Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Warren Publishing
Questo sito utilizza cookie di Google e di altri provider per erogare servizi e analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google per le metriche su prestazioni e sicurezza, per la qualità del servizio, generare statistiche e rilevare e contrastare abusi. Navigando nel blog accetti l'uso dei cookie e il trattamento dati secondo il GDPR. Per maggiori dettagli leggere l'Informativa estesa.

The Studio Section Four - Jeffrey Catherine Jones /7

Immagine
Ho concluso il Terzo Intermezzo di The Studio , dedicato alla bizzarra e affascinante vicenda di Luana la figlia della foresta vergine , con la felice notizia di una collaborazione tra Jeff Jones e Richard Corben . Succede infatti, nell’aprile 1974, che Jones ritorni sulle pagine di Vampirella con due nuove storie, in un momento in cui la rinata Warren Publishing ha deciso di sperimentare con il colore (e viene anche spontaneo chiedersi quanto l'avere Richard Corben tra i cavalli di razza della propria scuderia possa avere influito su questa scelta). Nel numero 31 di Vampirella  gli allucinati colori della tavolozza di Corben si erano riversati sulla pubblicità di Luana ; nel numero 32 su due storie scritte e disegnate da Jeff Jones: Harry e Dead Run . Delle due storie, la prima ha l'aria di un tentativo di fondere, nelle sue sei pagine, le atmosfere rarefatte di  Idyl  con l'horror classico warreniano; la seconda, di appena due pagine, è un fantasy-hor...

The Studio Section Four: Jeffrey Catherine Jones /2

Immagine
Guardo Rembrandt e vivo un grande senso di pace. Quando guardo Rodin, il sangue comincia a correre, la testa mi comincia a pulsare. Se osservo Whistler non sono più in grado di respirare a fondo. Per parafrasare Max Liebermann: Guardare Rembrandt mi fa venir voglia di dipingere. Guardare Whistler mi fa venir voglia di smettere . (Jeffrey Jones, The Studio , 1979) * * * Jeffrey Jones nasce ad Atlanta, nello stato americano della Georgia, il 10 gennaio 1944 “in un’immensa casa di pietra circondata di magnolie e velata di edera”. È la casa dei nonni materni, dove trascorre la prima parte dell’infanzia insieme alla madre, ai nonni, alla bisnonna e a una prozia cieca che abita una stanza al piano terra dell’edificio. Suo padre è oltreoceano, a combattere i tedeschi. Tornerà a casa solo nel 1947 e Jeffrey lo vede per la prima volta all’età di tre anni. E capisce che davanti a lui sarà sempre senza difese. Un passo di A Recollecting Remembrance : — La mia vita esempl...

The Studio Section 3 - Berni Wrightson /9

Immagine
...Bern, Mike, Jeff * e io. Alla fine nulla più di una banda di ragazzi, ancora teenager o appena ventenni, tutti di parti diverse della nazione, e ognuno di noi finito, per qualche strano disegno del fato, a New York nello stesso periodo di tempo degli altri. E tutto era dovuto, in gran parte, all'aver letto Creepy e Eerie in passato nei nostri posti d'origine. Bruce Jones * * * Bernie Wrightson si godette per quasi due anni la profumata paga di James Warren , insieme al ritrovato senso di libertà che gli dava creare storie autoconclusive anziché più episodi di una stessa serie. Ma era anche felice che le pagine fossero stampate in bianco e nero, circostanza che gli risparmiava l'inconveniente di avere i propri disegni colorati da altri o di non sapere, fino all'ultimo, quale sarebbe stata la resa tipografica dei colori che aveva messo giù di sua mano. In quanto ai frontespizi degli albi Warren, erano sì quasi sempre a colori, ma essendo anche ripr...

The Studio Section 3 - Berni Wrightson /8

Immagine
Bernie Wrightson. Lo odiavamo. Lo amavamo. Era impossibile non amarlo; di sicuro, nei giorni della Warren, non c'era traccia di egomania in lui. Era sempre e solo uno del gruppo, pronto ad aiutarti se eri in ritardo con una deadline e a mollare di colpo il pennello se qualcuno gli diceva che alla tv stavano dando Frankenstein - o qualsiasi altro film con Boris Karloff. In più era divertente da morire. Ma anche bello ed eroico nell'aspetto. Lo usavamo tutti come modello - e lui vi si prestava con gioia. Un ragazzo di strada di Baltimora che, sebbene fosse piuttosto timido con le ragazze, poteva rubare la scena a tutti. E che non sapeva di essere un genio. Bruce Jones * * * L’odio di cui si parla all’inizio della soprastante citazione è ovviamente scherzoso e a che fare con l’invidia benevola che l'eccessiva bravura di Berni (o Bernie) Wrightson suscitava nei suoi colleghi e amici. Bruce Jones si riferisce qui in particolare a Mike Kaluta e Jeff Jones (di ...

Il ritorno del Cappello Giallo - Vita, opere e morte di Vaughn Bodé, messia del fumetto /3

Immagine
Qualunque sua opera guardi, puoi renderti conto che è orientata o sessualmente o verso il desiderio di morte. Vincent Bodé, fratello di Vaughn * * * Pochi mesi dopo l’inizio della sua avventura su Cavalier , e ancora fresco del successo ottenuto alla convention di St. Louis del 1969, Vaughn Bodé si accorda con Elle Jakobsson , nuovo curatore della rivista di fantascienza Galaxy succeduto a Frederick Pohl , per la realizzazione di una serie a fumetti da pubblicare a puntate a partire dall'anno seguente. Apparvero così, sulle pagine della rivista - tra i mesi di febbraio e maggio 1970 -, i sei capitoli di Sunpot , che era sì un'opera di fantascienza ma alla Bodé. Comprensiva cioè, tra le altre cose, dell’utilizzo di un linguaggio volutamente sgrammaticato e denso di riferimenti sessuali a cui i tipi di Galaxy  pensarono bene di porre rimedio  senza preoccuparsi di richiedere prima il consenso dell’artista. Che, neanche a dirlo, non la prese bene, e, in tutta risp...