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Trilogia delle Madri /9 - La visione steineriana: La fase terrestre




I movimenti dei corpi celesti sono determinati dai reciproci rapporti delle diverse entità spirituali che li abitano. La percezione ed i movimenti dei corpi celesti ebbero origine da cause animico-spirituali, e si verificarono in modo che fosse possibile agli stati spirituali di esplicarsi nel campo fisico.

Rudolf Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali

* * *


Riprendo il discorso da dove lo avevo interrotto nel post precedente, cioè dal momento in cui nell’uomo, la coscienza immaginativa, raggiunta nel grado lunare, sta per lasciare il posto al grado di coscienza successivo. Questo passaggio corrisponde con l’inizio della quarta fase evolutiva, tuttora in corso: la fase terrestre. Dobbiamo comunque tenere sempre presente che non stiamo parlando qui di rapporti tra corpi planetari, ma tra diversi gradi di coscienza, e che il corpo cosmico è in realtà uno e la sua evoluzione procede di pari passo con quella dell'uomo. Quando diciamo "corpo fisico" dobbiamo quindi pensare, per il momento, a qualcosa di adatto ad abitare una Terra ancora spirituale-animica, e in particolare a una forma ovoidale terminante, nella sua estremità inferiore, in un piccolo calice atto a incorporare il calore terrestre e al cui interno si manifestano gli Spiriti della Personalità. E' questo il primo dei tre stadi preliminari – ognuno intervallato da una sosta cosmica - che costituiscono la ricapitolazione, elevata al nuovo gradino evolutivo, dei periodi saturnio, solare e lunare. E noi sappiamo, dal post precedente, che in questi tre periodi sono coinvolti, uno dopo l'altro, gli stati relativi al calore, all'aeriforme e al liquido (fuoco, aria e acqua) rispettivamente correlati al corpo fisico, al corpo eterico o vitale e al corpo astrale.
E' nella ricapitolazione saturnia che il corpo fisico supera la coscienza di tipo immaginativo per accoglierne una di tipo oggettivo. Mentre nella ricapitolazione solare e in quella lunare sono rispettivamente il corpo eterico e il corpo astrale a progredire di un grado (di perfezionamento). Nella ricapitolazione solare, atta a incorporare la parte gassosa o aeriforme, si manifestano in quest'ultima quelle entità che la terminologia cristiana conosce con il nome di Arcangeli. Adesso l’uomo vive immerso in un mondo di sensazioni di calore (relative al corpo fisico) che salgono verso di lui, e vibrazioni sonore (relative al corpo eterico o vitale) che lo avvolgono.
Toccherebbe adesso all’elemento “acqua” di essere incorporato. Ma prima che la sostanza liquida possa aggiungersi alle altre accade qualcosa: dal corpo cosmico terrestre si distacca un corpo cosmico indipendente, destinato a diventare, alla fine di questo processo, il nostro sole attuale. Ciò accade perché le entità superiori non possono continuare la loro azione all’interno di un mondo condensato fino allo stato acqueo e necessitano quindi di procurarsi prima una dimora esterna alla Terra da cui poter continuare a esercitare, dall’esterno, la loro azione sulla Terra. Nella sostanza liquida operano gli Angeli, che sono i veri “suscitatori della luce”, ed è perciò all'interno di quest'ultima che sembrano manifestarsi all'umanità.




All'uomo manca ancora da incorporare l’elemento solido, o "terra". Ma anche in questo caso, prima che ciò possa avvenire, deve svolgersi un evento di natura cosmica: la nostra futura luna abbandona la Terra. Sono in questo caso sono gli Spiriti della Forma a necessitare di una dimora esterna da dove continuare a esercitare la loro azione non più dall’interno ma dall’esterno della Terra.

Da questo fatto - annota incidentalmente Steiner - risultò una diversità nelle forme umane corporee, che si può considerare come il principio della separazione dei sessi in maschile e femminile.

Si tratta in realtà di una risposta a un momento critico dell’evoluzione. Nessuna anima avrebbe potuto infatti rimanere sulla Terra se alle forme umane non fosse stata così offerta la possibilità di sottrarre il germe della loro umanità, così come si stava organizzando al loro interno, all’azione diretta delle forze lunari dall’interno della Terra.
L’uomo è a questo punto, sulla Terra, un essere animico individualizzato, il cui corpo astrale, che gli era stato infuso sulla Luna dagli Spiriti del Moto, si è organizzato in modo da veicolare l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Tutto è finalmente predisposto ad accogliere l’elemento “terra” e formare così un corpo adatto a che gli Spiriti della Forma donino all’uomo una scintilla del loro fuoco: in lui viene acceso l’«Io» (mentre – secondo la progressione che ci è nota - il corpo fisico raggiunge il quarto grado di perfezionamento, il corpo vitale il terzo, e il corpo astrale il secondo).
Prima di questo momento l’uomo non si percepiva in alcun modo come un essere separato dal mondo spirituale, bensì come un semplice arto di un organismo sublime, costituito dalle entità superiori. A questo punto invece l’esperienza dell’«Io» sulla Terra estende la sua azione anche nel mondo spirituale e l’uomo comincia a percepirsi, sebbene solo in una certa misura, come una unità anche in quel mondo.
Sono convinto che tutto questo cominci a suonarvi in qualche modo familiare, e credo che questa sensazione si accentuerà ancora nei paragrafi successivi, dove entra in gioco una serie di fattori determinanti il destino dell’uomo sul nostro pianeta. L’uomo è ormai divenuto permeabile a una serie di influenze – luciferine e arimaniche - da cui prima era immune e che operano nel segno della decadenza, della malattia e della morte, pur rimanendo al servizio del progetto evolutivo generale. Non guasta ricordarsi, a questo proposito, delle parole di Mefistofele/Satana nel Faust di Goethe, e (in forma traslata ma in successione diretta) di Woland/Satana ne Il Maestro e Margherita di Bulgakov: Io sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male e eternamente compie il bene.




Ma conviene adesso fare anche un passo indietro e tornare alla fase puramente immaginativa della coscienza. Fu allora che nel corpo astrale venne stimolata la capacità di regolare e di dominare le immagini della coscienza, e come risultato l’uomo divenne il "padrone della propria conoscenza". Si tratta di una peculiarità che il corpo astrale mantiene tuttavia anche quando entra in scena l’«Io», che pur essendo di per sé superiore al corpo astrale finisce in questo modo per essergli assoggettato. Detto in altri termini: gli esseri spirituali luciferini, rimasti al grado lunare, diedero all’uomo la possibilità di esplicare nella sua coscienza piena libertà di azione, ma lo esposero al contempo alla possibilità dell’errore e del male, anche schermandogli la vera natura delle influenze solari, che l'uomo non era più in grado di riconoscere direttamente ma solo attraverso il filtro delle impressioni terrene del mondo esteriore. Entrano adesso in gioco anche forze distruttive per il corpo fisico, la cui densità è nel frattempo aumentata a causa dello stesso incorporamento dell’elemento “terra” che lo ha reso adatto ad accogliere la scintilla dell'«Io» dagli Spiriti della Forma.

La «morte» - spiega Steiner - si è presentata nel mondo per causa della natura umana stessa. Si tratta qui di un importante mistero della natura umana, cioè, del rapporto del corpo astrale umano con le malattie e con la morte. (E', per inciso, da questa determinata concezione della malattia che muove i suoi passi la medicina antroposofica).

Ogni volta che un’anima doveva discendere sulla Terra sorgeva negli uomini l’impulso di procreare. Ma col proseguire dell’evoluzione terrestre il numero delle anime giovani, che venivano per la prima volta sulla Terra, andava diminuendo, mentre cresceva quello delle anime già spesso rincarnate. La sorte delle prime era determinata soltanto da fatti estranei alle nuove condizioni terrestri, ma quella delle seconde era anche determinata dalle loro precedenti vite svolte nelle condizioni terrestri. E' così che è nato il Karma individuale umano.
Questo per quel che riguarda le potenze luciferine; ma ancor prima si era sviluppato un altro tipo di influenze che agivano nella sfera terrestre. Steiner le chiama “arimaniche” e dichiara che si tratta delle stesse che Goethe ha denominato “mefistofeliche”. È ad esse che si deve, tra le altre cose, l’origine del sentimento della paura nell'uomo.

2 - continua

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Le immagini del post sono tre opere digitali di Greg Martin (artofgregmartin.com). Dall'alto in basso:

  • Maelstrom II

  • Celestia III

  • Incarnation

Commenti

  1. Indubbiamente la sensazione di individualità è un ostacolo forte a ogni sviluppo spirituale. Credo che l'idea della morte spaventi gli esseri umani proprio per la consapevolezza di perdere la propria unicità, perché anche reincarnarsi o ritrovarsi in un altro mondo spirituale implica comunque di non essere più l'individuo che si era nella vita terrena.

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    1. Non per niente ha preso così facilmente piede una religione che aveva al centro del suo insegnamento la resurrezione dei corpi come il cristianesimo ai suoi inizi. Che poi il corpo, almeno secondo San Paolo, fosse in realtà un "corpo di gloria" lasciava campo aperto a varie interpretazioni.

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  2. A questo punto sarei curioso di sapere se è stato Bulgakov a portarti a Steiner o viceversa...

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    1. Né l'una cosa né l'altra ;D
      Steiner fa semplicemente parte di una mia più generale infarinatura sulla tradizione occulta occidentale. A Bulgakov mi ha portato invece la mia passione per un certo tipo di letteratura fantastica.

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    2. Comunque... come avevi sottolineato, ora il parallelismo fra gli argomenti di questa serie di post e quelli sul mio blog si fa più evidente. Ora è lampante anche il collegamento con il concetto transpersonale del Sé, quell'identità 'cosmica' che è legata alla natura essenzialmente spirituale dell'essere umano (ma, d'altra parte, è risaputo che la psicologia transpersonale ha basi filosofiche). Da qui a parlare di esperienza religiosa e stati di coscienza alterati, e da lì ancora di cultura degli psichedelici, il passo è breve. Molto, molto interessante! Potremmo fare un bel 'crossover' ;) ma temo che al confronto con te sfigurerei ^_^' Quindi andrò avanti con quanto programmato e, riguardo a te, mi limiterò a qualche superfluo commento :)

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    3. Non credo affatto che sfigureresti, anzi. Il crossover forse lo abbiamo mancato... dopo Steiner passerò a Eleusi, ma è un discorso che tu hai già affrontato in "Orizzonti del reale".
      Grazie del bel commentone :-))

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    4. Questa direzione non mi sorprende... No, non ho mai pensato neanche per un attimo che in questi post ti saresti limitato a parlare dei film di Argento. ^_^
      Invidio un po’ la tua capacità di pianificazione: per quanto mi riguarda invece è tutto ancora confuso. Ho menzionato di sfuggita molti temi, come Eleusi, che mi ripromettevo di riprendere in seguito, ma senza sapere come né quando. E ancora non lo so... Comunque hai ragione, sarà difficile che i nostri percorsi si incrocino per caso, perché la blogosfera viaggia a due velocità: quella degli altri (te incluso) e la mia (lentissima ‘^_^). Però in un certo senso è meglio così: aggiungerò la mia voce al coro solo se penserò di avere qualcosa da dire… con i miei tempi :-)

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    5. Se riucirai a inserirti in qualche modo nel mio discorso su Eleusi, grazie alla tua conoscenza di certi autori visionari, sarai il benvenuto. Argento arriverà alla fine, quando ci sarà da tirare le somme, anche se qualcosina ho già affrontato nei precedenti post. E per la velocità posso assicurarti che il mio dicembre sarà tutto all'insegna della tartaruga ;-)

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  3. Mannaggia, avevo un libro nel quale veniva descritto tutto questo, di cui ahimé non ricordo il titolo. Ricordo benissimo di averlo prestato a una persona che praticava il reiki di passaggio a casa mia, che mostrandosi molto interessata a codesto libro, lo chiese in prestito e io ebbi la pessima idea di cederglielo. Sì, perché non lo rividi più.
    Ahhh... mentre scrivo mi torna in mente il titolo, Le maschere dell'universo.
    Lo avevo letto una vita fa, tanto più che lo ebbi in regalo da Club degli editori - ricordi queste associazioni per la vendita dei libri? - e ne rimasi assai colpita.

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    1. Ho letto un po' in giro nel web di cosa parla il libro che citi. Non è proprio la stessa cosa, anche se ci sono dei punti di contatto. "Le maschere dell'universo" si fonda sulla teoria dei paradigmi di Kuhn, con cui in linea di massima mi trovo concorde. Nel senso che smaschera l'illusione che la nostra attuale descrizione dell'universo sia oggettiva, mentre non lo è affatto. Ma io mi spingo ancora oltre e concordo ancor di più con l'affermazione di James Hillman secondo cui l'attuale concezione cosmologica dominante è la più folle mai elaborata nella storia dell'umanità.
      Grazie dello stimolante commento, Luz. A presto :-)

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  4. Continuo a dire di non sapere cosa commentare, però ho letto con interesse.
    Ci ho visto anche una differenza con le filosofia orientale, in tema di opposti e complementari, mentre qui vedo l'uomo più soggetto a influenze negative, come fosse un essere di luce che venisse adombrato.

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    1. Bravo Marco, hai colto uno dei punti essenziali. Il sistema di Steiner ha assai più punti di contatto con la tradizione biblica che con le dottrine orientali. Tanto che ha anche subito l'accusa di "collusione" con il cristianesimo :-)

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  5. Posso dirlo?
    Accidenti, io non ho capito niente! :)
    È un elucubrazione pazzesca.
    Spero di non essere messa dietro la lavagna!

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    1. Ma no, Marina, succede a tutti. Io quando ho provato a leggere Lacan, l'unico risultato è stato il mal di testa ;-)

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  6. Riconosco tutta la difficoltà nella trattazione di Steiner, eppure il tuo articolo contribuisce non poco a fare chiarezza! :-) La presenza delle potenze luciferiche e arimaniche si riscontra anche nel libro "La missione di Michele" sull'arcangelo, specie quando tratta il concetto e il mistero della Trinità. Steiner in realtà sostiene che è sbagliato basarsi su un dualismo Dio contrapposto a Lucifero o Bene contrapposto Male, ma sarebbe più corretto ragionare sul concetto di triade: Cristo-Lucifero-Arimane.

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    1. Sul concetto di triade ti ho risposto anche nella terza parte della "visione". Io protendo più per un'impostazione tradizionale, con la forza attiva e la forza passiva alla base del triangolo e la forza neutralizzante o conciliante al suo vertice.
      Un grande grazie per apprezzare la mia sintesi :-))

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