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Visualizzazione dei post da 2013
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Solve et Coagula - Nota al capitolo 2 /4

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Il diavolo? Sì, no, forse... Alessia HV,  XV. The Devil  (digital art, 2015) Del tutto paradossale e simile a una specie di beffa del destino è invece che proprio l'illustrazione del Bafometto di Eliphas Levi (vedi immagine in basso) abbia finito per diventare l'emblema del diavolo, capovolgendo così l'intenzione dell'autore, il cui sforzo era apparentemente consistito proprio nel sottrarre la figura presente nell'Arcano XV dei Tarocchi di Marsiglia dalla sua identificazione con il diavolo. Ecco, a questo proposito, un mio riassunto della descrizione che l'autore dà del suo Bafometto all'inizio del capitolo 15 di  Dogma et Rituel de la Haute Magie : ...porta sulla sua fronte il Segno del Pentagramma con una punta rivolta verso l'alto, il che è sufficiente a distinguerlo come simbolo della luce. Inoltre il segno dell'occultismo è fatto con entrambe le mani, che puntano in alto verso la bianca luna di Chesed, e in basso verso la luna ner...

Solve et Coagula - Nota al capitolo 2 /3

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E ora, tiriamo un po' le somme La carrellata sul diavolo nei diversi mazzi di tarocchi che ho incluso nel post precedente  ci servirà, nelle righe che seguono, per definire gli elementi comuni e quelli divergenti nelle diverse raffigurazioni dell'Arcano XV. E' perciò evidente che i rimandi alle immagini sono da riferirsi a quella parte della nota e non a questa. Vediamo, per cominciare, che in alcune versioni (figure 2,3,4) le gambe della figura terminano con artigli di uccello, mentre nelle altre (figure 5,6) con zoccoli di caprone. Solo la presenza delle corna è comune a tutte le versioni, mentre quella delle ali è comune a tutte eccetto la figura 7. La natura ermafroditica del diavolo è invece sottolineata, a livello somatico, solo nelle figure 3,5. Ed è interessante notare, rimanendo in tema di sessualità, come proprio l'Arcano XV di Crowley, all'apparenza diversissimo da tutti gli altri, permetta di gettare un po' di luce su un dettaglio che è...

Solve et Coagula - Nota al capitolo 2 /2

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Ed eccoci finalmente arrivati ai Tarocchi e, per loro tramite, anche a Fabrizio, una figura che nel secondo capitolo occupa una posizione centrale. Anche in questo caso, come per la creazione del personaggio di Alessandra, mi sono stati preziosi alcuni ricordi; in particolare, quello di una visita che feci un giorno all'atelier di un giovane pittore fiorentino di nome Adriano Buldrini , che stava realizzando, in quel periodo, un mazzo di tarocchi. Il mazzo in questione è stato poi pubblicato, dalla casa editrice specializzata Lo Scarabeo, sotto il nome di Tarocchi contemplativi .  L'Arcano XIV nei Tarocchi Contemplativi di Adriano Buldrini Caso volle che proprio in quel momento il pittore fosse intento alla realizzazione dell'Arcano XV, Il diavolo, e che al mio arrivo nell'atelier l'opera, realizzata solo a metà, si trovasse sul cavalletto. Mai e poi mai avrei potuto immaginare che un giorno, a oltre un decennio di distanza, mi sarei trovato a uti...

Solve et Coagula - Nota al capitolo 2 /1

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Sbagliando si impara Devo in gran parte all'esperienza con il mio primo blog, il defunto  Power Spot , la scoperta di avere uno spirito, se non proprio agli antipodi, sicuramente molto distante da quello dell'articolista. E se è stata inizialmente una scoperta dalle conseguenze per me spiacevoli, poiché ha contribuito in modo determinante a far sì che il succitato blog prima soffrisse di un progressivo dilatarsi degli intervalli tra un articolo e l'altro, poi giungesse all'inevitabile chiusura, con il senno di adesso posso ben farla entrare di diritto nella serie dei miei  Sbagliando si impara . Mi ha permesso infatti di conquistare la completa certezza che il mio interesse nella scrittura è rivolto in modo quasi esclusivo allo storytelling o narrazione di storie. Che poi anche un blog potesse essere utilizzato a questo scopo, è cosa che non mi era mai passata per la testa prima che Romina Tamerici creasse il suo Dedalo delle storie . E' così a lei che devo...

Solve et Coagula - Nota al Capitolo 1 /3

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Circa un mese fa, in data 10 novembre, mi sono imbattuto sul blog Farfalle eterne di Alma Cattleya nel primo di tre post pubblicati sotto il titolo I magnifici Quindici . Post che ho poi commentato lamentandomi del fatto che io, a differenza di lei e di tanti altri, I Quindici non li avevo più con me. Almeno non più nella loro veste materiale. Avevo continuato invece ad attingervi, con la memoria, come a una specie di cornucopia: citazioni dalle loro pagine compaiono infatti, oltre che in Solve et Coagula , anche nell'altro mio work in progress, L'estate dei Fiori Artici . Era abbastanza? Da un certo punto di vista sì, ma era innegabile che la lettura del post di Alma avesse ridato improvviso vigore al mio desiderio, da molto tempo covato sotto le ceneri, di rientrare in un modo o nell’altro in possesso dei magnifici Quindici . Essendo però io in cerca della prima edizione, del 1967 (quella con le costole che formano l’arcobaleno), l’idea di ricercarli in mercati...

Solve et Coagula - Nota al Capitolo 1 /2

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Riprendendo il filo da dove lo avevo lasciato alla fine della prima parte di questa Nota , ho letto per la prima volta la fiaba di  Zio Lupo moltissimi anni fa nel secondo volume, Racconti e fiabe , dell’enciclopedia per ragazzi I Quindici ( I libri del come e del perché ). E poiché questa enciclopedia riveste per me un significato speciale, che va molto al di là di questo singolo dettaglio, sento il dovere (che è in realtà per me un piacere) di dedicargli un po' di spazio. Cominciando col dire che I Quindici sono stati tra i primi libri miei a fare ingresso nella mia vita, dopo che ero venuto al mondo in una casa che già disponeva di una biblioteca piuttosto fornita (sebbene non di libri per ragazzi). Mi furono acquistati dai miei genitori nel giugno 1967, al termine della prima elementare, dietro consiglio del mio insegnante di allora, Sig. Masi, che immagino avesse un accordo con la casa editrice per una percentuale sulle vendite. (Ma devo anche annotare, a questo pun...

Solve et Coagula - Nota al Capitolo 1 /1

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Solve et Coagula è stato un vero e proprio imprevisto sul mio cammino di storyteller . Quando infatti ho deciso di accettare la “sfida” lanciata da Romina Tamerici lo scorso agosto con il suo blog Il dedalo delle storie , non avevo nessuna idea di come l’avrei affrontata. Sapevo solo che il breve incipit da cui tutte le possibili strade del labirinto dovevano diramarsi in qualche modo mi risuonava: seppure con parole diverse e in forma più condensata, era più o meno lo stesso incipit da cui aveva preso il via l’altra mia opera in corso di realizzazione, L’Estate dei Fiori Artici . In entrambi i casi si parte da una situazione di stallo in cui, per dirla crudamente, o si cambia o si muore. Volevo tuttavia realizzare, allo stesso tempo, qualcosa di abbastanza diverso e soprattutto di molto meno legato alla dimensione autobiografica. Così, per eliminare in partenza ogni rischio di ricaduta, ho deciso di scrivere stavolta in terza persona anziché in prima e che il protagonista p...

Solve et Coagula - pagina 1

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Incipit  ( Romina Tamerici ) Davanti a un bivio. Quel giorno come mille altre volte: un labirinto di speranze e di illusioni in cui tutte le strade sembrano sbagliate. La familiare sensazione di non sapere cosa fare della propria vita condisce la voglia di andarsene lontano, sempre più distanti dalla prigione delle abitudini, dalla tela delle relazioni sbagliate, dai dubbi travestiti da certezze. (Il dedalo delle storie, Giovedì 15 agosto 2013) Capitolo 1 - parte 1 Finora aveva sempre anticipato la riflessione all’azione. E se stavolta avesse provato ad agire, semplicemente agire, senza neanche preoccuparsi troppo delle conseguenze. Magari è vero che la fortuna aiuta gli audaci. Se solo fosse stata in grado, pensava, di distinguere dove finisce l’audacia e comincia l’incoscienza… Ed ecco che ricominciano i dubbi, le paure. Bé, certo, le esperienze bruciano e non si cancellano così facilmente. Come quando prese la decisione di lasciare l’università, ma solo dop...