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Visualizzazione dei post con l'etichetta Letteratura americana
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Il regno di ERB - The Greatest Adventure /9: Capitolo finale

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  Se lo scenario marziano di  The Greatest Adventure riempie ben tre dei nove albi della miniserie, quello venusiano si risolve invece in appena tre pagine. Giusto il tempo di caricare sul Resolve della nuova tecnologia atomica (una specialità del posto)  a rimpiazzare quella distrutta da Jason Gridley , di mostrare uno scorcio del pianeta così come Edgar Rice Burroughs lo aveva immaginato al di sotto dei perenni strati di nuvole che ne avvolgono la superficie, e di far entrare in scena, oltre agli uomini-uccello, o Angan , un ultimo personaggio fondamentale della saga, che può solo essere, a questo punto, Carson Napier , altrimenti conosciuto come  Carson di Venere . Ex terrestre, ma ora abitante di  Vepaja , una delle isole che affiorano sulla superficie acquatica del pianeta Venere ( Amtor , nella lingua nativa), Carson Napier risiede, a fianco della bellissima principessa  Duare , in un palazzo della capitale arborea dell'isola, quasi i...

Il regno di ERB - The Greatest Adventure /8

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Che ci fa la "ragazza di Hollywood" in mezzo in gruppo di avventurieri imbarcati in una spedizione pericolosissima? Deve esserselo chiesto anche lo sceneggiatore Bill Willingham , visto che trova doveroso darci una spiegazione. E insieme infilare in The Greatest Adventure l'ennesimo riferimento all'universo narrativo di Edgar Rice Burroughs . Quella di Shannon Burke è per certi versi una storia alla Black Dahlia : una bella ragazza della provincia americana che, con l'ammaliante nome d'arte di Gaza de Lure , sogna di sfondare nel cinema ma si scontra con la dura realtà dell'ambiente hollywoodiano, fatta di droga e compromessi sessuali. La differenza è che Shannon ne uscirà più o meno indenne oltre che illibata, pur se frustrata nelle ambizioni artistiche. La risposta di Willingam è che le è rimasto intatto il gusto per l'avventura, lo stesso che l'ha portata fino a Hollywood ed ora ad arruolarsi nell'equipaggio del Venture. E già che ci siamo...

Il regno di ERB - The Greatest Adventure /7: La resurrezione di Jimber Jaw

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Ma come battere sul tempo gli avversari e raggiungere per primi il punto in cui il tunnel sotterraneo sbuca a  Pellucidar ? si chiedono Tarzan e il suo equipaggio a bordo del venture? Semplice, si rispondono: servendosi del tunnel stesso, anziché passare dall'ingresso "ufficiale", dalle parti del Polo Nord, e poi da lì mettersi a cercare un foro in un mondo immenso e pieno di caverne. Si offrono volontari per la discesa  Jim Stone  e  Victoria Custer , e lo sceneggiatore della miniserie,  Bill Willingham , ne approfitta per inserire un nuovo riferimento all'universo narrativo di  Edgar Rice Burroughs . Perché Stone nella seconda delle due vignette si definisce un uomo delle caverne? Perché lo è alla lettera, essendo lui il risultato di un processo scientifico di resurrezione a opera del professor Marvin Stade , i cui studi consistono nel congelare cani e scimmie per giorni o settimane e poi riportarli in vita. Un’occupazione che non era, a quanto pare,...

Il regno di ERB: The Greatest Adventure /6

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Caspak è, dopo  Poloda , il secondo dei mondi immaginati da  Edgar Rice Burroughs  a salire sulla ribalta di  The Greatest Adventure , nel numero 2 della serie. E' l'isola-continente su cui è ambientata la trilogia della Terra dimenticata dal tempo e la prima tappa dell'equipaggio del Resolve alla ricerca della gemma chiamata Occhio del Giudizio . E, sulle loro tracce, approdano su Caspak anche i loro inseguitori, capitanati da Tarzan . Che devono però prima fronteggiare un attacco dei mostruosi uomini alati che sono tra gli abitanti autoctoni dell'isola, inviatigli contro dai loro nemici. Nemici che hanno al loro servizio anche i Primi Nati , o Pirati Neri di Barsoom , la più antica delle brutali razze guerriere di Marte. Oltre a Caspak, che è il nome nativo, l'isola  ha però anche un altro nome: Caprona , assegnatole dall'italiano Caproni , un navigatore al seguito di James Cook che la avvistò nel 1721, al largo dell'Antartico. Senza tuttavia farvi scal...

Il regno di ERB: The Greatest Adventure /5

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  Conviene ora, prima di aprire ufficialmente il sipario sulle pagine iniziali di  The Greatest Adventure , tirare un po' le somme e ricordare che ciò che voluto fare, con gli ultimi quattro post* di questa serie dedicata a Meriem, "la prima tarzanide", è stato soprattutto introdurre il personaggio di  Jason Gridley , destinato a giocare un ruolo da protagonista nei nove comic-books che compongono la miniserie. Perciò ho voluto raccontare nel dettaglio sia la sua origine all'interno del  ciclo di Pellucidar  (in  Tanar of Pellucidar ), sia le circostanze del suo ingresso nel  ciclo di Tarzan  (in  Tarzan at the Earth's Core ). Cosa questa che mi ha anche permesso di fornire degli esempi tradotti della scrittura di Edgar Rice Burroughs , di mostrare alcune sue invenzioni letterarie come l' onda di Gridley , l' harbenite  e il  dirigibile 0-220 , e infine di offrire un rapido affresco di Pellucidar ,...

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta /15: Addio al Chautauqua?

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Nel finale del Chautauqua de Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta , leggiamo di Fedro che si imbatte in un altro equivalente della "sua" Qualità, dopo il Buddha e il Tao. E' l'anima come la descrive Socrate nel Dialogo di Platone  Fedro ,  che ha in se stessa la causa del proprio divenire ed è causa di tutte le cose . Del resto, aggiunge Pirsig: Non ci può mai essere una vera contraddizione negli elementi centrali delle filosofie monistiche. L'Uno indù dev'essere identico all'Uno greco, altrimenti sarebbero due. Nel Fedro , il viaggio dell'anima è rappresentato in forma mitica, con l'immagine di un auriga alla guida di un cocchio trasportato da due cavalli, l'uno bianco, placido, nobile d'aspetto; l'altro nero, caparbio, pieno di passione . Il primo conduce l'anima verso il mondo spirituale e l'Unità, il secondo verso il mondo materiale e il molteplice. Fedro si domanda se la condanna delle passioni tanto ra...

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta /13: 25th Anniversary Edition (1974-1999)

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Ai tempi in cui lessi per la prima volta  Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta non avevo nessuna cognizione del greco antico. Per questo motivo, tra le ragioni della piccola insoddisfazione di cui ho detto nel precedente post, non ne figurava una che ho viceversa ricavato dalla recentissima mia rilettura del libro, nel corso della quale non ho potuto evitare di accorgermi della traduzione errata, da parte di Pirsig, del nome Fedro, che in greco significa "splendente, luminoso" e non "Lupo" come pretende lui. Non riuscendo però a immaginare che uno scrittore possa incorrere in errori di tale portata, ho pensato a un possibile gioco etimologico, di cui mi sfuggivano però gli elementi e i nessi. Ma dopo aver fatto delle ricerche in rete - vedi mai mi fossi perso qualcosa - ho dovuto arrendermi all'evidenza che non c'è modo di rendere "Fedro" con "Lupo", neanche ricorrendo alle più acrobatiche etimologie platoniche. Ero ...

Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta. Un'indagine sui valori /12

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Nel post precedente ho accusato Pirsig di aver espresso in termini troppo terra terra il concetto del valore individuale. Lui mi avrebbe forse ribattuto con una delle frasi del suo libro divenute più celebri: In cima alle montagne non ci sono motociclette e, a mio avviso, ben poco Zen. Lo Zen è "lo spirito della valle", e non quello delle vette. Oppure:  Io sono convinto che la metafisica va bene se migliora la vita quotidiana; altrimenti è meglio lasciarla perdere. Tutto condivisibile. Ma io ho solo preso nota di un momentaneo cedimento di Qualità persuasiva che si accompagna ad altri nel libro e che spiega cosa intendevo dire quando, all'inizio di questa serie di post, ho scritto che non ero uscito al cento per cento soddisfatto dalla lettura de  Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta . Che rimane comunque per me un caposaldo della letteratura filosofica e uno dei libri più importanti del XX secolo, per la sua capacità di scuotere alle fondamenta le f...