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Visualizzazione dei post con l'etichetta Exploitation
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The Pleasure of Pain II Extended - Da Sade a Pasolini /6: Salò o le 120 giornate di Sodoma, i nomi e i volti

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Questo è il film dell'adattamento. Ho finito col dimenticare com'era l'Italia fino a una decina di anni fa e anche meno, e, poiché non ho altra alternativa, ho finito con l'accettare l'Italia com'è diventata. Una immensa fossa di serpenti, dove, salvo qualche eccezione e alcune misere élites, tutti gli altri sono appunto dei serpenti, stupidi e feroci, indistinguibili, ambigui, sgradevoli. (Pier Paolo Pasolini) Questo film va talmente al di là dei limiti che ciò che dicono sempre di me dovranno poi esprimerlo in altri termini. E' un nuovo scatto. Un nuovo regista. Pronto per il mondo moderno. (Pier Paolo Pasolini) * * * Salò o Le 120 giornate di Sodoma è l'unico film di Pier Paolo Pasolini a non avere una sceneggiatura completa scritta di suo pugno, nonostante di sceneggiature del film ne esistano ben tre. E' senza dubbio curioso notare come tutto sia incominciato, nel 1972, dall'idea di Enrico Lucherini , capo ufficio ...

The Pleasure of Pain II - Marquis de Sade's Eugenie: La versione di Franco

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* * * Forse ricorderete come l'articolo sul produttore cinematografico  Harry Alan Towers , scritto da Lucius Etruscus e pubblicato in questo blog meno di una settimana fa, presentasse, oltre a Justine , un secondo film tratto da de Sade e diretto da Jesús Franco: un adattamento del romanzo La filosofia nel boudoir  conosciuto con vari titoli, tra cui quello stesso del romanzo, ma che in origine si chiama  De Sade 70 . Ho creduto una buona idea proporvi, come per Justine , una raccolta di dichiarazioni del regista anche al riguardo di questo secondo film. * * * De Sade 70: La versione di Franco  Io e Harry eravamo d'accordo sul fare ancora qualcos'altro tratto da de Sade. Così ci decidemmo per La filosofia nel boudoir . E' la storia della degenerazione di una giovane che nel giro di un fine settimana si trasforma da innocente e pura in un vero mostro, finché non finisce per uccidere se stessa. E' una storia atroce. Immaginata e scritta con ...

The Pleasure of Pain II - Marquis de Sade's Justine: La versione di Franco /2 di 2

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* * * Jack Palance era sempre ubriaco. Cominciava a bere vino... vino rosso, alle sette del mattino. Ma come attore era eccezionale, fuori di testa e pazzo. E come se non bastasse, arrivò sul set con la paura che gli avrei fatto recitare qualcosa di volgare. Ma come gli spiegai la prima scena che avrebbe girato, quella in cui gocciola sangue ed è come una statua in movimento all'interno del monumento di Gaudì, gli piacque immediatamente e si immedesimò a tal punto che dovetti fermarlo e tenerlo a freno. Ne uscì una cosa folle ma molto buona. Tutto andò a meraviglia con lui. Ha presenza! E io penso che un attore debba anche avere presenza. Di un certo tipo, però. Non intendo dire che debba essere o brutto o bello ma che sia di impatto. Jack Palance... è come un mostro. Harry [Alan Towers] voleva che fosse Orson Welles a interpretare il Marchese de Sade. E Orson, con cui io andavo molto d'accordo, si dichiarò disponibile. Ma quando poi lesse la sceneggiatura, di...

The Pleasure of Pain II - Marquis de Sade's Justine: La versione di Franco /1 di 2

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* * * Pubblico, in questo post, la prima di due parti di una mia traduzione di una serie di dichiarazioni rilasciate dal regista Jesús Franco a proposito del suo film del 1968 Justine o le disavventure della virtù ( Marquis de Sade: Justine ), film di cui si è occupato un paio di giorni fa Lucius Etruscus , nel suo secondo guest post per questa parte di The Pleasure of Pain . Lucius, nel parlare del film, si è concentrato in particolare sul resoconto che ne fa il principale protagonista del suo post, il produttore Harry Alan Tower s, alle cui parole ho pensato non fosse una cattiva idea accostare quelle del regista, così da avere un quadro più completo circa le fasi di progetto e realizzazione del film. Ho diviso in due parti il totale delle dichiarazioni di Franco sia per snellire il post, che rischiava altrimenti di risultare troppo lungo, sia per lasciarmi un po' di spazio a disposizione per un breve commento finale. La pubblicazione della seconda parte è in pro...

Incantesimi cinemusicali /9: Inhibition

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Tornano sul blog, a nessuna richiesta, gli Incantesimi cinemusicali , e lo fanno con un titolo,  Inhibition , che appartiene a quel numero imprecisato di pellicole che mi hanno catturato fin dalla prima visione e richiedono che ogni tot di tempo io torni a immergermi in loro. Sebbene, forse, nel caso specifico di oggi, più che di "Incantesimo cinemusicale" si dovrebbe parlare di "Incantesimo cinemusicalpoetico". Vedremo presto perché, ma c'è prima da spendere due parole sul film. E comincio col dire che siamo, con  Inhibition , in piena exploitation anni '70, dalle parti cioè del mio genere e periodo di cinema preferiti, quello degli anni eroici del fumo di sigaretta libero sullo schermo e in sala. Ma sebbene per un verso perfettamente inserito in questo panorama,  Inhibition  è anche opera singolare, che vi si erge allo stesso tempo come un unicum. Già la sua origine, del resto, lo designa come tale: film d'esordio alla regia di Paolo Poet...

E non liberarci dal male: Lautréamont, Laforgue, Baudelaire.

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Rinunciamo per sempre a Gesù Cristo e a tutte le sue opere. Dedichiamo noi stesse a Satana. Noi ti supplichiamo, Satana, nostro Signore e Maestro. Insegnaci tutte le vie del male. E nell'ora della nostra morte accoglici nel tuo satanico grembo. Il sentiero del bene - è risaputo - è ripido e irto di spine, ma altrettanto difficoltoso può rivelarsi il sentiero del male, se chi vi si inoltra non è eletto a percorrerlo ma è solo un dilettante in materia. E' il caso di Anne e Lore, le due studentesse protagoniste del film di  Joël Séria   E non liberarci dal male ( Mais ne nous délivrez pas du mal , 1971), interpretate rispettivamente da Jeanne Goupil e Catherine Wagener . Mora la prima e bionda la seconda, le due ragazze - benvolute dalle loro tranquille famiglie borghesi; agiata soprattutto quella di Anne - studiano in un esclusivo collegio retto da suore. Ad unirle, una forte attrazione reciproca che si compone di molti elementi diversi, compreso l'amore. Facile quin...