I virus esistono davvero? [Il Veritiero]
Salve a tutti. Soprattutto in questo periodo vorrei molto che questo spazio potesse occuparsi di cose per me più fondamentali, come la promozione della mia scrittura (ciò per cui il blog era nato in origine). Ma come ogni anno, in vista dell'autunno e dei primi raffreddori, è partita la consueta, massiccia campagna di disinformazione di stato a reti unificate, con l'ausilio della solita selva oscura di cosiddetti "professionisti dell'informazione" e "fact-checker indipendenti". Il pretesto usato è stavolta il noto caso di cronaca di questi giorni (ma in mancanza di questo avrebbero certo trovato altro, tranquilli).
Purtroppo informarsi seriamente richiede tempo, studio e fatica, e le masse disinformate (vedi post precedente) preferiscono affidarsi alle "verità" preconfezionate che vengono loro propinate 7 giorni su sette h24. Basta farle precedere dalla formuletta (perché nient'altro che di pensiero magico si tratta) "Dice la scienza..." e il gioco è fatto. Rilancio per questo qui di seguito un ottimo articolo di Matt Martini, chimico farmaceutico e titolare del canale Telegram e Youtube Il veritiero. Questo articolo in particolare proviene da Telegram.
Il fatto che Fauci avesse mediato il finanziamento e lo sviluppo di ricerche sui virus (compresa la famosa ma incerta nei risultati e nel suo successo gain-of-function) non è una scoperta.
Ma La Verità o altre testate di area sembrano dimenticarsene, anche perché gli articoli se no su che li scriviamo?
Ma non c'è nessuna novità, si sapeva già tutto: gli incarichi di Fauci erano pubblici, non c'erano segreti e il suo operato era noto. Non ci sono novità sostanziali rispetto al giornalismo d'inchiesta del 2020. E anche oggi, sotto interrogatorio da parte del Senato, con l'ovvio tentativo di metterlo in un angolo politicamente, non è emerso sostanzialmente nulla che non fosse già noto nel 2020. Ma anche prima. Vi ricorderete il servizio sul gain-of-function di un coronavirus di pipistrello a Leonardo di qualche anno prima....
Detto ciò Fauci è un criminale: ha giustificato la dittatura sanitaria per un biennio (o come volete chiamare la campagna di restrizione delle libertà individuali e collettive) e la vaccinazione obbligatoria. Ma questo non significa che Fauci ha creato il virus di Wuhan.
Semplicemente perché non c'è mai stato nessun nuovo virus emergente uscito dalle loro ricerche. La bugia è stata semmai quello di farlo credere. L'emergenza di un virus emergente nelle due varianti narrative (quella della mutazione spontanea e quella della creazione in laboratorio) è stata una frode scientifica e al tempo stesso una psy-op. Non ho bisogno di ripetere le argomentazioni che provano questo, avendoci già scritto un libro (Operazione Corona: colpo di stato globale. Analisi bio-medica, economica e politica della più grande truffa della storia dell’umanità, Aurora Boreale, 2020, N.d.R.). Chi vuole può anche rivedersi cosa hanno scritto Fabio Franchi e Stefano Scoglio all'epoca, o ricercatori stranieri come Christine Massey. Tutte le prove biologiche a favore dell'esistenza di un coronavirus emergente si sono rivelate davvero inconsistenti e, peraltro, le richieste di prove hanno messo fortemente in imbarazzo gli istituti sanitari, ufficiali e non, di mezzo mondo.
Solo pochi capi di stato all'epoca, come il presidente bielorusso Lukashenko ebbero la sfacciataggine di rivelare al mondo che era in corso una grande campagna di guerra psicologia.
Inutile dire che parlare di un virus armato in laboratorio faceva parte di una campagna per rendere questa psy-op più credibile. Se lo hanno fatto, il virus esiste. E' la "prova" psicologica contro ogni denyalist (negazionista, N.d. R).
Tutto molto inconsistente. Se si volesse anche solo provare a fare un'arma biologica si lavora in un programma militare sotto la massima segretezza e non in un programma civile sotto approvazione e supervisione del Congresso.
Per questo Fauci non verrà condannato per "strage colposa" e "epidemia volontaria" o reati consimili. Perché semplicemente il fatto non sussiste. Non c'è nulla che provi più di quello che sappiamo. E a questo punto è anche un bene per lui, ovviamente.
Il sottoscritto si è letto tutti i brevetti sul virus a cui hanno detto di lavorare. Certo leggersi 70 o 80 pagine di pdf per documento (erano almeno due se non ricordo male) in inglese e di descrizioni di processi tecnologici è cosa che nessun complottaro su Facebook o giornalista generalista è andato a fare. Ma siccome io sono scemo, ed è la mia materia, l'ho fatto e posso sentirmi abbastanza sicuro nell'affermare che i processi di manipolazione per acquisire un qualche cambio di funzione proteica in un coronavirus erano abbastanza imbarazzanti. Certo la descrizione era sufficientemente chiara per brevettare un processo, ma del tutto inadeguata per ottenere risultati certi. Decine di passaggi in cui i ricercatori stessi non sapevano cosa fosse rimasto sulla [piastra di] Petri o nella provetta. Ricordo ancora una frase che riassumeva bene la difficoltà persino concettuale dietro al metodo: "L'isolamento non è robusto".
Chiunque abbia competenze di letteratura scientifica e anche un minimo di laboratorio capisce quando la ricerca sta chiaramente ciurlando nel manico.
Aggiungo che il punto fondamentale esula persino dalla vicenda pandemica del 2020.
Ci sono limiti teorici pratici a questa narrazione, circa ciò che l'ingegnerizzazione biologica sia in grado di fare oggi:
1) Nessuno è ancora riuscito a fare la "vita sintetica" (e a mio personale giudizio vi è un'impossibilità teorica, se non addirittura ontologica);
2) Manipolare i geni di un sistema vivente in modo che sia ancora funzionante riesce solo in rarissimi casi e con geni che non operano in modo fine e olistico (ignoriamo poi le leggi, se ve ne sono) sul "DNA spazzatura", che però potrebbe avere ancora un ruolo inesplicato, e secondo me a che fare con 1);
3) I virus esistono davvero? Molto di ciò che classifichiamo "virus", soprattutto i retrovirus, è indiscernibile per struttura dagli esosomi endogeni delle varie specie animali. In tutti questi anni la virologia ha espanso illimitatamente la classificazione di un gran numero di virus che - come la vicenda pandemica ha reso di dominio pubblico - vengono isolati malamente (cioè non si isolano mai) e su questi non-isolati viene fatto, via PCR, un sequenziamento e una tipizzazione genetica che, proprio per questo, sono sbagliati anzitutto sul piano epistemologico.
Anche per questo, su un presunto virus ricostruito e immaginato solo al computer, che ingegneria genetica si può pensare di fare? E' ovvio che quello che hai sequenziato non c'è nel mondo fisico. (Ma per un virus che non necessita di esistere per spaventare, questo va bene).
Aggiungo, in forma di appendice, che in tutto ciò i virologi non si sognano nemmeno di verificare che le presunte nuove specie rispettino davvero i postulati di Koch per provarne la patogenicità. La stessa cosa vale per il virus del pangolino di Wuhan, se andiamo a prendere in mano l'articolo di Bao e colleghi [Studio cinese del 2019, N.d.R.] che avrebbe dimostrato la patogenicità del nuovo "coronavirus". Una frode scientifica.
Insomma, se questo è il potere del virus creato dai ricercatori di Fauci è davvero nullo.
E io fra l'altro anche per questo mi stupisco di come ogni volta gli attivisti e segnalatori "di area" continuino a cadere in questo loop psicologico. Non è sbandierando l'idea delle ricerche sul gain-of-function, che non ha mai portato nulla di concreto, che si manderà in galera Fauci, ma semmai si dovrebbe andare nella direzione giusta: le sue dichiarazioni fraudolente, contraddittorie (e contraddittorie perché fraudolente), la corruzione, la complicità politica con le amministrazioni Democratiche di quegli anni (ma anche in epoca Bush), il conflitto di interessi, l'infondatezza scientifica dei lockdown da lui sostenuti. E magari anche la frode dell'AIDS che fece la sua prima fortuna.
Questo è.

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