Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Rock
Questo sito utilizza cookie di Google e di altri provider per erogare servizi e analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google per le metriche su prestazioni e sicurezza, per la qualità del servizio, generare statistiche e rilevare e contrastare abusi. Navigando nel blog accetti l'uso dei cookie e il trattamento dati secondo il GDPR. Per maggiori dettagli leggere l'Informativa estesa.

Le canzoni della mia vita /3: 1972-1975

Immagine
Il 1972 è stato un vero anno di svolta nel mio cammino di fruitore di musica. In quell'anno entro in possesso del mio 33 giri e di un vecchio giradischi stereo, costruito da un mio zio appassionato di elettronica. La testina è ancora piezoelettrica, con una forza di appoggio di circa cinque grammi, se ben ricordo, ma si tratta comunque di un gran salto in avanti rispetto al mangiadischi. Il mio amore congiunto per il cinema e per la musica mi porta poi presto a dare molta importanza alle colonne sonore. Per questo ho deciso di dividere questo post in due sezioni, dedicate rispettivamente ai miei primi 33 giri, detti anche in gergo "padelloni", e alle prime colonne sonore che hanno solleticato la mia attenzione. * * * 1. La carica dei 33 Sinfonia N°40 In Sol Minore KV 550 - W.A. Mozart Il primo 33 giri in assoluto a fare ingresso nella mia collezione privata, ai tempi in cui ancora frequentavo le medie inferiori, fu nientemeno che questo disco d...

Juke Box #4: Un abbacinante fluire

Immagine
La parola araba 'Hijra' significa 'migrazione, allontanamento' (fonte Treccani), e la si usa per indicare il trasferimento del profeta Mohamed dalla Mecca a Medica nel 622 d.C., che sancì la data d'inizio della storia islamica. La cantautrice canadese  Joni Mitchell la prese in prestito per il titolo di un suo album del 1976, - l'ottavo da lei realizzato in studio, e anche, a mio parere, uno degli album più belli in assoluto della storia del rock - perché gran parte delle tracce che lo compongono furono da lei concepite e scritte durante un viaggio in auto  coast to coast  attraverso gli Stati Uniti. Ed è in effetti difficile trovare un disco di canzoni che più di questo trasmetta l'idea di una progressione tutta distesa in orizzontale, attraverso uno spazio che appare completamente aperto tale è la fluidità con cui vi si inoltrano i fiumi sonori che ne compongono la trama. Ancor più della voce è la chitarra della Mitchell stavolta la vera protagoni...