno vasto e variegato" ha scritto [Hopper]. I suoi quadri lo aiutano a tracciarne i confini: sono stazioni intermedie nel percorso tra la realtà e l'io, tra l'oggetto e il soggetto, il che spiega perché danno luogo, quando li si contempla, al dualismo da cui sono nati. Brian O'Doherty cita inoltre una massima di Johann Wolfgang Goethe che Hopper portava sempre con sé nel portafogli: Principio e fine di ogni attività lettera...

Rilke e Hopper tra visibile e invisibile (Re-edit, seconda parte)

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Questo post avrebbe dovuto comprendere, nelle mie intenzioni iniziali, tutta la parte dedicata soprattutto a Hopper. Ho invece deciso di fondere il testo originale del 2011 con quello di due miei post su Hopper che avevo scritto nell'anno precedente: Testamento in due atti e Il cantore del mana americano . Questo significa che la parte su Hopper non solo si è allungata di un bel po' ma è anche diventata più variegata. Questo post in particolare presenta il re-edit della prima parte di Testamento in due atti , che proseguirà nel prossimo post congiungendosi a Il cantore del mana americano . Il tutto, intervallato, in corso d'opera, da raffronti con Rilke. Testamento in due atti / inizio da: Power Spot - Il BLuOGo di Potere, 11/06/2010 (con aggiunte) " Maybe I am not very human - what I wanted to do was to paint sunlight on the side of a house. " (Edward Hopper) "Forse non sono molto umano...".   Non è forse questo che ci comunican...