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Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta /15: Addio al Chautauqua?

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Nel finale del Chautauqua de Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta , leggiamo di Fedro che si imbatte in un altro equivalente della "sua" Qualità, dopo il Buddha e il Tao. E' l'anima come la descrive Socrate nel Dialogo di Platone  Fedro ,  che ha in se stessa la causa del proprio divenire ed è causa di tutte le cose . Del resto, aggiunge Pirsig: Non ci può mai essere una vera contraddizione negli elementi centrali delle filosofie monistiche. L'Uno indù dev'essere identico all'Uno greco, altrimenti sarebbero due. Nel Fedro , il viaggio dell'anima è rappresentato in forma mitica, con l'immagine di un auriga alla guida di un cocchio trasportato da due cavalli, l'uno bianco, placido, nobile d'aspetto; l'altro nero, caparbio, pieno di passione . Il primo conduce l'anima verso il mondo spirituale e l'Unità, il secondo verso il mondo materiale e il molteplice. Fedro si domanda se la condanna delle passioni tanto ra...

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta /13: 25th Anniversary Edition (1974-1999)

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Ai tempi in cui lessi per la prima volta  Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta non avevo nessuna cognizione del greco antico. Per questo motivo, tra le ragioni della piccola insoddisfazione di cui ho detto nel precedente post, non ne figurava una che ho viceversa ricavato dalla recentissima mia rilettura del libro, nel corso della quale non ho potuto evitare di accorgermi della traduzione errata, da parte di Pirsig, del nome Fedro, che in greco significa "splendente, luminoso" e non "Lupo" come pretende lui. Non riuscendo però a immaginare che uno scrittore possa incorrere in errori di tale portata, ho pensato a un possibile gioco etimologico, di cui mi sfuggivano però gli elementi e i nessi. Ma dopo aver fatto delle ricerche in rete - vedi mai mi fossi perso qualcosa - ho dovuto arrendermi all'evidenza che non c'è modo di rendere "Fedro" con "Lupo", neanche ricorrendo alle più acrobatiche etimologie platoniche. Ero ...

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta. Un'indagine sui valori /12

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Nel post precedente ho accusato Pirsig di aver espresso in termini troppo terra terra il concetto del valore individuale. Lui mi avrebbe forse ribattuto con una delle frasi del suo libro divenute più celebri: In cima alle montagne non ci sono motociclette e, a mio avviso, ben poco Zen. Lo Zen è "lo spirito della valle", e non quello delle vette. Oppure:  Io sono convinto che la metafisica va bene se migliora la vita quotidiana; altrimenti è meglio lasciarla perdere. Tutto condivisibile. Ma io ho solo preso nota di un momentaneo cedimento di Qualità persuasiva che si accompagna ad altri nel libro e che spiega cosa intendevo dire quando, all'inizio di questa serie di post, ho scritto che non ero uscito al cento per cento soddisfatto dalla lettura de  Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta . Che rimane comunque per me un caposaldo della letteratura filosofica e uno dei libri più importanti del XX secolo, per la sua capacità di scuotere alle fondamenta le f...

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta. Un'indagine sui valori /3

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La seconda parte de Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta  e la relativa parte di Chautauqua iniziano con la rievocazione della fase degli studi universitari di Fedro, i suoi due anni - dai quindici ai diciassette - trascorsi a studiare biochimica. E' allora che lui comincia a dare la caccia al fantasma della razionalità. Il mutamento si verificò in Fedro quando, in seguito alla sua esperienza di laboratorio, incominciò a interessarsi alle ipotesi in quanto entità a se stanti. Aveva avuto più volte occasione di notare che la formulazione delle ipotesi, che potrebbe sembrare la parte più difficile del lavoro scientifico, era invariabilmente la più facile. (...) Mentre verificava l'ipotesi numero uno col metodo sperimentale gli veniva in mente un'altra fiumana di ipotesi, e così verificando queste ultime. Alla fine gli parve fin troppo evidente che, col proseguire delle verifiche, il numero delle ipotesi non diminuiva, anzi andava via via aumentando . Nes...

In compagnia dei lupi /2: La favola antica

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Introduzione in due quadri con seguito De te fabula narratur Orazio , Satire I, 1, 62-72 Giacomo Di Chirico, Quinto Orazio Flacco "Niente basta mai" sentiamo dire, "perché si vale quanto si possiede". A gente così, che cosa si può fare? Lasciarla nella sua grettezza, visto che ci razzola di gusto: come quel riccone spilorcio che ad Atene - si racconta -, di fronte agli acidi commenti altrui, sprezzante ragionava: "Se il popolo mi fischia, ci penso io, a casa, ad applaudirmi, ogni volta che contemplo le monete nel forziere". Brucia di sete, Tantalo. Come vorrebbe poter bere l'acqua: ma il fiume beffa le sue labbra. Ah, ridi? Eppure, basta cambiare il nome, e protagonista della favola sei tu : tu che sacchi ammassati dappertutto te li covi con gelosa sorveglianza, e non puoi fare a meno di curarli come oggetti sacri, di goderli come quadri. E' di te che parla la favola di Hans Christian Andersen Thora Hallager, Hans...