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Visualizzazione dei post da 2016
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Ciao amici, ciao

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Il valente blogger Marco Lazzara mi ha quest'oggi preceduto, nel suo blog Arcani, in un piccolo progetto che mi frullava in mente da alcuni giorni: chiudere l'anno con un omaggio agli "amici" che se ne sono andati in questo 2016. Ma devo comunque ringraziarlo, perché è molto probabile che senza lo stimolo offertomi dal suo post sarei semplicemente passato oltre e avrei continuato a occuparmi degli altri, più impegnativi, articoli in corso di stesura. Il mio sarà in ogni caso un elenco brevissimo, dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi i personaggi pubblici scomparsi in questo anno, ormai passato alla cronaca come particolarmente falcidiante, non hanno lasciato in realtà nessuna traccia o quasi del loro passaggio nel mio percorso di vita. Anche la loro morte mi ha lasciato, di conseguenza, indifferente o quasi. Inoltre, della manciata di artisti citati, non entrerò in nessuna delle circostanze della loro morte. Tutto quello che mi interessa fare qui è ri…

Solve et Coagula - Pagina 159

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Parte II - Capitolo 3 /2
Superata la linea di frontiera con la Francia, e la formalità del controllo dei passaporti, la navetta di collegamento tra la stazione ferroviaria e l'area della banchina del porto imboccò una delle corsie di imbarco dei passeggeri. Insonnolito e come ipnotizzato, Massimo non riusciva a staccare lo sguardo dall’interminabile successione delle file parallele dei mezzi pesanti in attesa che, come nel più improbabile dei sogni, sembravano riprodursi all’infinito nella luce ancora dubbiosa del mattino. Fino a solo due settimane prima, sarebbe stato capace di rappresentarsi quel viaggio di ritorno come una semplice proiezione all’indietro del viaggio d’andata. Mai e poi mai avrebbe immaginato che lo stesso tratto di mare che aveva attraversato in compagnia di un amico di sesso maschile lo avrebbe riattraversato insieme a una donna quasi sconosciuta, e senza più una macchina da parcheggiare nel ventre dell’Hovercraft. Gli stessi picchi dell’estate gli apparivano …

I migliori blog del 2016 [Franken-meme]

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Ho partecipato per la prima e unica volta al "Franken-meme" creato da Nick Parisi del blog Nocturnia due anni fa, sul finale del primo anno di vita di questo mio blog. Anche l’anno scorso, a onor del vero, avevo preparato un post, ma ne era uscito fuori una tale, spropositata macedonia che ho finito col decidere di non pubblicarlo. Quest'anno, per ridurre al minimo il rischio di ricadere nello stesso errore, ho deciso di tornare a mantenermi il più possibile nei binari tracciati dal creatore del meme, Nick Parisi appunto, e prendere in considerazione solo quei blog che affrontano (con una certa continuità) argomenti assimilabili a quelli trattati da Nocturnia. Immagino che sappiate tutti che questi argomenti sono riconducibili ad alcune categorie fondamentali: fantascienza, horror, fantastico e mistero - con tutti i sottogeneri derivati e in tutte le salse espressive (narrativa, cinema, fumetto ecc.). Dopotutto, se è vero che seguo, con maggiore o minore assiduità e part…

Breve guida illustrata ad alcuni luoghi artificiali della letteratura e dintorni /1

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Dopo l'excursus sui luoghi naturali,non potevo certo passar sopra a questa nuova tappa dell'itinerario-meme denominato dei "vasi comunicanti", proposto a cadenza libera dal blog Il Manoscritto del Cavaliere. Si tratta ogni volta, come suggerisce il nome, di collegare un determinato soggetto a un'opera letteraria e a un'opera pittorica (o comunque visiva). E devo subito dire che questa volta mi aggrego all'iniziativa con più ritardo del solito, andando così ad accodarmi a vari altri blogger che mi hanno preceduto. Se ho tenuto bene il conto, dopo Cristina e prima di me hanno pubblicato un loro post sui luoghi artificiali The Obsidian Mirror, Myrtilla's House e Ariano Geta. Il che è indice di come l'iniziativa di Cristina Rossi appassioni sempre più amici, ma anche del poco tempo da dedicare al blogging che mi ritrovo in questo finale di 2016.
Ho inoltre scelto, come forse avrete già dedotto dal titolo, di dividere il mio intervento in due parti, e …

Solve et Coagula - Pagina 158

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Parte II - Capitolo 3/1
Massimo passò buona parte delle ore successive alla partenza da Woolpit a maledire dentro di sé il momento in cui aveva acconsentito a mettersi nelle mani di Paula Susi. Dopo aver cenato, secondo programma, in un ristorante tipico della cittadina, i due avevano preso un taxi fino alla stazione di Cambridge, per poi salire su un treno diretto alla stazione londinese di King's Cross. Dopodiché, sempre secondo programma, avevano preso la coincidenza per Dover. Solo strada facendo Massimo aveva avuto modo di scoprire che l'affermazione di Paula, sul passare la notte nella cuccetta di un vagone letto, era stato qualcosa di detto così per dire, mentre la realtà era molto diversa. Da lì a Dover li attendevano ancora due cambi, il primo alla stazione di London Bridge, dove presero un treno per Gillingham, nel Kent. Vi arrivarono che erano le due di notte. «Siamo più o meno a metà strada» gli spiegò lei.

Trilogia delle Madri /9 - La visione steineriana: La fase terrestre

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I movimenti dei corpi celesti sono determinati dai reciproci rapporti delle diverse entità spirituali che li abitano. La percezione ed i movimenti dei corpi celesti ebbero origine da cause animico-spirituali, e si verificarono in modo che fosse possibile agli stati spirituali di esplicarsi nel campo fisico.
Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali
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Riprendo il discorso da dove lo avevo interrotto nel post precedente, cioè dal momento in cui nell’uomo, la coscienza immaginativa, raggiunta nel grado lunare, sta per lasciare il posto al grado di coscienza successivo. Questo passaggio corrisponde con l’inizio della quarta fase evolutiva, tuttora in corso: la fase terrestre. Dobbiamo comunque tenere sempre presente che non stiamo parlando qui di rapporti tra corpi planetari, ma tra diversi gradi di coscienza, e che il corpo cosmico è in realtà uno e la sua evoluzione procede di pari passo con quella dell'uomo. Quando diciamo "corpo fisico" dobbiamo quind…

Insieme Raccontiamo 15 - L'occhio dal profondo

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Sinceramente non so dire quanta incidenza abbia avuto, nella costruzione di questo post, la circostanza che ieri, poco prima di cominciare a redigerlo, mi sia capitato di leggere il contributo di Glò de La Nostra Libreria alla stessa iniziativa. Lei, nel suo post, prima ha presentato un più che ottimo finale, poi ha raccontato che lo spunto di partenza le era stato offerto da Isola con fantasmi di John Banville, un romanzo e un autore dei quali, confesso, non avevo mai sentito parlare. Comunque sia, oggi mi ritrovo a fare un’operazione simile, e sebbene mi sia già successo in passato - per esempio con il finale per Insieme Raccontiamo 13 - di prendere spunto da un’opera letteraria (Pinocchio), forse è davvero alla nostra Glò che devo la struttura in due parti di questo post. Anche io infatti, come lei ieri, spenderò stavolta alcune parole sulla mia fonte di ispirazione.


#insiemeraccontiamo #giochi

Per partecipare a Insieme Raccontiamo 15, o per leggere le opere degli altri parte…

Anno Quarto - Anno nuovo... testata nuova

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Questo blog oggi compie tre anni e, secondo consuetudine, a sancire il passaggio dall'anno terzo all'anno quarto c'è il cambio di testata. Nei tre anni precedenti avevo optato ogni volta per una soluzione quasi astratta e utilizzato come sfondo del titolo il dettaglio di un dipinto: Redon, Monet, poi di nuovo Redon. Stavolta ho invece deciso di adottare un cocktail di immagini che permetta a chi approda su queste pagine di farsi a colpo d'occhio un'idea dei contenuti. Un'idea parziale certamente, ma pur sempre un'idea.
Delle diciotto immaginette che ho scelto, la maggioranza provengono da articoli effettivamente pubblicati nel blog, altre le ho ripescate dopo averle scartate, altre ancora fanno parte di bozze di articoli che forse un giorno completerò. Sono ben consapevole del fatto che avrei potuto realizzare decine di cocktail diversi, ognuno con le proprie ragioni d'essere, sebbene alcuni "fondamentali" avrebbero probabilmente finito per com…

Solve et Coagula - Pagina 157

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Parte II - Capitolo 2 /13
La stanza era il piccolo studio-soggiorno del suo appartamento, quello dove negli ultimi anni aveva trascorso la maggior parte delle sue ore da sveglia, immersa nella lettura o davanti allo schermo del pc. Il dettaglio che fosse anche lo spazio di passaggio per eccellenza del suo appartamento, quello da attraversare per accedere sia al bagno che alla cucina, non l’aveva mai troppo preoccupata. Né quando con lei viveva Ilaria, la sua prima inquilina, né, a maggior ragione, dopo l’arrivo di Alessandra, la ragazza invisibile. Il divano letto era al suo posto di sempre, mentre il tavolo con il computer sembrava esser stato fatto sparire, così che la stanza appariva semivuota. Chi era stato? si domandò Luisa. E perché?

The Studio Section Four - Jeffrey Catherine Jones /3

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La mia speranza è che ogni mia opera mi lasci insoddisfatto. Questo mi dà la spinta per passare all'opera successiva. Il giorno che penserò di aver creato qualcosa di grande finirà tutto.
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Un anno importante per Jeff Jones (per ora continuerò a chiamarlo così, a dispetto dei titoli dei post) è il 1969. Una storia da lui disegnata - forse nel 1966, se è vero ciò che riportano le cronache - su testi di Bill Pearson, trova posto sul numero 6 di Witzend, presumibilmente proprio grazie al passaggio di testimone da Wallace (Wally) Wood (1927-1981), che aveva curato, tra il 1966 e il 1968, i primi quattro numeri della prozine, allo stesso Pearson.
In realtà Witzend l'abbiamo già incontrata in passato su questo blog, per l'esattezza nella seconda parte della mia biografia artistica su Vaughn Bodé; ma allora, preso com'ero nel vortice bodeiano, non mi ci ero soffermato a dovere, nonostante il format rivoluzionario per l'epoca. E a ragione Wally Wood ne rivendicò con orgog…