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Picnic at Hanging Rock Reloaded: Oltre la Roccia /5




Link ai precedenti post dello Speciale:
1. Primavera, tempo di Picnic2. Le ragioni di uno Speciale3. Oltre la Roccia /1
4. Oltre la Roccia /25. Oltre la Roccia /36. Oltre la Roccia /4

Quando avremo trovato il nostro cammino nell’Eterno Tempo del Sogno, ci renderemo conto che non stiamo ritirandoci in un tempo che non è più, né in una fantasia, al riparo dalle asperità della vita quotidiana. Al contrario, saremo irresistibilmente trascinati dalla visione di ciò che è stato e potrà essere e, necessariamente, già è. 
A.P. Elkin, Gli aborigeni australiani*

Come annunciato, in questo post mi occuperò di un paio di altri "scardinamenti temporali", successivi allo stop degli orologi nell'area del picnic ma precedenti il Capitolo XVIII, presenti cioè nella versione "ufficiale" del romanzo Picnic a Hanging Rock.

Il primo riguarda la fuga di Edith Horton dalla Roccia, che inizia nel momento in cui Marion, Miranda e Irma superano il confine ideale stabilito dal monolito.

Nonostante corra a perdifiato, e incroci sul suo cammino l'insegnante Greta McCraw in sottoveste, che nessuno aveva visto lasciare il gruppo dopo colazione - "benché per qualche motivo ignoto avesse deciso improvvisamente di alzarsi da sotto l'albero dove stava leggendo e di seguire le quattro ragazze verso la Roccia" - Edith arriva all'area del picnic circa un'ora dopo che i gitanti hanno dato inizio alla ricerca di lei, delle sue compagne e dell'insegnante. E nonostante urli a squarciagola, nessuno dei presenti ode le sue grida.

Se qualcun altro, oltre al piccolo cangurino acquattato a poca distanza in un cespuglio di felci, avesse udito le sue grida di terrore, il picnic a Hanging Rock avrebbe ancora potuto essere un picnic come tanti altri in un giorno d'estate. Ma nessuno le udì.

E' quindi chiaro che in questa scena sono in gioco due diversi piani spazio-temporali, quello di Hanging Rock e quello dell'area del picnic; che la fuga di Edith inizia nel primo dei due e termina nel secondo; che pochi secondi o minuti del tempo della Roccia corrispondono a oltre un'ora del tempo dell'area del picnic.

L'altro scardinamento temporale ha invece a che fare con il ritrovamento sulla Roccia di Irma Leopold a una settimana dalla sua scomparsa. Sono vari, in questo caso, i punti che il libro lascia inspiegati:

1. Irma viene ritrovata bene in vista su Hanging Rock a una settimana dalla sua sparizione, dopo che la Roccia nello stesso lasso di tempo è stata più volte esplorata in tutta la sua superficie.

2. La presenza di Irma su Hanging Rock non è stata rilevata, nell'arco di una settimana, neanche dal fiuto del cane poliziotto impiegato nelle ricerche.

3. Irma, dopo una settimana trascorsa in assenza di cibo e acqua, non presenta segni di deperimento fisico.

4. I piedi di Irma "erano nudi e perfettamente puliti, per nulla graffiati o ammaccati" nonostante lei avesse camminato e anche danzato scalza sulla Roccia.

5. Irma è senza corsetto e non si trova traccia dell'indumento da nessuna parte. Un indizio che nel libro è definito prezioso, ma che "non fu mai seguito né comunicato alla polizia." 




Abbiamo dunque nuovamente a che fare con due diversi piani spazio-temporali e con un meccanismo analogo al caso precedente: una settimana trascorsa nel mondo esterno corrisponde a una quantità di tempo imprecisata ma comunque molto inferiore trascorsa su Hanging Rock. E come la voce di Edith era inaudibile dalla Roccia, così la forma fisica di Irma era invisibile sulla stessa.

Solo nel momento in cui Hanging Rock espelle Irma, un po' come il nostro lettore cd o dvd può fare con un disco, la ragazza torna visibile sul piano dello spazio-tempo ordinario.

Il problema che sorge, a questo punto, è che per avere le risposte a tutte le questioni in sospeso sul destino di Irma è necessario ricorrere al capitolo XVIII, dove apprendiamo che la ragazza, a differenza di Marion, Miranda e Miss McCraw, non accede a quell'altra dimensione, comunicante con la nostra ma separata, definita da Miranda semplicemente come "luce". E dove apprendiamo la sorte toccata ai corsetti delle ragazze.

Eppure Picnic a Hanging Rock ha ugualmente trascorso in forma smagliante venti anni di esistenza libraria, e quindici di esistenza cinematografica, senza il Capitolo XVIII (molti hanno anzi vissuto la ricomparsa del capitolo mancante con fastidio, come una sorta di evento guastafeste). E in tutto questo tempo l'interpretazione di ciò che vi era a monte di queste due scene - la fuga di Edith e la ricomparsa di Irma - è stata affidata all'immaginazione del lettore sulla base di pochi sparuti indizi. Si poteva intuire che fossero in gioco due diverse dimensioni spazio-temporali, ma non molto più di questo.




La scelta di espungere il Capitolo XVIII dalla versione definitiva del libro - per quel che ne sappiamo proposta dall'editore e accettata da Joan Lindsay - ha creato il mistero di Hanging Rock, con tutte le conseguenze del caso, compreso quella abbastanza nota di complicare la vita della scrittrice che, stando a quel dice il suo agente letterario John Taylor "in certi momenti desiderava aver pubblicato il capitolo finale ed essersi risparmiata il fastidio"**; il fastidio di dover far fronte a una platea di lettori avida di spiegazioni che lei non era intenzionata a dare.

Non desidero cancellare il mistero. Il libro è scritto come una storia del mistero e io dico sempre a queste persone benintenzionate che vogliono sapere tutto... bene, è scritto come una storia del mistero e tale rimane. Mi spiace, ma ho a malapena io le risposte. Probabilmente pensano che io sia la persona più orribile del pianeta, ma non posso dir loro più di questo. Perché... non voglio paragonarmi ai grandi scrittori, ma Henry James, che fu uno scrittore straordinario e scrisse... Oh, ora non ricordo [Giro di vite, Joan, si intitola Giro di vite]... un libro meraviglioso su dei bambini in una casa infestata con una governante... lo scrisse come una storia del mistero e nessuno capisce cosa succeda davvero, ma è un misterioso racconto metà realtà e metà fantasia... ed erano soliti scrivergli che volevano sapere cosa fosse successo e lui sempre rispondeva... Io non lo so sapevo quando io iniziai a rispondere alle missive, ma fu interessante scoprirlo in seguito... che Henry James non disse mai esattamente cos'era successo... Se riesci a trarre le tue conclusioni, va più che bene, ma non penso che sia importante.***

Joan Lindsay sceglie quindi di presentare, in questa tarda video-intervista, il suo romanzo più celebre e celebrato come un mystery, "storia del mistero" nella mia presente traduzione. Ma almeno uno dei moderni picnicologi trova più pertinente il weird e giustifica questa sua preferenza in base alla seguente definizione di tale genere letterario:

La letteratura weird mette il lettore davanti a un mondo che si colloca al di là della sua idea di come il mondo dovrebbe essere. Nella letteratura weird i personaggi spesso incontrano dei mostri ripugnanti, degli dei alieni, degli eventi o esperienze incomprensibili, e in breve tempo finiscono per essere investiti da una conoscenza che lascia loro una cicatrice. La realizzazione di quanto vasta sia la realtà e quanto poco di essa possano comprendere li terrorizza.****


Joanna Karpowicz, Picnic at Hanging Rock.

Ognuno decida per proprio conto se questa descrizione al centimetro dell'universo narrativo di H.P. Lovecraft possa adattarsi altrettanto bene a quello di Joan Lindsay. Io, dal canto mio, concludo con una considerazione sulla citazione del grande antropologo Adolphus Peter Elkin - primo accademico ad avere intuito la reale vastità e complessità del sistema di conoscenze degli aborigeni australiani - che ho posto a introduzione del post. Sono parole che in qualche modo danno una spiegazione di tutto quanto ho discusso in queste righe, e anche anticipano molto di ciò che ci aspetta nel futuro di questo Speciale.


* * *


* A.P. Elkin, Gli aborigeni australiani. Einaudi, 1956.

** Joan Lindsay, John Taylor, Yvonne Rousseau, The Secret of Hanging Rock. Angus & Robertson Publishers, 1987; pag. 15.

*** In: Patricia Lovell, "A Recollection: Hanging Rock 1900". In: Picnic at Hanging Rock special edition director's cut, Disc 2 (DVD, Umbrella Entertainment 2004).

**** Da: The Mystery of Hanging Rock: Analysing an Australian Icon. Canale youtube: Welcome to the Woods - Literary Analysis.

Le citazioni da Picnic a Hanging Rock (tra virgolette nel post) provengono dall'edizione Sellerio del 1993. Traduzione di Maria Vittoria Malvano.

L'immagine di apertura è un poster cinematografico di Kilian Eng.

Commenti

  1. "Giro di vite" l'ho letto, in effetti é una narrazione che crea thrilling grazie alle omissioni più che alle descrizioni. Forse l'editore del romanzo di Joan Lindsay ha intravisto una possibilità del genere e per questo ha insistito con l'autrice affinché togliesse il capitolo che avrebbe potuto (sia pure in modo non esplicito) rivelare qualcosa sul destino delle ragazze. E in seguito lei stessa si è resa conto che una "omissione" del genere aveva reso il suo romanzo più suggestivo anziché meno completo.

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    1. "Giro di vite" è invece uno di quei libri che io cerco di leggere da sempre, ma per un motivo o l'altro non succede mai. Sono quindi convinto che abbia ragione Henry Miller quando dice che nella nostra vita possiamo leggere solo i libri che siamo destinati a leggere. Che è poi il succo filosofico di Picnic a Hanging Rock: "Ci sono un tempo e un luogo per ogni cosa". Che è poi quello che dice L'Ecclesiaste: "Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo". Che è poi... no basta, mi fermo qui. Grazie Ariano e a Presto :-)

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  2. Probabilmente è stata l'indeterminatezza la chiave del successo di "Picnic ad Hanging Rock",ogni lettore prima ed ogni spettatore poi, si era dato una sua risposta e ricostruzione personale relativa a quanto fosse accaduto alle ragazze scomparse. L'apparizione del "famigerato" capitolo mancante ha scombussolato molte di queste ricostruzioni ed ha tolto parecchia magia al romanzo.

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    1. Da un lato è così e questa è un po' l'opinione generale. Dall'altro però ne ha anche aggiunta molta. Lo vedremo nella seconda sezione dello Speciale :-)

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  3. La decisione di far sparire l'ultimo, fatidico, capitolo fu senza dubbio una scelta vincente, unitamente al la scelta di instillare il dubbio che i fatti fossero reali. Personalmente non avrei mai tirato fuori dal cassetto quelle pagine dimenticate che, pur non rivelando nulla di veramente definitivo, un pochino banalizzano l'intera vicenda. Parlo come un lettore del XXI secolo, ovviamente, che ha sulle spalle quintali di letteratura scifi e horror...

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    1. Sul Capitolo XVIII anticiperò già qualcosa nel finale di questa sezione, ma sarà soprattutto oggetto della seconda, rimandata di necessità all'autunno.

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