Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli puoi leggere la seguente Informativa estesa.

Solve et Coagula - Pagina 112




Capitolo 9 - parte 11


Il suono proveniva senza dubbio dalla stanza delle passioni di suo padre, la versione domestica di quella che un tempo era stata la “stanza segreta”. Era la suoneria del cellulare di lui a squillare a vuoto in quel momento? E di chi altri sennò? Luisa, faceva tuttavia fatica a comprendere... passi dimenticarsi per una volta di chiudere le porta con le mandate supplementari, ma non portare con sé neanche il cellulare?
Attese che cessassero gli squilli, poi si alzò da sedere e si avviò con passo incerto, timoroso quasi, verso la stanza. Vide il cellulare abbandonato sullo stesso divano dove il giorno prima si era seduta ad ascoltare la storia di suo padre. A prima vista non c'era nulla di diverso: libri, fumetti e dischi erano sistemati ordinatamente negli scaffali, mentre sul tavolo del computer regnava il consueto caos di fogli sparsi, oltre all’album con le vecchie foto che lui aveva insistito per sfogliare insieme a lei prima che se andasse. Si era soffermato in particolare su una fotografia di una ventina di anni prima dove lei, bambina, era in piedi accanto a sua madre e sua nonna, davanti alla casa di quest’ultima. Più precisamente, erano davanti all’accesso a quella che nei pensieri di Luisa era sempre stata la valle segreta - invisibile a chiunque fosse all’oscuro della sua esistenza e accessibile solo se si avevano le chiavi del cancello che sbarrava il passaggio sotto l’arco agli estranei. (Un tempo era in realtà esistito anche un secondo accesso alla valle, attraverso un ponte che scavalcava il torrente. Glielo aveva rivelato suo nonno, mostrandogli il punto esatto, durante una delle lunghe passeggiate che talvolta facevano insieme la domenica mattina. Il ponte era stato poi portato via dalle furia delle acque, durante l’alluvione del ’66, e ora ne rimanevano solo i monconi dei due pilastri sulle sponde).
Suo padre invece nella foto non c'era, e non poteva esserci dato che al momento dello scatto si trovava dall’altro lato dell’obbiettivo. Erano in compenso presenti altre persone sullo sfondo, alcune figure minuscole e sfocate che lei forse non avrebbe neanche notato se lui non gliele avesse indicate.
«Vedi questi bambini ai piedi del cipresso? Secondo me stanno giocando, stanno facendo un girotondo».
Il cipresso era quello che Luisa conosceva bene dalle sue gite con la nonna e si trovava ad alcune decine di metri oltre l’arco. Era già quindi a tutti gli effetti parte della valle segreta e non sarebbe stato neppure visibile se il cancello al momento della foto non fosse stato aperto. Lo stesso valeva per i bambini, che dovevano essere tra gli abitanti delle poche case che fiancheggiavano l’inizio della stessa strada, sterrata ma carrozzabile, che poi, costeggiando il bosco, si spingeva fino alla radura con l’erba gattaia e la casa abbandonata.
Sì, ammise Luisa, quei bambini avevano tutta l'aria di star giocando a girotondo, ma lei in ogni caso non ricordava di averli mai visti né tanto meno conosciuti.
«Osserva bene» continuò suo padre. «Nessuno di loro guarda verso di noi eccetto questa bambina bionda che volta il viso di tre quarti nella nostra direzione…».
Luisa assentì di nuovo, ma avvertì anche un principio di allarme nascerle dentro, a causa soprattutto dell’enfasi che suo padre con cui suo padre aveva pronunciato le parole “bambina bionda”. Tutto lasciava intendere che aveva stabilito tra quella foto e la sua esperienza allucinatoria, chissà perché e chissà come, un collegamento che doveva tuttavia esistere, con ogni probabilità, solo nella sua testa. Si chiese così se dovesse dirgli quello che lei pensava davvero o continuare a assecondarlo nella sua sempre più evidente follia? Scelse, per il momento, di rimanere in silenzio e ascoltare ciò che aveva ancora da dire.


Commenti

  1. Qui hai fuso il presente con ciò che è accaduto il giorno prima, segno che probabilmente c'è un particolare da svelare sul loro precedente incontro.

    Il padre sembra essere uscito di corsa, forse ha ricevuto la notizia dell'apparente chiusura del Ragnarok - o qualche altra notizia correlata a questo evento, magari proprio quello che vi sta dietro - e non ha aspettato un solo momento per pensare lasciando tutto in disordine... il cipresso, fra l'altro, non è un albero dei morti? Ed Hel non ha a che fare con l'Underworld? Mhm!! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alessia e Patricia, con voi due e Glò potrei aprire un forum! ;D
      In effetti un certo simbolismo è voluto, ma perché per quanto mi riguarda esiste già nella realtà. In questa pagina non c'è quasi nulla di inventato. La "valle segreta" esiste realmente così come esiste l'ingresso ad arco con il cancello che vi conduce. Esistono realmente la radura con l'erba gattaia, la casa abbandonata, i piloni del ponte portato via dall'alluvione. E il cipresso è collocato esattamente dove ho scritto che è.

      Elimina
    2. Cit.: Alessia e Patricia, con voi due e Glò potrei aprire un forum! ;D
      Muahahahahah! Siamo attentissime! XD

      Elimina
    3. Mi fa molto piacere, anche se la mia speranza continua a essere quella di riuscire comunque a spiazzarvi alla fine ^^

      Elimina
    4. Ci spiazzi di già eh :P

      Elimina
  2. E i bambini, Alessia? Quelli che Luisa non ricorda di aver mai visto?
    Erano poi bambini davvero? O erano forse abitanti dell'inferno nordico? O folletti?
    E la bambina bionda? Alessandra?
    Sappiamo bene che Ale non è di questa terra, non è una persona come noi. La sua somiglianza con la figura femminile vista dal padre di Luisa sotto l'effetto delle pasticche, il suo vivere di aria, il suo silenzio.... lo strano legame che pare legarla con Eva Luna e il passato di tante persone...

    Forse questa foto è una chiave per capire qualcosa di più.
    Ma cosa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La foto circolava da un po' di tempo nei miei pensieri. Fino a subito prima di affrontare il post avevo pensato di far fare la scoperta direttamente a Luisa, ma è uscito poi fuori, in modo abbastanza inatteso, questo flashback. Forse era giusto così. Vediamo cosa succede adesso ;)

      Elimina
    2. Credo di sì, che wsia giusto così. Uno scrittore non deve essere scontato.
      Poi, a volte ho l'impressione che tu abbia un'idea ma ti diverta a cambiarla se siamo quasi sulla strada.. non dico buona ma quasi.... :D :D :D
      Ovviamente la mia è una battuta, prendila come tale.
      In una storia m piace essere spiazzata!!!!!

      ps mica male l'idea del forum... ;)

      Elimina
    3. Be', questo spazio ha già un po' l'aria di un mini-forum in fin dei conti ^^

      Elimina
  3. Intanto, gioisco e non poco, nel ritorno della "valle": mi aveva colpito parecchio quel punto e speravo/pensavo sarebbe stato uno snodo o cosa simile.
    Bella davvero l'idea della foto che consente il recupero di un ricordo lontanissimo.
    Ho una mia idea sul possibile legame tra padre e Alessandra/ragazza bionda, ma stavolta, opportunamente, taccio :D
    Ti farò rivelazione a cose avvenute XD Comunque, per me il padre non è uscito di corsa! :D
    Ma ci tocca aspettare fino a domenica prossima??? o_O Dolore!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le settimane passano in un baleno, Glò, dai, nessun dolore! :D
      I problemi sorgeranno se deciderò con la bella stagione di cominciare a mettere un po' il naso fuori nei fine settimana. In quale altro giorno della settimana potrei mai scrivere le pagine della novel? Boh, ci penserò se e quando sarà il momento :P

      Elimina
    2. -_- Organizzo un commando e ti muriamo in casa :P

      Elimina
    3. Della serie: "Luisa non deve morire"?

      Elimina
    4. Falla pure morire XD Basta che porti avanti (e ad una conclusione) la blog novel! :D

      Elimina
  4. Glò, soldato Patricia pronta ad obbedire! Quando incominciamo?????
    ahahhaahahhahahahaahahahh

    ps e fu così che Ivano Landi chiamò Eva Luna e fece sparire due lettrici rompiscatole! ahahahhaahahhah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Possibile! :P Dobbiamo ricorrere a Thor, forse...

      Elimina
    2. Purtroppo non ho il potere di evocare Eva Luna a volontà... Da quando poi ha chiuso il Ragnarock si è proprio volatilizzata :(

      Elimina
    3. Fiùùùùù! Per questa vollta l'abbiamo scampata....
      Già.. Eva Luna, dove è sparita?

      Elimina
    4. Alert! Spoiler!
      In realtà è sparito tutto e ogni cosa: Hel, Ragnarock, Eva Luna, Alessandra, padre, Giulia, Fabrizio ^^

      Elimina
    5. A questo punto, mi viene un dubbio....
      ma è sparito tutto quanto o è sparita solo Luisa?
      Due mondi paralleli... un'altra dimensione... chiamala come vuoi.

      Elimina
    6. Fuochino, Patricia, fuochino ^^

      Elimina
    7. Ma non mi dire? :))))))77
      Oramai mi aspetto qalunque cosa! :)))

      Elimina
  5. Fantastica l'idea della foto con i bambini accanto al cipresso. Mi hanno fatto venire in mente le vecchie foto del 1800-1900 con le apparizioni ectoplasmatiche. Complimenti per la cura nella descrizione della prospettiva, si riesce molto bene a immaginare dove è collocato chi... non è da tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se poi pensi che lo scritto è praticamante improvvisato e senza revisione... mi merito un 7+? ;D

      Elimina
  6. Caspita, io avrei già perso la trebisonda da un bel po' di tempo.

    RispondiElimina

Posta un commento

I tuoi commenti sono l'anima del blog. Il mio grazie se vorrai lasciare una traccia del tuo passaggio.

Post popolari in questo blog

10 serie a fumetti che hanno scandito i miei anni '70

Il libro azzurro della fiaba - I sette libri della fiaba Volume 1

Ivan e Maria (Иван да Марья)

Black & White & Sex Talks

Vikings S03 E07-10: La presa di Parigi

Insieme Raccontiamo 17: Omaggio a Malpertuis

Henry Miller e me - Breve invito a un meme sull'autobiobibliografia