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Visualizzazione dei post con l'etichetta Le centoventi giornate di Sodoma
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The Pleasure of Pain II Extended - Da Sade a Pasolini /4: Inferno

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Dopo i titoli di testa, dopo la bibliografia essenziale, e dopo la specifica che ci troviamo nell'Italia Settentrionale a cavallo tra il 1944 e il 1945, segue in  Salò o le 120 giornate di Sodoma un cartello con la scritta "ANTINFERNO", che segna l'inizio vero e proprio del film e sta a indicare tutta la sua prima parte, quella relativa alla fase di preparazione dell'orgia e quindi corrispondente alla parte iniziale del romanzo di Sade a cui ho dedicato il post sulla Scuola del libertinaggio . Ed è proprio questa diversa forma di suddivisione delle parti a rappresentare, dopo la ricollocazione degli eventi in un diverso contesto temporale e geografico, la seconda deviazione significativa di Pier Paolo Pasolini regista dal testo sadiano: le quattro fasi con i quattro differenti tipi di passioni - semplici, composte, criminali e omicide - presenti nel libro, lasciano il posto nel film a una struttura in tre gironi: delle manie, della merda e del sangu...

The Pleasure of Pain II - Da Sade a Pasolini /2: La Scuola del libertinaggio

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* * * Nel capitolo dedicato a Sade del suo saggio  La letteratura e il male , Georges Bataille scrive che opere come  Psychopathia sexualis  "hanno significato sul piano di una coscienza obiettiva di comportamenti umani, ma situata al di fuori dell'esperienza della verità profonda rivelata da questi comportamenti"*. Chissà se con queste stesse parole Bataille non abbia anche voluto ribattere a Maurice Heine , studioso a cui si deve la prima trascrizione e pubblicazione postuma di molti dei manoscritti inediti del Marchese, quando scrive, a proposito de Le centoventi giornate di Sodoma , che è... ...un documento di singolare valore, e contemporaneamente il primo saggio positivo (a parte quello dei confessori) in vista della classificazione delle anomalie sessuali. L'uomo cui spetta il merito di aver cominciato a osservarle metodicamente e a descriverle sistematicamente, un secolo prima di Krafft-Ebing e di Freud, si è meritato...

The Pleasure of Pain II: Il Divin Marchese e il Conte immaginario, citazioni a confronto

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Revisionato in data 29/10/2022 * * * Max Ernst, Napoleon in der Wildnis (1941)  Così si esprime  il critico letterario  Jean Paulhan  (1884-1968) nel suo libro Le Marquis de Sade et sa complice ou Les revanches de la Pudeur (ed. it. Scritti inediti sull'opera di Sade , Longo, 1992): Se Justine ha meritato d'essere la bibbia - almeno in una determinata epoca della loro vita - di Lamartine, di Baudelaire e Swinburne, di Barbey d'Auriville e di Lautréamont, di Nietzsche, di Dostoïevsky e di Kafka (o, su un piano leggermente diverso, di Ewerz, di Sacher-Masoch e di Mirbeau) è perché questo strano benché apparentemente semplice libro, che gli scrittori del XIX secolo hanno passato il loro tempo - senza quasi mai nominarlo - a esaltare, a mettere in pratica, a rifiutare, pone una domanda così fondamentale che non sono bastate le opere di un intero secolo a dare una risposta...* Esisterebbe quindi, secondo Paulhan, un'influenza diretta di de ...