Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Pittura metafisica
Questo sito utilizza cookie di Google e di altri provider per erogare servizi e analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google per le metriche su prestazioni e sicurezza, per la qualità del servizio, generare statistiche e rilevare e contrastare abusi. Navigando nel blog accetti l'uso dei cookie e il trattamento dati secondo il GDPR. Per maggiori dettagli leggere l'Informativa estesa.

Anno Quinto - Parte 1 di 2

Immagine
Com'è consuetudine di questo blog, l'inizio di ogni suo nuovo anno di vita è contrassegnato da un cambio di testata. La formula rimane, anche per questo Anno V, quella che ho inaugurato lo scorso anno, in occasione dell'inizio dell'Anno IV, e consiste nell'accostare tra loro una serie di immagini in formato mignon, tutte collegate agli argomenti prediletti dal blogger, alcune già apparse in precedenti post, altre inedite e in grado magari di suggerire qualcosa dei futuri percorsi del blog. Si spazia, come sempre, dal fumetto al mito, al cinema, alla fiaba, ecc. con il solito occhio di riguardo, per ragioni di Autobiobibliografia , agli anni '60 e '70. La testata dell'Anno IV comprendeva diciotto miniature in totale, stavolta ne sono uscite fuori solo quindici; ma ciò nonostante, mentre lo scorso anno avevo commentato tutte le immagini in un unico post, in questa occasione me ne sono serviti due. Questo perché, in più di un caso, i nuovi commenti ...

Rilke e Hopper tra visibile e invisibile /5
La questione "Metafisica"

Immagine
Nota: Questo nuovo capitolo della serie non è identificato dalla sigla Re-edit. Non rielabora cioè nessun mio scritto precedente dedicato a Rilke o a Hopper, ma è una riflessione ex-novo scaturita dalla mia rilettura, alcune settimane fa, di un paio di articoli dedicati alla presunta influenza della pittura metafisica sull'arte del pittore americano. * * *   Elena Pontiggia , nel suo saggio Edward Hopper, pittore metafisico , definisce la New York rappresentata da Hopper nei suoi quadri una Tebaide popolata di eremiti, citando tra l'altro un famoso aneddoto che riguarda  Early Sunday Morning (il quadro qui sopra), il cui titolo non coincide affatto con l'intento originale del pittore. Hopper, di questa sua opera, disse che non era riferita alla domenica ma a un qualunque giorno della settimana. Poteva essere anche domenica, ma non necessariamente. Il titolo infatti non lo stabilì lui, ma qualcun altro - forse un critico o un mercante d'arte. Elena Pontiggia...