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Visualizzazione dei post con l'etichetta Marina Cvetaeva
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Rilke e Hopper tra visibile e invisibile (Re-edit, seconda parte)

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Questo post avrebbe dovuto comprendere, nelle mie intenzioni iniziali, tutta la parte dedicata soprattutto a Hopper. Ho invece deciso di fondere il testo originale del 2011 con quello di due miei post su Hopper che avevo scritto nell'anno precedente: Testamento in due atti e Il cantore del mana americano . Questo significa che la parte su Hopper non solo si è allungata di un bel po' ma è anche diventata più variegata. Questo post in particolare presenta il re-edit della prima parte di Testamento in due atti , che proseguirà nel prossimo post congiungendosi a Il cantore del mana americano . Il tutto, intervallato, in corso d'opera, da raffronti con Rilke. Testamento in due atti / inizio da: Power Spot - Il BLuOGo di Potere, 11/06/2010 (con aggiunte) " Maybe I am not very human - what I wanted to do was to paint sunlight on the side of a house. " (Edward Hopper) "Forse non sono molto umano...".   Non è forse questo che ci comunican...

Solve et Coagula - Nota al Capitolo 5 /3: Oltrememorie

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Il prossimo ospite (sarà per caso che si tratti anche stavolta, come per Csáth, di un suicida, di una  suicida per l'esattezza?) è  Marina Cvetaeva (1892-1941). In realtà, per le sue tematiche, avrebbe potuto benissimo trovare posto nella precedente parte della Nota: Giocare all'amore, giocare alla morte , ma il risultato sarebbe stato un post sovraccarico, troppo lungo e troppo denso. Marina Cvetaeva è conosciuta, si può dire per consenso unanime, come una delle massime voci liriche del Novecento, ma anche le sue pagine di prosa sono da considerarsi fra le più alte di quel secolo. Ne sono un esempio i sei racconti autobiografici sugli anni dell'infanzia, raccolti in italiano in un volumetto rilegato dal titolo  Il diavolo. Tra questi sei racconti risalta poi su tutti, a mio avviso, l'ultimo e il più lungo,  La casa vicino al Vecchio Pimen , che occupa ben cinquanta pagine delle centocinquanta complessive del volume. Ed io posso riportarne...