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Il mondo degli animali - Il topo nel mito, nella fiaba, nel fumetto e nella letteratura




Per la seconda volta in breve tempo, mi sono lasciato ispirare da un post di Maria Cristina Cavaliere. Nel caso precedente, lo ricorderete, si era trattato di accostare opere letterarie e quadri con le stagioni, stavolta l'accostamento è nientemeno che con il topo, animaletto umile ma che ha spesso ispirato artisti e scrittori anche molto diversi tra loro. Cristina ha proposto cinque celebri topi, io mi sono limitato a quattro, i primi che mi sono venuti in mente scansando alcuni di quelli da lei utilizzati.
Comincerò questo viaggio da molto lontano nel tempo. E precisamente dal mito e dalla fiaba, dove fanno capolino i più antichi topi della letteratura di cui ho notizia, eccettuate forse le favole di Esopo.


1. Sminteo


Non si tratta di un vero e proprio topo, bensì di un epiteto del dio Apollo che i più fanno derivare dalla parola greca sminthos, che indica il topo. Altri studiosi lo fanno invece derivare dalla città di Sminthe nella Troade, ma il topo, come vedremo, c'entra comunque.
Apollo porta l'appellativo di Sminteo nella sua qualità di “uccisore di topi”. In un racconto il dio scatena un esercito di topi nei campi di Crinime, un suo sacerdote che si è mostrato negligente nel servirlo, ma sarà poi lo stesso dio a incaricarsi di sterminare i topi con le sue frecce.
A memoria di uno sterminio analogo che il dio compì nella Troade, venne fondato nella città di Crisa un tempio dedicato ad Apollo Sminteo, al cui interno fu collocata una statua del dio attribuita allo scultore Skopas (IV secolo a.C.). L'opera è andata perduta, ma la sua riproduzione sulle monete dell'epoca ci mostra che il dio vi era scolpito con un topo ai suoi piedi.


Un'altra leggenda vuole invece che un oracolo consigliasse i Teucri, dopo che ebbero lasciato Creta guidati dal loro re Teucro, di fermarsi là dove i loro nemici sarebbero strisciati fuori dal terreno sotto i loro occhi. Quando giunsero ad Hamaxitus, al confine tra Troade e Eolia, videro dei topi uscire di notte fuori dal terreno e rosicchiare i loro scudi. Eressero allora, nello stesso luogo, una statua ad Apollo Sminteo. Ma il culto si diffuse in varie altre parti della regione, comprese le isole, con la fondazione templi e la celebrazione di feste denominate Smintheia.

L’importanza dell’epiteto è tale da figurare anche nell’invocazione al dio presente nel primo capitolo dell’Iliade di Omero (I,47-49). Così suona il brano nella nota versione di Vincenzo Monti:
(Crise sacerdote d’Apollo, essendo venuto alle navi de’ Greci per riscattare Criseide sua figlia, è villanamente discacciato da Agamennone. Nel ritornare a Crisa egli supplica Apollo di vendicarlo del ricevuto oltraggio.)
Dio dall’arco d’argento, o tu che Crisa
Proteggi e l’alma Cilla, e sei di Ténedo
Possente imperador, Smintéo, deh m’odi.

Mentre questa che segue è la più moderna versione di Rosa Calzecchi Onesti:
Ascoltami, Arco d’argento, che Crisa proteggi,
e Cilla divina, e regni sovrano su Tènedo,
Sminteo…

E' del resto naturale che Crise si appelli al dio nella particolare designazione che lo collega al piccolo animale, al momento di invocare lo scoppio della pestilenza nel campo degli Achei. 

Lo stesso epiteto, Sminteo, sarà comunque ripreso, vari secoli dopo, anche da Giordano Bruno nella sua Invocazione al Sole (Cantus Circaeus, 1582):
Febo, roseo,dalla lunga chioma, belcrinito, dorato, splendente, sereno, suonatore di cetra, cantore e rivelatore del vero.
Titano, Milesio, Palatino, Cirreo, Delio, Delfico, Leucadio, Tegeo, Capitolino, Sminteo, Ismenio e Laziale.

Felice Giani, Apollo guida il carro del sole (1802 c., part.)

Va riportata inoltre la tradizione, diffusa nel Mediterraneo, di templi di Apollo in cui erano allevati topolini bianchi, sacri al dio, “come intermediari tra gli uomini e gli dei; se poi i topolini bianchi si riproducono in gran numero, l’evento viene considerato come segno di futura prosperità”.*
Si può supporre in questo caso che i topi, muovendosi al livello del terreno, ne aspirassero gli stessi vapori della Pizia a Delfi, mentre è facile immaginare che il colore bianco sia collegato ad Apollo nella sua funzione di dio della luce.


2. Giac e Gas Gas


Il passaggio dal mito greco al cinema d'animazione disneyano potrà sembrare un po' brusco a prima vista, ma esistono in realtà molti punti di contatto tra la figura di Apollo e quella di Cenerentola.
Apollo è un dio della luce, spesso identificato con l'astro diurno, e Cenerentola è così luminosa, nella sua veste, da risplendere come il sole e illuminare l’intera sala da ballo. Quando però riveste la sua funzione di serva, allora può scegliere di nascondere la sua luce con un mantello di pelli di topo di campo (o, in alternativa, di pelli di gatto, oppure può ricorrere a una pelle d'asino). Chi ha letto la mia serie di post su Apollo servo di Admeto, forse ricorda che anche Apollo si presta a fare da servitore dopo aver celato sotto un aspetto dimesso la sua natura luminosa e divina.
Tornando al classico disneyano del 1950, è notevole il dettaglio che tra i principali aiutanti di Cenerentola figurino Giac (Jac), Gas Gas (Gus Gus) e altri topi, e che la fata trasformi alcuni di loro in un tiro di cavalli bianchi.

Ecco come appaiono Giac e Gas Gas nella storia a fumetti
Topolino buffone del re (1950)


3. Ignatz Mouse


Non è un neanche un caso che abbia chiuso il capitoletto precedente con un'immagine tratta da una tavola domenicale di Topolino. Quasi due decenni prima di Disney, Iwerks e il loro Mickey Mouse -  e precisamente dall'8 ottobre 1910 - George Herriman inaugurò le "avventure" del topo Ignatz e dei suoi comprimari. Dapprima disegnate dall'autore per puro intrattenimento personale, e da lui aggiunte come "piede" alla sua striscia ufficiale, The Family Upstairs - quotidiano, e geniale, resoconto delle vicissitudini di una famiglia in perenne lotta con dei fastidiosi quanto fantomatici vicini del piano di sopra - Ignatz Mouse (che in realtà non aveva ancora un nome) e soci cominciano presto a imporsi nel gradimento del pubblico e a rubare la scena.

Nota: Un clic sulle immagini che seguono le ingrandisce e le rende visibili nei dettagli e fruibili.


Il 30 dicembre 1910 George Herriman, per bocca di Ignatz Mouse, annuncia ai lettori del New York American Journal che il 1911 sarà un anno duro per i gatti, in particolare per la "nemesi" Krazy Kat, felino dal genere sessuale mai del tutto precisato**. E' anche l'annuncio di una svolta nelle sorti della striscia minore che porterà molto presto il nome di Krazy Kat & Ignatz Mouse.


Ma è solo l'inizio: due anni dopo, nel 1913, Krazy Kat and Ignatz Mouse sfratta The Family Upstairs e diventa la striscia regina curata da George Herriman. E tale rimarrà per più di trent'anni, fino alla morte dell'autore nel 1944.
Le vicende che vi sono narrate ruotano tutte intorno a un bizzarro triangolo formato da Ignatz Mouse, Krazy Kat e il cane agente Bull Pupp (chiamato anche Officer Pupp o Offisa Bull Pupp). Krazy Kat è innamorato (genere neutro) di Ignatz Mouse, che dal canto sua odia Krazy Kat e lo vessa come può, quasi sempre colpendolo con un mattone alla testa. Il gatto innamorato interpreta però il lancio del mattone come una manifestazione d'amore di Ignatz nei suoi confronti e a niente vale che l'agente Bull Pupp sbatta regolarmente il sadico topo in gattabuia, nulla è mai destinato a cambiare.
E' attorno a questo singolo nucleo narrativo, immodificabile e all'apparenza limitato, che George Herriman, grazie al suo talento umoristico e al supporto di una schiera di comprimari altrettanto stralunati dei tre personaggi principali, costruisce il suo capolavoro surrealista a fumetti. Lo porterà avanti per oltre trent'anni senza nessun particolare segno di senescenza o inaridimento creativo***.


Tavola domenicale del 28/5/1936 


4. Veronica


Annidata nel quinto capitolo di V., opera del 1963 di Thomas Pynchon, troviamo la storia di padre Fairing. Durante la profonda crisi americana degli anni '30, seguita al crollo di Wall Street del 1929, padre Fairing ha una visione apocalittica in cui vede i topi sostituirsi agli umani a New York e forse in tutta America. Decide allora di assumersi la missione di convertire i topi al cattolicesimo e una notte scende nelle fogne dell'Upper East Side per stabilirvi la sua parrocchia. E' il suo diario, ritrovato alcuni mesi dopo la sua morte e in seguito conservato in un'area inaccessibile della Biblioteca vaticana, a dare testimonianza degli avvenimenti successivi. Pynchon ne riporta vari estratti, che dimostrano che il prete riuscì a convertire almeno un gruppo di topi, prima che la carne di topo di cui era costretto a nutrirsi provocasse la sua morte.
"Dopo la prima conversione", scrive Pynchon, "le aggiunte al diario si fanno meno frequenti. Ma sono tutte ottimistiche, talvolta euforiche. Danno un'immagine della comunità parrocchiale come di una piccola enclave di luce in una buia epoca di dilagante ignoranza e barbarie".
Uno degli apocrifi tramandati del diario riporta la relazione di padre Fairing con un topo femmina di nome Veronica, da lui descritta come una sensuale Maddalena. Si dice che la considerasse il solo membro del suo gregge con un'anima degna di essere salvata.

Alcuni estratti dal diario di padre Fairing che la riguardano:
Può essere valsa la pena alla fine di aver messo in piedi questo barzelletta. Quando la comunità si sarà abbastanza consolidata per poter pensare a una canonizzazione, sono sicuro che Veronica guiderà la lista. Con qualche discendente di Ignazio [il topo capo degli scettici della comunità] a fare senza dubbio da avvocato del diavolo.
V. è venuta da me stanotte, sconvolta. Lei e Paolo ci sono caduti di nuovo. Il peso della colpa schiaccia talmente la piccola che lei sembra quasi vederlo: una enorme, bianca bestia mostruosa che le dà la caccia desiderosa di divorarla. Abbiamo discusso di Satana e dei suoi stratagemmi per alcune ore.
V. mi ha espresso il desiderio di farsi suora. Le ho spiegato che allo stato attuale non esisteva un ordine riconosciuto in cui avrebbe potuto essere accolta. Parlerà con alcune delle altre ragazze, per vedere se c'è un interesse abbastanza diffuso da richiedere un'azione dalla mia parte. Significherebbe dover scrivere una lettera al vescovo. E il mio latino è così mal messo...****

* * *


Note


* M. Dansel, 1977. Citato in Francesco Santoianni, Topi: dalla saga del pifferaio magico agli esperimenti di ingegneria genetica.

** Il regista Frank Capra una volta chiese a Herriman se Krazy Kat fosse maschio o femmina, la risposta fu che Kat era "qualcosa di simile a un folletto, un elfo. I folletti non hanno sesso. Il Krazy Kat è uno spirito, un folletto libero". (fonte: Wikipedia)

*** In Italia è stata soprattutto la rivista Linus a far conoscere, fin dal primo numero, le strisce di Krazy kat.

**** Traduzione mia. Non dispongo della versione italiana del romanzo.

Commenti

  1. Intanto grazie di cuore per il meme, sono anche ammiratissima dalla prodigiosa velocità nella composizione. :-) In tempi recenti i topi imperversano ovunque, vedi le inchieste di questi giorni sui quotidiani del numero di topi che vivono nei sottosuoli delle nostre città, Roma in testa.

    Per quanto riguarda il tuo bellissimo post, dell'appellativo Sminteo riferito ad Apollo, e delle storie che riguardano il suo legame con i topi, non sapevo nulla, ma ho una scarsa cultura classica e quindi sono contenta di avere appreso qualcosa di nuovo.

    Trovo dolcissimo Ignatz Mouse, pensa che ho un grosso libro che mi avevano regalato da piccola dal titolo "I primi eroi" con i fumetti sin dai loro albori. E c'è ovviamente un capitolo tutto dedicato a lui/lei e allo strano triangolo con il topo e il cane. Storie poetiche e stralunate come questi personaggi.

    Mi è venuta in mente anche la fiaba del Pifferaio Magico con i topi. Inquietante il romanzo di Pynchon...

    Complimenti ancora e a presto!

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    1. Avevo notato anch'io la sincronia con le cronache di questi giorni. Si vede che siamo al passo con i tempi ;-)

      In effetti è vero che nonostante appaia addirittura all'inizio dell'Iliade, il termine "Sminteo" sembra sia passato inosservato ai più. Ma certo non al grande Giordano Bruno.

      "I primi eroi" lo avevo anch'io una volta, ma chissà dove è finito. Certo, se mi capitasse a tiro in qualche fiera dell'usato non mancherei di recuperarlo.

      Avevo pensato anch'io al pifferaio magico, ma alla fine ho deciso di utilizzare i quattro topi ai quali mi è venuto spontaneo pensare per primi, che sono quelli che più mi sono familiari.

      I libri di Pynchon, che è il mio scrittore contemporaneo preferito, abbondano di molte cose, parti inquietanti comprese.

      Grazie mille per i complimenti e per l'ideazione del "meme". tra l'altro, sono curioso di sapere quale sarà il prossimo animale, anche se non è detto che possa ispirarmi.
      A presto!

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    2. Sì, domattina ci sarà un post di argomento diverso (una delle mie linee guida del blog è mischiare i percorsi al suo interno). Non è detto che anche quello di domattina non possa stuzzicare la tua fantasia, però!

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    3. Sminteo è un appellativo addirittura pre ellenico, credo dell'epoca Minoica, fu un epiteto attribuito successivamente ad Apollo che nella Troade era chiamato lo sterminatore di topi, quindi anche in grado di controllarli (la pestilenza nel campo degli achei). Ci sarebbe da dire anche sul pifferaio magico e sull'origine di quella leggenda da cui è tratta l'opera, cose turpi.

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    4. Se l'origine è Minoica come dici, Massimiliano, allora è probabile che la vicenda dei Teucri abbia a che fare con l'esportazione del nome da Creta alla Troade.
      Vero, la natura di Apollo è sempre stata duplice, di guaritore ma anche di causa di malattia.
      Aspetto al più presto un tuo post sul pifferaio magico, per portare avanti la saga dei topi ;D

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    5. @Cristina
      Come mescolatore anch'io non scherzo. E sono anche sempre pronto a farmi ispirare... ;-)

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    6. Probabile, l'anatolia non fu solo colonizzata da popolazioni indoeuropee (ci sono tracce che risalgono agli ittiti), ovvio pensare che i micenei potessero aver portato il loro bagaglio culturale e quello dei minoici, che dopo la caduta e conseguente diaspora dei sopravissuti potrebbero essersi trasferiti anche lì. Teorie, leggende…
      In merito al pifferaio magico... potrebbe essere un post carino da fare.

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    7. @Ivano. Vedo, vedo che cogli subito la palla al balzo! :-)
      @Massimiliano: Il pifferaio magico è una delle mie fiabe preferite, anche se i risvolti sono spaventosi. Del resto è piuttosto comune nelle fiabe.

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    8. @Cristina, verissimo. Le favole in generale racchiudono la storia non ufficiale dell'uomo, parlano di viscere e ansiti.

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  2. Da appassionato di fumetti ho apprezzato maggiormente i riferimenti ad Herriman e ai topi disneiani.
    Ma questo, suppongo lo immaginavi già, no?

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  3. In effetti mi è sempre risultato difficile capire il "successo" dei topi fumettistici e dei cartoni animati (tipo Jerry). Il topo non è esattamente il tipo di animale che suscita simpatia quando lo si vede dal vivo.
    Se può interessarti, in India esiste un tempio dove i topi sono venerati e... trattati coi guanti! Questo è il video del National Geographic su youtube:
    https://www.youtube.com/watch?v=2OOs1l8Fajc

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    1. Forse perché come animale si presta bene a essere antropomorfizzato. Inoltre, una volta stilizzato, ha forme tondeggianti che rassicurano e richiamano l'infanzia.

      Fortunato il topo che nasce da quelle parti; da noi godono certamente di tutt'altra considerazione.

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    2. @Ariano: Avevo visto un documentario sul tempio in India che menzioni, e ieri c'era giusto un articolo sul Corriere. Ci sono là qualcosa come 20.000 topi, e per chi riesce a vedere anche il rarissimo topo albino, in mezzo agli altri, la fortuna è assicurata.

      @Ivano: giusta la tua osservazione sulle forme tondeggianti che richiamano la "cucciolosità" dell'infanzia.

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  4. Meme interessante e pieno di stimoli e rimandi :)
    Anch'io come Nick Parisi pongo particolare attenzione ai topi dei fumetti; peraltro devo dire che a mio parere Krazy Kat & Ignatz è uno dei fumetti piuù belli di tutti i tempi! (A questo proposito spero che la 001 Edizioni prosegua nella pubblicazioni dei volumoni con le giornaliere...).
    Sempre a proposito di fumetti vorrei ricordare anche i topi di Maus, il capolavoro di Art Spiegelman e per i cartoni animati il Topo motociclista di Mototopo e Autogatto :-D
    Volevo inoltre aggiungere qualcosa riguardo la mia Mitologia preferita, ossia quel complesso religioso-filosofico(-mitologico) chiamata assai impropriamente "Induismo".
    Nella mitologia Indù ogni divinità di un certo peso ha una sua propria cavalcatura, un veicolo, che rappresenta più o meno il modo in cui la divinità che lo cavalca "agisce nel mondo". Ordunque la mia seconda divinità preferita, Ganesha, ha come veicolo (vimana) proprio un topo! La cosa ha del tenero e del buffo, in quanto Ganesha è un dio molto grasso, con un immenso pancione e una testa da elefante, eppure cavalca svelto come la luce il suo vimana, un topolino chiamato Akhu o anche Mushika. Ci sono mille leggende riguardo Ganesha e Mushika, che in INdia si raccontano ancor oggi ai bimbi e alle bimbe per farlki addormentare (e sognare!) :)
    Un caro saluto!

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    1. p.s. Anch'io in India sono stato, scalzo naturalmente!, in un tempio in cui i topi erano non venerati, ma accuditi e nutriti; si tratta di un tempio Jainista sito nel più grande complesso Jainista dell'India (non è quello del commento di Ariano Geta) però accidenti se in questo momento me ne viene in mente il nome... sorry, è l'età! :)
      Non ho avuto particolari problemi perché il topo non è un animale che mi fa schifo, anche se non nego che vederne qualche centinaio a pochi metri dai miei piedi scalzi qualche brivido me l'ha provocato!

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    2. Ho ben presente Ganesha, ma non ricordavo il particolare del topo come cavalcatura.
      Più vicino a noi, c'è Freyr che cavalca un cinghiale.
      Neanche a me il topo fa schifo; anzi come animale mi sta tendenzialmente simpatico, a parte la trasmissione di malattie. Ma, chissà, forse è davvero un emissario di Apollo addetto a fare un po' di largo tra la gente; dopotutto Apollo è un dio che ama la distanza (cattiva questa, lo so :P).
      D'accordo su Krazy Kat... è un fumetto meraviglioso *__*

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    3. P.S. Ho visto che hai superato il tuo blocco e ricominciato a scrivere articoli sul fumetto. Mi fa molto piacere.
      Non ho avuto molto da dire, perché hai parlato di due autori che non seguo, ma attendo di leggere altro.

      P.p.s. Di Maus si è occupata Cristina nel suo articolo. Puoi leggerlo se clicchi sul link in arancione quasi all'inizio di questo post.

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  5. Bellissimo post! Non ricordavo che Apollo Sminteo avesse a che fare con i topi.
    PS: modalità spiegone on – da archeologa ricordo che non essendo il minoico (né il geroglifico cretese né la lineare A) compreso e tradotto, tecnicamente possiamo dire che un vocabolo è pre ellenico – modalità spiegone off.

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    1. PPS: altri dubbi da archeologa.
      Non sono del tutto convinta che il controllo dei topi di Apollo possa essere messo in connessione con le pestilenze che, tradizionalmente, causava con l'arco. Per quel che ricordo all'epoca il termine "peste" non aveva connessione diretta con la malattia "peste", ma indicava qualsiasi epidemia. La peste propriamente detta dovrebbe arrivare nelle nostre zone e in Grecia solo in epoca imperiale romana insieme alla varietà di ratti che la veicola. Dopo tutto i topolini bianchi di Apollo sono benauguranti...
      PPPS: che bello un post e dei commenti che ti fanno tornare agli anni dell'università

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    2. Vero Tenar, con il termine pestilenza si indicava qualsiasi epidemia, quindi legato ai topi non in riferimento alla trasmissione della peste grazie alle pulci dei topi, piuttosto alla funzione di psicopompo che veniva attribuita ad alcune divinità, dove alcuni tipi di animali venivano considerati come tramite, testimoni o quant'altro di questo passaggio nell'aldilà (corvi, topi, ecc). Immagina una preghiera innalzata ad Apollo Sminteo per far punire gli achei, un campo con migliaia di persone e le conseguenti défaillance igienico-sanitarie, coincidenze varie sino allo scoppio di un epidemia... presenza di masse di topi che magari c'erano già ma solo in quel momento vengono notate mentre scorazzano e si cibano dei cadaveri …hip hip urrà Apollo.
      Il collegamento tra peste e pulci dei topi è recente. Inoltre, non sono un esperto ma credo che si parli di peste per come la intendiamo noi solo intorno al 3° secolo dc. Sicuramente puoi essere più precisa tu in virtù dei tuoi studi più approfonditi.

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    3. Grazie mille per il tuo intervento Tenar. Un archeologa/filologa è sempre la benvenuta da queste parti. ^_^
      E grazie per l'apprezzamento del post!

      Il fatto comunque che Crise si appelli al dio usando proprio l'epiteto Sminteo, che non conosco come presente in altre invocazioni al dio, crea perlomeno un rimando che incuriosisce.

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    4. P.S. Vedo (dal mio blogroll) che anche tu ti sei occupata dell'Iliade (che coincidenza!). Per oggi ho esaurito il tempo a disposizione, ma domani mi fermo a leggere.

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    5. A dir la verità è leggendo il tuo post che mi è venuto in mente di spulciare nel mio archivio per vedere se avevo qualcosa in tema...
      Quindi grazie mille!

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    6. Ah! Una vera Speedy Gonzales, per rimanere in tema.

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    7. @Tenar: grazie mille, gli spiegoni sono sempre i benvenuti anche dalle mie parti. Come dicevo più sopra, la mia cultura classica è molto "basic", così sempre imparo volentieri qualcosa di nuovo.

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  6. Bellissimo post! Sminteo ha mosso il mio vecchio cuore di classicista, perché i riferimenti da te fatti sono puntuali, compresa la citazione del I libro dell'Iliade. Restando nel mondo classico penso pure alla favoletta de Il topo di campagna e il topo di città, oppure, facendo un grosso balzo in avanti, ai topi de La peste di Camus. Post bellissimo comunque! Complimenti!

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    1. Grazie infinite Annalisa!
      La favola di Esopo sarebbe senza dubbio entrata a far parte del post se non la avesse citata prima Cristina, dal cui blog è iniziata la "pioggia" di topi.
      Ancora grazie e a presto!

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    2. @Annalisa e Ivano: aggiungo il mio grazie per i commenti. :-)

      A quanto pare di recente "piovono topi".

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    3. Eppure "I topi non avevano nipoti". 😊

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    4. Di palo in palindromo, ahahahah!

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  7. Sono ammirata da tanta preparazione, Ivano, davvero. La storia di Apollo/Sminteo è molto affascinante e non la conoscevo, nonostante i miei studi classici.
    Come ho già detto a Cristina, non amo tantissimo l'animale topo, invece la sua trasposizione fumettistica sì. Gas Gas di Cenerentola era il mio preferito ai tempi della fissa per i cartoni di Disney. Ma ribadisco: se ne incontrassi uno lungo la strada, non basterebbero tutti i sali della terra per rinvenire :)

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    1. In realtà, Marina, tutta la mia cultura classica è una sorta di effetto collaterale dell'incontro tra due grandi passioni, per la mitologia e per la fiaba.
      Per questo sono benvenuti gli apporti di chi ha seguito altre strade, come la filologia e l'archeologia.
      Grazie per le bellissime parole :))
      Ma poveri topi, però!

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  8. Incredibile post, ma guarda un po' cosa si cela dietro a dei piccoli topolini come Gus Gus e Jac!
    Sembra che nulla nasca dal caso ma si ricolleghi, riporti... è proprio vero, non si finisce mai di imparare.
    Il seguito dei commenti ha ulteriormente aggiunto carne al fuoco.
    Andro a leggere con calma sia Cristina che Tenar.
    Siete tutti dei grandi ^___^
    Grazie Ivano.

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    1. Grazie a te, Anna Maria, per la presenza assidua e la grande passione che dimostri per certi argomenti *___*

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  9. Dopo Topolino, Jerry e Auto Topo, il primo topo che mi viene in mente è Paul Muad Dib Atreides.

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    1. Ma non è un personaggio di Dune?
      I nomi di Topolino, Jerry e Autotopo ricorrono nei commenti. Trovo però strano che nessuno abbia citato Speedy Gonzales, che pensavo fosse uno dei topi più famosi in assoluto.

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    2. Giusto, anche Speedy Gonzales.
      Sì, Paul Atreides è il protagonista di Dune, il Muad Dib, il topo-canguro del deserto.

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  10. Finalmente recupero questo post! Bella divagazione tra i topolini :D Io sono particolarmente interessata a quelli di Pynchon, autore che non ho ancora letto!!! *__*
    Ignoravo tutto sull'appellativo ad Apollo, ma i topi dei fumetti e cartoni li ricordo bene! Da bambina, non amavo particolarmente Cenerentola, ma, i topolini, li ho sempre adorati :D

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    1. Affrontare Pynchon non è un'impresa da poco, visto che non fa nulla per facilitare il compito dei lettori. Sembra anzi sfidarli a spingersi sempre oltre le loro possibilità di attenzione e comprensione.
      Credo sia inoltre uno di quegli autori del tutto esenti da editing esterno. Tutto quel che scrive è basato su una forma talmente personale che è impensabile che sia possibile cambiarne qualcosa senza essere lui stesso.

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    2. Ecco, così mi hai convinta del tutto! :P Che Pynchon a breve sia! XD

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  11. Dei topi di cui hai parlato conosco solo Giac e Gas Gas.

    Sempre nel mondo dei cartoni animati me ne vengono in mente molti: Brisby, Bianca e Berni, Fievel...

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    1. Se puoi, recupera almeno Krazy Kat. Vale la pena conoscerlo :)

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