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Solve et Coagula - Pagina 110




Capitolo 9 - parte 9


Gli unici soprabiti invernali appesi all’attaccapanni erano i suoi e questo significava una di queste due cose: o Alessandra non era rientrata quella notte oppure era uscita di nuovo quella mattina presto. Luisa non avrebbe saputo dire quale delle due versioni fosse vera, poiché la sera prima, a dispetto delle sue buone intenzioni di rimanere alzata ad aspettare il ritorno della sua inquilina, era stata colta da un improvviso, fortissimo bisogno di dormire, tanto che aveva fatto perfino fatica a passare dal bagno prima di trascinarsi in camera, mettersi a letto e piombare in un sonno che si era poi protratto, senza pause, fino al mattino. Il loro incontro era quindi rimandato, anche se non di molto, poiché, per quanto Luisa poteva ricordare, Alessandra non era mai stata lontano dall'appartamento e dalla sua stanza per più di un'intera giornata.
Stava così per uscire, quando le sembrò di sentire un rumore provenire proprio dalla stanza della sua inquilina. Era uno strano rumore, una sorta di lamento prolungato che le sembrò subito fin troppo familiare. Si immobilizzò all'istante e, con il cuore in gola, rimase in attesa che si ripetesse, ma tutto al di là della porta era tornato di nuovo silenzioso. Dunque si era solo immaginata di sentire quel suono?, si chiese. Ma nell'attimo stesso in cui si poneva la domanda, la sensazione come di una corrente gelida che le avvolgesse i piedi la fece sussultare. Guardò in basso e si accorse di qualcosa che fuoriusciva dalla sottile fessura che separava il bordo inferiore della porta della stanza dal pavimento: una sorta di nebbiolina azzurra che riluceva nella penombra e si espandeva pian piano nel corridoio senza però sollevarsi dal livello del suolo, quasi vi strisciasse sopra.
Stavolta Luisa non esitò un attimo. Aprì la porta d’ingresso dell’appartamento, si lanciò nel pianerottolo, e richiuse all'istante il battente alle sue spalle. Rimase poi immobile per una manciata di secondi, ansimando e cercando di pensare al da farsi. Era evidente che era appena passata attraverso la stessa allucinazione di suo padre, ma era possibile, si domandò, essere empatici al punto di prendersi sulle spalle la malattia di un’altra persona solo standole accanto per due o tre ore? O era una questione ereditaria, di sangue? Quello che era certo è che non avrebbe mai avuto il coraggio di rientrare nel suo appartamento da sola. Prese il cellulare dalla borsa e compose il numero di Giulia, attese che entrasse in funzione la segreteria e lasciò un messaggio all'amica dove le chiedeva di richiamarla al più presto. Luisa sapeva che lo avrebbe ascoltato intorno alle 11, durante il breve intervallo che le era concesso ogni mattina nel turno di lavoro. Le avrebbe detto che era indispensabile spostare il loro incontro a tre dalla casa di Fabrizio al suo appartamento. Le ragioni? Gliele avrebbe spiegate al loro arrivo, le ragioni, non certo per telefono. L’importante era che l’appuntamento fosse da lei.

Scese le scale del palazzo ancora scossa, ma anche in un certo senso rassegnata all'inevitabilità del rincorrersi delle stranezze in quel particolare periodo della sua vita. Erano passate da poco le nove, fuori continuava a nevischiare a fare freddo, e lei sapeva che rientrare nel suo appartamento le era precluso fino all’arrivo, nel pomeriggio, di Giulia e Fabrizio. Si tirò il cappuccio del bomber sulla testa e si incamminò verso la fermata dell'autobus.


Commenti

  1. Che forte legame tra padre figlia e Alessandra!!!!
    Però non di visione si tratta... a meno che qualcuno non abbia messo qualcosa nel cibo a Luisa procurandole quel sonno profondo.

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    1. Secondo me saresti anche una buona scrittrice di gialli... che vanno pure di moda ^^

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  2. Ma se non azzecco mai un colpevole???????
    No... mi piace leggerli e basta.

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  3. I colpevoli dovresti crearli... mica azzeccarli XD

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    1. Appunto! Ma se io cado sempre dalle nuvole quando scopro chi è il colpevole?????
      Chi potrei essere? Hercules Nonso?????

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  4. Eh ma non vale -_- Non puoi terminare così bruscamente e lasciarci sul più bello!!!
    Luisa alterna momenti in cui cerca di razionalizzare quello che le accade, ad altri in cui sembra finalmente intuire :P Si lascerà andare prima o poi, ma... per scelta o perché accadrà un fatto specifico? E che ne sappiamo noi, vero Ivano? -_-

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    1. Glò.. concordi con me che Ivano è un birichino????? Adesso dobbiamo aspettare fino a domenica!

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    2. Tanto monello... -_- sì!

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    3. @ Glò e Patricia
      In realtà non vi farò stare ancora per molto sulle spine. La prima parte di Solve et Coagula sta per terminare e dovrebbe (condizionale d'obbligo) contenere un finale.
      Il seguito della storia dovrebbe servire soltanto a spiegare cosa è successo davvero... ma di questo ne parleremo quando sarà il momento ^^

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  5. Cito: "Quello che era certo è che non avrebbe mai avuto il coraggio di rientrare nel suo appartamento da sola." Oh, meno male! Poi per un attimo ho avuto paura che, invece di precipitarsi fuori dalla porta di casa, Luisa spalancasse la porta della stanza di Alessandra...

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    1. Quella sarebbe stata forse una mossa da film horror, dove le attrici hanno una strana tendenza a ficcarsi nei peggiori posti ^^

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