Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Musica Jazz
Questo sito utilizza cookie di Google e di altri provider per erogare servizi e analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google per le metriche su prestazioni e sicurezza, per la qualità del servizio, generare statistiche e rilevare e contrastare abusi. Navigando nel blog accetti l'uso dei cookie e il trattamento dati secondo il GDPR. Per maggiori dettagli leggere l'Informativa estesa.

Gli Occhi di Modì, pronto e quasi servito

Immagine
  Con il presente post annuncio, a tutti coloro che, da vicino o da lontano, ancora si aggirano da queste parti, e dopo una lunghissima (più del previsto) pausa del mio ex blog, di aver portato a termine, pochi giorni fa, dopo un totale di due stesure e nove revisioni , il mio secondo romanzo,  Gli occhi di Modì . Il computo finale si aggira stavolta, tutto incluso, intorno alle 370 o 335 cartelle (a seconda che si scelga di conteggiare 1.800 o 2.000 caratteri per cartella), che si traducono, applicando la stessa formattazione dell Estate dei Fiori Artici in poco più di 500 pagine di stampa. Credo di aver già raccontato almeno una volta come  Gli occhi di Modì , nonostante solo ora si avvicini alla pubblicazione, abbia in realtà un’origine abbastanza antica nella sua prima stesura, di poco successiva alla prima stesura dell ’Estate dei Fiori Artici . Iniziata e completata in Svezia nell'arco di circa tre mesi, risale alla ormai lontana prima...

When Charlie speaks of Lester... - I quaranta anni di "Mingus" /3 (Finale)

Immagine
Charles Mingus parlava criticamente degli Americani, che con la loro cultura della Coca Cola non riuscivano a capire la statura intellettuale, il modo di vivere e pensare di popoli che hanno una storia di millenni... Cercavo di capire, di seguirlo in quel suo modo tipico di parlare, troppo chiuso per le mie orecchie poco use a quel linguaggio e a una serie di argomentazioni complesse portate avanti una dopo l'altra, che dall'estrema Asia al Mediterraneo, passando attraverso l'India e i paesi arabi, l'Egitto, toccava temi quali la religione, la vita, la politica, la musica di queste regioni... Isio Saba, fotografo e pioniere del jazz in Italia Ho terminato il post precedente scrivendo che avrei parlato del "metodo  operativo" di Pachita , ma con la precisazione che non sarebbe stato attraverso le descrizioni offerte nei suoi libri da Alejandro Jodorowsky , suo assistente per vari anni. Preferisco rivolgermi, allo scopo, all'opera di Carlos C...

When Charlie speaks of Lester... - I quaranta anni di "Mingus" /2

Immagine
Charles Mingus odiava le limitazioni. Odiava le categorie. Jazz, classica, rock, folk... per lui non significavano nulla, erano solo delle restrizioni espressive. Sue Graham Mingus * * * L'esempio più bello, anche se non si tratta di un documento di natura jazzistica, è quello attuato dalla cantautrice canadese Joni Mitchell, artista famosissima che non ha certo operato in cerca di popolarità, che ha costruito uno splendido album dal titolo semplice e significativo: Mingus . All'interno di queste tracce sonore c'è tutta l'essenza della filosofia di Mingus: esprimere soprattutto se stessi. E infatti, questo è un album della cantante canadese, e non si distacca minimamente dai suoi lavori precedenti; eppure, il profumo di Mingus sembra colmargli le narici oltre che l'anima: quel sapore acro e amaro, dolce e fantasioso del grande contrabbassista sembra trasportato implicitamente nella personale espressione di Joni Mitchell, attuando proprio quel lavoro ...

When Charlie speaks of Lester... - I quaranta anni di "Mingus" /1

Immagine
When Charlie speaks of Lester / You know someone great has gone / The sweetest swinging music man / Had a Pork Pie hat on. Joni Mitchell, Goodbye Pork Pie Hat * * * Secondo post della nuova rubrica (o virtualmente tale) del blog dedicata agli anniversari e alle ricorrenze. Nel primo, ad aprile, ho voluto ricordare, seppur con due mesi di ritardo, il cinquantenario dell'uscita nelle sale di Brucia ragazzo brucia , del bravo regista italiano Fernando di Leo (1932-2003). Senza però concentrarmi sul film nella sua interezza, ma soltanto su una sua sottotrama che mi sono divertito a intitolare Snoopy vs Mickey Mouse , scegliendo così di isolare la parte più leggera di un film nell'insieme tutt'altro che leggero. Va poi da sé che neanche nei suoi toni da commedia Di Leo rinuncia a offrirci degli spaccati mordaci sulla società e le relazioni umane. L'avere inoltre io potuto coniugare in tal modo cinema e fumetto, mi ha anche motivato a chiedere a Lucius Etrus...